Urla liberatorie dai tetti di Firenze, in 200 per la perfomance dei Kinkaleri

Urla liberatorie dai tetti di Firenze, in 200 per la perfomance dei Kinkaleri

Urla liberatorie, di sfogo o di speranza, da parte di 200 cittadini dai tetti della Torre di San Niccolò, del Forte Belvedere, di Porta Romana, della sede della Fondazione Stensen e della terrazza alberata dell’Hotel Kraft.

È la performance di ieri pomeriggio, a Firenze, del collettivo artistico Kinkaleri, promossa e prodotta dalla Fondazione Stensen. Un modo per dare spazio alle tensioni accumulate in questi mesi di pandemia: diversi curiosi hanno sentito le urla e si sono affacciati per capire da dove provenissero. Una prima sensazione di spavento ed allerta e sguardi interrogativi lasciava in pochi istanti spazio ad un sorriso divertito e di approvazione di chi intuiva che stava accadendo qualcosa di artistico ma al contempo di ‘vicino’, un bisogno, un’urgenza che tutti in questi mesi hanno in realtà sentito dentro.

urla
Foto di Stephane Giraudeau / Valentina Fedi / Andrea Paoletti / VerØnica Mencacci

Un nodo in gola di paure, preoccupazioni, incertezze, difficoltà e frustrazioni che con le urla di ieri in qualche modo si è sciolto un po’ in tutti noi. Per dare spazio ad un suono rinnovato e proiettato verso il futuro.

In particolare al Forte Belvedere le voci riecheggiavano, creando una particolare atmosfera. Da segnalare anche che qualche cittadino, nonostante non fosse nella lista dei 200 selezionati, ha chiesto ugualmente di potersi ‘sfogare’ contro il Covid e mesi complicati.

“E’ un gesto liberatorio dopo mesi di pandemia e di didattica a distanza”, ha sottolineato una ragazza. “Come vedere la luce in fondo al tunnel”, tra i commenti.
Le urla sono state amplificate da appositi megafoni. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Firenze, il contributo di Fondazione Cr Firenze, in partnership con Mus.e, Hotel Kraft, Hotel Meridiana e il supporto tecnico di Omikron.

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Urla liberatorie dai tetti di Firenze, in 200 per la perfomance dei Kinkaleri

Urla liberatorie, di sfogo o di speranza, da parte di 200 cittadini dai tetti della Torre di San Niccolò, del Forte Belvedere, di Porta Romana, della sede della Fondazione Stensen e della terrazza alberata dell’Hotel Kraft.

È la performance di ieri pomeriggio, a Firenze, del collettivo artistico Kinkaleri, promossa e prodotta dalla Fondazione Stensen. Un modo per dare spazio alle tensioni accumulate in questi mesi di pandemia: diversi curiosi hanno sentito le urla e si sono affacciati per capire da dove provenissero. Una prima sensazione di spavento ed allerta e sguardi interrogativi lasciava in pochi istanti spazio ad un sorriso divertito e di approvazione di chi intuiva che stava accadendo qualcosa di artistico ma al contempo di ‘vicino’, un bisogno, un’urgenza che tutti in questi mesi hanno in realtà sentito dentro.

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Foto di Stephane Giraudeau / Valentina Fedi / Andrea Paoletti / VerØnica Mencacci

Un nodo in gola di paure, preoccupazioni, incertezze, difficoltà e frustrazioni che con le urla di ieri in qualche modo si è sciolto un po’ in tutti noi. Per dare spazio ad un suono rinnovato e proiettato verso il futuro.

In particolare al Forte Belvedere le voci riecheggiavano, creando una particolare atmosfera. Da segnalare anche che qualche cittadino, nonostante non fosse nella lista dei 200 selezionati, ha chiesto ugualmente di potersi ‘sfogare’ contro il Covid e mesi complicati.

“E’ un gesto liberatorio dopo mesi di pandemia e di didattica a distanza”, ha sottolineato una ragazza. “Come vedere la luce in fondo al tunnel”, tra i commenti.
Le urla sono state amplificate da appositi megafoni. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Firenze, il contributo di Fondazione Cr Firenze, in partnership con Mus.e, Hotel Kraft, Hotel Meridiana e il supporto tecnico di Omikron.

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Met Ragazzi Estate: nell’Inferno dei Kinkaleri al Fabbricone

Met Ragazzi Estate: nell’Inferno dei Kinkaleri al Fabbricone

Met Ragazzi Estate: all’interno della rassegna  da giovedì 10 a domenica 13 giugno al Teatro Fabbricone alle ore 18 debutta in prima nazionale ‘Inferno’ di Kinkaleri, un lavoro che conduce i più piccoli (è indicato per bambini dagli 8 anni in su) in un viaggio di trasformazione, dalle tenebre alla luce.

La stagione teatro ragazzi del Met continua anche in  estate nello spazio open air adiacente al Teatro Fabbricone/Fabbrichino. In questa area verde dotata di un tappeto erboso ed una bordura coltivata con piante perenni e aromatiche, la compagnia TPO organizza atelier, spettacoli e concerti all’aperto. Il pubblico di bambini e famiglie viene accolto nel foyer della Sala Fabbrichino da cui potrà accedere al prato che si estende al bordo di una ciminiera oramai inattiva ma che simbolicamente rappresenta un trait d’union tra passato e presente della storia della nostra città.

Liberamente tratto da La Divina Commedia di Dante Alighieri, Inferno dei Kinkaleri spettacolo è un affondo nell’essenza del racconto dantesco, un’avventura grandiosa in un universo indescrivibile attraverso gironi infernali e spaventose visioni, fra peccatori e demoni, evocati in scena da Daniele Bonaiuti e Marco Mazzoni.

Prodotto da KLm / Kinkaleri in collaborazione con Fondazione Teatro Metastasio, Fondazione Toscana Spettacolo onlus, ‘Inferno’ è il risultato di un articolato laboratorio che il collettivo Kinkaleri ha intrapreso per mezzo del live streaming con le scuole cittadine durante la chiusura dei teatri e delle attività ad essi connesse: un lavoro che esplora dei linguaggi della scena come fulcro di un’esperienza da condividere come un film horror, d’avventura, o un romantico melò, tra demoni fatali e angeli svelati senza tempo.

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Met Ragazzi Estate: nell’Inferno dei Kinkaleri al Fabbricone

Met Ragazzi Estate: nell’Inferno dei Kinkaleri al Fabbricone

Met Ragazzi Estate: all’interno della rassegna  da giovedì 10 a domenica 13 giugno al Teatro Fabbricone alle ore 18 debutta in prima nazionale ‘Inferno’ di Kinkaleri, un lavoro che conduce i più piccoli (è indicato per bambini dagli 8 anni in su) in un viaggio di trasformazione, dalle tenebre alla luce.

La stagione teatro ragazzi del Met continua anche in  estate nello spazio open air adiacente al Teatro Fabbricone/Fabbrichino. In questa area verde dotata di un tappeto erboso ed una bordura coltivata con piante perenni e aromatiche, la compagnia TPO organizza atelier, spettacoli e concerti all’aperto. Il pubblico di bambini e famiglie viene accolto nel foyer della Sala Fabbrichino da cui potrà accedere al prato che si estende al bordo di una ciminiera oramai inattiva ma che simbolicamente rappresenta un trait d’union tra passato e presente della storia della nostra città.

Liberamente tratto da La Divina Commedia di Dante Alighieri, Inferno dei Kinkaleri spettacolo è un affondo nell’essenza del racconto dantesco, un’avventura grandiosa in un universo indescrivibile attraverso gironi infernali e spaventose visioni, fra peccatori e demoni, evocati in scena da Daniele Bonaiuti e Marco Mazzoni.

Prodotto da KLm / Kinkaleri in collaborazione con Fondazione Teatro Metastasio, Fondazione Toscana Spettacolo onlus, ‘Inferno’ è il risultato di un articolato laboratorio che il collettivo Kinkaleri ha intrapreso per mezzo del live streaming con le scuole cittadine durante la chiusura dei teatri e delle attività ad essi connesse: un lavoro che esplora dei linguaggi della scena come fulcro di un’esperienza da condividere come un film horror, d’avventura, o un romantico melò, tra demoni fatali e angeli svelati senza tempo.

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TRA LE MURA: alla FrittelliArte un lavoro per il quartiere di Novoli e i suoi residenti.

TRA LE MURA: alla FrittelliArte un lavoro per il quartiere di Novoli e i suoi residenti.

Venerdì 17 gennaio dalle ore 17:30 alle ore 20, ingresso libero. LE MURA è un progetto del gruppo semi cattivi per il quartiere di Novoli, sostenuto dalla Regione Toscana, Settore Welfare e Sport e in collaborazione con l’associazione Novoli Bene Comune.

“L’idea che sta alla base del progetto o Tra le Mura è quella d’innestare attività artistiche innovative nel tessuto socio urbano di Novoli, portando perfomance, spettacoli, e attività culturali all’interno dei palazzi, negli androni e se possibile fino agli stessi appartamenti” dicono gli ideatori. Si tratta di una “vera e propria scommessa fatta con gli abitanti di Novoli sulla possibilità di costruire e condividere assieme una serie di iniziative artistiche per attivare meccanismi che generino relazione, pensiero e conoscenza, unendo la dimensione intima a quella pubblica, con spazi condivisi tra autori e spettatori”.

Frittelli arte contemporanea è una galleria d’arte collocata in un grande seminterrato di un palazzo di Novoli, in quella che un tempo era l’area destinata ai garage del condominio. Una galleria d’arte che opera e vive sotto il manto stradale e in cui si respira e si avverte il senso della città che scorre.venerdì 17 gennaio dalle ore 17:30 alle ore 20
ingresso libero
dove: Frittelli arte contemporanea
Via Val di Marina 15 50127 Firenze – www.frittelliarte.it
per informazioni: info@frittelliarte.it – t. 055 410153 semi.cattivi@libero.it

INTERVISTA CON GRANCO ROSSI DI SEMI CATTIVI

ECCO IL PROGRAMMA

ore 17:30
Presentazione evento a cura di semi cattivi in collaborazione con Novoli Bene Comune

ore 18:00
Knock on wood
progetto e realizzazione Kinkaleri
con Flora Orciari
Il n’y a pas de solution, parce qu’il n’y a pas de problème.
Marcel Duchamp

Un corpo transita dentro una regola da seguire – la traduzione gestuale di una sezione del testo Talking Dancing del coreografo Douglas Dunn – innescando con lo spettatore un confronto diretto e scrupoloso sui particolari del proprio transito. Transito condiviso con un elemento piano, punto di snodo per una riflessione che, nella relazione massa-struttura, trascrive in superficie tutto quello che di impalpabile e concreto possa svelare.

Ore 18:40
Nowhere
Progetto e realizzazione Franco Rossi per semi cattivi
con Matteo Ciucci e Michela Gatti

Nato da uno studio condotto sulla figura di Penelope, “Nowhere” è diventato un lavoro a sé, un lavoro che parte dalla domanda “Chi sono?” e si confronta con la sua doppia lettura: Chi sono io e chi sono loro? Il tempo e le sue manifestazioni sono in gioco. I due protagonisti rinunciano a qualsiasi ruolo non riconoscendosi nelle loro parole e nello spazio occupato, stremati dall’attesa si addentrano in un territorio dove il tempo si contrae e si estende a seconda delle emozioni, in una linea di confine dove ogni movimento rischia di assumere una gravità e una leggerezza eccezionali, ma dove il significato degli atti e delle piccole cose quotidiane riacquista un senso.

0re 19:20
ULTRAS sleeping dances
Progetto e realizzazione Cristina Kristal Rizzo
Ultras sleeping dances è un sistema di danze dai temi corporei semplici e lineari, sostenute da una playlist melodica dai toni malinconici e da una serie di oggetti ludici, pensate come habitat che si dispiegano ogni volta in un ambiente irripetibile e unico condiviso con il pubblico, queste danze si espongono senza nessun apparato tecnico particolare, ad una visione intima collettiva come ipotesi generativa per una vita in comune.

Seguirà un aperitivo a cura dell’associazione Semi Cattivi e Novoli Bene Comune .

La giornata è organizzata In collaborazione con associazione Novoli Bene Comune, Frittelli Arte Contemporanea. Sostenuta dalla Regione Toscana, Settore Welfare e Sport.

Il quartiere
La verticalità e la struttura urbanistica del quartiere di Novoli rimandano continuamente alla velocità e sia i grandi viali di scorrimento che molte strade del quartiere sono intitolate a degli aviatori. Nel quartiere l’industria Fiat per molti anni ha progettato e prodotto carrelli di atterraggio per gli aeroplani. Questa idea di velocità che continuamente ritorna e questi palazzi costruiti negli anni del boom economico, senza un vero progetto urbanistico, raccontano di un’idea di crescita rapida, illusoria e quanto mai lontana nel tempo.
Negli ultimi anni, l’espandersi della città ha ricollocato il quartiere in una fascia non più periferica, e Novoli è ulteriormente mutato. Molti residenti sono diventati proprietari della loro abitazione e quest’aspetto ha attivato sentimenti contrastanti come quello di proprietà e di appartenenza, ma anche di partecipazione alla vita del quartiere.
Tutte le periferie delle grandi città appaiono come enormi agglomerati urbani senza una storia, una sorta di pagina grigia che solo se osservata da vicino rivela una moltitudine di punti e segni, di storie in bilico tra l’esserci e l’invisibilità. La sensazione che si prova ad approcciarsi a questi quartieri è quella del tempo che scorre, della velocità eccessiva delle nostre vite e della velocità stessa dello scorrere del tempo. In effetti il passaggio del tempo scompone le relazioni affettive e le vite e le degrada in senso biologico, ma è l’ambiente – costruito male e con apparente intenzione di eternità. – a rendere così stridente l’effetto dell’invecchiamento e del disagio. Vivere la propria esistenza in un ambiente apparentemente immutabile, tra i palazzi di cemento, un materiale che almeno superficialmente non invecchia, acuisce il senso di solitudine e comporta un senso diffuso di amarezza.

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