Reazioni al piano di ripartenza del progetto nuova pista Peretola

Reazioni al piano di ripartenza del progetto nuova pista Peretola

Firenze, immediate le reazioni all’annuncio della ripresa dell’iter del progetto per costruire la nuova pista dell’aeroporto di Peretola, con completamento previsto per l’anno 2035.

Le prime reazioni arrivano dal sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi: “Dalle prime informazioni il piano di sviluppo aeroportuale presentato oggi non pare riportare particolari novità rispetto a quello già ripetutamente bocciato. Attendiamo, ovviamente, di leggere gli atti e di valutare il progetto nel merito, al di là degli annunci che, negli ultimi anni, sono sempre stati smentiti. Per quanto ci riguarda rimaniamo fermi sulle nostre posizioni in difesa del Parco della Piana quale elemento ordinatore per tutta l’area e non come spazio verde residuale per mitigare l’enorme impatto ambientale della nuova pista. La nostra contrarietà rimane e continueremo a farla valere in tutte le sedi”.

Più energica la reazione del M5S: “È inconcepibile che un’opera la cui compatibilità ambientale era stata subordinata a una serie di prescrizioni sproporzionate non sia stata ancora definitivamente messa in soffitta, anzi che sia ora ripresentata con delle pennellate di ecologia, come se bastassero quelle a cancellare un impatto colossale sulla Piana fiorentina.” Lo scrivono la Presidente del Gruppo Movimento 5 Stelle in Toscana, Irene Galletti e la Consigliera regionale Silvia Noferi.

“La società di gestione degli scali toscani – proseguono Galletti e Noferi nella nota – ha presentato questa mattina a Firenze la bozza preliminare del nuovo piano infrastrutturale per gli aeroporti della nostra regione: 460 milioni di euro, di cui 380 per Firenze e la rimanente parte a Pisa. Disparità che già in qualche modo sottolinea la valenza strategica dell’intervento, che probabilmente impegnerà gran parte dei soldi per la realizzazione della pista aggiuntiva”. ”

Toscana Aeroporti – precisano le pentastellate – conta di prendere il 50% dei soldi da finanziamenti pubblici, includendo nel progetto opere legate alla transizione ecologia: impianti di micro-eolico e fotovoltaico a sostegno di veicoli a mobilità elettrica per gli spostamenti dei terminal e altri interventi legati al condizionamento, alla raccolta di acque piovane ed altre opere di efficientamento energetico. E la politica toscana di governo esulta – segnalano le cinquestelle -, senza voler ammettere che l’impatto ambientale di un aeroporto è legato soprattutto all’inquinamento prodotto dagli aerei e alle opere che squasseranno il territorio con interventi profondamente impattanti. Le micro-opere di cui sopra, seppur utili e necessarie, sono una goccia nel mare. Pazienza se l’intenzione è quella di realizzare una nuova pista in una delle piane più inquinate d’Europa (sic!) e per farla si intendono utilizzare i soldi della transizione ecologica.”

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Vaccini: Toscana; opposizioni, verso commissione inchiesta

Vaccini: Toscana; opposizioni, verso commissione inchiesta

La richiesta che avvia iter per l’istituzione della  commissione, a firma Fdi, Fi, M5s e Lega è stata depositata oggi

Depositata in ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Toscana la richiesta di istituzione di una commissione d’inchiesta sul piano vaccinale: lo annunciano i partiti di opposizione dell’Assemblea spiegando che tale richiesta avvia automaticamente l’iter di costituzione della commissione.

“Oggi abbiamo istituito la commissione d’inchiesta regionale sul piano vaccinale grazie al sostegno di tutte le forze di opposizione – dichiara in una nota il capogruppo di Fdi Francesco Torselli -. Finalmente, anche gli altri partiti hanno capito che quella speciale serviva soltanto a distogliere l’attenzione dai reali problemi e che costituiva un alibi per il Pd per non individuare i reali responsabili della più disastrosa campagna vaccinale d’Italia”.

La capogruppo della Lega Elisa Montemagni spiega che “fin dall’inizio, come gruppo consiliare abbiamo detto che la Commissione speciale non avrebbe escluso quella d’ d’inchiesta, proprio perché hanno due funzioni e due tempistiche di azione diverse. Visto il fallimento della prima per dinamiche a noi del tutto estranee, sosteniamo adesso la commissione d’inchiesta con ancora maggior convinzione”. “Servono chiarezza e trasparenza – sostiene Marco Stella, capogruppo di Fi -, e per questo diciamo un sì convinto”.

“Arrivati a questo punto – sottolinea la capogruppo M5s Irene Galletti – è necessaria la totale trasparenza su quello che è avvenuto in una campagna vaccinale troppe volte salita ai disonori della cronaca: e politicamente possiamo averla ormai solo così. Secondo il regolamento del Consiglio regionale le commissioni di inchiesta sono istituite anche senza voto consiliare, con deliberazione dell’ufficio di presidenza del Consiglio, quando ne faccia richiesta un numero di consiglieri di minoranza pari ad almeno un quinto dei componenti dell’Assemblea.

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Galletti e Noferi (M5S):”Non lasceremo la Toscana in mano alla criminalità organizzata”.

Galletti e Noferi (M5S):”Non lasceremo la Toscana in mano alla criminalità organizzata”.

I Cinquestelle hanno scritto una lettera al presidente della giunta regionale Toscana, Eugenio Giani, e al presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo. La nostra intervista con la consigliera IRENE GALLETTI

Il Movimento 5 Stelle torna sul caso della maxi inchiesta sullo smaltimento illegale di rifiuti che ha travolto la Toscana e al sistema di convenienze economiche e politiche descritte dai pm della Dda fiorentina come l’anello di congiunzione con la criminalità organizzata. Nella conferenza stampa di oggi, la Capogruppo Irene Galletti e la Consigliera regionale Silvia Noferi hanno affrontato varie questioni, dalle denunce pubbliche fatte negli anni sulle questioni ambientali, alle iniziative intraprese in Consiglio Regionale per porre rimedio, fino alla Richiesta di Comunicazione da parte del Presidente Eugenio Giani in merito all’inchiesta Keu sullo smaltimento illecito dei rifiuti dell’industria conciaria. In contemporanea alla conferenza stampa è stata protocollata una lettera ufficiale indirizzata al Presidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo, per sollecitarlo a calendarizzare gli atti del Movimento 5 Stelle collegati a questioni ambientali urgenti e che da tempo attendo di essere discussi nelle sedi opportune.
“Di primo impulso abbiamo depositato una richiesta di comunicazione urgente su alcuni degli aspetti più inquietanti della vicenda – spiega la consigliera Irene  Galletti – nell’immediato dell’uscita delle notizie sulla maxi inchiesta che coinvolge drammaticamente esponenti della ‘ndrangheta. Riteniamo sia un atto dovuto da parte del presidente Giani, che deve pretendere lui medesimo trasparenza sull’accaduto da parte delle strutture regionali investite da questa inchiesta.”

“Scoprire oggi che gli eventi oggetto dell’inchiesta non sono circostanze singole e scollegate, ma originate da quello che appare agli inquirenti come un sistema collaudato di condotte personali per rilasciare e farsi rilasciare atti autorizzativi in deroga, anche mediante emissioni di atti ritenuti in contrasto con le normative, e per concludere accordi e protocolli per continuare ad assicurare la gestione illecita dei rifiuti – incalza Galletti – getta ombre pesanti sulla Giunta Regionale riguardo la conduzione della macchina amministrativa e la sua permeabilità in qualche forma da parte della criminalità organizzata. Ombre che deve essere spazzata via al più presto con indagini interne che devono procedere in parallelo a quelle degli inquirenti, per individuare chi sono i soggetti responsabili di questa rete e soprattutto tutelare chi ha sempre servito le istituzioni pubbliche con disciplina e onore. Questi ultimi – evidenzia la cinque stelle – sembrano aver avuto spesso vita difficile in Arpat, che dovrà essere oggetto di verifiche riguardo gli spostamenti del personale. Lo chiederemo con un apposito atto.”

“Sulla vicenda sarà importante audire esperti di anticorruzione e organizzazioni come la Fondazione Caponnetto, ma anche la Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza della Giunta Regionale Toscana, che dal mese di ottobre 2020 lo è anche del Consiglio. E poi – rileva Galletti – dovremo intraprendere lo stesso percorso per il porto di Livorno: perché se per lo smaltimento di rifiuti si parla di decine, forse centinaia di milioni di euro, nel porto con il narcotraffico si raggiungono miliardi.”
E conclude: “Ancora ci sarebbe da parlare dei commissari speciali alle opere pubbliche, dei loro poteri e del loro operato in simili circostanze. Questo sarà un impegno che dovrà caratterizzare la Regione Toscana per i mesi, se non gli anni, a venire.”

Gli atti della Capogruppo M5S Irene Galletti in attesa di discussione:
1. In merito al programma della Regione Toscana per la gestione degli scarti di lavorazione e i c.d. gessi rossi (mozione 275 del 20 marzo 2021).
2. In merito alla nuova gestione della discarica della Grillaia di Chiana (PI) (interrogazione orale 152 del 6 aprile 2021).
3. Istituzione di una Commissione speciale finalizzata alla verifica ed identificazione degli sversamenti ed utilizzi impropri di sostanze tossiche operati dalle aziende della filiera conciaria, e coordinamento dell’attuazione delle misure più appropriate, celeri ed efficaci di intervento per al tutela della salute e delle matrici ambientali, e per il monitoraggio delle stesse (mozione in attesa del numero di protocollo).
4. Azioni da intraprendere a tutela della salute e dell’ambiente a seguito delle vicende relative agli sversamenti (mozione in attesa del numero di protocollo).
5. Necessità di ripristinare e potenziare la dotazione organica, strumentale e finanziaria Arpat alla luce degli ultimi eventi (mozione in attesa del numero di protocollo).
6. Tutela delle risorse naturali, artistiche, paesaggistiche, agricole, artigianali, dell’ecosistema e della salute umana nella definizione delle aree non idonee allo sviluppo delle risorse geotermiche in Toscana (mozione in attesa del numero di protocollo).

 

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Ndrangheta in Toscana, M5S: Giani riferisca in Consiglio

Ndrangheta in Toscana, M5S: Giani riferisca in Consiglio

La Lega parla di ‘quadro preoccupante. “Quello che colpisce dalle prime informazioni è un’ipotizzata connivenza fra il comportamento illegale di alcune aziende del settore conciario ed il mondo politico della Regione Toscana” dicono i consiglieri del Carroccio

“La maxi operazione dei carabinieri e della Dda di Firenze che ha portato all’arresto di 23 persone per più attività criminali riconducibili alla ‘Ndrangheta, denuncia tutta la debolezza della Regione Toscana e forse anche una sottovalutazione del fenomeno da parte di chi la governa se tra gli indagati compaiono perfino dirigenti di enti pubblici e politici toscani”. Così Irene Galletti, capogruppo M5s in Consiglio regionale della Toscana.

“Il prezioso ed encomiabile lavoro svolto dalle forze dell’ordine – aggiunge in una nota – non basta da solo a sopperire all’immagine che viene restituita ai cittadini toscani: quella di una regione pervasa dalla criminalità organizzata, che si permette di articolare più attività criminose in varie province e in molteplici settori: dal traffico di droga, al controllo dei lavori stradali, fino allo smaltimento illecito di rifiuti nelle concerie”.

Per Galletti quello restituito dall’indagine di oggi sulle infiltrazioni della ‘Ndragnheta è “un quadro preoccupante se consideriamo che tra gli indagati compaiono anche Ledo Gori, attuale capo di gabinetto del presidente Eugenio Giani e del suo predecessore, Enrico Rossi, e il dirigente della Direzione ambiente Edo Bernini, nonché la sindaca di Santa Croce, Giulia Deidda. Il presidente Eugenio Giani prenda atto che la situazione richiede che riferisca urgentemente in Consiglio regionale sui fatti. Auspico che lo faccia di sua iniziativa – conclude -, anche se non mancherò di avviare subito una raccolta firme tra le forze politiche responsabili in Consiglio regionale per vincolarlo a questo compito”.

“Che la criminalità organizzata avesse, purtroppo, solide basi anche in Toscana era ormai noto, considerata anche la consueta relazione della Direzione Investigativa antimafia e l’indagine emersa in tutta la sua gravità e capillarità in queste ore, conferma come non si debba abbassare minimamente abbassare la guardia. Quello che colpisce dalle prime informazioni è un’ipotizzata connivenza fra il comportamento illegale di alcune aziende del settore conciario ed il mondo politico regionale”.

Così i consiglieri regionali della Lega. “Ovviamente la situazione è in fase evolutiva – sottolineano in una nota gli esponenti del Carroccio – e lungi da noi nel volerci sostituire alla magistratura”, “se, però i reati ipotizzati fossero effettivamente ed inoppugnabilmente provati, allora ci troveremmo di fronte ad un episodio di una gravità tale, da dover far attentamente riflettere chi attualmente governa la Toscana”.

Per Mario Lolini, commissario della Lega Toscana, “la criminalità organizzata è da tempo una realtà anche in Toscana”, “a preoccuparci di più è che l’indagine coinvolga anche la politica e l’amministrazione pubblica, per questo chiediamo chiarezza e trasparenza”. “Ci sono nomi di spicco finiti nell’indagine – aggiunge in una nota -. La Lega non è per i processi di piazza, a differenza di altri partiti e movimenti, e, soprattutto, non gode delle sventure altrui confidando sempre che la giustizia, quella vera, possa fare serenamente il suo corso. E’ evidente che una riflessione vada fatta di fronte alla gravità ed alla capillarità di questa indagine, soprattutto laddove mette in relazione comportamenti illegali avvenuti nel mondo conciario e in quello politico regionale”. “E’ evidente – conclude Lolini – che se le connivenze tra politica e comportamenti illeciti dovessero essere confermate sarebbe bene che chi occupa i vertici della Regione ne traesse le dovute conseguenze”.

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Protesta del Movimento 5 Stelle: “Ci tengono fuori da commissione ambiente”

Protesta del Movimento 5 Stelle: “Ci tengono fuori da commissione ambiente”

Protesta del Movimento 5 Stelle al Consiglio regionale della Toscana, sia contro il centrosinistra sia contro il centrodestra che, a loro dire, vogliono tenere il movimento fuori dalla commissione ambiente.

E’ quanto affermano in una nota la capogruppo del Movimento, Irene Galletti e la consigliera regionale Silvia Noferi nel giorno dell’insediamento delle commissioni consiliari.

“Vogliono tenere fuori dalla commissione ambiente l’unica voce in Consiglio che si oppone a discariche e inceneritori: il Movimento 5 Stelle. Ancora una volta centrosinistra e centrodestra in Toscana danno prova di essere due facce della stessa medaglia,  a causa delle loro manovre di palazzo saranno i toscani a rimetterci”. Sostengono le due esponenti.

Per l’elezione dei membri della commissione ambiente, questa mattina, non c’è stato un voto unanime.

“Avevamo chiesto di far parte della commissione ambiente io vi parteciperò senza diritto di voto, è questo il motivo per cui voterò contro”. Ha detto stamattina Noferi annunciando il suo voto contrario.

Galletti e Noferi ricordano di aver “sempre sostenuto che ci fosse un legame particolare fra Pd e Lega in Toscana e oggi ne abbiamo avuta un’altra prova. Il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo nella scelta dei membri della commissione ambiente, su tre membri riservati alle minoranze, due li ha riservati alla Lega e uno a Fratelli d’Italia. Il Movimento 5 Stelle – concludono – è stato caparbiamente escluso dai membri della commissione ambiente dal presidente del consiglio che dovrebbe tutelare i diritti di tutte le minoranze, non solo quelle di destra”.

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