Uffizi, Franceschini: “Serve chiarezza. Non voglio problemi con l’Austria”

Uffizi, Franceschini: “Serve chiarezza. Non voglio problemi con l’Austria”

“Serve chiarezza. Non voglio problemi con l’Austria”, così il ministro dei beni culturali Dario Franceschini ha commentato la dichiarazione di Schmidt. “A Schmidt ho risposto che per prendere in esame la sua riconferma, consentita dalla legge, avrei avuto necessità di sapere – ha continuato – che questa decisione non avrebbe creato alcun problema con l’Austria e il governo austriaco. Sono in attesa di avere da lui piena chiarezza su questo”.

A settembre 2017 il direttore degli Uffizi aveva dichiarato alla stampa di aver accettato la direzione del Kunsthistorisches Museum di Vienna per 5 anni a partire dal 2020, scrive il ministro in una nota. “All’inizio di questo mio nuovo mandato il direttore mi ha invece comunicato la sua disponibilità a restare alla guida degli Uffizi per altri 4 anni”.

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Uffizi: media austriaci comunicano che Schmidt rinuncia a Vienna

Uffizi: media austriaci comunicano che Schmidt rinuncia a Vienna

Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, ha comunicato al ministero della Cultura austriaco che, contrariamente a quanto previsto, rinuncia a diventare dal primo novembre capo del Museo di storia dell’arte (Khm) di Vienna. Lo scrivono media austriaci e tedeschi rimandando a indiscrezioni pubblicate ieri dal quotidiano Die Presse. La comunicazione è stata fatta ieri per telefono da Schmidt al ministro Alexander Schallenberg, precisa oggi l’agenzia austriaca Apa.

L’ufficio stampa del Kunsthistorisches Museum (Khm), contattato dall’ANSA, non ha voluto commentare le indiscrezioni secondo le quali il ministro austriaco avrebbe chiesto alla direttrice generale ad interim del Khm, Sabine Haag, di continuare a gestire provvisoriamente il museo di Vienna, uno dei più importanti al mondo per il patrimonio artistico degli Asburgo che custodisce.

Due anni fa Haag aveva chiesto invano un prolungamento del suo contratto, ma si era dichiarata disponibile a continuare per consentire a Schmidt di concludere il suo mandato, ricorda l’agenzia. Il sito della Presse ha scritto che dalla disdetta dello storico dell’arte tedesco “si può desumere che all’ultimo secondo gli italiani hanno elaborato una proposta, meglio dotata finanziariamente, per trattenere Schmidt. Con successo”.

Per venerdì è previsto un incontro fra il ministro Schallenberg e il direttore degli Uffizi, forse per discutere dei “notevoli danni economici” derivanti dalla rinuncia in termini di spese impreviste e nuovo bando, ha previsto il sito. Il ministro, pur diplomatico di professione, secondo Die Presse ha definito il comportamento di Schmidt “estremamente non professionale e veramente senza precedenti”.

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Uffizi acquistano tre capolavori a Biennale Antiquariato

Uffizi acquistano tre capolavori a Biennale Antiquariato

Firenze, tre capolavori entreranno presto a far parte delle collezioni delle Gallerie degli Uffizi: si tratta di due dipinti, la Madonna col Bambino, San Giovannino e Santa Barbara dell’allievo di Michelangelo Daniele da Volterra, del Ritratto dello scultore Antoine Denis Chaudet realizzato dalla moglie, la celebre pittrice francese Jeanne-Elisabeth Chaudet, e di un busto marmoreo, il Virgilio di Carlo Albacini.

I tre capolavori sono stati selezionate nell’ambito dell’edizione 2019 della Biennale dell’Antiquariato di Firenze: già avviate le procedure di acquisto (con Benappi di Torino per quanto riguarda il Daniele da Volterra, Orsini Arte Libri di Milano per il Chaudet e Carlo Virgilio di Roma e Londra per il busto di Virgilio), che verranno completate nei prossimi mesi.

“La Biennale internazionale dell’Antiquariato si rivela ancora una volta terreno fertile per gli acquisti di un grande museo come sono gli Uffizi – ha detto il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: Per la terza edizione consecutiva siamo riusciti a conquistare il dipinto premiato come il più bello della fiera, in questo caso la Madonna con ambino, San Giovannino e Santa Barbara di Daniele da Volterra. Ma non solo. Con il ritratto del marito eseguito dalla pittrice Jean Elizabeth Chaudet, arricchiamo la nostra collezione di ritratti di artisti, che proprio in questi mesi si prepara ad essere allestita per il pubblico in tante nuove sale al primo piano della Galleria. Con il rarissimo busto di Virgilio, invece, Palazzo Pitti guadagna un’importante testimonianza iconografica del poeta, fin dal Medioevo celebrato anche come guida di Dante nell’Inferno e nel Purgatorio”.

“Sono molto felice delle tre acquisizioni fatte dagli Uffizi durante la Biennale – ha invece commentato il segretario generale della Biennale dell’Antiquariato di Firenze Fabrizio Moretti – Questo sottolinea il grande livello dell’arte presente in mostra. Trovo il Daniele da Volterra il più bello tra i tanti bellissimi acquisti effettuati dagli Uffizi negli ultimi anni”.

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Il Meyer e gli Uffizi insieme per bambini, percorsi museali creati su misura

Il Meyer e gli Uffizi insieme per bambini, percorsi museali creati su misura

L’intesa, appena firmata dal direttore generale dell’ospedale pediatrico Meyer Alberto Zanobini e dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt, consentirà ai piccoli pazienti del pediatrico fiorentino di prendere parte a percorsi museali “cuciti” su misura per loro.

In particolare, il progetto “Special Guest – Kids” è pensato per i bambini che devono recarsi al Meyer in modo continuativo, per sottoporsi a cure e trattamenti medici prolungati nel tempo: grazie a questo progetto questi pazienti potranno “abbinare” alle sedute terapeutiche in ospedale, escursioni nelle bellezze museali fiorentine.

Insieme, il Meyer  e il dipartimento per l’Educazione – Area Mediazione Culturale e Accessibilità degli Uffizi, definiranno per ognuno dei bambini un progetto personalizzato, per mettere a punto attività educative e percorsi museali dedicati, che potranno svolgersi nei musei afferenti alle Gallerie degli Uffizi e negli altri musei della città. Fondamentale, in questo senso, la collaborazione con la Scuola ospedaliera del Meyer, che potrà integrare queste attività didattiche “extra ospedaliere” con il piano di studi dei bambini seguiti al Meyer.

“Come Meyer crediamo fortemente in un concetto di ‘cura globale’, capace di unire all’assistenza clinica tutte quelle attività, ludiche e didattiche, che possono servire per migliorare il benessere dei bambini in ospedale – spiega il direttore generale dell’ospedale Alberto Zanobini – Siamo molto contenti di dare avvio a questa collaborazione con una realtà  come quella delle Gallerie degli Uffizi, che consentirà di rendere terapeutica la bellezza del territorio fiorentino”.

“L’arte ha da sempre un grande potere ‘curativo’, la capacità unica di guarire e dare benessere allo spirito di tutti, a partire proprio dai bambini– commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – per questo è un grande piacere ed onore poter mettere i tesori del museo che dirigo a disposizione di una istituzione importante come il Meyer per offrire ai suoi piccoli ospiti tutto il sollievo e la meraviglia che meritano”.

La collaborazione tra queste due istituzioni simbolo di Firenze, ha avuto inizio, pochi mesi fa, con la storia di Martina, una bambina in cura al Meyer da quando è nata: la piccola, per la sua malattia, aveva bisogno di sottoporsi ad iniezioni periodiche che la impaurivano molto. Di qui, l’idea: abbinare ad ognuna di quelle gite al Meyer, per Martina spiacevoli, un appuntamento alla scoperta delle bellezze della città. L’intuizione è stata  portata avanti dalla maestra ospedaliera Susy e dal team della scuola del Meyer  con l’area Accessibilità degli Uffizi e in pochi mesi Martina è diventata “la Principessa Pitti”, che nel Palazzo omonimo ha trovato un posto incantato capace di farle dimenticare il fastidio dell’appuntamento in ospedale.

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200 anni del consolato USA alle Gallerie degli Uffizi

200 anni del consolato USA alle Gallerie degli Uffizi

?Firenze, parte lunedì all’Auditorium Vasari delle Gallerie degli Uffizi, la conferenza organizzata in occasione dei 200 anni del consolato generale americano a Firenze.

La manifestazione organizzata dal Consolato e dalle Gallerie, dal titolo ‘Gli Stati Uniti e Firenze (1815-1915): modelli artistici, ispirazioni, suggestioni’, vuole raccontare come dalla prima metà del XIX secolo fino allo scoppio del conflitto mondiale Firenze e la Toscana divennero sempre più un polo di attrazione culturale per artisti e intellettuali americani, il luogo ideale per il consueto viaggio di formazione, che spesso era destinato a trasformarsi nella scelta di una residenza stabile, di una patria di elezione.

In quegli anni, spinti dal desiderio di approfondire la conoscenza dell’arte del Rinascimento, pittori, scultori, e connoseurs, si mossero verso le rive dell’Arno per poi riportare Oltreoceano modelli culturali e artistici del passato ma anche opere di maestri contemporanei: uno scambio di idee, di influenze e di suggestioni che contribuì ad arricchire reciprocamente e a legare profondamente la piccola Toscana e la giovane nazione americana.

Agli Uffizi quindi, due giorni nel segno della storia e della bellezza, con dialoghi e dibattiti per celebrare l’amicizia tra Firenze e gli Usa in occasione del bicentenario dalla fondazione del Consolato generale americano nel capoluogo toscano.

La rassegna è in programma il 23 ed il 24 settembre, nell’auditorium Vasari al piano terra della Galleria delle Statue e delle Pitture, dove interverranno docenti universitari, storici dell’arte, specialisti e ricercatori del settore museale di svariate nazionalità (a partire da quelle italiana e statunitense).

Ad aprire i lavori, lunedì mattina, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt ed il console generale a Firenze Benjamin V. Wohaluer.

Gimmy Tranquillo li ha intervistati entrambi:

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