‘White Card’ statunitense equiparata al Green Pass

‘White Card’ statunitense equiparata al Green Pass

Firenze, “La White Card statunitense rilasciata dalle autorità Usa ai cittadini americani che hanno completato il ciclo vaccinale è stata equiparata dal ministero della Salute italiano al Green Pass italiano/comunitario con circolare del 28 giugno scorso”. Lo ricorda l’assessore all’Università e ricerca Elisabetta Meucci.

Le dichiarazioni dell’assessora Meucci sulla White Card sono in riferimento ad alcune segnalazioni da parte delle università straniere a Firenze che stanno tornando ad accogliere gli studenti americani per i nuovi corsi. “Il ritorno a Firenze degli studenti universitari statunitensi pone il problema oggettivo della verifica delle loro Certificazioni verdi ai fini della vigente normativa nazionale”.

“Trattandosi di cittadini extracomunitari, che ovviamente non hanno accesso diretto al Sistema sanitario regionale e che quindi non possono ricevere il Green Pass italiano/comunitario, gli operatori locali potrebbero trovarsi in oggettiva difficoltà operativa. Per questo, voglio ricordare che il cittadino statunitense che si è regolarmente vaccinato negli Usa è munito di un’apposita certificazione comprovante l’avvenuta vaccinazione, con l’indicazione delle date della somministrazione e del tipo di vaccino somministrato; si tratta della cosiddetta ‘White Card’ con il logo della Cdc, l’equivalente statunitense del nostro Iss”.

“Tale certificazione cartacea – conclude la Meucci – come conferma anche il presidente di Aacupi Fabrizio Ricciardelli, è stata ufficialmente approvata come valida e dunque equivalente al Green Pass dal Ministero della Salute con la circolare del 28 giugno 2021. Pertanto, l’operatore locale potrà accertare la situazione del cittadino statunitense controllando fisicamente tale ‘White Card’, che riporta tutte le informazioni richieste dalla normativa italiana”.

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🎧 “A un mese dal nuovo anno scolastico solo confusione”:diffida di Priorità alla Scuola

🎧 “A un mese dal nuovo anno scolastico solo confusione”:diffida di Priorità alla Scuola

Priorità alla Scuola denuncia in una diffida la mancanza di implementazione di trasporti, strutture scolastiche e distanziamento. Il 20 settembre annuncia una mobilitazione nazionale

A un mese e mezzo dall’inizio del nuovo anno scolastico, Priorità alla Scuola ha già fatto partire una diffida legale per chiedere che il governo Draghi, il ministro Bianchi, le regioni e gli enti locali si attivino per fare quello che a oggi non è stato fatto, ovvero apprestare tutti gli strumenti organizzativi necessari per il corretto inizio e svolgimento in presenza, al 100%, dell’attività scolastica per l’anno 2021/22; in caso contrario, saranno tenuti a rispondere in ogni sede giudiziale, civile e penale.

L’iniziativa è partita in Emilia-Romagna da un gruppo di genitori e di legali che già hanno promosso ricorsi ai TAR, ed è stata sottoscritta da PAS che l’ha rilanciata in tutta Italia. Diffide analoghe sono già state inviate o stanno per essere inviate da Veneto, Piemonte, Toscana, Marche e Friuli Venezia-Giulia, altre se ne aggiungeranno nei prossimi giorni. Oltre che da Priorità alla Scuola, le diffide sono sottoscritte da migliaia di cittadine e cittadini, genitori, lavoratrici e lavoratori del mondo della scuola e da altri movimenti e associazioni, come in Toscana da ‘Ri(n)corriamo la scuola’, che la scorsa primavera ha vinto i ricorsi contro le chiusure delle scuole stabilite dai DPCM.

Il comitato Priorità alla Scuola registra, allibito e costernato, i continui rinvii del Piano Scuola 2021/22, le anticipazioni che ne fanno un documento ancora più vacuo di quello dell’anno scorso, le altrettanto vacue dichiarazioni del ministro Patrizio Bianchi, le dichiarazioni minacciose di presidenti di Regione che si sono già distinti per aver tenuto chiuse a oltranza le scuole dei territori che amministrano.

Priorità alla Scuola denuncia il fatto che, a fronte dei proclami sui fondi del PNRR, non si stanno dando risposte concrete e tempestive ai problemi strutturali dell’istruzione pubblica, quelli su cui il movimento di genitori, insegnanti e studenti insiste sin dalla primavera del 2020, quelli per cui l’unica cura sono volontà politica e investimenti adeguati: la necessità di ridurre il numero di studenti e studentesse per classe; la necessità di incrementare gli organici; la necessità di adeguare le strutture edilizie, nella quantità e nella qualità.

Priorità alla Scuola respinge la prospettiva di un altro anno segnato da profonde differenze, tra regione e regione, nella garanzia e nel godimento del fondamentale diritto all’istruzione.

I ricorsi, presentati da comitati e da gruppi di cittadini e cittadine contro le chiusure delle scuole durante l’anno scolastico 2020/21, hanno confermato che le proteste possono trasformarsi in azioni legali vittoriose: le sentenze hanno dato quasi sempre ragione ai ricorrenti.

Solo la pressione dell’opinione pubblica può far sì che le sentenze si applichino, o addirittura che non ci sia bisogno di queste sentenze. Per questo Priorità alla Scuola annuncia una mobilitazione nazionale per lunedì 20 settembre, in coincidenza con il primo giorno di scuola in Puglia, una delle Regioni dove il diritto all’istruzione è stato calpestato nell’ultimo anno. Il 20 settembre l’anno scolastico 2021/22 avrà preso il via in tutta Italia, e si potranno tirare le somme.

“Le carenze strutturali non si vaccinano” sarà lo slogan della nuova mobilitazione.

In podcast: Filippo Benfante, di Priorità alla scuola

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Unifi: ripartenza lezioni a settembre in presenza e in streaming

Unifi: ripartenza lezioni a settembre in presenza e in streaming

Le regole per la ripartenza lezioni a settembre dell’Unifi per gli studenti e le studentesse, il sistema misto presenza/distanza

Studenti e studentesse in presenza, nel rispetto dei protocolli di sicurezza in materia di distanziamento, e in streaming: le regole per la ripartenza delle lezioni. E utilizzo del sistema di prenotazione del posto in aula Kairos, già impiegato nei semestri dello scorso accademico che permetterà di gestire eventuali turni in aula se il numero di posti disponibili, ridotto per la necessità del distanziamento, non sarà sufficiente. È quanto prevede il Senato accademico e il cda dell’Università di Firenze per la didattica nel primo semestre 2021-2022.

Per consentire la partecipazione di tutti gli studenti e le studentesse alle lezioni, si legge in una nota, sarà mantenuta la modalità del sistema misto presenza/distanza e quindi tutte le lezioni saranno trasmesse anche in streaming attraverso la piattaforma Cisco Webex. A beneficio degli studenti che non riescano a partecipare alle attività didattiche in presenza saranno disponibili le videoregistrazioni delle lezioni che saranno messe a disposizione sulla piattaforma Moodle per almeno una settimana.

“L’Ateneo intende svolgere in presenza, nel rispetto delle norme vigenti, tutti gli insegnamenti – ha sottolineato Anna Nozzoli, prorettrice alla didattica dell’Unifi – e insieme garantire la continuità della formazione agli studenti che non siano in grado di partecipare alle lezioni in presenza”.

La rettrice dell’Unifi, Alessandra Petrucci aveva già anticipato il sistema di ripartenza misto per il nuovo anno universitario ai nostri microfoni la scorsa settimana.

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🎧 Università: Petrucci, “Si lavora per riprendere le lezioni in presenza”

🎧 Università: Petrucci, “Si lavora per riprendere le lezioni in presenza”

Università: il nuovo anno accademico dovrà vedere gli studenti in presenza con la possibilità di seguire le lezioni anche distanza. Così anche per esami e tesi. Lo ha dichiarato Alessandra Petrucci, da novembre Rettrice Unifi.

Si parla molto di scuola, certamente. E qui ci sono alcuni dirigenti scolastici che sposano la linea dura con i professori. Ovvero, secondo alcuni, i professori potrebbero entrare a scuola e fare lezione soltanto se vaccinati. D’accordo il Comitato tecnico scientifico: “l’unica misura è quella di promuovere la vaccinazione nella scuola, tanto del personale scolastico quanto degli studenti”.

Il Cts insiste che tutto il personale sia vaccinato e che gli insegnanti vengano reinseriti dalle Regioni nella categoria con priorità. Più elastico invece sulla questione del distanziamento e del posizionamento dei banchi. Ma all’Università invece che cosa succederà? Lo abbiamo chiesto alla professoressa Alessandra Petrucci, uscita vincitrice all’inizio del mese di giugno dal confronto elettorale e dunque dall’inizio del prossimo anno accademico nuova (e prima) Rettrice dell’Università degli studi di Firenze.

C’è attesa per le indicazioni che dovranno arrivare dal Ministero dell’Università e ricerca, ma è interessante notare gli orientamenti e le sensibilità diverse a seconda dell’Ateneo. Per quanto margine di autonomia possano avere su questa materia. A Firenze l’orientamento è in sintonia con le anticipazioni che arrivano dal Ministero. Lezioni in presenza, senza però eliminare la Dad, e tracciamento degli studenti.

Si tratta di una formula già parzialmente sperimentata in primavera (fin quando è stato possibile). Il docente va fisicamente in aula a fare lezione davanti agli studenti, che a loro volta devono prenotarsi e vengono registrati all’ingresso. Un computer acceso e collegato alla piattaforma in uso presso Unifi garantisce contemporaneamente la fruibilità della lezione anche a tutti coloro che decideranno di restare a casa. Per favorire chi non può o non vuole spostarsi. Nel frattempo gli Atenei toscani sono a caccia di nuovi spazi per gli studenti.

Puoi ascoltare l’intervista con Alessandra Petrucci in Podcast.

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🎧 Di Giorgi (PD):  “lezioni di recupero in DAD sono incomprensibili”

🎧 Di Giorgi (PD):  “lezioni di recupero in DAD sono incomprensibili”

La capogruppo PD in commissione istruzione della Camera, On. Rosa Maria Di Giorgi, interviene sulla decisione del liceo Michelangelo di svolgere i corsi di recupero da remoto. e sulla scuola Carducci che chiede spazi alla Regione: Giani e Nardella trovino una soluzione”

“Leggo che al liceo Michelangelo di Firenze i corsi di recupero  si stanno svolgendo da remoto con la didattica a distanza. E’ una scelta difficilmente comprensibile che non condivido e sulla quale chiedo ulteriore riflessione al Collegio del docenti e alla dirigente scolastica” lo dichiara la capogruppo PD in commissione istruzione della Camera, On. Rosa Maria Di Giorgi.

Di giorgi aggiunge. “abbiamo fatto di tutto in Parlamento e con il Ministro Bianchi per riportare i ragazzi in presenza già negli ultimi mesi dell’anno scolastico, quando le condizioni epidemiologiche erano ben peggiori delle attuali. Per altro i corsi di recupero prevedono un numero di alunni perfettamente gestibile in assoluta sicurezza. La Didattica a distanza ha mostrato, già nell’attività ordinaria, gravi limiti, proprio in termini di apprendimento, per i ragazzi in maggiore difficoltà. Riproporla ora nei corsi di recupero è quasi una beffa”.

“Nel decreto Sostegni bis, anche grazie a un mio emendamento -sottolinea la parlamentare-  concordato con il Ministero, ci sono tutte le risorse necessarie per far  ripartire la didattica in presenza. Si utilizzino e si permetta ai ragazzi di avere l’attenzione che meritano”.

“Allo stesso modo- sottolinea ancora Di Giorgi-  credo sia necessario trovare una soluzione per la scuola Carducci, sia da parte del Comune, competente per gli spazi scolastici, che da parte della Regione. Se gli spazi in questione servono per uffici regionali il Comune ne metta a disposizione altri per la Regione, in modo che si possa mantenere l’attuale insediamento della scuola e gli uffici trovino altra ubicazione”.

“Sono certa che il Sindaco Nardella e il Presidente Giani troveranno la soluzione giusta cercando di dare sempre e comunque priorità ai ragazzi” conclude.

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