La Befana dei Vigili del Fuoco scende dalla Loggia dei Lanzi

La Befana dei Vigili del Fuoco scende dalla Loggia dei Lanzi

Firenze, nel pomeriggio del 6 gennaio intorno alle ore 15:45 un numero importante di persone si è raggruppato davanti alla Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria, per veder scendere la Befana della Loggia dei Lanzi.

L’evento organizzato dalla Galleria degli Uffizi, con la partecipazione dei Vigili del Fuoco di Firenze, il Patrocinio del Comune, è giunto alla sua quarta edizione e vede accrescere ogni anno il numero di curiosi che attirati da questo momento magico, si soffermano a guardare la calata dalla Loggia dei Lanzi della anziana signora, che con l’aiuto di 5 Vigili del Fuoco assicura l’importante sacco a terra.

Questa edizione ha visto come protagonisti i bambini che hanno teso un telo per raccogliere quante più caramelle possibili che “cadevano dal sacco della Befana “distratta”; ad aiutare la discesa della anziana signora tre pompieri che hanno cosparso l’aria antistante la Loggia di coriandoli e caramelle riempiendo l’area intorno alla Loggia dei Lanzi di colore ed atmosfera.

Quella degli Uffizi è soprattutto una Befana di solidarietà, che oltre ad allietare le famiglie accorse in centro per trascorrere un pomeriggio di festa, vuole restituire una speranza di rinascita alle collettività del Mugello colpita dal recente terremoto, raccogliendo contributi che saranno destinati al restauro di un’oggetto identitario danneggiato.

Il Progetto Never Lost Young è stato come sempre molto apprezzato, soprattutto dagli adulti che hanno potuto prendere coscienza e conoscenza di come inviare ai soccorritori le proprie coordinate anche in assenza di rete dati, a tutti è stato rilasciato un vademecum tascabile con la descrizione passo per passo le azioni da eseguire.

Anche per questo anno la festa della befana  nel territorio Firentino è stata realizzata grazie al sostegno della ditta dolciaria fiorentina Fallani Caramelle, con sede al Terrafino di Empoli; Caffetteria Bartolini situata  sopra la Loggia dei Lanzi(Galleria degli Uffizi), della Unicoop di Ponte a Greve; dal radiotaxi 4242;dalla Misericordia di Quinto, dall’Associazione Nazionale vigili del Fuoco Sez. Firenze,  Reparto Volo Vigili del Fuoco di Arezzo ed il Personale del Comando di Firenze oltre al Personale della Galleria degli Uffizi e del Comune di Firenze.

L'articolo La Befana dei Vigili del Fuoco scende dalla Loggia dei Lanzi proviene da www.controradio.it.

‘Cavalcata dei Magi’, grande folla lungo il percorso

‘Cavalcata dei Magi’, grande folla lungo il percorso

Firenze, per celebrare il giorno dell’Epifania, si è svolta oggi a Firenze la XXIV edizione della Cavalcata dei Magi, ad assistere la manifestazione una grande folla disposta lungo il percorso.

La manifestazione della Cavalcata dei Magi, si rifà a un’antica tradizione fiorentina del XV secolo, quando a Firenze una compagnia di laici intitolata ai Santi Re Magi, di cui fecero parte i maggiori componenti della famiglia dei Medici, organizzava un fastoso corteo chiamato la “Festa de’ Magi”.

Dal 1997, in occasione dei festeggiamenti per i 700 anni della fondazione della Cattedrale, l’Opera di Santa Maria del Fiore ha voluto riprendere quest’antica tradizione organizzando, ogni anno, un solenne corteo di figuranti con in testa i Re Magi a cavallo, in sontuosi abiti di seta ispirati a quelli dell’affresco di Benozzo Gozzoli, che attraversa il centro di Firenze per arrivare in Piazza Duomo e offrire i doni al Bambino Gesù.

La manifestazione si svolge, sotto gli auspici dell’Arcidiocesi e del Capitolo del Duomo, con il patrocinio del Comune di Firenze e la partecipazione dei comuni della provincia.

Dopo la partenza da Piazza Pitti, alle ore 14.00, il corteo si è snodato lungo le strade del centro fino ad arrivare in piazza Duomo alle ore 15.00, mentre il Coro delle Voci Bianche della Cappella della Cattedrale di Firenze, diretto dal Maestro Michele Manganelli, ha intrattenuto il pubblico con canti natalizi. Dopo l’arrivo di tutto il corteo in Piazza Duomo, il saluto dei figuranti e l’offerta dei doni dei Re Magi a Gesù Bambino nel Presepe vivente.

La Cavalcata dei Magi si rifà a un’antica tradizione fiorentina del XV secolo, la “Festa de’ Magi”, che veniva organizzata a Firenze ogni tre anni e dal 1447 ogni cinque. Il compito di organizzare la festa era affidato a una compagnia di laici detta dei Santi Re Magi o della Stella, la cui sede, per volere di Cosimo il Vecchio de’ Medici era presso il Convento di San Marco. La festa era organizzata in tre diversi cortei che si riunivano davanti al Battistero e poi in Piazza Signoria e da lì proseguivano uniti fino alla Basilica di San Marco, dove con canti e preghiere adoravano Gesù Bambino. La festa era particolarmente sfarzosa. Ai cortei prendevano parte i membri della Compagnia – che erano centinaia – vestiti con abiti preziosi ed erano esibite le mercanzie più lussuose trasportare da una moltitudine di animali da soma anch’essi ricoperti di stoffe preziose.

La prima notizia certa sulla Compagnia dei Santi Re Magi o della Stella risale al 1417 e riguarda un finanziamento ricevuto dalla Signoria, ma con ogni probabilità la sua fondazione è da ritenersi alla fine del Trecento. La compagnia dei Santi Re Magi, che divenne una delle più importanti della città grazie alla protezione dei Medici e al numero rilevante d’iscritti, fu soppressa nel 1494 dopo la cacciata dei Medici da Firenze.

Hanno collaborato con l’Opera di Santa Maria del Fiore: Comune di Firenze, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Holy Land srl – Eventi e Manifestazioni, Associazione Regionale Allevatori della Toscana, Gallerie degli Uffizi, Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

L'articolo ‘Cavalcata dei Magi’, grande folla lungo il percorso proviene da www.controradio.it.

‘Pietro Aretino e l’arte del Rinascimento’

‘Pietro Aretino e l’arte del Rinascimento’

Pietro Aretino fu il “grande regista del Rinascimento”. Apre agli Uffizi la prima mostra dedicata a una figura poliedrica e …con la mani in pasta dappertutto.

 

Un personaggio speciale. Ma lasciamo che Pietro Aretino si presenti da solo:

“Mi dicono ch’io sia figlio di cortigiana; ciò non mi torna male; ma tuttavia ho l’anima di un re. Io vivo libero, mi diverto, e perciò posso chiamarmi felice. – Le mie medaglie sono composte d’ogni metallo e di ogni composizione. La mia effigie è posta in fronte a’ palagi. Si scolpisce la mia testa sopra i pettini, sopra i tondi, sulle cornici degli specchi, come quella di Alessandro, di Cesare, di Scipione. Alcuni vetri di cristallo si chiamano vasi aretini. Una razza di cavalli ha preso questo nome, perché Papa Clemente me ne ha donato uno di quella specie. Il ruscello che bagna una parte della mia casa è denominato l’Aretino. Le mie donne vogliono esser chiamate Aretine. Infine si dice stile aretino. I pedanti possono morir di rabbia prima di giungere a tanto onore”

Se non bastasse,

“Io non son cieco ne la pittura, anzi molte volte e Rafaello, e fra Bastiano del Piombo, e Tiziano si sono attenuti al giudizio mio. Perché io conosco parte de gli andari antichi e moderni”

Nato ad Arezzo nel1492, l’anno della morte di Lorenzo il Magnifico e della scoperta dell’America, cioè quando il mondo cambia – e morto a Venezia a 64 anni nel 1556, Pietro Aretino è stato al centro di mille incroci culturali e politici. Ed e’ stato sempre nell’occhio del ciclone del potere.

Parte da natali umili, dato che era figlio di un calzolaio e di una “cortigiana”. E riusce a scalare le vette delle società più raffinate e colte del suo tempo. Comincia studiando da pittore. Ma presto si accorge di saper anche scrivere. Bene, anzi, benissimo. E a 34 anni, nel 1526, si architetta “il botto” con uno scritto apertamente pornografico, i Sonetti Lussuriosi. Boom di audience!

Da lì compone poesie, testi teatrali e di satira. E la sua penna, spesso intinta nel curaro, diventa temutissima. Perchè in più Pietro Aretino è uno che padroneggia perfettamente la grande arte di saper stare al mondo e si fa amici potentissimi.

E soprattutto Pietro Aretino ha un occhio fine, e grande gusto: sa vedere lontano,  e scoprire così gli artisti nuovi più interessanti e capaci. Cosa molto utile a quei tempi tra le corti a Roma dei papi Medici, nella Mantova dei Gonzaga, nella Venezia del doge Gritti, a Firenze con i duchi Alessandro e Cosimo I. Senza dimenticare le corti più periferiche ma comunque cruciali di Urbino, Perugia, Arezzo, Milano.

Insomma, Pietro Aretino è senz’altro una delle voci culturali più autorevoli del Cinquecento, amico intimo di sovrani, papi, nonchè di artisti come Tiziano, Raffaello, Michelangelo, Tintoretto, Parmigianino…Che lo ritraggono spesso.

E lui? Attentissimo al suo “marchio di fabbrica”, come si direbbe oggi, mette in piedi una efficace promozione visiva della sua figura. Una strategia di marketing comunicativo in piena regola. E quindi vai di dipinti, medaglie, stampe, libri oggetti di uso, tutti ‘griffati’ con il suo nome ed il suo volto, per farsi conoscere e diffondere la propria immagine.

Oltre poi a tutto questo, l’Aretino scrive tantissimo. Rimangono più di 4000 sue lettere, dove esprime pensieri e giudizi sulle arti che sono vere e proprie recensioni, altra cosa nuovissima alla quale non aveva mai pensato nessuno. Praticamente tra lui e il Vasari inventano la moderna storia e critica dell’arte.

Ambiziosissimo, forse cerca di diventare anche cardinale. Ma non gli riesce e muore inaspettatamente. I potenti da lui messi alla berlina si rifanno immediatamente proibendo i suoi scritti. Ma tanto continuavano econtinueranno nei secoli a circolare i “bootleg”.

Oggi la mostra agli Uffizi ci offre l’occasione di conoscere meglio Pietro Aretino, autore,  appassionato d’arte e tipaccio davvero speciale.

 

Margherita Abbozzo. Tutte le fotografie sono mie.

‘Pietro Aretino e l’arte del Rinascimento’ è alle Gallerie degli Uffizi, nell’Aula Magliabechiana, dal 27 novembre al 1 marzo 2020. La mostra è a cura di Anna Bisceglia, Matteo Ceriana e Paolo Procaccioli.

 

 

 

 

L'articolo ‘Pietro Aretino e l’arte del Rinascimento’ proviene da www.controradio.it.

Musei, Schmidt: capisaldi 2/o mandato saranno contemporaneo e donne

Musei, Schmidt: capisaldi 2/o mandato saranno contemporaneo e donne

“Continueremo con l’arte contemporanea perché è importante mettere in relazione l’arte di oggi con l’arte del passato che conserviamo per le future generazioni”. Lo ha detto Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, a margine di una conferenza stampa a Firenze, spiegando ai cronisti cosa intende fare durante il secondo mandato alla guida del complesso museale fiorentino.

“E continueremo – prosegue Schmidt – anche con le artiste donne, ricordo che da tre anni abbiamo sempre un dittico di mostre: una dedicata alle artiste del passato e una contemporanea. Questi saranno i capisaldi per la programmazione dei prossimi anni”. “Continuiamo anche con i riallestimenti – ha aggiunto – il prossimo passo sarà una decina di sale dedicate al primo ‘500 e poi in bassa stagione agli autoritratti”.

Parlando ancora della riconferma alla guida delle Gallerie degli Uffizi, Schmidt ha detto che “a livello personale è fantastico, amo Firenze amo l’Italia e ora però bisogna che la Fiorentina vinca”.

L'articolo Musei, Schmidt: capisaldi 2/o mandato saranno contemporaneo e donne proviene da www.controradio.it.

Firenze, consegnate Chiavi a Richard Gere per difesa diritti umani

Firenze, consegnate Chiavi a Richard Gere per difesa diritti umani

Sono state consegnate all’attore americano Richard Gere le ‘Chiavi della Città’ di Firenze, onorificenza pubblica, da parte del sindaco del capoluogo toscano, Dario Nardella, durante una cerimonia tenuta ieri sera nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Parte dei consiglieri comunali, dei gruppi del centrodestra e di M5s, hanno lasciato Palazzo Vecchio e hanno protestato contro l’iniziativa in piazza della Signoria.

Richard Gere, è stato detto nella cerimonia, si è conquistato il riconoscimento per il suo impegno nella difesa dei diritti umani. La cerimonia si è svolta alla presenza di una parte del consiglio comunale di Firenze e si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco Dario Nardella e del presidente del consiglio comunale Luca Milani. “Sono stato molto onorato di ricevere questa onorificenza e di riceverla da questa città e non prendo questa cosa alla leggera, credo che siamo tutti al mondo per aiutarci l’un l’altro”. Lo ha detto Richard Gere, in occasione della cerimonia per l’onoreficenza ottenuta per il suo impegno dimostrato anche nel mese di agosto quando è salito a bordo della nave Open Arms.

“A me non interessa la politica – ha aggiunto Gere – perché per me non ha senso, i volontari su quella imbarcazione” la Open Arms “sono degli angeli, quello che noi abbiamo in mente è di aiutare le persone, questa è l’unica cosa importante che rende significativa la nostra vita”. L’attore americano ha detto che se “manteniamo un livello umano, senza pensare a cose stupide come la politica e cose simili, pensiamo soltanto al felice impulso umano di prenderci cura delle altre persone”. La star di Hollywood ha ammesso che la religione buddhista, di cui lui è un noto fedele, gli ha insegnato che “tutti gli esseri umani propendono verso la felicità e tendono a sottrarsi alla sofferenze. E quindi possiamo capirci l’un l’altro se partiamo da questo punto di vista, possiamo iniziare a perdonare l’un l’altro e lavorare insieme”.

La scelta di consegnare le ‘Chiavi della Città‘ a Richard Gere ha scatenato le opposizioni: i consiglieri del centrodestra hanno spiegato che, secondo loro, “ci vogliano legami forti con Firenze o comunque meriti straordinari per giustificare simile onorificenza”. Critiche anche dal capogruppo M5s Roberto De Blasi: “Riteniamo che la situazione di degrado delle nostre città sia, invece, la diretta conseguenza degli atteggiamenti di chi, come l’attore hollywoodiano, ha speso la propria immagine per promuovere iniziative di illegalità nel nostro paese culminate nel caso della comandante della See Watch 3 Carola Rakete quando ha tentato di speronare una motovedetta della nostra guardia di finanza”.

“Il riconoscimento delle Chiavi della Città viene dato innanzitutto al lavoro della fondazione di Richard Gere, ai suoi collaboratori, alle persone che lo sostengono”, ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella durante la cerimonia. Rispondendo alle polemiche delle opposizioni in Consiglio comunale Nardella ha detto: “Credo ci sia stata una lettura superficiale, anche perché fin dall’inizio abbiamo ribadito che Firenze ringrazia Richard Gere per il suo impegno, attraverso la fondazione, a favore dei più deboli, dei poveri, delle persone svantaggiate, dei diritti fondamentali di libertà”. Per il sindaco Nardella “è difficile giustificare una polemica per il ringraziamento ad una fondazione che si occupa di persone che stanno male, di persone che non hanno i diritti che abbiamo noi oggi qui, di persone che non hanno strumenti e risorse per avere una vita dignitosa, di persone che soffrono e di persone che vedono limitate le loro libertà”.

La consegna delle ‘Chiavi della Città’ non è stato l’unico appuntamento toscano di Gere: già presente a Pomaia (Pisa) per un ritiro spirituale all’istituto buddista Lama Tzong Khapa, nel pomeriggio di ieri è stato accompagnato dal direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt a visitare il museo, che di lunedì solitamente è chiuso.

L'articolo Firenze, consegnate Chiavi a Richard Gere per difesa diritti umani proviene da www.controradio.it.