Flash mob delle artigiane fiorentine al piazzale Michelangelo

Flash mob delle artigiane fiorentine al piazzale Michelangelo

Flash mob a Firenze: un messaggio di coraggio, solidarietà e speranza dalle imprenditrici di Confartigianato Imprese Firenze.

Flash mob questa mattina, al piazzale Michelangelo, dove le artigiane fiorentine hanno posato  con un ramo di mimosa in mano e un cartello che indica il proprio settore di attività. Sullo sfondo, la loro città

L’iniziativa nasce da un’idea di Confartigianato Giovani Imprenditori. “ Vogliamo dire alle artigiane fiorentine: non siete sole –  dice la presidente Bianca Guscelli – Unendo forze e idee potremmo crescere ancora di più. La crisi lo dimostra: le imprese che reggono meglio sono quelle che collaborano tra loro”.

Secondo i dati sull’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Firenze, relativi al terzo trimestre 2020, nella città metropolitana di Firenze sono 23.026 le imprese femminili (il 21% del totale) di cui 20.170 attive: nei primi nove mesi dell’anno scorso ci sono state 1000 iscrizioni e 1127 cessazioni. I settore dove le donne imprenditrici sono più presenti sono il commercio (5.242 imprese), il manifatturiero (3.247), servizi (2.041), alloggio e ristorazione (1.862), agricoltura e pesca (1.702). Il 60,9% delle attività “rosa” risiede nell’area urbana fiorentina, il 20,2% nell’empolese Valdesa, il 9% in Mugello e in Val di Sieve, il 5,5% nel Chianti, il 4,4% nel Valdarno Superiore.

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Confesercenti: Toscana,a rischio 3400 pubblici esercizi e 1000 negozi

In Toscana sono a rischio chiusura 3.407 pubblici esercizi e 1.004 negozi moda. E’ quanto emerge dal dossier ‘Le imprese nella pandemia: marzo 2020-marzo 2021’, predisposto da Confesercenti.

In Italia un anno di pandemia Covid  è costato una riduzione di 183 miliardi di euro del Pil e di 137 mld di consumo, di cui 36 da addebitare all’assenza di turisti.
Secondo Confesercenti “se non arriveranno sostegni adeguati nel 2021 rischiano di cessare l’attività 450mila imprese, per una perdita di circa 2 mln di posti di lavoro”.

“La perdita di consumi e prodotto interno lordo – ha spiegato il presidente di Confesercenti Toscana Nico Gronchi – è stata causata, in primo luogo, dalle restrizioni alle attività e al
movimento delle persone attuate per contenere la diffusione del virus, dal lockdown alla classificazione per zone e fasce di rischio per regione”. In media i pubblici esercizi sono rimasti chiusi completamente per 119 giorni e in Toscana si è toccato il
record di 143 giorni.

il presidente di Confesercenti  ha sottolineato che “è urgente intervenire con gli indennizzi per le imprese attraverso il Dl Sostegni che il Governo si appresta a varare. Con questi numeri le ipotesi circolate in queste ore rappresenterebbero un’ulteriore beffa per molte imprese. Sebbene sia positivo il superamento del codice Ateco come criterio di selezione delle imprese, troviamo inaccettabile il colpo di spugna sulle perdite subite dalle imprese nel 2020 e mai ristorate. Chiediamo che si corregga la linea: ci sono migliaia di imprese in attesa”.

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Bekaert, Fiom: incontro istituzioni ministero senza sindacato è ennesimo schiaffo a lavoratori

Bekaert, Fiom: incontro istituzioni ministero senza sindacato è ennesimo schiaffo a lavoratori

Ieri il Ministro del Lavoro Andrea Orlando ha incontrato il sindaco di Figline e il consigliere per il lavoro del Governatore Giani, Valerio Fabiani per fare il punto sulla vicenda Bekaert.  Calosi (FIOM): Basta con gli incontri tecnici, ci sono oltre 100 famiglie che hanno diritto ad avere risposte”

Apprendiamo dal profilo Facebook del Ministro del Lavoro Andrea Orlando che oggi si sarebbe tenuto un incontro presso il Comune di Figline con la Sindaca Giulia Mugnai ed il Consigliere del Presidente della Regione Toscana per le crisi aziendali Valerio Fabiani, per discutere in merito alla vertenza Bekaert. Precisiamo che tale incontro non ci era noto”.

Ha così commentato Daniele Calosi (Segretario generale FIOM CGIL Firenze): “oggi va di moda così, comunicare che ci sono incontri sulle vertenze importanti tramite Facebook. Ma quand’è che si smetterà di strumentalizzare la Bekaert in una continua campagna elettorale? Noi portiamo rispetto a tutti, ma lo esigiamo anche. Come FIOM CGIL abbiamo richiesto da mesi incontri con i Ministeri competenti, senza avere alcuna risposta, prima e dopo la crisi di Governo, in assoluta solitudine, assieme alle altre Organizzazioni Sindacali, nel più totale e complice silenzio del Comune di Figline Incisa e della Regione. Questo rinnovato protagonismo da dove nasce? ”

“A questo punto -aggiunge Calosi-  visto che c’è stato un incontro, ci aspettiamo che ai prossimi incontri  sulla Bekaert in sede ministeriale, che a questo punto saranno sicuramente a breve, siano presenti i Ministri competenti ed il Presidente della Regione in persona. Immaginiamo che, almeno in questa sede, avranno il buon gusto di avvertire le Organizzazioni Sindacali. Di tecnico, di fronte a 100 famiglie che aspettano una risposta ed un lavoro, non c’è proprio nulla. Il problema non è tecnico, ma politico e sociale. Basta nascondersi dietro ai tavoli tecnici”.

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Prato, Si Cobas denuncia “Texprint fa serrata”. Domani manifestazione di protesta

Prato, Si Cobas denuncia “Texprint fa serrata”. Domani manifestazione di protesta

Alla Texprint di Prato Da più di 40 giorni i lavoratori in sciopero “, tutti pakistani e bengalesi, “chiedono la fine di turni massacranti di 12 ore al giorno per sette giorni la settimana e il rispetto del contratto nazionale e delle leggi in materia di lavoro”.

“Dopo l’annuncio della chiusura di tutte le trattative la Texprint ha deciso per oggi la serrata. Lo stop alle attività produttive come risposta alle rivendicazioni degli operai in sciopero è un fatto gravissimo”. Lo riferisce il sindacato Sì Cobas sulla stamperia industriale a Prato dove “da più di 40 giorni i lavoratori in sciopero “, tutti pakistani e bengalesi, “chiedono la fine di turni massacranti di 12 ore al giorno per sette giorni la settimana e il rispetto del contratto nazionale e delle leggi in materia di lavoro”, denunciando “anche per la Texprint la drammatica realtà di sfruttamento che continua a ‘contraddistinguere’ il distretto
tessile pratese, in particolare quello a conduzione cinese”.

L’azienda, chiede Sì Cobas, “si sieda subito ad un tavolo con il sindacato e con i delegati dei lavoratori per trovare un accordo che riporti le condizioni di lavoro a quelle previste
dalle leggi e dai contratti nazionali”, mentre invece “con la serrata si vuole mandare un messaggio inquietante in tutto il distretto: o si accettano condizioni di lavoro di vero e proprio sfruttamento oppure si rischia di perdere il posto di lavoro”.
Domani sabato 6 marzo alle ore 16 in piazza del Comune a Prato si terrà la manifestazione a sostegno della lotta degli operai Texprint. “Parola d’ordine: ‘8×5′. Nella Prato del 2021 chiedere di lavorare otto ore e godere di giorni di riposo è un atto rivoluzionario”, spiega Sì Cobas.

“E’ questo il momento in cui è importante per chiunque abbia a cuore i diritti e la dignità del lavoro di affermare con forza che un altro modo di lavorare nel distretto può e deve esistere — prosegue Sì Cobas nella stessa nota sindacale -. E’ con questa convinzione che la mobilitazione sindacale va avanti, forti dei risultati già raggiunti in molte aziende (ultime tra queste la Sunshine e la Tintoria 2020 sempre al Macrolotto) dove grazie agli scioperi oggi si lavora con dignità e rispetto dei contratti nazionali”.

Inoltre, il 10 Marzo una delegazione del sindacato incontrerà l’Unità di Crisi della Regione Toscana in merito alla vertenza in corso alla Texprint. “Abbiamo richiesto alla Regione Toscana la convocazione di un tavolo che riporti l’azienda alle trattative – concludono -. Di fronte allo sfruttamento le istituzioni non possono essere arbitri”.

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Musei: sindacati Firenze, 300 lavoratori Opera a rischio

Musei: sindacati Firenze, 300 lavoratori Opera a rischio

Chiedono tavolo confronto a ministero, Comune e direttori dei lavori di Opera che gestiscono i servizi nei musei di Uffizi, Accademia, Bargello, museo di San Marco.

“Il combinato disposto tra le aperture dei musei a singhiozzo, il mancato arrivo dei ristori all’azienda e i ritardi nella cassa integrazione sta creando una situazione sempre più insostenibile” per i lavoratori di Opera che gestiscono i servizi museali di Uffizi, Accademia, Bargello, museo di San Marco.

A dirlo sono Filcams Cgil, UilTucs e Rsu, che questa mattina hanno incontrato la stampa nel piazzale degli Uffizi a Firenze con una rappresentanza di lavoratori.

In assenza di interventi, hanno detto i sindacati, “non è remota l’ipotesi che Opera possa chiudere entro l’anno, lasciando a casa i 300 lavoratori. Siamo stati la forza lavoro che ha permesso le riaperture a singhiozzo di questi mesi – aggiungono – e le relative passerelle mediatiche per direttori e politici. Siamo uomini e donne che da anni lavorano nel settore dei Beni culturali e che ora, a causa del disimpegno dello Stato, del ministero e dei direttori museali, rischiano il posto di lavoro dopo mesi di cassa integrazione e di enormi sacrifici”. I sindacati chiedono a ministero, Comune di Firenze e direttori dei musei un tavolo per affrontare la questione: “Vanno scongiurati – dicono – gli scenari peggiori per i lavoratori”.

A fine gennaio, Filcams Cgil e lavoratori avevano chiesto anche progetto con tutte le scuole di ordine e grado dell’area Metropolitana di Firenze per permettere agli studenti di visitare i musei, fare lezione dentro gli spazi espositivi.

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