Moschea, si riapre la partita, ripartono le polemiche

Moschea, si riapre la partita, ripartono le polemiche

Firenze, si riapre la partita per una nuova moschea: lunedì 1° febbraio infatti, l’imam Izzedin Elzir, guida della comunità islamica fiorentina, incontrerà l’assessore all’urbanistica Cecilia Del Re e l’assessore al patrimonio non abitativo Alessandro Martini.

La moschea potrebbe vedere la luce nell’area dell’ex aula bunker di Santa Verdiana. “Sono gli assessori – ha spiegato il sindaco Dario Nardella – che stanno seguendo la cosa. Per ora, al di là di tutte quelle ipotesi che sono emerse nel corso di questi anni, non sono al corrente di novità. Vedremo cosa emerge da questo incontro”.

E arrivano immediate le proteste al progetto della moschea da parte del centrodestra fiorentino: “E’ un’ipotesi che ci trova contrari nel metodo e nel merito – afferma il gruppo consiliare della Lega – perché il patrimonio pubblico è di tutti i fiorentini indipendentemente dalla fede religiosa”.

Per Forza Italia invece “è inaccettabile che in un periodo di crisi come questo l’amministrazione si debba preoccupare di trovare un luogo adatto alla comunità quando la stessa non è stata in grado di comprare nessun terreno”.

Per il gruppo Lega Salvini Firenze poi, “l’amministrazione ha il compito, prima ancora di comunicare a mezzo stampa roboanti incontri, di individuare dei luoghi nella città ove è possibile edificare luoghi di culto attraverso gli strumenti urbanistici. L’Amministrazione ad oggi inadempiente ignora la normativa di riferimento per tali luoghi a scapito però di tutti gli altri cittadini che, invece, sono chiamati a rispettarla. Perché poi un’amministrazione pubblica dovrebbe dare un luogo pubblico a una confessione religiosa?”.

Dall’altra parte dello schieramento politico i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu, sottolineano invece che “una moschea sul territorio del Comune di Firenze è necessaria. Quella di Sesto Fiorentino non è mai stata ritenuta una soluzione reale da parte delle comunità che la stanno chiedendo da ormai molto tempo. Le destre ci sembrano già sul piede di guerra, con un riflesso pavloviano per battere sul consenso elettorale basato sulla diffidenza”.

Ma anche da sinistra arrivano le critiche: “Ci sorprende che anche su questo tema il sindaco stia tagliando fuori il necessario coinvolgimento di tutti i gruppi consiliari”, lamentano Bundu/Palagi sul modo come Palazzo Vecchio sta operando sulla moschea.

“Sinistra Progetto Comune – aggiungono i consiglieri di opposizione di sinistra – non si fida troppo delle dichiarazioni di chi ci governa, quindi attendiamo la concretezza dei progetti della moschea per valutarli ma ribadiamo la nostra convinzione di trovare una soluzione sul territorio fiorentino, perché non faccia la fine di altri ‘eterni dibattiti’, come quello dello stadio”.

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Dossier migranti: in Toscana +2,2% residenti, netto calo rifugiati

Dossier migranti: in Toscana +2,2% residenti, netto calo rifugiati

L’immigrazione in Toscana ha due facce:  diminuisce per effetto del processo di integrazione,  molti cittadini stranieri acquisiscono infatti la cittadinanza italiana per naturalizzazione; e dall’altra aumenta per effetto dei nuovi nati, degli immigrati di seconda generazione.E’ il quadro che emerge dal ‘Dossier statistico immigrazione’ realizzato da Idos in collaborazione con il centro studi Confronti e presentato oggi a Firenze.  ‘Paura e bisogno di sicurezza sono sentimenti che accomunano anche chi arriva e non solo chi accoglie’, sottolinea Izzedin Elzir Imam di Firenze presenti alla diffusione dei dati insieme anche a Dalida Angelini, segretaria Cgil Toscana.

Gli stranieri residenti in Toscana erano 417.382 al 31 dicembre 2018, + 2,2% rispetto al 2019, con un’incidenza sulla popolazione in regione dell’11,2%, dato superiore alla media nazionale (8,7%) mentre i nuovi nati da cittadini stranieri rappresentano il 20,5% sul totale delle nuove nascite. E’ il quadro che emerge dal ‘Dossier statistico immigrazione’ realizzato da Idos in collaborazione con il centro studi Confronti e presentato oggi a Firenze.
Riguardo ai richiedenti asilo a giugno scorso erano 7.664 presenze in Toscana, con un calo del 18,6% rispetto ai 9.416 di fine 2018 e del 38,5% rispetto ai 12.465 di fine 2017. Questo per effetto “del drastico calo degli sbarchi sulle coste
italiane”. In particolare poi nel 2018 sono stati rilasciati in Toscana 3.348 nuovi permessi di soggiorno a richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione umanitaria.
Francesco Paletti, redattore del dossier ha spiegato che dal rapporto “emerge che in Toscana c’è una lieve crescita di stranieri residenti legata non tanto a nuovi arrivi, ma a un
duplice fenomeno: da una parte l’immigrazione in Toscana diminuisce per effetto del processo di integrazione, per il fatto che ci sono molti cittadini stranieri, 9mila quest’anno ma 14mila l’anno scorso, che acquisiscono la cittadinanza italiana per naturalizzazione; e dall’altra aumentano per effetto dei nuovi nati, degli immigrati di seconda generazione”. Secondo Paletti inoltre “l’impatto dei decreti sicurezza, se ci sarà e io presumo di sì, ci sarà solo nel 2019. Ma un impatto delle politiche di controllo delle frontiere e gli accordi con la Libia si è già avuto anche in Toscana con le presenze nelle strutture di accoglienza, Cas e Sprar, perché da circa 12 mila persone accolte alla fine dell’anno scorso siamo scesi a 7.600 quest’anno”.
“I numeri parlano da sé – il commento di Dalida Angelini, segretario Cgil Toscana -: laddove si è scelto di fare una politica dell’accoglienza e dell’integrazione vera come abbiamo
fatto in Toscana, gli stranieri sono un numero maggiore rispetto ad altri territori e c’è un sistema di integrazione che ha funzionato sia rispetto alla società e rispetto al lavoro. I
numeri sono importanti soprattutto per rappresentare la verità in questi ultimi anni si sono dati numeri per alimentare le paure, io credo che noi, a partire da questo rapporto importante, dobbiamo provare ad armare questi numeri con tanto cuore e tanta passione”.

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Dossier migranti: in Toscana +2,2% residenti, netto calo rifugiati

Dossier migranti: in Toscana +2,2% residenti, netto calo rifugiati

L’immigrazione in Toscana ha due facce:  diminuisce per effetto del processo di integrazione,  molti cittadini stranieri acquisiscono infatti la cittadinanza italiana per naturalizzazione; e dall’altra aumenta per effetto dei nuovi nati, degli immigrati di seconda generazione.E’ il quadro che emerge dal ‘Dossier statistico immigrazione’ realizzato da Idos in collaborazione con il centro studi Confronti e presentato oggi a Firenze.  ‘Paura e bisogno di sicurezza sono sentimenti che accomunano anche chi arriva e non solo chi accoglie’, sottolinea Izzedin Elzir Imam di Firenze presenti alla diffusione dei dati insieme anche a Dalida Angelini, segretaria Cgil Toscana.

Gli stranieri residenti in Toscana erano 417.382 al 31 dicembre 2018, + 2,2% rispetto al 2019, con un’incidenza sulla popolazione in regione dell’11,2%, dato superiore alla media nazionale (8,7%) mentre i nuovi nati da cittadini stranieri rappresentano il 20,5% sul totale delle nuove nascite. E’ il quadro che emerge dal ‘Dossier statistico immigrazione’ realizzato da Idos in collaborazione con il centro studi Confronti e presentato oggi a Firenze.
Riguardo ai richiedenti asilo a giugno scorso erano 7.664 presenze in Toscana, con un calo del 18,6% rispetto ai 9.416 di fine 2018 e del 38,5% rispetto ai 12.465 di fine 2017. Questo per effetto “del drastico calo degli sbarchi sulle coste
italiane”. In particolare poi nel 2018 sono stati rilasciati in Toscana 3.348 nuovi permessi di soggiorno a richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione umanitaria.
Francesco Paletti, redattore del dossier ha spiegato che dal rapporto “emerge che in Toscana c’è una lieve crescita di stranieri residenti legata non tanto a nuovi arrivi, ma a un
duplice fenomeno: da una parte l’immigrazione in Toscana diminuisce per effetto del processo di integrazione, per il fatto che ci sono molti cittadini stranieri, 9mila quest’anno ma 14mila l’anno scorso, che acquisiscono la cittadinanza italiana per naturalizzazione; e dall’altra aumentano per effetto dei nuovi nati, degli immigrati di seconda generazione”. Secondo Paletti inoltre “l’impatto dei decreti sicurezza, se ci sarà e io presumo di sì, ci sarà solo nel 2019. Ma un impatto delle politiche di controllo delle frontiere e gli accordi con la Libia si è già avuto anche in Toscana con le presenze nelle strutture di accoglienza, Cas e Sprar, perché da circa 12 mila persone accolte alla fine dell’anno scorso siamo scesi a 7.600 quest’anno”.
“I numeri parlano da sé – il commento di Dalida Angelini, segretario Cgil Toscana -: laddove si è scelto di fare una politica dell’accoglienza e dell’integrazione vera come abbiamo
fatto in Toscana, gli stranieri sono un numero maggiore rispetto ad altri territori e c’è un sistema di integrazione che ha funzionato sia rispetto alla società e rispetto al lavoro. I
numeri sono importanti soprattutto per rappresentare la verità in questi ultimi anni si sono dati numeri per alimentare le paure, io credo che noi, a partire da questo rapporto importante, dobbiamo provare ad armare questi numeri con tanto cuore e tanta passione”.

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Giornata della Fraternità, il cardinale Ayuso Guixot: “Non c’è alternativa al dialogo tra religioni”

Giornata della Fraternità, il cardinale Ayuso Guixot: “Non c’è alternativa al dialogo tra religioni”

La Giornata della Fraternità, promossa dall’Opera di Santa Croce con la Comunità dei Frati francescani minori conventuali, si è aperta con una stretta di mano. L’evento si è svolto a 800 anni dall’incontro tra San Francesco e il sultano. Il principe El Hassan bin Talal di Giordania, chair del Royal Institute for Inter-Faith Studies di Amman, e il cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio consiglio per il Dialogo interreligioso, protagonisti del confronto di questa mattina. Firenze si conferma città del dialogo, un punto di riferimento dell’incontro tra religioni e culture.

Lo speciale di Raffaele Palumbo.

“È un documento storico, c’è una nuova prospettiva di pace per i cristiani, per i musulmani, per i credenti di altre religioni e per tutte le persone di buona volontà. È la famiglia umana ad essere interpellata e coinvolta. C’è una lunga storia alle spalle di questo Documento fatta anche di dispute, alle volte violente, di pregiudizi e di contrapposizione. Sappiamo bene che la strada del dialogo interreligioso è stata spesso in salita e piena di ostacoli, ma stavolta si è voluto andare oltre. C’è un’urgenza dettata dall’attuale situazione mondiale che ha fatto mettere da parte pregiudizi, indugi e difficoltà”, ha detto il cardinale Ayuso Guixot.

“La pace è possibile soltanto attraverso il sacrificio del sé. C’è un Dio onnipresente non confinato in un unico Credo. Grazie all’incontro storico tra il sultano e Francesco oggi possiamo celebrare e coltivare la pace, ma dobbiamo continuare a lavorare insieme per il dialogo. E non dobbiamo privarci di nessuno strumento per promuoverlo, anche i Social, se ben utilizzati, possono dare un contributo”, ha detto invece il Principe di Giordania. “Siamo di fronte a un crocevia, o andiamo verso l’odio e la distruzione oppure verso il rispetto e la condivisione. L’Europa e i singoli paesi hanno un ruolo decisivo”,ha continuato.

“Devono essere le città, a partire da Firenze, il cuore di un nuovo e concreto modo di vivere, dove l’alterità è ricchezza”, ha affermato il sindaco di Firenze Dario Nardella nel suo saluto di apertura della giornata.

La presidente dell’Opera di Santa Croce Irene Sanesi, ha invece detto: “Con la Giornata della Fraternità Santa Croce si conferma luogo privilegiato del dialogo, cooperatrice di un rinnovato progetto di relazione tra i popoli e le fedi religiose. È il nostro tempo che ci chiede di costruire nuovi ponti, culturali e spirituali”.

Ha partecipato al confronto, moderato dal vice presidente dell’Opera Alessandro Andreini, anche il prefetto di Firenze Laura Lega, padre Paolo Bocci, rettore della Basilica di Santa Croce, l’Imam di Firenze Izzedin Elzir, il prefetto Michele Di Bari, Capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero dell’Interno, e Alessandro Martini, assessore ai Rapporti con le confessioni religiose del Comune di Firenze.

Il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, e padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi, hanno sottolineato la contemporaneità della spiritualità di Francesco d’Assisi. Firenze città del dialogo è stata inoltre il tema dell’intervento di Giulio Conticelli, dell’Università degli Studi di Firenze e consigliere dell’Opera, che si è soffermato sulla profetica e concreta azione di Giorgio La Pira per il dialogo tra le religioni e tra i popoli del Mediterraneo a partire dalla fine degli anni ‘50.

Santa Croce, luogo chiave della spiritualità francescana, è simbolica perchè conserva la memoria dell’incontro epocale tra Francesco e il sultano in tre opere: il dipinto di Coppo di Marcovaldo nella Pala Bardi, l’affresco di Giotto per la Cappella Bardi, e il rilievo di marmo scolpito da Benedetto da Maiano sul pulpito della navata centrale.

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