Maggio Musicale, Nardella: “Usare il fondo di 35 milioni erogato dal Governo”

Maggio Musicale, Nardella: “Usare il fondo di 35 milioni erogato dal Governo”

Firenze, il sindaco e presidente della Fondazione del Maggio Musicale, Dario Nardella, si è espresso a margine del consiglio di indirizzo del Maggio.

“Gli ultimi stipendi -dice Nardella a margine del consiglio di indirizzo del maggio- sono pagati, per i prossimi di dicembre sarà importante l’incontro con il commissario Amoruso per definire come usare il fondo integrativo di 35 milioni di euro che ci è stato erogato dal Governo per aggredire il debito da 50 milioni che si accumulato nel corso di questi 15 anni. Vogliamo pagare gli stipendi e dico che in ogni caso li paghiamo, vogliamo tranquillizzare i lavoratori”.

“Dobbiamo gestire con grande attenzione i prossimi anni, è questo l’indirizzo che abbiamo dato al soprintendente, abbiamo chiesto di avere grande attenzione al rapporto tra costi e ricavi – ha aggiunto -. Ogni tre mesi convocherò il Consiglio di indirizzo per verificare l’andamento di queste voci in modo da poter intervenire tempestivamente sul bilancio. Il fondo da 35 milioni ci permetterà di azzerare tutta una serie di voci di spesa, intendiamo estinguere il debito che abbiamo con l’agenzia delle entrate che è di circa 12 milioni di euro, per il quale ogni anno dovevamo pagare 4 rate da 1,5 milioni. Dei restanti milioni Pereira è in contatto con il commissario Amoruso per definire le modalità di utilizzo”.

A rassicurare i lavoratori anche il soprintendente del Maggio Musicale Fiorentino, Alexander Pereira, nel corso di una conferenza stampa convocata per chiarire lo stato economico dell’ente.

“Sul pagamento degli stipendi di dicembre -dice Pereira- non vedo nessun problema perché in ogni modo questa somma sarà sicuramente garantita dalle risorse che il teatro ha”.

Pereira si è poi espresso anche a  proposito dell’aspetto economico, del reperimento di sponsor e delle risorse pervenute da banca Intesa Sanpaolo.

Il soprintendente ha spiegato, in termini di marketing culturale, che fanno parte “del concetto di trovare quattro-cinque sponsor da 500.000 euro l’anno, per tre anni, in modo da garantire un futuro più sicuro al teatro”.

Pereira è notoriamente accreditato di capacità di attrazione di investimenti, anche in termini di sponsorizzazioni, sui teatri dove riceve incarichi.

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🎧 Ambulanti contro il Comune: “Rinnovo delle concessioni e canone fisso per tutti”

🎧 Ambulanti contro il Comune: “Rinnovo delle concessioni e canone fisso per tutti”

Ana Ugl lancia un grido di allarme e chiede al Comune di Firenze e alla Regione di farsi carico della questione legata agli ambulanti. Una categoria che in Italia, secondo i dati ufficiali dell’Osservatorio sul commercio del ministero dello Sviluppo Economico, ha subito in soli cinque anni la chiusura di 20mila piccole attività. Questo principalmente a causa dell’insediamento incontrollato della grande distribuzione, ma anche del commercio on line.

Il grido di allarme degli ambulanti parte dal mercato di San Lorenzo e si estende a tutta la città di Firenze. “Al momento – spiega Vittorio Pasqua, sindacalista e ambulante – il Comune non ha rinnovato le concessioni scadute nel 2020 e quindi, noi, di fatto, ci troviamo ad essere abusivi. In queste condizioni non possiamo accedere al credito, siamo in balia degli eventi e preoccupati per quello che potrebbe accadere. Vogliamo un incontro con il sindaco Nardella per risolvere la situazione”.

I numeri parlano chiaro: soltanto a Firenze si parla di almeno 1500 imprese ambulanti che danno lavoro ad oltre 4mila persone. “Hanno parlato di noi e delle nostre attività come di paccottiglia – spiegano altri ambulanti presenti al mercato – ma la verità è che rappresentiamo la storia di Firenze. E che l’amministrazione comunale, negli ultimi anni, non solo non ha fatto niente per noi, ma non ha nemmeno investito un euro per consentirci di portare avanti serenamente la nostra attività”.

In più c’è la questione del canone fisso legata al suolo pubblico degli ambulanti. “Il Governo ha emesso una legge secondo cui attività come queste dovrebbero pagare circa 460 euro all’anno, ma il Comune di Firenze non l’ha ancora recepita e il risultato è che noi ci troviamo costretti a pagare oltre 3200 euro all’anno. Non abbiamo soldi per andare avanti, siamo stritolati dalla concorrenza del mercato online e paghiamo il 70 per cento di tasse. Qualcuno adesso ci deve aiutare”, conclude Pasqua.

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🎧 Banca d’Italia, Pil toscano in frenata dopo l’incremento di inizio anno

🎧 Banca d’Italia, Pil toscano in frenata dopo l’incremento di inizio anno

Un anno a due velocità. Dopo un semestre di piena crescita, caratterizzato da un aumento del Pil e una crescita dell’occupazione entrambi del +5,6% rispetto allo stesso periodo del 2021, la Toscana ha subito un lento e progressivo rallentamento, aggravato dai costi energetici e dalla scarsità di approvvigionamento delle materie prime. E’ quanto emerge dal report di Banca d’Italia a Firenze, presentato questa mattina in un incontro presso la sede di via dell’Oriuolo.

“L’intensita’ di questo rallentamento – spiega Mario Venturi, direttore della sede di Firenze della Banca d’Italia – potrà dipendere in futuro sia dalla perdita di potere d’acquisto delle famiglie a causa dell’inflazione che dal clima di sfiducia che si respira all’interno del paese e che viene aggravato anche dalla guerra in Ucraina. Tutto questo incide sui comportamenti di spesa, a cui si aggiungono i prezzi dell’energia ed anche l’aumento dei costi di finanziamento legato al trend dei tassi di interesse”.

Nel primo semestre del 2022 l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (Iter) stima una crescita del Pil del 5,6%, in linea con il dato nazionale, con il 58% delle aziende a segnalare un fatturato maggiore rispetto al 2021. “Le imprese che abbiamo contattato ad inizio autunno – chiarisce il direttore Venturi – formulano in prevalenza per l’anno prossimo prospettive di stabilità delle vendite ma c’è anche una quota non trascurabile, circa un quinto, che ipotizza possibili ridimensionamenti per far fronte ai costi aumentati”.

Le esportazioni toscane da gennaio a giugno sono aumentate del 9,9% (1,5% in termini reali) ma lo hanno fatto ad un ritmo inferiore rispetto all’anno scorso. A dispetto delle criticità connesse alla scarsità di materiali e ai costi energetici, anche le attività del settore edile hanno continuato a crescere, sostenute da politiche di agevolazione fiscale. La fine delle restrizioni ha inoltre spinto le imprese del terziario. Gli scenari sono però decisamente incerti in vista del prossimo anno, anche se, chiarisce Venturi, è “presto per parlare di ipotesi recessione nel 2023”.

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🎧 Gkn: lavoratori, prepariamo lettere messa in mora per Borgomeo

🎧 Gkn: lavoratori, prepariamo lettere messa in mora per Borgomeo

Gkn: operai, “Stiamo preparando delle azioni legali e delle lettere di messa in mora e c’e’ un clima di grande compattezza tra noi lavoratori. Siamo 300 famiglie, prese in ostaggio da un proprietario, Francesco Borgomeo, per richiedere fondi pubblici.

Lui chiede la cassa integrazione che ad oggi, pare, che l’Inps non gli abbia concesso: non e’ stata concessa perche’ non ci sono ragioni imprenditoriali per farlo. Se un imprenditore ha frizioni col ministero dello Sviluppo economico, con gli enti locali, con l’Inps, con i lavoratori e le organizzazioni sindacali qualche domanda dovrebbe iniziare a porsela”.

Lo ha detto Matteo Moretti del collettivo di fabbrica ex Gkn e della Rsu, parlando della situazione dell’azienda e della protesta in corso da parte dei lavoratori, che da ieri si trovano in Palazzo Vecchio a Firenze e minacciano di rimanerci ad oltranza.

“Un imprenditore che chiede un aiuto dello Stato non butta fango e discrimina lavoratori come sta facendo – ha aggiunto -. Dichiarando che lo stabilimento e’ inagibile, cosa che non e’ vera, che un movimento politico ha sede nella fabbrica, che ci sono azioni squadriste all’interno del sito e che non gli e’ concesso l’ingresso, sicuramente non avvicina altri soggetti. Forse e’ il momento che qualcuno indaghi sulla figura di Borgomeo, su qual e’ il suo scopo. Se uniamo i punti viene fuori la vecchia proprieta’, Melrose: vediamo un legame di ferro tra la nuova proprieta’ e la vecchia per lo svuotamento dello stabilimento e l’alleggerimento degli stipendi sul pubblico attraverso la cassa integrazione”.

“La cosa che ci serve ora e’ un vero piano industriale, che finora non si e’ visto, e anche una presa di responsabilita’ concreta da parte del ministero dello Sviluppo economico, perche’ in questi mesi anche il Ministero, mi dispiace dirlo, ma e’ stato alla fine troppo incerto, troppo latitante”. Lo ha detto il sindaco  “Ovviamente – ha aggiunto – noi faremo la nostra parte come territorio perche’ si vada incontro alle esigenze dei lavoratori, perche’ quel sito deve assolutamente ripartire con un nuovo progetto produttivo”.
Intanto i lavoratori hanno annunciato che stanno preparando delle azioni legali e delle lettere di messa in mora.

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🎧 Gkn: lavoratori, prepariamo lettere messa in mora per Borgomeo

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Gkn: operai, “Stiamo preparando delle azioni legali e delle lettere di messa in mora e c’e’ un clima di grande compattezza tra noi lavoratori. Siamo 300 famiglie, prese in ostaggio da un proprietario, Francesco Borgomeo, per richiedere fondi pubblici.

Lui chiede la cassa integrazione che ad oggi, pare, che l’Inps non gli abbia concesso: non e’ stata concessa perche’ non ci sono ragioni imprenditoriali per farlo. Se un imprenditore ha frizioni col ministero dello Sviluppo economico, con gli enti locali, con l’Inps, con i lavoratori e le organizzazioni sindacali qualche domanda dovrebbe iniziare a porsela”.

Lo ha detto Matteo Moretti del collettivo di fabbrica ex Gkn e della Rsu, parlando della situazione dell’azienda e della protesta in corso da parte dei lavoratori, che da ieri si trovano in Palazzo Vecchio a Firenze e minacciano di rimanerci ad oltranza.

“Un imprenditore che chiede un aiuto dello Stato non butta fango e discrimina lavoratori come sta facendo – ha aggiunto -. Dichiarando che lo stabilimento e’ inagibile, cosa che non e’ vera, che un movimento politico ha sede nella fabbrica, che ci sono azioni squadriste all’interno del sito e che non gli e’ concesso l’ingresso, sicuramente non avvicina altri soggetti. Forse e’ il momento che qualcuno indaghi sulla figura di Borgomeo, su qual e’ il suo scopo. Se uniamo i punti viene fuori la vecchia proprieta’, Melrose: vediamo un legame di ferro tra la nuova proprieta’ e la vecchia per lo svuotamento dello stabilimento e l’alleggerimento degli stipendi sul pubblico attraverso la cassa integrazione”.

“La cosa che ci serve ora e’ un vero piano industriale, che finora non si e’ visto, e anche una presa di responsabilita’ concreta da parte del ministero dello Sviluppo economico, perche’ in questi mesi anche il Ministero, mi dispiace dirlo, ma e’ stato alla fine troppo incerto, troppo latitante”. Lo ha detto il sindaco  “Ovviamente – ha aggiunto – noi faremo la nostra parte come territorio perche’ si vada incontro alle esigenze dei lavoratori, perche’ quel sito deve assolutamente ripartire con un nuovo progetto produttivo”.
Intanto i lavoratori hanno annunciato che stanno preparando delle azioni legali e delle lettere di messa in mora.

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