Il 4 e 5 dicembre alla Stazione Leopolda a Firenze torna “Eccellenza di Toscana”

Il 4 e 5 dicembre alla Stazione Leopolda a Firenze torna “Eccellenza di Toscana”

L’edizione che coincide con il ventennale della manifestazione è stata presentata questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati, dalla vicepresidente e assessora all’agroalimentare della Regione Toscana Stefania Saccardi

Torna Eccellenza di Toscana il 4 e 5 dicembre alla Stazione Leopolda a Firenze
La location sarà quella storica della Stazione Leopolda di Firenze, ma sia la data – il 4 e 5 dicembre 2021 – sia la formula, vivranno un ritorno alle origini per l’Eccellenza di Toscana, la manifestazione più importante dell’anno organizzata da AIS Toscana in cui il vino torna ad essere elemento centrale, con banchi d’assaggio dei produttori e oltre novecento vini dei più blasonati a livello toscano, recentemente selezionati nella Guida AIS Vitae 2022.

“Ringrazio l’Associazione Italiana Sommelier sezione Toscana che ha fatto questo grande lavoro di selezione delle etichette più importanti per dare vita a una manifestazione che porta a conoscere le nostre eccellenze e il nostro territorio – ha detto la vicepresidente Stefania Saccardi – E’ bello che nel suo ambito ci sia anche un spazio per l’olio, altra grande eccellenza della nostra regione, su cui il lavoro culturale da fare è quantomai significativo sia nella conoscenza che nella diffusione, perché ancora troppo spesso si pensa di poter comprare l’olio solo sulla base del prezzo e non sul valore che questo prodotto esprime. Quindi che il vino faccia in questo caso da traino all’olio è una scelta di visione a cui plaudo. Tornando al vino, non dimentichiamo quanto importante sia il ruolo dei sommelier come guida e crescita culturale nei confronti di chi si approccia al vino che, grazie a questa figura e alla sua professionalità, diventa consumatore sempre più consapevole. Ed è su questo punto che ci giochiamo il futuro: la Toscana non è una terra di quantità ma sicuramente di qualità e per apprezzarla occorre avere gli strumenti culturali adeguati. I sommelier rispondono perfettamente alle nuove esigenze. Quando raccontano un vino suscitano un’immagine, evocano un territorio, la sua storia e i valori che attorno a quel vino ruotano e con la loro attività forniscono quel quid pluris che fa del prodotto non solo un ambasciatore di eccellenze ma l’ambasciatore di un intero territorio nei suoi multiformi aspetti”.

Finalmente un’occasione per tornare a vivere l’evento con lo spirito che l’ha sempre contraddistinto di condivisione e confronto – commenta il presidente di AIS Toscana, Cristiano Cini – uno spazio reale in cui i migliori vini toscani tornano a farsi apprezzare dal vivo. Le restrizioni imposte dal Covid19 ci ha tenuti distanziati per molto tempo, ma non abbiamo mai smesso di lavorare per poter riportare il pubblico a degustare insieme in tutta sicurezza. E – aggiunge Cini – sarà altresì una vetrina imprescindibile per mettere nuovamente al centro dell’attenzione il ruolo del sommelier per il mondo del vino, un universo di professionisti che solo tra gli iscritti AIS conta oltre 40.500 soci in tutta Italia, di cui oltre 4.300 soltanto in Toscana. Per noi sarà un’edizione oltremodo speciale, perché sarà quella celebrativa del Ventennale dell’Eccellenza di Toscana. Una festa dunque – termina – alla quale però mancherà il nostro presidente storico Osvaldo Baroncelli, che fino all’ultimo ha contribuito alla realizzazione di questo evento e del quale siamo certi sarebbe orgoglioso. Cercheremo in questa occasione di rendergli omaggio nel migliore dei modi”.

Saranno dunque oltre novecento le etichette toscane in degustazione libera ai banchi d’assaggio, a cui si aggiunge un ricco programma di Masterclass ed appuntamenti “speciali”. Tre Masterclass saranno guidate dai Migliori Sommelier d’Italia 2018 e 2019 Simone Loguercio e Valentino Tesi, ovvero l’esclusiva verticale di cinque annate di Viña Tondonia Tinto Reserva – un rosso immortale della Rioja Alta prodotto dalla storica Bodega Lopez De Heredia – e la Masterclass sul Trentodoc dell’Istituto Trento Doc, proposto nelle due tipologie più amate dal pubblico, il Pas Dosé e la Riserva. Ma anche la Masterclass “Il valore del tempo”, un percorso enologico a ritroso negli anni che inizia dal nuovo millennio in Alto Adige con il Pinot Bianco Riserva Vorberg 2003 per proseguire negli anni ’90 con l’immortale Chianti Classico, Il Poggio 1995 Castello di Monsanto. Con un salto di due decenni si va nel Chianti Rufina per la Riserva 1973 Selvapiana e poi si scende al Sud, con due icone: il Marsala Superiore Oro Riserva 1987 De Bartoli e la Vernaccia di Oristano Antico Gregori 1976 Contini.

A guidare invece la Masterclass sui vini rumeni di Domeniul Bogdan e in particolare sul primo vino biodinamico dell’area tra Danubio e Mar Nero che risponde al nome di Patrar, sarà il sommelier Daniele Palavisini, insieme all’enologo Leonello Anello.

Tra gli appuntamenti “speciali” in programma per l’edizione del Ventennale, c’è la degustazione dell’antico vino del mare Nesos, l’esperimento enologico – unico al mondo – di vinificazione in anfore di terracotta, compiuto da Antonio Arrighi all’Isola d’Elba, ripercorrendo dopo 2500 anni il mito del vino di Chio, ispirato dagli studi del Professor Attilio Scienza. A guidarla – insieme allo stesso Arrighi – sarà il delegato di Firenze Massimo Castellani. Il quale sarà a sua volta protagonista della presentazione del libro da lui scritto “Un sogno in Borgogna”, condotta dal Presidente di AIS Toscana Cristiano Cini e seguita dalla consegna del Premio Osvaldo Baroncelli, in ricordo dello storico presidente recentemente scomparso.

All’ormai storico appuntamento con la Wine School per i neofiti della degustazione, torna ad affiancarsi l’Oil School a cura del Consorzio per la Tutela dell’Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP – che alla Leopolda dispone di un proprio spazio – insieme a un Sommelier dell’olio Ais che inizierà alla tecnica della degustazione ed analisi sensoriale dell’olio extravergine di oliva.

“Eccellenza di Toscana rappresenta una importante vetrina per il panorama delle migliori produzioni del mondo vitivinicolo ed olivicolo toscano – affermano congiuntamente il Presidente del Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP Fabrizio Filippi e il Responsabile Marketing e Comunicazione Christian Sbardella – e pertanto risulta strategico per il Consorzio esserne il rappresentante del settore oleario. Sarà pertanto una grande occasione per promuovere il nostro marchio – conclude – grazie anche ad una intensa attività didattica e ricreativa all’interno del nostro spazio per creare sempre maggiore consapevolezza del consumatore finale sul reale significato valoriale di un olio certificato IGP Toscano.”

 

Sono invece new entries le tre nuove scuole di degustazione Spirit School, Balsamic School e Coffee School, dedicate rispettivamente al vasto mondo dei distillati, all’Aceto Balsamico di Modena – a cura del Consorzio – e al caffè, a cura di B-Farm.

Nell’Eccellenza di Toscana del Ventennale, ci sarà anche un’area nel Piazzale della Stazione Leopolda adibita a percorso degustativo degli operatori di Street Food più significativi della Toscana, in omaggio al cibo da strada che dagli albori della nostra civiltà ancora oggi mantiene viva l’identità dei territori.

Il programma dettagliato con orari, costi di ingresso e delle singole degustazioni, è disponibile ai siti www.aistoscana.it e www.eccellenzaditoscana.it

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🎧 Mostra Mercato Tartufo di San miniato, 50ª edizione

🎧 Mostra Mercato Tartufo di San miniato, 50ª edizione

Presentata la 50/a edizione della Mostra mercato del Tartufo bianco di San Miniato, dopo la mancata edizione dell’anno scorso a causa della pandemia, quest’anno ci saranno ben sette spazi dove poter gustare il tartufo ma anche mostre, convegni e visite nell’ecosistema nel quale il tartufo nasce, oltre al tour alla scoperta della storia del tartufo, sia a piedi che in mountain bike.

Tartufo bianco di San Miniato: una 50esima edizione in rosa per la Mostra Mercato Declinato tutto al femminile l’evento della ripartenza. Tra le ambasciatrici del tartufo nel Mondo anche la rettrice dell’Università di Firenze Alessandra Petrucci.

©Controradio

In podcast l’intervista al presidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo ed il presidente della Fondazione San Miniato Promozione Marzio Gabbanini, a cura di Gimmy Tranquillo.

Sarà la donna la grande protagonista della cinquantesima edizione della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi, che si svolgerà nei fine settimana da sabato 13 a domenica 28 novembre in uno dei borghi più belli d’Italia. Il tema è lo stesso scelto per lo scorso anno, che ha visto l’annullamento dell’iniziativa causa Covid.

Un ritorno particolarmente apprezzato dal presidente dell’Assemblea toscana Antonio Mazzeo:” È la cinquantesima edizione e il fatto che siamo qui a festeggiarla oggi è un modo anche per ringraziare San Miniato Promozione, e il suo presidente Marzio Gabbanini, il sindaco Simone Giglioli e tutti gli operatori, tutti i tartufai, perché svolgono un lavoro enorme. Portano in giro per il mondo un’eccellenza dei nostri territori. Ma svolgono un ruolo fondamentale anche nella tutela e nella difesa dell’ambiente. Non è un lavoro semplice il loro, e credo che vadano sostenuti e ringraziati. E poi ci permettono di gustare la prelibatezza più grande che viviamo nel nostro territorio”.

“La Toscana è fatta di buon cibo – ha concluso Antonio Mazzeo – di vini buonissimi. Il tartufo è un simbolo che noi dobbiamo continuare a valorizzare e che porta nei nostri territori migliaia e migliaia di turisti, non solo dall’Italia ma da tutto il mondo. É una sfida bella quella che abbiamo di fronte, e sapere che per 50 anni consecutivi sul nostro territorio si è svolta questa mostra, ci dà voglia di continuare a impegnarci nella direzione giusta, fatta di sostegno all’enogastronomia, e di sostegno e di tutela dell’ambiente. Abbiamo tanto da fare e noi faremo la nostra parte”.

Ha partecipato alla presentazione anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: “San Miniato è il centro che sul tartufo ha costruito un’immagine e una capacità attrattiva importante, valorizzando al massimo un prodotto che è la perla della cucina. E ci regala tre fine settimane di particolare significato con tanti eventi collaterali da non perdere”.

“Vive questa manifestazione in presenza dà un altro sapore. È un anno di ripartenza, una ripartenza con il botto. Perché 50 anni di questa Mostra Mercato danno già il senso di una manifestazione consolidata. San Miniato è una capitale importante del tartufo in Toscana e rafforza questa sua ambizione di essere centro di qualità e di promozione di questo prodotto così pregiato. E il tartufo è anche segno di un territorio sano e integro”, ha detto il consigliere regionale Andrea Pieroni.

Il padrone di casa è il sindaco di San Miniato Simone Giglioli: “Quest’anno, grazie alle vaccinazioni, grazie al green pass, e grazie all’andamento favorevole della pandemia riusciamo a guardare oltre e a programmare questa Mostra Mercato del Tartufo che si aprirà il 13 novembre. Sarà una bellissima mostra come siamo abituati a fare e a vedere a San Miniato. Il centro storico è un po’ il teatro della manifestazione, la scenografia, e all’interno dei sette spazi allestiti cerchiamo di distribuire le persone per evitare assembramenti. La città di San Miniato è un palcoscenico naturale e questo non può che farci piacere”.

A raccontare l’evento il presidente della Fondazione San Miniato Promozione Marzio Gabbanini: “L’anno scorso eravamo pronti per il 50esimo, ma non l’abbiamo potuto realizzare. Quindi quella di quest’anno è un’edizione importante e siamo contenti di presentarla nella sede del Consiglio regionale. È un segnale che siamo nella casa di tutti i toscani. Si svolgerà negli ultimi tre fine settimana di novembre e abbiamo preparato anche un programma parallelo, che prevede eventi culturali, che riguardano il sociale, ma anche lo sport. Ci tengo poi a sottolineare la nostra scelta: quest’anno è una mostra declinata al femminile. Gli chef saranno tutte donne, e le premiate saranno ambasciatrici del tartufo nel mondo. La prima sarà la rettrice dell’Università di Firenze Alessandra Petrucci. Per sottolineare, questa volta, non tanto le difficoltà delle donne, ma che nonostante le difficoltà hanno ottenuto risultati importanti”.

A sostenere l’iniziativa è Crédit Agricole Italia con il direttore Massimo Cerbai: “Noi siamo presenti fisicamente a San Miniato dal 2018, dove abbiamo deciso di mettere la nostra direzione regionale. L’obiettivo è quello di valorizzare anche tutto quello che ruota intorno alle attività legate al tartufo”.

Tra le novità di quest’anno i sette spazi dove poter gustare il tartufo ma non solo, con eccellenze da tutt’Italia: Piazza Dante, Corso Garibaldi, Piazza del Popolo, Loggiati di San Domenico, Loggetta del Fondo, Piazza della Repubblica e Piazza Duomo.

Per l’ingresso e per partecipare ai cooking show sarà obbligatorio esibire il green pass, così come per tutte le conferenze. Le ricette preparate interpreteranno il tartufo bianco di San Miniato e saranno servite accompagnate da un calice di vino dell’associazione Vignaioli Sanminiatesi.

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Nardella, lavorare a legge nazionale su cibo

Nardella, lavorare a legge nazionale su cibo

“Nardella la ha annunciato in un messaggio inviato all’iniziativa di Unicoop Firenze ‘La Toscana e noi’.

Una legge nazionale sul cibo, che stabilisca priorità valori metodi e politiche per un nuovo modello di sostenibilità alimentare. lo propine il sindaco di Firenze Dario Nardella a partire da ” una agenda per il cibo” da scrivere con “i sindaci delle città italiane, attori del mondo dell’economia dell’alimentazione e il governo nazionale”

“Nardella la ha annunciato in un messaggio inviato all’iniziativa di Unicoop Firenze ‘La Toscana e noi’.

Per Nardella serve un’agenda “che metta al centro la promozione delle filiere corte, la redazione di piani urbani per le politiche alimentari che riguardino l’educazione alimentare nelle scuole, il rapporto tra la campagna e la città, una rigenerazione urbana sostenibile improntata alla promozione degli spazi verdi, la realizzazione di orti sociali in tutte le nostre città”. Questa agenda, per il sindaco di Firenze, “può diventare il nucleo di una legge nazionale sul cibo, che stabilisca priorità valori metodi e politiche per un nuovo modello di sostenibilità alimentare”.

“La Coop- aggiunge Nardella-  può essere l’attore principale che coordina la rete delle imprese, creando collegamenti con i cittadini e le istituzioni nazionali. Possiamo inoltre coinvolgere la Fao che ha la sede internazionale proprio in Italia a Roma, con la quale, in occasione dell’ultimo G20 dell’agricoltura a Firenze, abbiamo stabilito di avviare una collaborazione su questi temi”.

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G20 Agricoltura, si lavora alla “Carta di Firenze”

G20 Agricoltura, si lavora alla  “Carta di Firenze”

Il documento riaffermerà il ruolo strategico dell’agricoltura nel futuro dell’Europa. Oggi riunione preparatoria in palazzo Bastogi a Firenze

“In questi giorni Firenze è una costellazione di momenti importanti di confronto che ci porteranno alla costruzione della carta di Firenze, cioè l’indirizzo strategico per l’agricoltura del futuro, con la centralità di un sistema alimentare sostenibile che segua lo schema “dal produttore al consumatore”, con una nuova strategia sulla biodiversità che tuteli e migliori la varietà di piante e animali nell’ecosistema rurale, con pratiche che contribuiscano all’azione per il clima del Green Deal per conseguire l’obiettivo di azzerare le emissioni entro il 2050; con una strategia forestale aggiornata”. Con queste parole il presidente della Regione Eugenio Giani ha commentato la mattinata di lavori che ha preceduto l’apertura ufficiale del G20 programmato per il pomeriggio al teatro della Pergola, a Firenze.

“La Carta di Firenze che uscirà da questo G20 ribadirà che l’agricoltura è al centro dell’Europa per le generazioni future e siamo orgogliosi che il messaggio parta dalla Toscana che oggi riafferma il proprio ruolo strategico che da sempre ha avuto in questo settore” ha detto Giani.

Con Giani, la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi. Insieme hanno dato il benvenuto in Palazzo Strozzi Sacrati al commissario europeo all’agricoltura Janusz Wojciechowski e al ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli che, dopo un incontro privato, hanno partecipato alla commissione delle politiche agricole della conferenza Stato-Regioni con tutti gli assessori regionali che si è svolta in Sala Pegaso.

“Tutto questo riconfermando il ruolo essenziale in diversi settori strategici chiave degli agricoltori, delle imprese agroalimentari, dei silvicoltori e le comunità rurali. Non solo, tenuto conto anche che nella precedente programmazione siamo stati autorità di gestione del Programma di svuluppo rurale, rivendichiamo anche per la prossima programmazione l’autonomia delle Regioni e un ruolo di rilevanza” ha aggiunto il presidente della Regione Toscana.

“Ringrazio gli agricoltori italiani per aver contribuito a sostenere la sicurezza alimentare in Europa durante la pandemia – ha detto il commissario Wojciechowski congratulandosi con Firenze per l’organizzazione affermando che non poteva essere scelto luogo migliore per un incontro come questo – Ciò dimostra quanto sia resiliente il nostro settore agricolo, e ne deriva una lezione su come rafforzare il settore, tema che era anche parte della riforma della PAC . Lo sviluppo dell’agricoltura è l’obiettivo fondamentale della politica agricola comune che stiamo varando. E ho tratto una lezione dalle caratteristiche dell’agricoltura italiana che rappresenta una storia di successo perché si basa sulle piccole e medie imprese che, pur avendo un’estensione inferiore alla media europea, hanno un indice di produttività molto elevato. E nella maggior parte dei casi non si tratta di coltivazioni intensive: il modello di quanto vogliamo ottenere nella nostra riforma che punta a un maggior grado di sostenibilità oltre che di qualità, ambiti in cui l’Italia è molto ben piazzata e sono pertanto molto felice di aver incontrato i rappresentanti degli agricoltori e delle Regioni di questo Paese”.

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Rufina ritrova il Bacco Artigiano, la festa del vino e della comunità

Rufina ritrova il Bacco Artigiano, la festa del vino e della comunità

A Rufina, in provincia di Firenze, torna dal 23 al 26 settembre con la sua 46/a edizione il Bacco Artigiano, manifestazione che ha come protagonista il Consorzio Chianti Rufina.  “La nostra – ha spiegato il sindaco di Rufina Vito Maida – come sempre sarà una festa di tutta la comunità che insieme si impegna per affrontare l’emergenza pandemica nel segno della  ripartenza” (AUDIO Intervista a cura di Chiara Brilli)

A Rufina, in provincia di Firenze, dal 23 al 26 settembre si festeggia il vino: dal 23 al 26
settembre è infatti in programma la 46/a edizione del Bacco Artigiano, manifestazione che ha come protagonista il Consorzio Chianti Rufina. Il 26 settembre è previsto anche ‘L’offerta del vino del contado alla Signoria di Firenze’, evento con la regia di Filippo Giovannelli.
Per quanto riguarda il Bacco Artigiano tra gli eventi in programma il 23 settembre (ore 21) il concerto del Maggio Musicale Fiorentino dal titolo ‘La stagione dei fiori’, la domenica (ore 12) la tradizionale benedizione del Carro e la sfilata di moda alle 16. I fuochi d’artificio avranno luogo domenica 26 settembre (alle 22.30) in Villa Poggio Reale.

“La nostra – ha spiegato il sindaco di Rufina Vito Maida – come sempre sarà una festa di tutta la comunità che insieme si impegna per affrontare l’emergenza pandemica non ancora
terminata. E insieme abbiamo organizzato la nuova edizione del Bacco Artigiano, vorrei che questo fosse un segno di ripartenza. Celebreremo così il vino Chianti Rufina, il nostro orgoglio che ci ha fatto conoscere in tutto il mondo. Siamo voluti anche tornare a Firenze per la nostra sfilata e ci sarà anche il Carro Matto”.

“Ci sono manifestazioni come questa che servono a valorizzare agro-gastronomia toscana ed eno-gastronomia, ed il rapporto fra citta’ di Firenze e contado. Questa manifestazione valorizza inoltre il vino ed i vinattieri della citta'”. Lo ha detto il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani, nel corso della conferenza stampa di presentazione del ‘Bacco artigiano’ che si svolgera’ dal 23 al 26 settembre prossimi a Rufina (Firenze). “Io avro’ l’onore, ricevuto dalla municipalita’ di Rufina, del passaggio il prossimo 25 settembre del celebre del ‘Carro matto’ da piazza del Duomo, 10 a Firenze, sede della regione Toscana-ha aggiunto Giani-. Manifestazioni come il ‘Bacco artigiano’ servono a valorizzare un prodotto eccellente come il nostro vino, rendendolo sempre piu’ speciale, particolare e attrattivo anche al di fuori della nostra regione”

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