‘Ndrangheta in Toscana: incontro assessora Monni-sindaci su siti Keu

‘Ndrangheta in Toscana: incontro assessora Monni-sindaci su siti Keu

Assessora Monni su siti interessati da inquinamento da Keu: ‘Confronto su piano controlli realizzato con Arpat’

E’ proseguito oggi, con un incontro in videoconferenza tra l’assessora regionale all’ambiente Monia Monni ed i sindaci di alcuni dei Comuni interessati, il confronto sul piano di controlli realizzato in collaborazione con Arpat sulla vicenda Keu. Hanno partecipato i sindaci dei Comuni di Empoli e Montaione nel Fiorentino, Peccioli, Pisa, Pontedera, Crespina Lorenzana nel Pisano, e Bucine in provincia di Arezzo.

“Una riunione con i sindaci e le amministrazioni locali – spiega Monni in una nota -, realizzata grazie al supporto di Arpat, per condividere con trasparenza e puntualità tutte le informazioni e le attività che stiamo portando avanti. Abbiamo illustrato nel dettaglio le peculiari situazioni di ciascun sito e condiviso i contenuti dell’intervento finanziario aggiuntivo che la Regione ha messo in campo per supportare la complessiva attività di Arpat”.

Nell’ultima seduta la Giunta regionale ha approvato una delibera che mette a disposizione 72mila euro in favore dell’Agenzia per le attività di indagine e monitoraggio dei pozzi ad uso domestico. “Le risorse serviranno per coprire le ulteriori analisi tecniche da effettuare nei siti che richiedono un supplemento di approfondimento – aggiuge Monni – e per il monitoraggio dei pozzi lungo la Sr 429 nell’Empolese per tutto l’anno, come proposto dalla stessa Arpat, oltre che per la modellazione idrogeologica. Nei prossimi giorni inoltre convocheremo una riunione specifica con il Comune di Empoli per approfondire gli esiti delle analisi effettuate nell’ambito dell’attività d’indagine della procura di Firenze, e che sono stati diffusi a seguito di nulla osta della stessa”. “Dobbiamo conciliare attenzione e celerità – conclude l’assessore -, e non è certamente facile quando ci troviamo davanti a procedimenti così complessi. Ma, ribadisco, tutta la nostra attività è finalizzata ad assicurare la massima tutela della salute e dell’ambiente”.

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‘Ndrangheta in Toscana: sindaca S.Croce lascia coordinamento distretto cuoio

‘Ndrangheta in Toscana: sindaca S.Croce lascia coordinamento distretto cuoio

La sindaca Giulia Deidda indagata rinuncia per ora a tavolo distretto del Cuoio

Il sindaco di Santa Croce sull’Arno (Pisa), Giulia Deidda, ha annunciato che non ricoprirà per il momento il ruolo di coordinatrice del Comitato d’area del Distretto Industriale del Comprensorio del Cuoio. Lo spiega una nota congiunta dei Comuni del territorio spiegando che la scelta è stata maturata “a seguito dell’indagine giudiziaria che l’ha interessata” essendo infatti indagata, assieme ad altre figure del tessuto imprenditoriale locale, nell’inchiesta della Dda di Firenze legata allo smaltimento illecito di scarti conciari, in cui è stato riscontrato anche il coinvolgimento di persone e aziende legate alle cosche della ‘ndrangheta.

“Una decisione condivisa anche con gli altri sindaci che il tavolo di Distretto ha accolto oggi in via ufficiale”, si legge nel comunicato nel quale si indica che i primi cittadini del territorio si alterneranno in questo ruolo, iniziando da Simone Giglioli di San Miniato (Pisa), località più popolosa tra quelle rappresentate. Il comune di Santa Croce sull’Arno continuerà a essere rappresentato al tavolo del distretto dal vicesindaco Marco Baldacci.

Intanto continua l’inchiesta legata allo smaltimento del Keu: un materiale derivante dal trattamento termico dei fanghi di depurazione prodotti dal depuratore Aquarno, nel quale vengono convogliati i reflui delle aziende conciarie di Santa Croce; le miscele di Keu, con altri materiali inerti, venivano qualificate come sottoprodotto e commercializzate dall’impresa di Lerose, come materiale per vari impieghi; a seguito di alcune indagini tecnico-analitiche il materiale è risultato un rifiuto speciale.

Le famiglie residenti nella zona si sono costitute nell’assemblea permanente no keue hanno indetto un’assemblea pubblica a Santa Croce sabato mattina.

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🎧 Commissione inchiesta Toscana mafie, presidente Meini (Lega)

🎧 Commissione inchiesta Toscana mafie, presidente Meini (Lega)

De Robertis (Pd) vicepresidente e Sguanci (IV) vicepresidente segretario della commissione di inchiesta sulle infiltrazioni mafiose e sulla criminalità organizzata in Toscana che si è insediata questo pomeriggio

E’ Elena Meini, consigliere regionale della Lega la presidente della commissione di inchiesta sulle infiltrazioni mafiose e della criminalità organizzata in Toscana; Lucia De Robertis (Pd) vicepresidente e Maurizio Sguanci (Iv) vicepresidente segretario. La commissione, che si è insediata oggi con la nomina dell’ufficio di presidenza, è composta da un rappresentante per ogni gruppo consiliare: ne fanno parte anche Alessandro Capecchi (Fdi), Irene Galletti (M5s) e Marco Stella (Fi). “Mi aspetto sicuramente di partire con chiarezza sull’inchiesta che ha travolto la nostra regione – ha detto Meini – però non ci fermeremo lì perché lo abbiamo visto purtroppo, in Toscana la mafia c’è e compito dei consiglieri regionali deve essere quello che si applichino e si studino le nuove norme affinché tutto ciò non si ripeta dal punto di vista ambientale e sociale”.

De Robertis si augura “di riuscire ad ascoltare tanti soggetti e di capire se la normativa regionale riesce a mettere davvero in sicurezza la Toscana dalle infiltrazioni mafiose, per lo meno quello che può fare rispetto alla capacità che la Regione ha di normare, per evitare che chi vuole fare della Toscana una terra dove tutto si può fare ha sbagliato regione”. Per Sguanci “in un momento di così grande difficoltà economica per le cosche mafiose è più facile penetrare nel tessuto produttivo, cercheremo di capire quali sono le criticità in modo da poterle prevenire”.

Per il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo “sul tema della mafia tutti i soggetti politici hanno voglia di alzare un muro in Toscana. Io so quello che voglio mettere in campo io nei prossimi mesi, penso, alla modifica del regolamento d’aula del Consiglio regionale” e al “sistema di digitalizzazione per fare in modo che tutti sappiamo quando e come viene presentato un emendamento”.

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🎧Distretto cuoio “Nostro report su possibili infiltrazioni criminali rifiuti boicottato da Ue”

🎧Distretto cuoio “Nostro report su possibili infiltrazioni criminali rifiuti boicottato da Ue”

“Un dura storia di cuoio”, il report pubblicato da Abiti Puliti (sigla che riunisce ong e sindacati dell’abbigliamento) nel 2015 e il tentativo di insabbiamento della Commissione Europea “Una piaga molto più profonda di quello che immaginavamo”.

A fine 2015 un rapporto denunciava lo smaltimento illegale di rifiuti nel distretto del cuoio e l’opacità nella sua gestione. Dopo le proteste delle associazioni dei conciatori, la Commissione Europea ritirò tutti i finanziamenti al lavoro. Nonostante le pressioni il report fu pubblicato lo stesso.
Si tratta del report ‘Una dura storia di cuoio’ di Abiti Puliti (sigla che riunisce ong e sindacati dell’abbigliamento) . Nelle sue 50 pagine si parla di sfruttamento, lavoro nero, precarietà, malattie professionali e del possibile “sviluppo di situazioni criminali” nella gestione degli rifiuti tossici del distretto di Santa Croce: 110mila persone dove il carico inquinante da smaltire è pari a quello di una città con 3 milioni di abitanti.
“Il rapporto poneva al centro l’impatto dell’industria del cuoio: in termini sociali e di precarietà di rapporti del lavoro, prevalentemente lavoratori immigrati, ma toccava anche le questioni ambientali affrontando quello che abbiamo chiamato lo zaino ecologico della pelle: i rifiuti solidi e liquidi prodotti”, spiega Deborah Lucchetti, portavoce di Abiti Puliti, “gli approfondimenti fatti su questo tema sono stati evidentemente profetici relativamente alle indagini in questione“.
“Il distretto della concia di Santa Croce fornisce praticamente tutto il cuoio delle suole che vengono prodotte in Italia: circa 6 milioni di metri cubi di acqua vengono utilizzati ogni anno per il processo di concia. Avevamo parlato dei possibili impatti ambientali ed erano emersi degli aspetti inquietanti: in particolare avevamo evidenziato l’omertà ad avere delle informazioni. Quello che è successo in questi giorni ha confermato i nostri timori”.

Il rapporto ha ricevuto pressioni dall’associazione conciatori di Santa Croce per essere ritirato e ha subito un attacco molto forte per il suo ritiro anche dalla Commissione Europea. “Fummo sottoposti a pressione notevolissime per ritirarlo, cosa che non facemmo mai. Lo publicammo inserendo un introduzione specifica che dettagliava i termini della pressione ricevuta”, conclude Lucchetti, “Col senno di poi adesso capiamo perché quel rapporto era ritenuto non gradito. Avevamo messo il dito in una piaga molto più profonda di quello che immaginavamo”

Lo racconta Deborah Lucchetti, portavoce Abiti Puliti ai microfoni di Monica Pelliccia
 

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Inchiesta Keu: non risultano contaminati i primi 14 pozzi sulla SR 429

Inchiesta Keu: non risultano contaminati i primi 14 pozzi sulla SR 429

Lo comunicano Regione ed Arpat, sulla base delle prime analisi dei pozzi e per la quale è stato attivato il numero verde 800 800 400

Il controllo dei primi 14 pozzi che si trovano nei pressi del 5° lotto della SR 429 ha dato esito positivo: non risultano contaminazioni da keu in quanto non sono state rilevate tracce di cromo e antimonio. Lo comunicano Regione ed Arpat, sulla base delle prime analisi effettuate nell’ambito della campagna di monitoraggio e controllo delle acque di pozzi presenti lungo il tratto della 429, area soggetta alle indagini della DDA di Firenze, e per la quale è stato attivato il numero verde 800 800 400.

“Arpat ci ha appena trasmesso i risultati – commenta l’assessora all’ambiente Monia Monni – e dalle analisi non risultano contaminazioni da keu. Dobbiamo essere prudenti perché si tratta delle prime risultanze delle analisi di laboratorio, ma è una notizia che rassicura. Continueremo a svolgere in modo serrato la nostra attività sia sui pozzi a uso domestico sia sulle aree in cui vi è un potenziale rischio di contaminazione da keu”.

“Appena ricevuta la notizia – prosegue Monni – ho provveduto personalmente ad informare dei risultati i sindaci di Empoli e Castelfiorentino. Tutto quello che faremo per controllare e monitorare le matrici ambientali sarà condiviso con le amministrazioni locali e la cittadinanza”.

“Questa notizia – aggiunge la sindaca di Empoli Brenda Barnini – ci fa tirare un primo respiro di sollievo. Ho incontrato personalmente le famiglie che abitano nel punto più vicino alla parte di strada oggetto di inchiesta e mi hanno trasmesso la loro forte preoccupazione. Adesso dobbiamo andare avanti con le indagini sulle acque, ma presto anche sul terreno, e dare garanzia di ripetizione degli esami di laboratorio nel corso del tempo”.

“Sollevati per questo risultato – spiega il sindaco di Castelfiorentino Alessio Falorni -, perché quella dei rischi che potevano correre le falde acquifere era la preoccupazione più urgente rispetto alla salute pubblica. Continuiamo con le analisi, che devono ancora essere concluse su altri pozzi, e speriamo che continuino a arrivare risultati rassicuranti. In parallelo, ci concentreremo sul corpo della strada”.

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