Levane: padre ferisce a morte figlia 4 anni e tenta suicidio

Levane: padre ferisce a morte figlia 4 anni e tenta suicidio

Una bimba di 4 anni è stata ferita a morte con un coltello nella casa dove viveva con la famiglia a Levane (Arezzo).

Secondo gli investigatori a colpirla sarebbe stato il padre che ha poi tentato il suicidio gettandosi in un pozzo: al momento sarebbe vivo e sono in corso le operazioni per recuperarlo. Sul posto i carabinieri insieme al 118. In casa trovati la mamma della bambina, in stato confusionale, e il fratellino più grande, a sua volta ferito ma lievemente.

Da quanto appreso la bambina presenterebbe una ferita alla gola. Piccole escoriazioni per il fratello che avrebbe 12 anni. Sotto choc la madre che al momento non sarebbe in grado di parlare.
Tutto è avvenuto in un’abitazione al terzo piano di uno stabile. A dare l’allarme secondo quanto appreso sarebbe stato un vicino di casa.

Il padre della bambina, 39 anni, si sarebbe poi buttato in un pozzo vicino all’abitazione, che non sarebbe molto profondo secondo quanto riferiscono sempre gli inquirenti. Al momento darebbe segni di vita. Tutto da chiarire al momento cosa abbia scatenato l’aggressione. Sul posto, insieme ai carabinieri di Bucine, San Giovanni e di Arezzo, intervenuto anche il pm Laura Taddei.

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Morti Arezzo: periti, valvola malfunzionante in Archivio Stato

Morti Arezzo: periti, valvola malfunzionante in Archivio Stato

Una valvola malfunzionante e la mancanza di sfiatatoi nello sgabuzzino delle bombole sarebbero all’origine dell’incidente accaduto il 20 settembre 2018 all’Archivio di Stato di Arezzo costato la vita a Filippo Bagni, 55 anni e Piero Bruni 59 anni, i due dipendenti accorsi sul posto per verificare come mai suonasse l’allarme antincendio.

Secondo gli esperti Antonio Turco, Luca Fiorentini e Venerino Lo Cicero, incaricati dal pm Laura Taddei, che hanno depositato la perizia oggi, il malfunzionamento della valvola avrebbe convogliato il gas argon, anziché nella stanza dove ci sono i documenti per proteggerli da eventuali incendi, nello sgabuzzino delle bombole dove i due dipendenti trovarono la morte per asfissia.

Per la morte di Bagni e Bruni sono undici in tutto gli indagati tra tecnici della manutenzione, installatori e responsabili del controllo tra questi anche il direttore dell’Archivio Claudio Saviotti che, un mese fa, in occasione della commemorazione dell’anniversario della morte dei due dipendenti, denunciò di sentirsi abbandonato dalle istituzioni.

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