🎧 Uffizi, 4 nuove stanze con 129 opere d’arte

🎧 Uffizi, 4 nuove stanze con 129 opere d’arte

Firenze, presentate alle Gallerie degli Uffizi, 4 nuove stanze traboccanti con ben 129 opere d’arte appartenenti ad artisti come Andrea del Sarto, Parmigianino, Pontormo, Sebastiano del Piombo, ma anche le recenti acquisizioni di Daniele da Volterra, Rosso Fiorentino e l’Enigma di Omero del bolognese Bartolomeo Passerotti, per secoli ritenuto perduto.

“Questa riapertura – ha detto il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – sorprenderà il pubblico con una serie di capolavori finora mai visti ed altri ben noti, ma mostrati in modo da riscoprirli nel loro significato più profondo”.

Capolavori di Daniele da Volterra, Rosso Fiorentino, Bartolomeo Passerotti (una grande tela ritenuta perduta da secoli), e tanti altri maestri, mai esposti in maniera permanente al pubblico ma adesso protagonisti, insieme ad Andrea del Sarto, Parmigianino, Pontormo, Sebastiano del Piombo nel prezioso allestimento di tredici nuove sale dedicate ai grandi della pittura fiorentina, emiliana e romana del Cinquecento.

Una quattordicesima nuova sala è uno speciale “assaggio”, sintesi ed anticipazione degli spazi che presto accoglieranno gli autoritratti degli artisti collezionati nel corso dei secoli, con lavori, tra gli altri, di Bernini, Cigoli, Chagall, Guttuso.

Una rivoluzione nell’ingresso al museo, tesa a snellire e fluidificare le code, con una nuova biglietteria, un nuovo sistema di accesso e ampi spazi di accoglienza nella parte del complesso vasariano più vicina all’Arno.

Le gallerie degli Uffizi riaprono martedì mattina alle 8:15, dopo l’ultima chiusura durata oltre due mesi, con una crescita per il museo di oltre duemila metri quadrati, nelle 14 nuove sale molte delle 129 opere d’arte non sono mai state esposte al mai viste grande pubblico, ed in più 22 locali al piano terreno adibiti a varie funzioni di ingresso e servizi, a disposizione della Galleria (con gli affreschi riemersi a sorpresa durante i lavori di restauro nell’ala di Ponente, tra i quali uno con il ritratto a figura intera di Cosimo II de’ Medici, attribuito all’ambito di Bernardino

In podcast l’intervista al direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schimd, a cura di Gimmy Tranquillo

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🎧 Kirsten Aschengreen Piacenti, è morta durante il week end

🎧 Kirsten Aschengreen Piacenti, è morta durante il week end

È scomparsa nel week end, Kirsten Aschengreen Piacenti, studiosa già direttrice del museo degli Argenti e del Museo Stibbert di Firenze, Cristina, così la chiamavano italianizzando il suo nome nordeuropeo, è morta nella sua casa nel Comune di Reggello.

Di origini danesi, Kirsten Aschengreen Piacenti, aveva studiato a Londra e poi a Firenze, dove spese poi la sua vita lavorativa. Negli ultimi anni si era dedicata anche alla salvaguardia del Castello di Sammezzano.

In podcast il ricordo dell’assessore alla cultura e presidente del museo Stibbert Tommaso Sacchi, intervistato da Gimmy Tranquillo

“A Firenze e al mondo della cultura e dell’arte mancherà una voce tra le più lucide e competenti, sempre appassionata e intenta fino all’ultimo allo studio della conservazione e della diffusione del bello – Afferma l’assessore alla cultura e presidente del museo Stibbert Tommaso Sacchi – Kirsten è stata uno straordinario esempio di come studio e passione possano essere fari che rischiarano un’intera esistenza e gettano luce anche su chi aveva la fortuna di incontrarla e di lavorare con lei. Alla famiglia giungano le condoglianze dell’amministrazione comunale di Firenze e mie personali”.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, e la coordinatrice del Tesoro dei Granduchi, Valentina Conticelli, esprimono il loro cordoglio per la scomparsa, il 9 aprile, di Kirsten Aschengreen Piacenti: “Per i suoi importanti e pionieristici contributi, per l’intelligenza con cui ha saputo riordinare – e in molti casi riscoprire – le collezioni da lei curate – ricordano Schmidt e Conticelli – Kirsten Aschengreen Piacenti rimane un modello di funzionaria e studiosa di prima grandezza, che si è dedicata con passione e metodo a studi fondamentali, innovativi e lungimiranti. Tra le molte sue iniziative ricordiamo la costituzione del Museo delle Porcellane e del Museo del Costume; tra i suoi brillanti raggiungimenti scientifici si annovera il monumentale catalogo dell’allora Museo degli Argenti – edito nel 1967 – oltre a una bibliografia assai vasta e ancora oggi per molti aspetti insuperata su oreficerie, porcellane, mobili, avori e gioielli. La sua figura di storica dell’arte dalle competenze vastissime e votata al lavoro costituisce un esempio indimenticato, cui si aggiunge la militanza in difesa delle bellezze di Firenze e del territorio, cui si è dedicata con impegno ed efficacia straordinari”.

Le Gallerie degli Uffizi ricorderanno Kirsten Aschengreen Piacenti nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, non appena le misure di contenimento anti-Covid lo renderanno possibile.

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Schmidt, nonostante pandemia Uffizi settimi al mondo

Schmidt, nonostante pandemia Uffizi settimi al mondo

Firenze, nonostante la pandemia che ha fatto crollare i visitatori e gli introiti di oltre il 70%, i vari musei fiorentini afferenti agli Uffizi si posizionano al settimo posto nella classifica dei musei più visitati al mondo. Dal 2022 è previsto di tornare ai numeri pre-Covid. Lo dichiara il direttore Eike Schmidt intervistato all’Associazione Stampa estera in Italia in un collegamento via Internet.

“Il colpo della pandemia è stato fortissimo – ha detto Schmidt – ma le Gallerie degli Uffizi resistono: nel 2020 abbiamo complessivamente 1.206.175 visitatori, il 27,5% dell’anno precedente, nonostante il Covid e tutto quello che ha comportato in termini di chiusure e restrizioni. Questo ci posiziona al settimo posto tra i musei d’arte di tutto il mondo, nel 2019 eravamo al nono posto in classifica. Abbiamo perso il 72% dei visitatori, percentuale identica al Louvre di Parigi e al Reina Sofia di Madrid”.

Insieme ai visitatori sono crollati anche gli incassi passati dai 34 milioni del 2019 ai 8,8 milioni dell’anno scorso. Una boccata d’ossigeno è arrivata grazie alle visite delle influencer Martina Socrate, il 12 giugno, e Chiara Ferragni, il 17 luglio, che avrebbero richiamato nel museo un pubblico giovanile, tanto che a dire degli Uffizi per la prima volta i giovani sono stati più di un terzo dei visitatori totali.

“L’effetto che si potrebbe chiamare ‘Socrate-Ferragni’ – ha detto Schmidt – viene supportato dai numeri, che rivelano come non si sia trattato di fenomeni isolati o episodici, ma di uno sviluppo durevole e di ampio respiro grazie ad una strategia precisa e sistematica di avvicinamento ai giovani”. La fascia di età 19-25 è passata dal 6,1% del 2019 al 14,3% del 2020. “Una crescita del +134,4% rispetto all’anno precedente”, sempre Schmidt. Anche il 2021, per il direttore sarà un anno difficile.

“Per i musei non aspettiamo la ripartenza vera prima dell’anno prossimo – ha spiegato -. Dal 2022 ci aspettiamo il ritorno alla grande richiesta che c’era prima. Per inizio maggio saremo pronti a riaprire: abbiamo 15 nuove sale dedicate alla pittura del ‘500 fiorentino e romano che verranno inaugurate lo stesso giorno in cui il museo tornerà ad accogliere il pubblico. Ci auguriamo una riapertura stabile”.

Prosegue il progetto ‘Uffizi diffusi’ che per Schmidt “potrebbe servire da modello anche per altre città d’arte e per altri territori” ma all’estero “più che l’apertura di sedi distaccate stiamo organizzando esposizioni, tese a suscitare interesse non solo per gli Uffizi ma per la Toscana e l’Italia”.

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Gli ingressi nei primi 100 musei mondiali sono calati del 77%

Gli ingressi nei primi 100 musei mondiali sono calati del 77%

Le visite nei primi 100 musei e gallerie del mondo sono calate del 77% a causa della pandemia. Un sondaggio indica che ci vorranno anni perché tornino ai livelli pre-covid.

Nel 2020 le visite ai primi 100 musei e gallerie del mondo sono calate del 77%. Dai 230 milioni di visitatori del 2019 si è arrivati a 54 milioni a causa delle restrizioni alla mobilità e al turismo imposte dalla pandemia.

Il sondaggio di Art Newspaper mette in evidenza il crollo nel numero di visitatori e i giorni di chiusura imposto dalla pandemia. Il Louvre di Parigi ha mantenuto il primato di museo più visitato al mondo grazie alla mostra su Leonardo da Vinci, prima di chiudere nel febbraio del 2020. Durante l’anno, il Louvre ha avuto 2.7 milioni di visitatori, un calo del 72% rispetto al 2019 che ha comportato una perdita di fatturato stimata attorno ai 90 milioni di euro.

La Tate Modern di Londra, con 1.4 milioni di visite, ha subito un calo del 77%. La galleria è rimasta chiusa per 173 giorni durante il 2020 e ha comunicato di aver perso 56 milioni di sterline in ricavi mancati.

I Musei Vaticani hanno avuto 1.3 milioni di visitatori nel 2020, un calo dell’81% rispetto all’anno precedente. I dati sul numero di giorni di chiusura non sono disponibili.

Alison Cole di Art Newspaper ha detto che l’impatto della pandemia sui musei è stato disastroso e che le prospettive restano poco incoraggianti: “mentre nel Regno Unito si attende fiduciosamente il 17 maggio, la data in cui riapriranno i musei, resta la capacità ridotta dovuta al Covid e il crollo del turismo significa che per i grandi musei passeranno anni prima di tornare ai livelli pre-pandemia”.

Art Newspaper ha calcolato che i principali 100 musei del mondo sono stati chiusi per 41.000 giorni combinati, “112 anni di mancate visite e centinaia di milioni di fatturato in meno”.

Le Gallerie degli Uffizi si trovano al 27esimo posto della classifica. Nel 2020 ci sono stati 659.043 visitatori, il 72% in meno dell’anno precedente. I giorni di chiusura sono stati invece 111. Lo scorso novembre Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, aveva dichiarato che per il museo ogni mese di chiusura equivaleva a una perdita di fatturato pari a 1 milione.

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Uffizi, dopo Pasqua al via i lavori per la riapertura del Corridoio Vasariano

Uffizi, dopo Pasqua al via i lavori per la riapertura del Corridoio Vasariano

Inizieranno dopo Pasqua i lavori per l’apertura al pubblico del Corridoio Vasariano. La durata programmata dell’intervento è di 14 mesi.

La Direzione degli Uffizi annuncia i lavori di restauro del Corridoio Vasariano. Inizieranno dopo Pasqua e termineranno tra 14 mesi, permettendo ai visitatori di tornare finalmente a percorrere il corridoio chiuso dal 2016.

Progettata da Giorgio Vasari per consentire ai Granduchi di muoversi dalla loro residenza privata di Palazzo Pitti alla sede del governo in Palazzo Vecchio, il Corridoio Vasariano fu realizzato dal Duca Cosimo I de’ Medici nel 1565. I lavori per la sua costruzione durarono appena cinque mesi. Il percorso totale è di 760 metri a partire dal corridoio di Ponente degli Uffizi, fino all’uscita accanto alla Grotta del Buontalenti nel Giardino di Boboli.

Dal 1973 fino al 2016 il Corridoio Vasariano ha ospitato la collezione di autoritratti delle Gallerie degli Uffizi. Venne chiuso nel 2016 per questioni di sicurezza e dovrebbe tornare ad essere fruibile l’anno prossimo: la durata dei lavori sulla struttura è stimata in circa 11 mesi, seguiranno poi quelli per il riallestimento e l’apertura al pubblico che dovrebbero andare avanti per circa altri tre mesi.

Le stesse Gallerie degli Uffizi hanno dato notizia dopo la conclusione della fase di aggiudicazione dei lavori, del progetto di restauro, adeguamento e messa in sicurezza, per un valore di gara di circa 7 milioni di euro e costo complessivo di 10 milioni.

In una nota diffusa dal Direttore degli Uffizi Eike Schmidt si annuncia che il Corridoio Vasariano sarà “per la prima volta nella storia aperto democraticamente a tutti – aggiunge poi – sarebbe significativo, e adesso, pandemia permettendo, sta diventando una possibilità concreta, se riuscissimo ad inaugurare il Corridoio Vasariano proprio il 27 maggio 2022”, giorno in cui cade l’anniversario dell’attentato mafioso di via dei Georgofili che nel 1993 provocò 5 vittime e danneggiò gravemente la parte iniziale del Corridoio, oltre a rovinare numerosi quadri degli Uffizi.

Corridoio Vasariano esterno

La riapertura del Corridoio Vasariano, aggiunge Schmidt, è “allo stesso tempo un chiaro segno di speranza nella ripartenza dopo il lungo periodo di chiusure dovute alla pandemia”. Soddisfazione anche da parte del soprintendente ai Beni Archeologici, belle arti e paesaggio per le province di Firenze, Prato e Pistoia, Andrea Pessina “per l’avvio di un’opera così importante per Firenze che porterà alla creazione di un grande, unico circuito museale“.

In base al progetto presentato nel febbraio 2019, quando fu annunciata la riapertura già per il 2021, il Corridoio non ospiterà più però la celebre collezione di autoritratti – oltre ad altri dipinti per un totale di più di 700 opere destinate ad altri spazi degli Uffizi – ma vi troveranno spazio 30 sculture antiche e una raccolta di iscrizioni greche e romane. Ci saranno anche due memoriali: uno in corrispondenza di via Georgofili, l’altro subito dopo Ponte Vecchio per ricordare la devastazione nazista del 1944. Il Corridoio, si spiega, sarà percorribile in una sola direzione, cioè dagli Uffizi verso Pitti: previsto al momento che al suo interno possa contenere, per ragioni di sicurezza, un massimo di 125 persone in contemporanea.

Il nuovo percorso del Corridoio Vasariano garantirà completa accessibilità per i disabili, con un sistema integrato di rampe, pedane ed ascensori che consentiranno il superamento di ogni dislivello lungo l’itinerario e sarà dotato di servizi igienici; per la prima volta, avrà un impianto di climatizzazione e riscaldamento che ne regolerà in ogni momento la temperatura interna. Il Corridoio Vasariano sarà illuminato a led e sarà interamente videosorvegliato.

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