Lavoratori di Amazon USA votano contro il sindacato, ma non è finita

Lavoratori di Amazon USA votano contro il sindacato, ma non è finita

Bessemer, Alabama, i lavoratori di Amazon non si uniranno al sindacato, la stragrande maggioranza dei voti espressi dai magazzinieri dello stato del sud, sono stati infatti contrari all’adesione al sindacato ‘Retail, Wholesale and Department Store‘.

Per sindacato si tratta di una pungente sconfitta, nel conteggio finale infatti, tra i lavoratori di Amazon si sono avuti 1.798 voti contrari al sindacato e 738 voti a favore. Ciò significa che Amazon ha resistito alla più grande spinta sindacale tra i suoi lavoratori statunitensi, e ciò nonostante che la formazione del sindacato avesse ricevuto l’approvazione di celebrità, e politici, inclusa la solidarietà implicita del presidente degli Stati Uniti Biden.

Il sindacato sta però presentando una sfida legale contro le elezioni accusando di pratiche sleali Amazon, chiedendo un’audizione da parte del National Labor Relations Board: “per determinare se i risultati delle elezioni debbano essere annullati perché la condotta del datore di lavoro ha creato un’atmosfera di confusione, coercizione e/o paura di ritorsioni e quindi ha interferito con la libertà di scelta”.

Amazon ha naturalmente respinto le accuse, dichiarando: “Amazon non ha vinto, i nostri dipendenti hanno scelto di votare contro l’adesione a un sindacato”. Quasi 5.900 persone lavorano nella struttura di Bessemer di Amazon e più della metà ha votato alle elezioni.

La spinta sindacale a Bessemer è stata la più importante battaglia sindacale degli ultimi decenni. Con una forza lavoro in magazzino in continua espansione, Amazon è diventata il secondo datore di lavoro privato più grande degli Stati Uniti, con oltre 800.000 dipendenti.

I leader sindacali hanno affermato che il voto da solo ha suscitato centinaia di nuove richieste da parte di altri lavoratori di Amazon in tutto il paese. È stata la prima elezione sindacale in un magazzino di Amazon dal 2014, quando un piccolo gruppo di tecnici nel Delaware aveva votato contro il sindacato.

“Stiamo davvero vedendo come l’equilibrio è sempre orientato a favore dei datori di lavoro”, ha detto Rebecca Givan, professoressa di studi sul lavoro presso la Rutgers University. “Organizzare un sindacato in base al diritto del lavoro attuale è estremamente impegnativo: le probabilità sono sempre contro di te”.

In Alabama, Amazon ha scatenato una grossa operazione di respingimento, con lunghe “sessioni informative” obbligatorie e raffiche di messaggi anche sui socials ai suoi dipendenti. L’azienda ha ricoperto il magazzino con striscioni con il suo slogan “Fatelo senza quote”. L’azienda ha sostenuto che il sindacato era interessato solo a raccogliere i soldi guadagnati duramente dai lavoratori sotto forma di appunto ‘quote’ sociali, mentre Amazon paga già 15 dollari l’ora di stipendio iniziale, molto al di sopra, dice Amazon, del minimo locale, e fornisce generose cure sanitarie e altri benefici.

“Questo particolare sindacato non può darci nulla che Amazon non offre già”, ha detto LaVonette Stokes, un lavoratore di Bessemer che ha votato contro il sindacato. “Ci sono molte persone che non hanno mai problemi”.

All’inizio, la spinta del sindacato Bessemer sembrava cogliere di sorpresa Amazon, come gran parte del paese. Storicamente, i sindacati sono stati sempre difficili da formare negli stati del sud come l’Alabama. Ma alcuni lavoratori della Bessemer hanno contattato discretamente la ‘Retail, Wholesale and Department Store Union’ la scorsa estate, pochi mesi dopo l’apertura del magazzino, ed hanno descritto le estenuanti quote di produttività, dicendo di volere più voce in capitolo sul modo in cui le persone a Amazon lavorano, vengono disciplinate o vengono licenziate.

La pandemia ha messo in maggiore rilievo la posta in gioco per i lavoratori e molti lavoratori hanno sottolineato l’immensa ricchezza sia di Amazon, i cui profitti sono saliti alle stelle durante i blocchi, sia del CEO Jeff Bezos, una delle persone più ricche del mondo.

Il sindacato rispondendo alla richiesta dei lavoratori aveva mobilitato un sistema di supporto organizzativo, e in pochi mesi, più della metà del personale di Amazon, presso il magazzino di Bessemer, aveva firmato le carte che richiedevano un’organizzazione sindacale, spingendo così le autorità federali del lavoro a programmare il voto.

Diverse controversie sono poi scoppiate intorno alle elezioni di cui probabilmente si terrà conto nelle sfide legali in sospeso lanciate dal sindacato.

La spinta sindacale a Bessemer ha attirato l’attenzione di star dello sport, politici e celebrità. L’attore Danny Glover, un gruppo di House Democrats e il senatore Bernie Sanders, critico di Amazon di lunga data, sono andati a visitare i lavoratori prima delle elezioni. Gli organizzatori di Black Lives Matter avevano espresso la loro solidarietà, e solidarietà politica, addirittura bipartisan, era arrivata da parte del Presidente Biden ma anche dal senatore repubblicano Marco Rubio.

Ma la storia non finisce qui, nonostante la sconfitta, solo il fatto che si siano tenute delle elezioni per avere un sindacato negli USA, viene considerato un risultato positivo, risultato che potrebbe spingere Biden ed altri politici statunitensi a rivedere le leggi che danno grandi vantaggi ai datori di lavoro in occasioni come questa, inclusa la libertà di “bombardare i propri dipendenti con messaggi anti-sindacali”, ha detto il professore del lavoro Givan.

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Il Governo USA ha approvato un piano d’investimenti da 1.900 miliardi

Il Governo USA ha approvato un piano d’investimenti da 1.900 miliardi

Si stima che il piano d’investimenti da 1.900 miliardi di dollari approvato dal Congresso lo scorso mercoledì porterà una significativa accelerazione alla più grande economia mondiale.

Lo scorso mercoledì il Congresso statunitense ha approvato il piano di finanziamento da 1.900 miliardi di dollari, approvato con 220 voti a favore e 211 contrari. Nessun Repubblicano ha votato a favore. Il piano d’investimenti prevede anche sussidi che vadano sui conti delle persone meno abbienti e siano immediatamente spendibili.

Negli Stati Uniti sono già state vaccinate 61 milioni di persone e il ritorno alla normalità, sia per quanto riguarda i trasporti che l’industria dell’intrattenimento, lascia presagire margini di crescita per l’economia nazionale.

Gregory Daco, Direttore del dipartimento di Economia Statunitense a Oxford, ha detto che “il fattore chiave nella crescita economica sarà la combinazione tra un’economia in via di risanamento e i sussidi fiscali”.

L’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, stima che anche grazie ai 1.900 miliardi versati dal Governo, l’economia statunitense crescerà del 6,5% nel 2021. Lo stesso Daco stima che la crescita si aggirerà intorno al 7% e permetterà la creazione di 7 milioni di posti di lavoro, livelli di crescita che mancherebbero dagli anni ’80. Daco ha aggiunto che “non si vedevano simili tassi di crescita nel PIL reale da quarant’anni ma bisogna considerare che il PIL era crollato a causa della crisi provocata dalla pandemia”.

“The American Rescue Plan”, così è chiamato il piano da 1.900 miliardi, include sussidi da 1.400 dollari rivolti alla maggioranza dei cittadini americani, l’estensione dei sussidi di disoccupazione e detrazioni per i figli a carico. I benefici sono in larga parte rivolti alle famiglie con reddito basso, in netto contrasto con i tagli alle tasse voluti dall’amministrazione Trump nel 2017.

Anzichè aspettare che i benefici arrivino dall’alto, attraverso sussidi alle imprese che favoriscano l’occupazione e la produzione, il piano d’investimento punta ad assegnare denaro direttamente alle famiglie con reddito basso. Si stima che il reddito del 20% più povero delle famiglie aumenterebbe di circa il 20%, mentre chi guadagna di più godrebbe di un incremento inferiore all’1%.

Dato che gli studi hanno dimostrato che le famiglie più povere spendono di più, questo dovrebbe portare immediati benefici nei consumi. Alcune persone sono preoccupate che l’effetto che avrà sui consumi e sulla produzione possa rivelarsi controproducente e aumentare l’inflazione.

L’aumento della spesa potrebbe portare all’aumento dei prezzi al consumo e compromettere i benefici sul lungo periodo. Il Dipartimento del Lavoro ha annunciato mercoledì che i prezzi sono aumentati dell’1,7%, comunque meno della soglia annuale prevista al 2%. La Federal Reserve si aspetta che i prezzi crescano più velocemente nei prossimi mesi ma che la crescita si stabilizzerà nel medio periodo.

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Amanda Gorman sta andando alla grande

Amanda Gorman sta andando alla grande

Amanda Gorman, la poetessa americana di 22 anni che ha parlato durante la cerimonia di insediamento di Joe Biden, ha raggiunto una fama inattesa.

La ventiduenne Amanda Gorman è stata una delle presenze più inattese e apprezzate della cerimonia. La sua poesia “The Hill we Climb”, il suo abbigliamento e le ragioni dietro la sua presenza sono state apprezzate dal pubblico americano e internazionale.

Invitata da Jill Biden, la nuova First Lady americana, Amanda Gorman si è detta onorata ed estremamente emozionata dalla possibilità di parlare durante la cerimonia. La moglie di Joe Biden ha deciso di invitare la poetessa dopo averla sentita dal vivo. La presenza di Gorman aveva anche un significato simbolico speciale per il neopresidente. I due, in ambiti diversi, hanno fatto del parlare in pubblico una parte costituente delle rispettive carriere ma hanno dovuto superare delle difficoltà per riuscirci. Joe Biden ha risolto col tempo la grave forma di balbuzie di cui soffriva da ragazzo e Amanda Gorman ha raccontato che si era sempre astenuta dal parlare in pubblico a causa dei suoi difetti di pronuncia.

La poesia, incentrata sull’unità e sugli orizzonti degli Stati Uniti, è stata apprezzata dagli ascoltatori, tanto che le ricerche delle sue opere non ancora pubblicate l’hanno portata in cima alla classifica di Amazon. La raccolta di poesie che contiene “The Hill We Climb” non è ancora stata pubblicata ma questo successo le è valso un contratto con la casa editrice Penguin per un libro rivolto ai bambini in previsto per il prossimo autunno. Si chiamerà “Change Sings: A Children’s Anthem” e l’editore ha già annunciato l’intenzione di fare una prima tiratura da 150000 copie.

Dopo che i suoi profili sui social network sono stati inondati di messaggi, Amanda Gorman si è detta sopraffatta dalla dimostrazioni d’affetto e dagli apprezzamenti che questa inattesa visibilità le ha portato. Incalzata sulla sua intenzione a candidarsi alle Presidenziali nel futuro, una domanda che i giornalisti americani sembrano oramai fare a chiunque, Gorman ha affermato con decisione che la sua volontà è quella di correre alle elezioni del 2036.

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