A Firenze cena di beneficenza per accoglienza minori Ucraina

A Firenze cena di beneficenza per accoglienza minori Ucraina

Si intitola “Il Cuore di Firenze” la cena di solidarietà per raccogliere fondi a sostegno del progetto di accoglienza, cura e integrazione dei minori fuggiti dalla guerra in Ucraina che sono ospitati dall’Istituto degli Innocenti, in programma domani sera in piazza Santissima
Annunziata a Firenze.

Domani durante la serata, spiega una nota, il maestro Roman Lyulkin eseguirà alcuni suoi brani accompagnato al pianoforte dal Maestro Gianni Fabbrini, mentre il maestro orafo fiorentino Paolo Penko omaggerà il donatore più generoso (che potrà rimanere anonimo) con una sua opera, creata per l’occasione. Sarà presente come ospite anche il content creator Wikipedro. L’evento, alla sua quinta edizione, è realizzato grazie alla collaborazione tra Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze, Montedomini, Fondazione Santa Maria Nuova Onlus e Istituto degli Innocenti.

Chi non potrà partecipare all’evento benefico in presenza, potrà seguirlo in diretta streaming sulla pagina Facebook de “Il cuore di Firenze”. Per sostenere il progetto è possibile donare, tra l’altro, cliccando il tasto “Fai una donazione” sul sito https://www.ilcuoredifirenze.org oppure direttamente on line al
link
https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=PM2TBGKAC2Q5A.

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Dal 09/09 all’11/09 a Firenze arriva l’Alzheimer fest

Dal 09/09 all’11/09 a Firenze arriva l’Alzheimer fest

A Firenze, in piazza della Santissima Annunziata e negli spazi dell’Istituto degli Innocenti, il 9-10 e 11 settembre arriva la sesta edizione dell’Alzheimer Fest dal tema “Rinascimenti: l’arte della cura”. Tre giorni di incontri, oltre 150 eventi a “cui parteciperanno familiari e operatori, musei e istituzioni, medici e clown”.

“L’Alzheimer, come le altre demenze, chiudono e ritirano le famiglie: questa è la spinta che ci ha portato a voler fare questo evento in piazza, nel centro della città. La piazza è l’opposto di quello stigma spaventoso che è la vergogna, mentre l’Istituto degli Innocenti rappresenta la protezione. Quindi “Non abbiamo vergogna, ma proteggiamo le persone fragili”. Nelle parole di Michele Farina, l’organizzatore dell’Alzheimer Fest, c’è tutto il necessario per comprendere come mai l’Alzheimer fest sia  un’importante occasione di incontro e di festa sia per coloro che fanno qualcosa per ogni forma di fragilità, ma anche per chi vorrebbe fare ma non sa dove cominciare.  L’Alzheimer fest, che per la sua sesta edizione arriva a Firenze, in piazza della Santissima Annunziata e negli spazi dell’Istituto degli Innocenti, porterà con sé ben 150 eventi distribuiti in tre giorni, dal 9 all’11 settembre.

“Rinascimenti: l’arte della cura” è il titolo scelto per l’edizione fiorentina che è stata presentata oggi nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso l’Istituto degli Innocenti e cui hanno partecipato Maria Grazia Giuffrida, presidente dell’Istituto degli Innocenti, l’assessora regionale alle politiche sociali, l’assessora al welfare del Comune di Firenze, e ancora Michele Farina, il presidente di Aima Firenze (Associazione italiana Malattia di Alzheimer)  Manlio Matera, la direttrice generale Solidarietà Caritas Onlus Ginevra Chieffi, e un “infiltrato” d’eccezione: Paolo Hendel, veterano dell’Alzheimer Fest.

Per l’assessora regionale alle politiche sociali questa manifestazione è un modo originale e creativo di mettere al centro della ribalta un tema complesso che riguarda non solo i malati ma  anche le loro famiglie. Con questa chiave di lettura artistica e culturale, ha evidenziato, si permette alla parola Alzheimer e demenza di trovare spazi sociali, di condivisione e comunione. In una regione come la Toscana, ha concluso, dove la percentuale di anziani è molto alta , l’Alzheimer è una vera e propria  malattia sociale rispetto alla quale è necessario lavorare  per migliorare la qualità della vita delle persone e  per  valorizzare e sostenere chi le assiste coinvolgendole nel processo di cura e garantendo un sistema di servizi globale, unitario, integrato e radicato nel territorio.

Michele Farina ha quindi illustrato il programma e spiegato la filosofia del festival. “Il menù – ha detto –  è presto detto: salute e cultura, l’arte del vivere insieme. i protagonisti saranno sani e meno sani, familiari e operatori, musei e istituzioni, medici e clown. E tantissime realtà del tessuto sociale, dei servizi, del panorama culturale non solo della Toscana. Ci troveremo tutti Insieme per scoprire l’altra faccia dell’Alzheimer: perché non è vero che contro la demenza non ci sia niente da fare. Se la comunità è amica, consapevole e solidale, se i servizi funzionano a dovere, allora l’Alzheimer non cancella la vita. Non basta un approccio sanitario: l’arte aiuta la cura, e l’arte della cura scaccia la solitudine, promuove la prevenzione. Ci può essere benessere nella malattia, nelle difficoltà. Vale per ogni età dell’innocenza, per giovani e vecchi, per ogni fascia di fragilità”.

Per l’assessore a Welfare del Comune di Firenze il festival offre importanti occasioni di confronto e dibattito, oltre a tante attività dedicate alle persone con Alzheimer e alle loro famiglie. La manifestazione permetterà di raccogliere buone pratiche su un tema complesso come l’Alzheimer, che coinvolge non solo i malati e i loro cari, ma anche le Istituzioni e i mondi dell’assistenza, della sanità e della ricerca. L’amministrazione comunale fiorentina è molto sensibile su questo tema ed è impegnata sul fronte del sociale: con l’apertura dello sportello di orientamento per le famiglie delle persone con questa patologia, la struttura di Montedomini è diventata un vero e proprio punto di riferimento per le persone con Alzheimer e i loro familiari. L’obiettivo del Comune è capire quali sono le cose più immediate da attivare a livello sociale e come andare incontro alle famiglie che hanno il problema dell’assistenza dei propri cari malati e che si imbattono in difficoltà burocratiche, troppo spesso difficili da superare da sole.

“L’Alzheimer Fest  – ha detto la presidente dell’Istituto degli Innocenti Maria Grazia Giuffrida –  ha il grande merito di accendere una luce e portare all’attenzione della riflessione pubblica su una patologia che ha un effetto dirompente non solo su chi ne soffre direttamente, ma anche sui congiunti e sulla famiglia tutta, a cominciare dai bambini. L’Istituto degli Innocenti mette sempre di più al centro dei suoi interventi la famiglia – nel senso più ampio del termine – quale soggetto plurale portatore di bisogni ma anche risorsa fondamentale per lo sviluppo delle bambine e dei bambini. Alla luce di questo siamo lieti di ospitare negli spazi della nostra sede l’Alzheimer Fest, perchè il benessere dei più piccoli passa anche attraverso il benessere di genitori e nonni”
“AIMA Firenze ha accolto con grande favore la proposta di realizzare l’Alzheimer Fest 2022 a Firenze ed esprime la propria soddisfazione per l’interesse e la partecipazione dimostrate dalle Istituzioni” – ha spiegato Manlio Matera presidente AIMA Firenze. “L’Alzheimer Fest – ha aggiunto – si inserisce perfettamente nel quadro dell’attività dell’associazione volta alla sensibilizzazione della comunità sul tema della Demenza”.

“L’Alzheimer è una malattia che fa cadere i punti di riferimento, destabilizza e fa sentire perduti, sia il malato sia i familiari che se ne devono prendere cura – afferma Ginevra Chieffi, direttrice generale di Fondazione Solidarietà Caritas Onlus -. Qui invece la portiamo in piazza, tra la gente: questa iniziativa è un’occasione per chi ha a che fare con questa patologia per sentirsi meno solo e incontrare persone pronte ad ascoltare, a condividere le proprie competenze o il proprio cuore per alleviare la sofferenza. La Fondazione metterà a disposizione i locali della mensa di San Francesco, un luogo dove tradizionalmente chi ha bisogno trova un piatto caldo ma anche ascolto e una mano tesa, per offrire un pasto sano a tutti i partecipanti”.

Tra i partecipanti all’edizione fiorentina molti protagonisti del panorama artistico e culturale toscano e italiano:  Paolo Hendel, Daniela Morozzi, David Riondino, Virgilio Sieni, la Scuola di Musica di Fiesole, le Musiquorum, Clet Abraham, Franco Cardini, TerraProject.

L’Alzheimer Fest è un festival itinerante promosso dall’omonima associazione di volontariato che è nata nel 2017 a Firenze e che nel 2021 ha ottenuto un riconoscimento da parte della Presidenza della Repubblica. In passato il festival si è svolto in Lombardia, Trentino, Veneto, Emilia-Romagna, Umbria.  L’edizione 2022 in Toscana nasce dalla collaborazione e patrocinio di Regione Toscana, Comune di Firenze, Istituto degli Innocenti, con il partenariato di Aima Firenze, Fondazione Caritas, Anci Toscana,  Misericordia di Firenze.

Nell’edizione di Firenze, l’Alzheimer Fest vedrà il coinvolgimento di realtà provenienti da tutta la regione, anche grazie all’attività svolta da AIMA Firenze – Associazione Italiana Malattia di Alzheimer – che, dal 1994, opera in Toscana a sostegno delle famiglie dei malati.

Aima ha realizzato un Tour Toscano di avvicinamento al festival,  in sette tappe.
Il Tour ha avuto la finalità di informare i cittadini toscani, gli operatori del settore, i volontari, gli amministratori pubblici e i dirigenti delle istituzioni del settore sociosanitario, sull’Alzheimer Fest e il suo svolgimento, ma è stata anche un’occasione di confronto, comunicazione e sensibilizzazione sul tema della demenza, con un’attenzione particolare alle esperienze e alle risorse del territorio.  Gli incontri si sono svolti a Grosseto, Empoli, Quarrata (Pistoia) Rosignano Solvay (Livorno), Montevarchi (Arezzo), Capannori (Lucca) e Massa.

Si stima che gli italiani anziani con varie forme di demenza siano ormai 1,3 milioni, quasi il 10% circa dei 14 milioni di ultrasessantacinquenni. In Toscana, con una popolazione tra le più longeve (950mila anziani) vi sono oltre 85mila soggetti affetti da demenza, pari all’8%. A Firenze i casi sono 20mila.

Simona Gentili ha intervistato Manlio Matera, Presidente della sezione Aima di Firenze e Vice Presidente di Aima Nazionale, e Serena Spinelli, assessora alle politiche sociali della regione toscana.

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🎧 Firenze, Oxfam presenta l’evento “Creiamo un futuro di uguaglianza”

🎧 Firenze, Oxfam presenta l’evento “Creiamo un futuro di uguaglianza”

Firenze – All’Isituto degli Innocenti il 12 e il 13 maggio, 9 eventi con oltre 60 relatori italiani e internazionali.

In podcast l’intervista al direttore generale di Oxfam Italia Roberto Barbieri, a cura di Lorenzo Braccini. 

Quanto è viva e soprattutto quanto vegeta è la disuaguaglianza? In anni segnati da pandemia prima e crisi Ucraina poi, si fa sempre più urgente l’esigenza di rifelttere su questi temi e sulla povertà. Questo il contenuto del programma della prima edizione dell’Oxfam Festival “Creiamo un futuro di uguaglianza”, presentato questa mattina alla stampa.

Il 12 e il 13 maggio all’Istituto degli Innocenti di Firenze, due giorni di incontri e dibattiti, con nove eventi (che si potranno seguire in presenza o in streaming), e oltre 60 personalità coinvolte. Personaggi delle istitituzioni, cultura, informazione, impresa, mondo della ricerca e società civile si confronteranno su temi cruciali quali lavoro, diritti umani, salute, scuola, dramma della guerra che sta attraversando oggi l’Europa, così come altre aree dimenticate nel mondo. L’evento di Oxfam è patrocinato da Rai per il sociale, Regione Toscana, Comune di Firenze, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Associazione Italiana Ospedali Pediatrici. Evento realizzato anche grazie al contributo di Coop Italia e Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

L’evento di apertura sarà Disugultalia: ridare valore, potere e dignità al lavoro, con il Ministro Andrea Orlando.

Questo il calendario degli incontri. Qui il programma completo.

Giovedì 12 maggio dalle 10: 

  • “Povertà lavorativa: il confronto tra Governo, sindacati ed esperti, con le vignette di Mauro Biani”.
    Presenti il Ministro del Lavoro Andrea Orlando, la direttrice dell’Istat Linda Laura Sabbadini, l’economista Vittorio Pelligra, il demografo Alessandro Rosina e il vignettista di La Repubblica, Mauro Biani.
  • “La sfida della responsabilità sociale d’impresa”.
    Condotto dalla giornalista di Sky Tg24 Chiara Caleo.
  • “La scuola come attore chiave nella notta alle disuguaglianze”.
    A discutere dell’allarmante fenomeno della povertà educativa la sociologa Chiara Saraceno, l’economista Mario Biggeri e Alessandro Bechini di Oxfam Italia.
  • “Il dramma di chi fugge dai conflitti in Ucraina e nelle aree dimenticate del mondo”.
    Spazio animato dalla giornalista Ilaria D’Amico, ambassador di Oxfam Italia.

Venerdì 13 maggio, dalle 10: 

  • “La disuguaglianza di accesso alla salute al tempo del Covid”
    Coordinatore sarà Giuseppe Smorto di La Repubblica.
  • “Valorizzare la disuguaglianza nelle diversità”
    Con la partecipazione di Elisa Bacciotti (Oxfam Italia) e Eugenio Fatigante di Avvenire e Ezio Mauro.
  • “Cultura, finanza etica e commercio equo e solidale”
    Evento moderato da Paolo Iabichino.

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🎧 Giovani e Covid in Toscana: tengono duro ma vogliono essere ascoltati e avere risposte

🎧 Giovani e Covid in Toscana: tengono duro ma vogliono essere ascoltati e avere risposte

Giovani: “Ragazze e ragazzi in Toscana al tempo del Covid. Come cambiano stili di vita, relazioni e prospettive per il futuro è stato il rapporto al centro del convegno che si è tenuto oggi promosso dalla Regione Toscana e dall’istituto degli Innocenti di Firenze.

 

L’indagine condotta su un campione di 4mila studenti tra gli 11 e i 17 anni, è stata coordinata dal Centro regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza, su mandato della Regione Toscana, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale.

C’è stato un calo significativo della percezione del benessere dal 2018 ad oggi nei giovani, responsabili ma rassegnati,  resilienti ma annoiati, con il bisogno di essere ascoltati e di avere risposte chiare dal mondo degli adulti. Una resilienza che in questa fase delicata di crescita dovrebbe essere sostenuta da politiche e strumenti adeguati.

audio: uno stralcio dell’intervento la dott.ssa Valentina Ferrucci, ricercatrice dell’istituto degli Innocenti.

Premessa al rapporto

Serena Spinelli, Assessora politiche sociali – Regione Toscana

Il 2020 ha rappresentato l’anno più duro e difficile della storia recente, in cui l’emergenza sanitaria ha minato le nostre presunte certezze, ponendo in evidenza il delicato e fragile equilibrio che governa i nostri sistemi sociali.

La pandemia da Covid-19 non è stata solo una questione sanitaria, ma come un grande evidenziatore ci ha posto ineluttabilmente di fronte vecchie e nuove criticità rispetto a tutti i temi connessi e collegati con la salute: l’economia, il modello di sviluppo, l’ecologia, l’organizzazione sociale, le relazioni, divenuti argomenti di discussione ed attenzione non solo nella ricerca delle concause della diffusione del virus, ma anche nel prospettare strategie funzionali al sostegno dei sistemi e delle persone nella ripresa del post-pandemia.

Ma la pandemia, insieme all’iniziale smarrimento, al disorientamento, alla paura, ci ha rivelato parti di noi non conosciute, a partire da potenzialità personali fino alla scoperta/riscoperta dei contesti relazionali più vicini, il livello familiare, il livello amicale, le nostre comunità.

Recenti ricerche e notizie tratteggiano gli impatti della pandemia sui giovani: alla sostanziale maggiore tenuta della scuola primaria si contrappone un calo di competenze per gli studenti dei cicli scolastici successivi, che, insieme all’allarmante aumento di accessi al pronto soccorso e di ricoveri di ragazzi e ragazze in stato di sofferenza psicologica acuta ci consegnano un grande impegno per gli anni a venire.

Per fare in modo che il 2020 non sia allo stesso tempo l’anno della pandemia e quello delle lezioni non apprese, Regione Toscana, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e il Centro regionale per l’infanzia e l’adolescenza ha promosso una ricerca specifica per comprendere come tale evento abbia contribuito a cambiare stili di vita e percezioni, influito su idee e valori, inciso su aspettative, speranze, timori dei pre-adolesenti e adolescenti. In che modo abbia condizionato questa delicata fase della crescita e la qualità della loro vita e delle loro relazioni.

La ricerca che presentiamo ha coinvolto un campione di quattromila studenti toscani tra gli 11 e i 17 anni, distribuiti tra gli Istituti scolastici di tutta la Toscana, che con i loro insegnanti hanno partecipato all’indagine: ragazze e ragazzi che, mettendosi a disposizione per raccontarsi, hanno consentito ai ricercatori di entrare nella loro sfera personale.

Grazie alla loro voce, tradotta in indicatori e dati statistici, è stato possibile approfondire spaccati e stili di vita e di relazione, evidenziare e raccogliere informazioni utili per orientare le politiche post-pandemiche nella direzione del sostegno e della valorizzazione dei processi di crescita e sviluppo di ragazze e ragazzi, per la costruzione e l’affermazione della loro personalità e autonomia, per offrire migliori opportunità di crescita e partecipazione a tutte e tutti.

Un dato importante emerso dalla ricerca è costituito dalla ricchezza e dalla forza del sistema di relazioni sociali ed amicali in cui le ragazze e i ragazzi toscani sono inseriti: l’emergenza ha mantenuto stabili le relazioni in famiglia, sono stati mantenuti vivi i contatti con gli amici, anche se mediati dalle tecnologie, che hanno permesso di far sopravvivere quegli utili spazi di confronto, scambio, espressione di sé, reciproco aiuto.

La speranza è che questa fase sia ormai definitivamente passata, ma la nostra attenzione deve rimanere vigile e, oltre a dover dare immediate risposte concrete, non possiamo mancare di una strategia di lungo periodo. Per questo è nostra intenzione investire nell’integrazione tra le politiche che intersecano i diversi ambiti della vita, riconoscendo e valorizzando quelle risorse che i territori sono riusciti e riescono a mettere in campo per un ritorno alla normalità, che non sia solo quella pre-COVID ma si collochi in una realtà nuova, in cui le ragazze ed i ragazzi possano riconoscersi e partecipare attivamente, ascoltandoli ed accompagnandoli, coinvolgendoli in una sfida che ponga al centro i loro bisogni e le loro aspirazioni.

Ringrazio tutti gli studenti che hanno partecipato all’indagine, insieme al personale degli Istituti scolastici che, con disponibilità e professionalità, li ha supportati.

Un ringraziamento particolare all’Ufficio Scolastico Regionale e all’Istituto degli Innocenti, preziosi compagni di viaggio per la costruzione di nuove forme di pensiero, comprensione, integrazione e infine azione per il benessere delle giovani generazioni.

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Adozioni: Toscana, in 10 anni dimezzati richiedenti

Adozioni: Toscana, in 10 anni dimezzati richiedenti

I dati sulle adozioni in Toscana sono stati illustrati in occasione firma protocollo a tutela minori

In Toscana tra il 2010 e il 2019 si è quasi dimezzato il numero delle coppie richiedenti adozione, passato da 493 a 251 (-49%). Cala anche l’adozione internazionale: dai 353 adottati del 2010 ai 123 del 2019 (-65%).

E’ quanto emerge dai dati analizzati dal centro regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza gestito all’Istituto degli Innocenti di Firenze e illustrati oggi in occasione della firma del protocollo d’intesa sulla tutela dei minori. Il documento, spiega una nota, è stato sottoscritto da Regione Toscana, procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Firenze e dall’Istituto degli Innocenti e punta a realizzare vari interventi: dalla prevenzione dei fattori di rischio per le famiglie più vulnerabili e dei fenomeni di disagio adolescenziale, alla promozione di iniziative di aggiornamento degli operatori, dallo sviluppo del sistema informativo regionale per l’accoglienza dei minori in comunità, all’utilizzo integrato del patrimonio conoscitivo sulla condizione dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie. Secondo i dati illustrati durante l’evento, anche l’emergenza sanitaria ha pesato sul numero delle adozioni in Toscana: tra il primo semestre 2019 e quello del 2020 le domande presentate al tribunale per i minorenni di Firenze sono calate da 237 a 157 (-34%) in ambito nazionale e da 102 a 57 (-44%) in ambito internazionale, mentre gli adottati all’estero passano da 46 a 31. Per quanto riguarda il tema dell’accoglienza nelle strutture residenziali per minori in condizione di disagio emerge che in Toscana sono attive 162 strutture in cui, nel corso del 2019, sono entrati 798 minori, ne sono usciti 564, per un totale di 872 accolti, di cui 281 sono minori stranieri non accompagnati.

Tra i firmatari del protocollo, l’assessore regionale al welfare Serena Spinelli che ha ribadito l’intenzione di “continuare a lavorare congiuntamente affinché il sistema territoriale di prevenzione e protezione dell’infanzia e dell’adolescenza sia rafforzato e, potendo contare sull’integrazione delle competenze e delle funzioni, sviluppi fattori positivi di promozione della qualità della vita, in grado di contrastare i rischi di indebolimento dei diritti delle bambine e dei bambini”. Per il presidente del tribunale per i minori Luciano Trovato “i poteri normativi e di coordinamento dell’ente regionale e il supporto tecnico dell’Istituto degli Innocenti sono snodi ineludibili tanto che, per chi opera nella giustizia minorile, il confronto deve essere continuo e direi obbligatorio”. “Il protocollo costituisce un ulteriore e importante tassello regolatorio per assicurare massima trasparenza e sicurezza al comparto strategico delle comunità di accoglienza per minori in Toscana”, il commento del procuratore presso il tribunale per i minorenni di Firenze Antonio Sangermano. Per la presidente dell’Istituto degli Innocenti Maria Grazia Giuffrida “l’impegno nella raccolta di informazioni è fondamentale per supportare la definizione di politiche sempre più vicine ai processi di prevenzione delle diverse forme di disagio e svantaggio familiare e sociale”.

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