Piombino, JSW ‘boccia’ il rigassificatore: “rischio grave danno”

Piombino, JSW ‘boccia’ il rigassificatore: “rischio grave danno”

Per JSW che detiene la proprietà delle acciaierie ex Lucchini, il rigassificatore  “potrebbe limitare o completamente inibire l’utilizzo della banchina nord”

Chissà come la prenderà  il premier Mario Draghi, che  nel corso di una conferenza stampa, ha affermato “sul fronte della diversificazione energetica abbiamo ora tempi rapidi e certi per il  rigassificatore di Piombino che è una cosa essenziale”. Sta di fatto che  nell’osservazione sul progetto per il rigassificatore di Piombino (Livorno) presentata da Jsw Steel Italy e da Piombino Logistics si legge testualmente. “la presenza a Piombino della nave rigassificatrice potrebbe limitare o completamente inibire l’utilizzo della banchina nord” in porto, quindi “nel caso in cui non venisse garantita l’attuale continuità delle operazioni portuali e si assistesse a riduzioni di frequenza e/o di capacità dei mezzi navali interessati, Jsw subirebbe un grave danno (con evidenti ripercussioni produttive e occupazionali)”.

Il danno determinato dalla presenza del rigassificatore,  secondo quando scrivono le imprese “è tanto più grave se si considera che Jsw è l’unico produttore di rotaie in Italia, che Jsw è fornitore di Rfi, che i fondi della Missione 3 del Pnrr sono orientati all’implementazione del sistema ferroviario e che dunque Jsw, con la sua attività, contribuisce al perseguimento di un importante interesse pubblico”.

Per questo motivo chiedono “la garanzia della continuità delle operazioni portuali di carico e scarico di semiprodotti/prodotti finiti di Jsw in banchina Nord come avviene attualmente, senza riduzioni di frequenza e/o di capacità dei mezzi navali interessati”. Nell’ipotesi in cui non venga garantito lo status quo delle attività portuali, Jsw e Piombino Logistics chiedono che “si proceda alla messa in pristino del pontile Lucchini, oppure che vengano corrisposte alla società, a titolo compensativo del grave pregiudizio che verrà a subire, le risorse necessarie affinché essa stessa possa provvedere ad effettuare i lavori di messa in pristino della banchina in concessione. In ogni caso – concludono – che la società possa beneficiare di una riduzione sul prezzo del gas, anche a titolo compensativo”.

Nonostante tutto l ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani rimane otimista. sulla costruzione dei rigassificatori, e in particolare quello di Piombino, “troveremo sicuramente un punto d’arrivo, perché la posta in gioco è molto seria e molto alta” ha detto; aggiungendo che “dovrà esser fatto di tutto per aiutare questi territori” e sottolineando che il rigassificatore di Piombino “è galleggiante, non è una struttura permanente”.

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Jsw Steel Piombino, Orlando: “Proprietà ci dica cosa vuole fare”

Jsw Steel Piombino, Orlando: “Proprietà ci dica cosa vuole fare”

Il Ministro del Lavoro Andrea Orlando, a Firenze per l’Oxfam Festival (12-13 maggio) ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo alla situazione dell’acciaieria di Piombino JSW Steel.

In seguito all’intervista del presidente dell’acciaieria, rilasciata al Financial Times, in cui afferma di voler vendere lo stabilimento, non sono mancate le reazioni polemiche. In particolar modo i sindacati Fim-Fiom-Uil chiedono una smentita ufficiale che però tarda ad arrivare.

“La proprietà deve dire cosa vuole fare: io credo che sia urgente che sia chiamata a un confronto”. Lo ha affermato Andrea Orlando, ministro del Lavoro, a proposito degli ultimi sviluppi della vertenza delle acciaierie di Piombino, e dell’ipotesi di un disimpegno del gruppo Jsw Steel che ne è proprietario. “Non stiamo parlando di una piccola realtà aziendale – ha detto Orlando, a margine di un convegno a Firenze – stiamo parlando di un segmento molto importante, di una filiera strategica per il paese come l’acciaio, e da questo punto di vista credo che sia doveroso chiedere chiarimenti a Jindal”.

Sempre Orlando ha detto che sulle politiche del lavoro c’è “un’analisi comune” fra Pd e M5s”, e “proprio queste politiche possono tenere insieme, in un momento di tensione su altri temi, le forze del campo progressista”. Lo ha affermato Andrea Orlando, ministro del Lavoro, parlando con i cronisti a Firenze. Secondo Orlando, comunque, le frizioni sul tema della guerra in Ucraina non guasteranno il rapporto fra i due partiti: “Penso di no”, ha detto, sebbene “ci siano letture diverse sul come rispondere”.

La risposta al problema della povertà lavorativa è “rimettere in moto il meccanismo che consenta un recupero della capacità di acquisto e salariale dei lavoratori italiani, e aprire una discussione sul tema di come ridurre le forme di precarietà del lavoro. Credo che questo rapporto fotografi una situazione che purtroppo segna il nostro paese da molto tempo, e alla quale è necessaria dare una risposta”, ha detto Orlando, ricordando che “come Ministero mesi fa avevamo costituito una commissione proprio su questo che aveva prodotto un rapporto con risultati analoghi, i problemi sono chiari. La difficoltà è trovare delle strade per dare delle risposte compiute su questioni su cui sto insistendo da settimane, il livello dei salari, la precarietà del lavoro e l’esigenza di costruire un modello di competizione del Paese che non sia basato solamente sul contenimento dei costi. Questa cosa diventa ancora più drammatica e cruciale in un momento in cui l’inflazione torna a crescere”.

Inoltre, ha concluso il ministro, “dove c’è una criticità del mercato del lavoro le donne lo pagano percentualmente in modo più significativo”, per cui bisogna “investire molto sulle infrastrutture sociali: le donne lavorano di più dove ci sono gli asili, dove ci sono servizi per gli anziani, una scuola e una sanità che funziona”.

 

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Piombino, vendita Jsw: i sindacati attendono la smentita

Piombino, vendita Jsw: i sindacati attendono la smentita

Piombino – i sindacati Fim-Fiom-Uilm chiedono anche un “incontro urgente e chiarificatore”.

Sulla stampa quotidiana, questa mattina, è apparsa la notizia secondo la quale il presidente di Jsw, ex Lucchini, Sajjan Jindal, avrebbe voluto vendere l’accaieria siderurgica italiana, con sede a Piombino (Livorno). L’intervista di Jindal è stata rilasciata al Financial Times e nella giornata di oggi, 11 maggio, i sindacati aspettano la smentita. Altrimenti annunciano una mobilitazione di massa al Ministero.

“Questa mattina sono rimbalzate sulla stampa le dichiarazioni del presidente Jsw rilasciate sul Financial Times circa la vendita degli stabilimenti di Piombino e Texas per investire nel settore edilizio. Notizie smentite dal vicepresidente Carrai durante una telefonata in cui le segreterie provinciali Fim-Fiom-Uilm hanno chiesto una smentita ufficiale e scritta che al momento ancora aspettiamo”. Così le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm e le rsu di Jsw Piombino Logistic e Gsi sulla notizia dell’intenzione di Sajjan Jindal di vendere l’acciaieria Jsw Steel Italy di Piombino (Livorno).

In assenza di una smentita i sindacati, scrivono in una nota congiunta, ricavano che Jsw “si muove in modo opaco, che gioca su più tavoli contemporaneamente, quello di Invitalia e quello con i nuovi possibili acquirenti; che il Governo o non gestisce ed è totalmente al buio, oppure agisce senza aver coinvolto e condiviso né con le istituzioni locali né con le parti sociali, tenendo tutto nel segreto della stanza dei bottoni” e che “la conferma che la ricca commessa delle rotaie se verrà assegnata a Jsw non si produrrà a Piombino”.

Le sigle chiedono quindi alle istituzioni e alla politica di “chiedere con una sola voce un incontro urgente e chiarificatore” e di “fermare l’assegnazione della commessa delle rotaie senza la garanzia che siamo prodotte a Piombino. Se non arriveranno risposte alla nostra richiesta di convocazione al ministero – concludono i sindacati nella nota – metteremo in campo una adeguata mobilitazione e ci auguriamo di avere al nostro fianco tutte le istituzioni”.

“Un fatto che se veritiero e confermato è grave e clamoroso, e che rischia di azzerare di colpo la discussione sulle sorti dello stabilimento e dei suoi lavoratori”. Interviene anche il sindacato Usb nazionale, in una nota, dove ricorda che “aveva a più riprese sostenuto la necessità di cacciare Jindal, soggetto che per quanto riguarda Piombino non ha mai rispettato un accordo e si è ben guardato dal presentare un piano industriale in un quadro in cui per anni ha succhiato ammortizzatori allo Stato e sangue e sudore ai lavoratori. Sono ancora più inaccettabili da questo punto di vista il silenzio del Governo dopo questo annuncio, e l’assenza di una discussione con le organizzazioni sindacali che si sono unite per difendere lo stabilimento ed il futuro di Piombino nonché quello della siderurgia in Italia”.

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Jsw Piombino, Fim-Cisl: “C’è rischio tragedia sociale”

Jsw Piombino, Fim-Cisl: “C’è rischio tragedia sociale”

Piombino – A dirlo è Alessandro Beccastrini, presente questa mattina per l’iniziativa organizzata da Fim, Fiom, Uilm sulla situazione dell’acciaieria Jsw Steel Italy.

I lavoratori della Jsw di Piombino, questa mattina, hanno manifestato per avere maggiori certezze sul loro futuro. Attualmente la vertenza per l’acciaieria è in stallo, senza che ci sia stata la convocazione da parte del ministero dello Sviluppo economico per trovare un accordo. I sindacati sono in attesa di avere informazioni circa l’ingresso di Invitalia nella capitale della società. Per questo erano in centinaia sul cavalcaferrovia di Largo Caduti sul lavoro, dove è stato organizzato un presidio organizzato dai sindacati metalmeccanici.

“Su Piombino (Livorno) il Governo ha promesso, ma non mantiene. Il presidente Giani non è potuto venire qui stamani. E’ bene però che tutti capiscano che senza un cambio di passo qui rischiamo una tragedia sociale”. Spiega il segretario generale della Fim-Cisl Toscana, Alessandro Beccastrini.

“Oggi a Piombino ha manifestato la parte buona della nostra società – ha sottolineato Beccastrini -, quella che vuole il lavoro, che paga le tasse; quella parte di società a cui non dà pensiero uscire con le mani nere e con la schiena a pezzi da un’acciaieria. Sono anni che questi lavoratori e lavoratrici aspettano risposte. Il Governo ha promesso, ma non mantiene, quello che Fim, Fiom, Uilm chiedono per Piombino è chiarissimo”.

All’iniziativa di stamattina, spiega ancora Beccastrini, c’era il sindaco di Piombino, l’Autorità portuale, i nazionali di Fim, Fiom e Uilm, “peccato per la mancanza del presidente della Regione Giani, bloccato da un impegno imprevisto. Ma alla Regione Toscana – conclude – chiediamo un cambio di passo nelle vertenze Piombino e Fimer Arezzo: se queste realtà non trovano risposte, sarà tragedia sociale”.

I sindacati, ad inizio aprile, si erano riuniti in assemblea unitaria per chiedere un rilancio attraverso il rigassificatore che potrebbe essere installato nella zona di Piombino. Ma, al momento, resta solo un’ipotesi.

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Rigassificatore Piombino, sindacati: “Serva per rilancio Jsw”

Rigassificatore Piombino, sindacati: “Serva per rilancio Jsw”

Piombino – Annunciata per venerdì 8 l’assemblea dei lavoratori di Jsw per chiedere rilancio.

Assemblea unitaria con i lavoratori della Jsw di Piombino (Livorno), in vista delle possibili novità che potrebbero aprirsi per la città in seguito l’interessamento del Governo per l’installazione di un impianto di rigassificazione, anche alla luce dello stallo del progetto di rilancio dello stabilimento piombinese. La annunciano per l’8 aprile i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Uglm Ugl e Usb, presso lo stabilimento Jsw.

Su questi temi, spiega una nota, ieri si è svolto un incontro tra l’Amministrazione comunale di Piombino, alla presenza del sindaco Francesco Ferrari, con i sindacati metalmeccanici provinciali di Livorno. “Da un lato nell’incontro con l’Amministrazione ha riconfermato quanto già anticipatoci anche dai presidenti di Regione Toscana Giani e Autorità di sistema portuale Guerrieri a margine del loro incontro – sottolineano i sindacati in una nota -, ossia di un primo contatto per valutare il sentimento Istituzionale di tale ipotesi. Dall’altro c’è stata piena condivisione sulla necessità che il nostro territorio non possa essere considerato solamente come un territorio di servizio, e che questa necessità nazionale debba coniugarsi con un’idea complessiva nella quale deve trovare risposta anche l’idea di rilancio dello stabilimento piombinese”.

A tale proposito, aggiungono, “fermo restando che la prospettiva dello stabilimento Jsw ha la priorità”, i sindacati esprimono “apprezzamento per la sintonia di linguaggio e posizioni delle Istituzioni, proprio come le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici che in questi giorni provano a fare fronte comune, convinte come sono del fatto che soltanto parlando come un unico soggetto territoriale si possa sperare essere visti come interlocutori.

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