Inps manda avvisi irregolarità per contributi aprile (rinviati dal Governo)

Inps manda avvisi irregolarità per contributi aprile (rinviati dal Governo)

Da stamani diverse aziende, a Firenze e non solo, hanno cominciato a ricevere dall’Inps avvisi di irregolarita’, che comprendono sanzioni e interessi, sul mancato versamento dei contributi previdenziali di aprile, la cui scadenza pero’ era stata rinviata. Lo denuncia Confartigianato Imprese, e il segretario generale Jacopo Ferretti attacca: “È una cosa allucinante”, afferma rilanciando le segnalazioni arrivate da tante piccole aziende del territorio (Audio).

“C’e’ stata una pandemia mondiale, e il governo con uno dei suoi dpcm ha fatto slittare il versamento dei contributi di aprile, da maggio fino a settembre. Non va bene che l’Inps mandi gli avvisi di irregolarita’ oggi, a luglio, quindi prima della nuova scadenza degli avvisi di irregolarita’. È vero che i contributi di aprile in origine scadevano il 16 maggio, ma c’e’ un decreto che dice che il 16 maggio non scadono piu'”. Secondo Ferretti questa “e’ una beffa e una perdita di tempo per le imprese, gia’ impegnate nel difficile compito di limitare i danni della crisi innescata dal covid, perche’ comunque per via di questo avviso di irregolarita’ bisogna entrare nel sito dell’Inps, inserire un codice che dice che non abbiamo pagato i contributi perche’ comunque c’era la pandemia”. Non solo: anche l’Inail, sostiene, “sta facendo dei Durc irregolari per i mesi non pagati oggetto del rinvio del dpcm; quindi oltre all’Inps anche all’Inail va detto che c’e’ stata una pandemia, mi sa, perche’ non lo sanno”.

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Coronavirus: Confartigianato Firenze,Cig per 81,7% associati

Coronavirus: Confartigianato Firenze,Cig per 81,7% associati

I negozi di vicinato che vendono generi alimentari e di prima necessità registrano un aumento di fatturato fra il 20 e il 30%, con punte del 40% e oltre per i panifici, mentre ci sono categorie di artigiani che potrebbero lavorare, ad esempio idraulici ed elettricisti, ma hanno scelto di rimanere fermi

L’81,7% delle aziende artigiane associate a Confartigianato Firenze ha fatto richiesta di Cassa integrazione in deroga. “La gran parte dei settori – spiega in una nota il segretario generale Jacopo Ferretti – è ferma. Ci sono alcuni ambiti ristretti che vanno in controtendenza come, ad esempio, le farmacie e le parafarmacie, o le imprese attive nella sanificazione degli ambienti che durante il mese di marzo hanno avuto un’impennata di richieste pari al 140%”. I negozi di vicinato che vendono generi alimentari e di prima necessità registrano un aumento di fatturato fra il 20 e il 30%, con punte del 40% e oltre per i panifici, mentre ci sono categorie di artigiani che potrebbero lavorare, ad esempio idraulici ed elettricisti, ma hanno scelto di rimanere fermi e ricorrere comunque agli ammortizzatori sociali: “I cantieri sono chiusi – dice Ferretti – e quindi per queste categorie il lavoro si ridurrebbe agli interventi nelle abitazioni private. Ma domina la paura del contagio, soprattutto fra i lavoratori che hanno timore ad entrare nelle case: per questo molti piccoli imprenditori hanno comunque scelto di fermarsi e mettere i dipendenti in cassa integrazione”.

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Cassa integrazione richiesta da 82% delle aziende artigiane

Cassa integrazione richiesta da 82% delle aziende artigiane

Firenze, 81,7% delle aziende artigiane associate a Confartigianato Imprese ha fatto richiesta di Cassa integrazione in deroga: l’artigianato fiorentino è fermo e, in molti casi, anche chi potrebbe lavorare preferisce non farlo per timore del contagio.

Il segretario generale dell’associazione di categoria, Jacopo Ferretti spiega i numeri della Cassa integrazione: “La gran parte dei settori è ferma. Ci sono alcuni ambiti ristretti che vanno in controtendenza come, ad esempio, le farmacie e le parafarmacie, o le imprese attive nella sanificazione degli ambienti che durante il mese di marzo hanno avuto un’impennata di richieste pari al 140%”.

I primi numeri di Confartigianato Imprese raccontano anche le abitudini e le scelte dei fiorentini: “I fiorentini stanno premiando le botteghe, i negozi di vicinato che vendono generi alimentari e di prima necessità per i quali l’aumento di fatturato è mediamente fra il 20 e il 30%, con punte del 40% e oltre per i panifici. Chi ha un negozio sotto casa lo premia, potendosi così risparmiare le file davanti ai supermercati: è un segnale che i cittadini stanno dando in modo chiaro e che dovrebbe essere colto per riprogrammare le strategie future di gestione del tessuto commerciale nei centri abitati”.

Ci sono infine categorie di artigiani che potrebbero lavorare, ad esempio idraulici ed elettricisti, ma hanno scelto di rimanere fermi e ricorrere comunque agli ammortizzatori sociali: “I cantieri sono chiusi e quindi per queste categorie il lavoro si ridurrebbe agli interventi nelle abitazioni private – conclude Ferretti -. Ma domina la paura del contagio, soprattutto fra i lavoratori che hanno timore ad entrare nelle case: per questo molti piccoli imprenditori hanno comunque scelto di fermarsi e mettere i dipendenti in cassa integrazione”.

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