L’Italia ha bloccato 250.000 dosi di vaccino AstraZeneca dirette in Australia

L’Italia ha bloccato 250.000 dosi di vaccino AstraZeneca dirette in Australia

L’Italia, con l’approvazione dell’Unione Europea, ha bloccato il trasferimento di 250.000 dosi del vaccino prodotte da AstraZeneca sul territorio e destinate all’Australia. Quali sono le conseguenze?

L’Italia ha bloccato l’esportazione di 250.000 dosi del vaccino Oxford/AstraZeneca destinate all’Australia. La prassi dell’Unione Europea prevede l’approvazione esplicita da parte delle autorità del paese che esporta i vaccini. La Commissione Europea avrebbe la facoltà di imporre la distribuzione, il fatto che non abbia applicato questo potere è da interpretare come un’implicita approvazione.

La Commissione ha valutato l’intenzione dell’Italia di rifiutare il trasferimento e ha deciso di non interferire, concordando con quanto sostenuto dal Governo italiano, ovvero che la consegna delle dosi potesse rappresentare una violazione degli accordi di precedenza tra l’Unione Europea e AstraZeneca.

Alla fine dello scorso gennaio, la Commissione Europea ha implementato maggiori controlli sul traffico di vaccini. Dopo che AstraZeneca aveva consegnato 75 milioni di dosi in meno nel primo quadrimestre del 2021 rispetto a quanto concordato con l’Unione Europea, la Commissione ha accusato l’azienda britannica di aver spedito al Regno Unito le dosi realizzate sul territorio dell’Unione Europea.

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Gli ultimi due ergastolani nazisti condannati in Italia sono morti

Gli ultimi due ergastolani nazisti condannati in Italia sono morti

Gli ultimi due ergastolani nazisti condannati dalla magistratura militare italiana negli anni ’90 sono morti, senza aver fatto un giorno di carcere.

Nella mattina di domenica 28 febbraio, l’ANSA ha comunicato la notizia della morte degli ultimi due ergastolani nazisti condannati in Italia. A riportare la notizia è stato il procuratore generale militare Marco De Paolis che ha confermato la morte del centenario Karl Willhelm Stark e del novantasettenne Alfred Stork. Per nessuno dei due la condanna si era conclusa con lo sconto della pena attraverso la detenzione in carcere o arresto domiciliare.

I due erano accusati rispettivamente di multipli eccidi commessi nel 1944 nell’Appennino tosco-emiliano e di una delle stragi consumate sull’isola di Cefalonia nel settembre 1943 nei confronti dei militari della Divisione Acqui.

Nel 1994, dopo la scoperta dei fascicoli che documentavano centinaia di stragi nazi-fasciste occultate nel 1960, la magistratura militare italiana era arrivata a infliggere 60 ergastoli ai superstiti responsabili dei fatti. DI fatto, nessuna delle condanne è mai stata eseguita. Le richieste di estradizione da parte dell’Italia verso i Paesi d’origine dei condannati non sono mai state accolte, invalidando l’esecuzione formale della pena.

Gli unici ergastolani nazisti chiamati a espiare le condanne inflitte durante quei processi sono stati l’ex-capitano delle SS Erich Priebke, faticosamente condannato all’ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine, e il caporale Seifert, responsabile degli omicidi avvenuti nel campo di transito di Bolzano. Seifert era stato estradato dal Canada ed è morto durante la detenzione a Santa Maria Capua Vetere.

L’ex sergente Stark, inquadrato nella Divisione Corazzata ‘Hermann Goering’ della Wehrmacht, è morto il 14 dicembre scorso. E’ stato condannato all’ergastolo per alcuni degli eccidi compiuti sull’appennino tosco-emiliano nella primavera del ’44, in particolare quelli di Civago e Cervarolo, nel reggiano, due borghi dove il 20 marzo furono trucidate complessivamente circa 30 persone, tra cui il parroco, e quello di Vallucciole, nell’Aretino, dove oltre 100 tra uomini, donne e bambini vennero uccisi per rappresaglia.  Nel 2018 una troupe del Tg1 lo scovò nella sua abitazione in un sobborgo di Monaco: l’anziano, scambiando qualche battuta sull’uscio, disse che non poteva pentirsi di “una cosa mai fatta” e che il processo era stato “una farsa”.

Di Stork, la cui esecuzione penale risultava ancora pendente nel 2020, solo di recente si è saputo che è morto il 28 ottobre 2018. L’ex caporale è stato condannato per l’uccisione di almeno 117 ufficiali italiani sull’isola di Cefalonia, nel settembre 1943. Stork aveva confessato in passato agli inquirenti tedeschi di aver fatto parte di uno dei plotoni di esecuzione attivi alla ‘Casetta rossa’, dove venne trucidato l’intero stato maggiore della divisione Acqui.

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L’apprezzamento per l’Unione europea cresce tra i suoi abitanti

L’apprezzamento per l’Unione europea cresce tra i suoi abitanti

I cittadini dell’Unione Europea si sentono più tutelati e ottimisti all’interno della comunità che nel proprio Paese, questo ha rivelato l’ultimo sondaggio del Parlamento Europeo.

Secondo un report del Parlamento Europeo, la risposta alla pandemia e le misure intraprese dalla Commissione Europea hanno convinto un numero crescente di cittadini europei che l’Unione Europea sia il luogo giusto in cui trovarsi nel 2021 e hanno aumentato la fiducia nei confronti dell’Unione.

Il 66% è ottimista sul futuro dell’Unione Europea e il 72% è convinto che il Recovery Plan, l’enorme piano di investimenti destinato alla ripresa delle economie nazionali colpite dalla pandemia, sarà molto più efficace di qualunque piano possa essere implementato autonomamente dai singoli Paesi membri. Sembra quindi che la reazione dell’UE alla pandemia si rivelerà un’occasione di rafforzamento per il legame tra l’Unione e i suoi cittadini.

Ovviamente l’aumento della fiducia verso il Governo Europeo non nasconde la situazione di crisi della popolazione. I cittadini si trovano a fronteggiare un mercato del lavoro caratterizzato da un calo dei tassi di occupazione che realisticamente continuerà fino alla fine del 2021 e da un’economia stagnante e priva di investimenti, il Recovery Plan è la misura indicata a far fronte a questa serie di problemi.

Il sondaggio ha messo in evidenza come, benchè grati di farne parte, i cittadini europei si aspettino un miglioramento nelle riforme del Parlamento Europeo. Tra le priorità indicate dalla cittadinanza risultano la povertà e l’ineguaglianza sociale, entrambi ambiti dove l’UE si è dimostrata timida a intervenire. Questo dato ha anche un aspetto incoraggiante: significa che la solidarietà tra i Paesi membri sta diventando un valore dei cittadini europei, come dimostrato dalla risposta strategia comunitaria di approvvigionamento dei vaccini.

Al netto degli ampi margini di miglioramento dell’operato dell’UE, resta un punto saldo: Dopo Brexit e l’elezioni presidenziali statunitensi del 2016, l’Unione Europea si afferma come la forza globale incaricata di indirizzare le politiche e le priorità dei prossimi anni.

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CNN: Viaggiare in Italia al tempo del Covid

CNN: Viaggiare in Italia al tempo del Covid

Sul suo sito online CNN ha pubblicato un articolo nel quale descrive la situazione italiana durante la pandemia di Covid-19, e da inoltre, una serie di consigli per coloro i quali, nonostante tutto, volessero o dovessero viaggiare nel nostro paese.

“L’Italia è in stato di emergenza fino a gennaio 2021 a causa della pandemia. – inizia l’articolo di CNN – Dopo essere stato duramente colpito nelle prime fasi il paese è stato uno dei primi a riaprire ai visitatori a giugno, sebbene l’ingresso sia in gran parte limitato ai residenti nell’Unione europea”.

Curioso poi come, anche in questa situazione, CNN senta il bisogno di ricordare, ai potenziali viaggiatori, quali siano le ‘attrazioni’ per cui l’Italia meriterebbe una visita: “È uno dei grandi ‘hit’ dell’Europa, – si legge nell’articolo – noto per le sue storiche città d’arte come Firenze, meraviglie uniche come Venezia e la sede della Chiesa cattolica romana a Roma. Cibo incredibile, vino fantastico, campagna incontaminata e una serie di località balneari fanno sì che sia sempre richiesta”.

Dopo questi preamboli si entra nel vivo della descrizione della situazione pandemica: “L’Italia è effettivamente entrata in un secondo blocco nazionale durante il periodo di Natale e Capodanno, designando l’intero paese una ‘zona rossa’, durante le date delle vacanze. Le frontiere sono chiuse, ad eccezione per i viaggi essenziali, fino al 6 gennaio. Prima di allora, chiunque arrivi, anche da paesi a cui è consentito viaggiare senza restrizioni, deve mettere in quarantena per 14 giorni all’arrivo”.

Interessante poi la breve storia che CNN fa dell’evoluzione della pandemia nel nostro paese: “L’Italia, primo paese europeo ad essere colpito, ne ha passate tante. Tuttavia, un rigoroso blocco ha messo le cose sotto controllo, ed ha resistito ad una seconda ondata, più a lungo dei suoi vicini europei. Ma, i casi hanno iniziato ad aumentare a settembre e a salire bruscamente in ottobre. Detiene il bilancio delle vittime più alto d’Europa, con quasi 72.000 morti al momento della scrittura”.

“Lo stato di emergenza italiano ha delegato poteri alle singole regioni, quindi dipende da dove ti trovi – descrive infine CNN – Ma in tutto il paese, le mascherine devono essere indossate sempre in pubblico, anche all’esterno”, l’articolo si conclude poi con la descrizione delle differenti limitazioni fra le ragioni di diverso colore, ma queste noi le conosciamo anche troppo bene.

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Sul suo sito online CNN ha pubblicato un articolo nel quale descrive la situazione italiana durante la pandemia di Covid-19, e da inoltre, una serie di consigli per coloro i quali, nonostante tutto, volessero o dovessero viaggiare nel nostro paese.

“L’Italia è in stato di emergenza fino a gennaio 2021 a causa della pandemia. – inizia l’articolo di CNN – Dopo essere stato duramente colpito nelle prime fasi il paese è stato uno dei primi a riaprire ai visitatori a giugno, sebbene l’ingresso sia in gran parte limitato ai residenti nell’Unione europea”.

Curioso poi come, anche in questa situazione, CNN senta il bisogno di ricordare, ai potenziali viaggiatori, quali siano le ‘attrazioni’ per cui l’Italia meriterebbe una visita: “È uno dei grandi ‘hit’ dell’Europa, – si legge nell’articolo – noto per le sue storiche città d’arte come Firenze, meraviglie uniche come Venezia e la sede della Chiesa cattolica romana a Roma. Cibo incredibile, vino fantastico, campagna incontaminata e una serie di località balneari fanno sì che sia sempre richiesta”.

Dopo questi preamboli si entra nel vivo della descrizione della situazione pandemica: “L’Italia è effettivamente entrata in un secondo blocco nazionale durante il periodo di Natale e Capodanno, designando l’intero paese una ‘zona rossa’, durante le date delle vacanze. Le frontiere sono chiuse, ad eccezione per i viaggi essenziali, fino al 6 gennaio. Prima di allora, chiunque arrivi, anche da paesi a cui è consentito viaggiare senza restrizioni, deve mettere in quarantena per 14 giorni all’arrivo”.

Interessante poi la breve storia che CNN fa dell’evoluzione della pandemia nel nostro paese: “L’Italia, primo paese europeo ad essere colpito, ne ha passate tante. Tuttavia, un rigoroso blocco ha messo le cose sotto controllo, ed ha resistito ad una seconda ondata, più a lungo dei suoi vicini europei. Ma, i casi hanno iniziato ad aumentare a settembre e a salire bruscamente in ottobre. Detiene il bilancio delle vittime più alto d’Europa, con quasi 72.000 morti al momento della scrittura”.

“Lo stato di emergenza italiano ha delegato poteri alle singole regioni, quindi dipende da dove ti trovi – descrive infine CNN – Ma in tutto il paese, le mascherine devono essere indossate sempre in pubblico, anche all’esterno”, l’articolo si conclude poi con la descrizione delle differenti limitazioni fra le ragioni di diverso colore, ma queste noi le conosciamo anche troppo bene.

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