Avviso pubblico della Regione per formazione detenuti con orti sociali

Avviso pubblico della Regione per formazione detenuti con orti sociali

Orti sociali, un avviso pubblico per progetti di formazione dei detenuti. A disposizione 93.500 euro della Cassa Ammende. I progetti dovranno riguardare gli istituti penitenziari di Livorno, Prato e Massa Marittima. Avviso aperto fino al 2 luglio.

Agricoltura e orti sociali diventano un’occasione di formazione professionale per i detenuti negli istituti penitenziari di Livorno, Massa Marittima e Prato. L’obiettivo del progetto è l’inserimento lavorativo al termine dell’esecuzione della condanna. L’avviso pubblico della Regione Toscana, che mette a disposizione 93.500 euro stanziati dalla Cassa delle Ammende, è pronto e consente di avviare percorsi di formazione interna ed esterna ai tre istituti toscani, dove sono in fase di attivazione spazi per la coltivazione di orti sociali.

L’avviso conserva un legame con i “Centomila orti in Toscana”, un progetto regionale capace di coinvolgere cittadini, amministrazioni locali e istituzioni presenti sul territorio regionale. La formazione sarà ispirata alle indicazioni e ai consigli della “Guida per una orticoltura pratica”, lo strumento di lavoro redatto dalla Regione per sostenere i soggetti che hanno avviato orti sociali.

L’avviso resterà aperto da domani, mercoledì 9 giugno, al 2 luglio. Saranno coinvolte complessivamente duecento persone in esecuzione penale per la formazione interna. Quindici (cinque per ogni istituto) saranno quelle coinvolte nelle attività di formazione esterna.

L’Assessora regionale alla Formazione e al Lavoro Alessandra Nardini ha dichiarato: “Grazie alla Convenzione con la Cassa delle Ammende possiamo dare una seria occasione di riqualificazione professionale a persone sottoposte a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, valorizzando competenze già acquisite, da acquisire o da accrescere. Crediamo che sia una buona misura capace di offrire maggiori e diverse opportunità occupazionali. Mi fa piacere che abbia un legame con un bel progetto della Regione Toscana come i Centomila orti”.

Per la realizzazione del progetto che si aggiudicherà l’avviso, sono a disposizione 93.500,00 euro, di cui 56.322 riservati alla formazione interna e i restanti 37.178 euro alla formazione esterna. Sono previsti inoltre 137.822 euro, stanziabili dalla Regione Toscana in base alle disponibilità di bilancio e ai vincoli previsti dalla legislazione vigente, per sostenere ulteriori interventi di formazione interna ed esterna. L’avviso è disponibile on-line a questo link.

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🎧 Gli Ortigiani, una bottega 2.0 a Firenze

🎧 Gli Ortigiani, una bottega 2.0 a Firenze

Quella degli Ortigiani di Firenze è una storia che viene da lontano per guardare agli strumenti di oggi.

Una bottega di famiglia nata negli anni ’50 da un contadino di Mantignano che decise di aprire un suo negozio. Una sorta di antesignano ‘ortofrutta a km zero’ che con il Covid ha avuto la spinta  per riconvertirsi anche in ambito digitale e da asporto con le intuizioni del nipote, Andrea Ravenni. ASCOLTA L’INTERVISTA A CURA DI CHIARA BRILLI

Gli Ortigiani è una bottega 2.0 di frutta e verdura situata a Firenze, dal 1956. Nei lontani anni 50′ “mio nonno aprì questo negozio di Frutta & Verdura credendo sempre molto nella qualità dei prodotti. Molti ortaggi venivano coltivati direttamente da lui – ci racconta Andrea, giovane under 30 che ha fatto del negozio di famiglia una propria sfida umana e anche professionale, certamente accelerata anche dal contesto pandemico e dalle nuove esigenze e difficili sfide che il Covid ha imposto per fare fronte alla crisi economica, ai lunghi mesi di Lockdown e ai cambiamenti nelle abitudini anche di acquisto e consumo da parte della clientela.

Un’attività economica, ma anche una passione per il proprio lavoro e per la cura della qualità dei prodotti. “Siamo gli artigiani dell’orto, questo ci identifica nel modo di trasformare una materia prima di qualità. Oltre a vendere frutta e verdura siamo passati anche alla cottura e vendita di pietanze vegetali nel rispetto delle proprietà del cibo”.

 

 

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Livorno: sindacati, 24 addetti area servizio A12 a rischio taglio

Livorno: sindacati, 24 addetti area servizio A12 a rischio taglio

Cgil e Cisl, per contenzioso: l’azienda My Chef ha infatti comunicato a Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl che a partire dal prossimo 30 giugno intende cessare la propria attività in area servizio A12

I 24 addetti dell’area di servizio Savalano Ovest situata sulla A12 Genova – Rosignano hanno proclamato lo stato di agitazione: il loro posto di lavoro è infatti a rischio secondo quanto riferisce una nota sindacale.

L’azienda My Chef che gestisce l’area di servizio su concessione della Sat (Società Autostrada Tirrenica) ha infatti comunicato a Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl che a partire dal prossimo 30 giugno intende cessare la propria attività presso la struttura. La decisione – a quanto apprendiamo – sarebbe da imputare a un contenzioso emerso tra la stessa My Chef e Sat. I 24 addetti – nel caso in cui nessun’altra società subentrasse nella gestione – si troverebbero senza lavoro.

“Una prospettiva inaccettabile e drammatica, soprattutto alla luce di questo particolare momento storico e in un contesto territoriale già in ginocchio da tempo a causa di una pesante crisi occupazionale”, affermano Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl, che hanno già chiesto un incontro urgente con Sat e con le istituzioni preposte: “l’obiettivo – spiegano le sigle – è aprire al più presto un tavolo di confronto presso l’unità di crisi della Regione Toscana. Non possiamo permettere che il nostro territorio perda altri posti di lavoro. Serve una soluzione che garantisca la tutela occupazionale di tutti i 24 lavoratori. Nel caso in cui gli incontri con azienda e istituzioni non generassero un esito positivo non potremo che far partire una decisa mobilitazione. Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl saranno come sempre al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori”.

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ANTICIPAZIONE. In Regione Toscana più donne, ma non in posizione apicale

ANTICIPAZIONE. In Regione Toscana più donne, ma non in posizione apicale

Anticipazione del Rapporto annuale sulla situazione e sulle dinamiche del personale maschile e femminile della Regione Toscana 2020, che sarà prossimamente on line su Amministrazione trasparente.

A fronte di una presenza femminile negli organici di Regione Toscana di quasi il 60%, le figure di vertice sono all’85% maschile. Così come tra i dirigenti le donne arrivano appena al 36%. Grave anche la discrepanza tra il titolo di studio – le laureate e le post laureate superano il 60% – e le progressioni di carriera. Nel rapporto si legge inoltre che questo squilibrio si registra in settori “che per la tipologia di attività svolte, da sempre risultano appannaggio del genere maschile”.

Nel dettaglio. Gli organici della Regione Toscana sono composti per il 59,42% da donne mentre i dipendenti maschi sono il 40,58%. Per quanto riguarda il titolo di studio, ad avere una laurea sono il 60,12% di donne e il 39,88% di uomini. Nel caso di un titolo post laurea (Master, Dottorato, etc.) la percentuale femminile sale al 64,89 contro il 35,11% degli uomini. A fronte di questa situazione, cosa accade nelle posizioni apicali?

L’85% dei direttori sono uomini. Dei 116 dirigenti, le donne rappresentano solo il 36,21% (contro il 63,79% di uomini). Infine le così dette PO, le Posizioni Organizzative: anche in questo caso le donne – che come dipendenti abbiamo detto essere il 59,42% – arrivano appena al 54,02%.

Fa naturalmente riflettere la discrepanza tra la superiorità numerica delle donne, l’elevato titolo di studio delle donne, e la difficoltà alle progressioni di carriera e all’accesso alla dirigenza. Discrepanza leggermente colmata negli anni grazie all’accesso al Concorso al pubblico impiego. Discrepanza che diventa abissale nel caso di accesso fondato su “rapporto fiduciario”.

Infine, da segnalare, a pagina 16 del Rapporto annuale 2020 sui dipendenti della Regione Toscana, si afferma che la percentuale maschile di PO prevale in direzioni “che per la tipologia di attività svolte, da sempre risultano appannaggio del genere maschile”.

Su queste anticipazioni Raffaele Palumbo ha intervistato Anna Loretoni, preside alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

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Rimateria: domani sciopero e presidio a Piombino

Rimateria: domani sciopero e presidio a Piombino

Rimateria, domani sciopero addetti a Piombino. Presidio dei sindacati davanti alla sede del Comune.

A seguito della richiesta di fallimento di RiMateria “chiesto dallo stesso cda, i lavoratori, attraverso i sindacati Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel hanno proclamato uno sciopero per l’intera giornata di domani giovedì 3 giugno. In occasione dello sciopero, i lavoratori effettueranno un presidio sindacale dalle ore 10 alle ore 13.30 in via Ferruccio davanti all’ingresso del Comune” di Piombino. Lo annuncia una nota delle sigle Fp Cgil Livorno, Fit Cisl Livorno, Uil Trasporti Toscana, Fiadel.

RiMateria, si commenta nella stessa nota, “riveste un ruolo strategico ed essenziale nella tutela ambientale del territorio e della salute dei cittadini di tutta la Val di Cornia” ed “è garanzia di tutela per i cittadini dalle emissioni e dal percolato prodotti dalla discarica: senza la continuità operativa ed aziendale il quadro della difesa ambientale senz’altro peggiora, e si rischia di perdere il soggetto più qualificato per le tanto attese bonifiche”.

Inoltre, sottolineano i sindacati, “in un quadro di assoluta drammaticità per Piombino e per l’intera Val di Cornia – già area di crisi industriale complessa – un nuovo fallimento e nuovi disoccupati rappresentano un dramma che si aggiunge al dramma.

La segreteria Fiom esprime vicinanza ai 41 lavoratori di RiMateria che il 9 giugno potrebbero vedersi licenziati senza alcun ammortizzatore sociale, a seguito della richiesta del consiglio di amministrazione di messa in fallimento della loro azienda.

“Questa segreteria – si legge nella nota diffusa – esprime anche preoccupazione per il destino di una discarica che avrebbe potuto essere destinata alle sole attività della futura industria siderurgica e che domani, con la possibile messa in fallimento di RiMateria, rischia di diventare un ulteriore carico ecologico da risolvere. La Fiom e le rsu dei più importanti stabilimenti del territorio saranno presenti alla manifestazione dei lavoratori di RiMateria in programma domani davanti al Comune. Sarà l’occasione per evidenziare l’accumularsi e il susseguirsi delle crisi industriali di questo territorio ormai irrisolte da decenni. Come metalmeccanici martedì avremo un incontro con il sindaco per Liberty Magona e a seguire il consiglio di fabbrica per Jsw: in relazione a quest’ultima vertenza, al momento dobbiamo purtroppo evidenziare che della tanto annunciata riconvocazione di un tavolo da parte della viceministra Todde non si ha ancora alcuna traccia”.

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