🎧Prato:”4 euro l’ora per almeno 12 ore obbligatorie: le condizioni del lavoro alla Top Line”

🎧Prato:”4 euro l’ora per almeno 12 ore obbligatorie: le condizioni del lavoro alla Top Line”

Sciopero per un intero turno davanti all’azienda tessile Top Line organizzato dal sindacato Si Cobas

4 euro l’ora  per almeno 12 ore, in alta stagione 14, al giorno obbligatorie: sono le condizioni dei lavoratori della TopLine, ditta a conduzione italiana, che hanno deciso di denunciare pubblicamente e proclamare un giorno di sciopero per oggi.

“Siamo davanti alla Top line con venti lavoratori che hanno deciso di entrare in sciopero per chiedere i loro diritti. Queste persone lavorano 12 ore e vengono pagati 4 euro all’ora. Gli straordinari obbligatori, le ferie non ci sono e le buste paga vengono compilate in modo fittizio”, spiega Sarah Caudiero, sindacalista Si Cobas. “Il datore di lavoro minaccia di continuare a pagare i lavoratori 4 euro l’ora e dentro la ditta continuano le rappresaglie da quando si sono iscritti al sindacato”

Nel comunicato stampa diffuso dal sindacato si legge: “Abbiamo sentito le agghiaccianti parole del committente di Top Line ai microfoni di La7 messo di fronte al fatto che gli operai dell’azienda di cui lui è committente lavorano 12, 14 ore per 4 euro l’ora che normalizzano queste pratiche nel distretto. Continua la sindacalizzazione del Distretto nonostante la vertenza Texprint in corso ormai da 4 mesi. Il presidio con la sua casa dei diritti diventa luogo di organizzazione di nuove vertenze, dove i lavoratori dei Macrolotti trovano un luogo dove poter organizzare una risposta allo sfruttamento”.

Lo sciopero della Top Line è cominciato all’inizio del turno di stamani, per richiedere la corretta applicazione del Contratto collettivo nazionale tessile, la fine della discriminazione sindacale e la stabilizzazione di alcuni lavoratori.

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Informazione: giornalisti in piazza a Firenze, adesione Giani, Mazzeo, Nardella e mondo politico

Informazione: giornalisti in piazza a Firenze, adesione Giani, Mazzeo, Nardella e mondo politico

Giornalisti in piazza, oggi 1 giugno, alle 11, in via Cavour, a Firenze, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul profondo stato di difficoltà in cui si trova, in Italia, il sistema dell’informazione, vittima di leggi superate e di una crisi economica senza precedenti nell’editoria.

 

Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale e Dario Nardella, sindaco di Firenze, sono stati fra i primi ad aderire alla manifestazione dei giornalisti che scenderanno in piazza, a Firenze,  davanti alla Prefetture di Firenze e al Palazzo del Pegaso. Oltre a Giani, Mazzeo e Nardella, hanno aderito in maniera convinta Vincenzo Ceccarelli, capogruppo del Pd nel Consiglio regionale della Toscana; Francesco Torselli con tutto il gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia; Marco Stella, capogruppo di Forza Italia; Irene Galletti, capogruppo regionale Movimento 5 Stelle e Maurizio Sguanci di Italia Viva, sempre del consiglio regionale. Adesione e sostegno anche da Cristina Giachi, presidente della commissione cultura del Consiglio regionale.

 

La manifestazione – organizzata a livello nazionale dalla Fnsi e in Toscana dall’Associazione Stampa e dal Consiglio regionale dell’Ordine – si terrà contemporaneamente nei capoluoghi di regione italiani.
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è un’occasione unica per rilanciare il settore e progettare il futuro.
L’informazione, sottolineano Ast e odg Toscana in una nota, pilastro della democrazia di ogni paese, non può venire esclusa dalle risorse del Piano. I giornalisti in piazza (e in diretta social sui canali della Fnsi, la piazza di Firenze sarà raccontata e commentata da Chiara Brilli, consigliera nazionale Fnsi e componente del direttivo Ast) chiedono quindi al Governo un impegno serio per risolvere problemi che si trascinano da decenni.

Le priorità figurano in un documento che sarà consegnato alla prefetta di Firenze, Alessandra Guidi, dal presidente dell’Ast, Sandro Bennucci e dal presidente del Consiglio dell’Ordine della Toscana, Carlo Bartoli. Sostegno alla protesta dei giornalisti anche da Cgil, Cisl e Uil.

“Buona occupazione per la qualità del lavoro e del prodotto editoriale e basta precarietà, di questo ha bisogno il sistema dell’informazione in Italia – dichiara Dalida Angelini segretaria generale della Cgil Toscana -. Il cambiamento è necessario e non rinviabile. Bene fanno i giornalisti italiani e toscani a scendere in piazza, a loro il sostegno mio personale e della Cgil Toscana”. Per il segretario generale della Cisl Toscana, Ciro Recce, “quelle per la qualità del lavoro, contro la precarietà, per una giusta retribuzione sono battaglie che ovviamente la Cisl condivide e sostiene. Nel caso dei giornalisti poi, queste diventano ancor più battaglie per il bene di tutti, perché solo difendendo la qualità del lavoro giornalistico si può difendere fino in fondo la libertà e la qualità dell’informazione, nutrimento indispensabile della democrazia”. “Siamo dalla parte dei giornalisti che giustamente
scendono in piazza per sensibilizzare sulla grave crisi che incombe sul sistema dell’informazione di tutto il Paese – afferma in una nota Annalisa Nocentini, segretario generale della Uil Toscana – Per creare una coscienza critica nei cittadini servono giornalisti che siano in grado di raccontare senza condizionamenti e ricatti, cioè con editori in grado di garantire occupazione di qualità e lotta al precariato. A nome di tutta la Uil Toscana esprimo solidarietà e vicinanza ai giornalisti che domani saranno in piazza a Firenze e in
contemporanea in altri capoluoghi di regione”.

“Sono vicina ai Giornalisti che saranno in piazza per chiedere la riforma della cassa di previdenza professionale, gravata dal carico eccessivo delle prestazioni pensionistiche a fronte di una platea di lavoratori attivi che si è andata sempre più assottigliando negli anni. E per sollecitare provvedimenti, non più procrastinabili, nella lotta contro il precariato che, nel settore dell’informazione, assume forme particolarmente odiose, con Giornalisti pagati pochi euro ad articolo”. Lo dichiara Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera. “A tal proposito – prosegue l’esponente dem – con i colleghi Pellicani, Sensi, Verini, Rotta, Piccoli Nardelli, Lattanzio, Rossi, Prestipino, Nitti e Orfini, abbiamo presentato in commissione Cultura una risoluzione per impegnare il governo ad anticipare l’attuazione della legge n. 58/2019 per l’allargamento della platea contributiva dell’Inpgi, e a promuovere un confronto volto a superare il precariato e l’applicazione di contratti giornalistici per quella vasta platea di Giornalisti che svolge l’attività professionale inquadrata giuridicamente come prestazioni di lavoro autonomo, ma sempre a favore di aziende editoriali. Nella risoluzione si chiede all’esecutivo anche di intervenire per l’abolizione del carcere per i cronisti, la proposta di legge giace in Senato dal giugno del 2020. E a intervenire in tempi rapidi per approvare la legge contro le querele bavaglio, divenute una vera emergenza democratica. Infine di dare immediata attuazione alla legge sull’equo compenso 233/ 2012, che fissa una soglia minima di pagamento”.

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🎧 Educatori sottoinquadrati, domani martedì 1° giugno presidio Fp Cgil

🎧 Educatori sottoinquadrati, domani martedì 1° giugno presidio Fp Cgil

Educatori sottoinquadrati, domani martedì 1° giugno presidio Fp Cgil sotto la sede del Consiglio regionale in via Cavour a Firenze ore 9:30-10:30 “per rivendicare il giusto riconoscimento professionale e contrattuale. Senza risposte delle aziende degli enti committenti, ci saranno mobilitazioni”

“Oltre mille educatori sottoinquadrati, domani martedì 1° giugno dalle ore 9:30 alle ore 10:30 presidio Fp Cgil a Firenze sotto la sede del Consiglio Regionale in via Cavour 2 (con richiesta di incontro ai consiglieri fiorentini), insieme a lavoratrici e lavoratori dipendenti delle cooperative sociali del territorio della Città metropolitana fiorentina (servizi pubblici di vitale importanza come asili, centri accoglienza, centri diurni, comunità residenziali), per rivendicare il giusto riconoscimento professionale e contrattuale. Senza risposte delle aziende degli enti committenti, ci saranno mobilitazioni” è quanto afferma la FP CGIL.

Che così riassume la vicenda degli educatori. 

“Con l’ultimo rinnovo del Ccnl delle Cooperative sociali 2017-19, il cosiddetto “educatore con titolo” deve essere inquadrato al livello D2. Purtroppo ancora non è così: nel territorio fiorentino gli educatori sono inquadrati al livello D1 (che significa meno 8% di retribuzione) e solo in poche situazioni il sindacato è riuscito a far loro ottenere il livello D2. I corretti inquadramenti sono ancora pochi in una platea di educatori ed educatrici importante dal punto di vista numerico anche nel territorio fiorentino”.

“Si tratta infatti di circa 1.300 lavoratori, che operano in tantissimi servizi pubblici appaltati o convenzionati” precisa Jacopo Geirola della FP CGIL. Che aggiunge “solo alcuni esempi: asili nido, centri gioco, centri semi residenziali per persone con disabilità, servizi educativi scolastici o domiciliari, servizi di accoglienza per la marginalità, servizi di accoglienza per migranti titolari di protezione internazionale, comunità residenziali per le tossicodipendenze, comunità terapeutiche della salute mentale, centri diurni per anziani e tanti altri ancora. Servizi pubblici di vitale importanza nei settori educativo, sociale e sanitario.

La Fp Cgil ha, quindi, avviato una mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori per esigere dalle cooperative sociali il corretto inquadramento degli educatori. E per questo chiede alle istituzioni di prevedere, a partire dagli atti di pianificazione, le risorse per dare il corretto inquadramento contrattuale agli educatori. Risorse che eviterebbero una stagione di vertenze sindacali nei confronti delle cooperative, in un periodo dove sia le cooperative che i loro lavoratori stanno fronteggiando anche le problematiche economiche e finanziare legate alla pandemia. L’inquadramento al livello D2 significa aumentare le retribuzioni di questi lavoratori e lavoratrici (un aumento intorno al 8%), ma anche riconoscere l’importante lavoro da essi svolto: la dignità di un lavoratore passa anche dal corretto riconoscimento contrattuale”.

Nello specifico la Fp Cgil chiede alla Regione “di prevedere le risorse adeguate nei trasferimenti agli Enti Locali, alle Aziende Sanitarie e alle Società della Salute per permettere il corretto inquadramento contrattuale nei servizi appaltati e convenzionati, di prevedere le modifiche ai regolamenti regionali di funzionamento e accreditamento delle strutture sanitarie, socio sanitarie e socio assistenziali, con il superamento della figura dell’animatore, sostituendolo con gli  educatori professionali socio sanitari (compresi gli educatori iscritti agli elenchi speciali ad esaurimento) e l’educatore professionale socio pedagogico”.

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Trasporti: sindacati, domani sciopero bus e metro per rinnovo contratto

Trasporti: sindacati, domani sciopero bus e metro per rinnovo contratto

Domani a Firenze presidio in Piazza Stazione lato scalette dalle 10.30 -12 nell’ambito dello sciopero nazionale per rinnovo del contratto

Rinnovare subito il contratto di lavoro di autoferrotranvieri e internavigatori – spiegano Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl Fna – significa anche avviare quanto prima una riforma dell’intero settore ed avere una rete di trasporto pubblico più efficiente, capillare ed affidabile. Per questo chiediamo la solidarietà e la comprensione degli utenti a cui creeremo dei disagi”.

“Lo sciopero – riferiscono le organizzazioni sindacali – si svolgerà nel rispetto delle fasce di garanzia e sarà articolato secondo modalità locali, queste gli orari dello stop di bus, tram e metropolitane in alcune delle principali città: Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine servizio; Milano dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 a fine servizio; Venezia Mestre 9 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio ; Bologna dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; Firenze dalle 9.15 alle 11.45 e dalle 15.15 a fine servizio; Roma dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio; Napoli dalle 9.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio; Bari dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 15:30 a fine servizio; Reggio Calabria dalle 8 alle 18 e dalle 21 a fine servizio”.

Dalle 10.30 alle 12 è in programma un secondo presidio simbolico organizzato dagli autoferrotranvieri in Via Paisiello 8, presso sede Cispel Toscana.

“Dopo la prima azione di sciopero nazionale di 4 ore dell’8 febbraio e la seconda di 24 ore del 26 marzo, – dicono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna provinciali – ci troviamo costretti a proseguire nella mobilitazione, perché coloro che hanno lavorato con impegno, professionalità e a rischio dell’incolumità personale, soprattutto nell’ultimo anno, per consentire il diritto alla mobilità della cittadinanza, non possono non aver riconosciuto il diritto al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto il 31 dicembre 2017 e al miglioramento delle condizioni lavorative, sia normative che salariali, sanando criticità come quelle dei titoli abilitativi, del basso salario e della salute e sicurezza sul lavoro. Inoltre non è più rinviabile una riforma del settore, che favorisca le aggregazioni delle oltre 900 aziende esistenti per uno sviluppo del settore che elimini diseconomie, inefficienze, sprechi, oltre che una bassa qualità del servizio”.

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Bekaert: Regione Toscana, soldi a chi riassume i 110 licenziati

Bekaert: Regione Toscana, soldi a chi riassume i 110 licenziati

“Lavoro misto con enti e sindacati per riassorbire lavoratori della Bekaert”, il presidente della Regione Eugenio Giani

Ha preso il via oggi a Figline e Incisa Valdarno (Firenze) un lavoro misto fra istituzioni, sindacati e associazioni datoriali per gestire la partita del riassorbimento dei 110 lavoratori licenziati dalla Bekaert e rimasti senza occupazione.

“Costruiamo una cabina di regia”, ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, per “mettere in circolazione tutte le informazioni, tutte le idee e tutti gli stimoli per individuare dove i lavoratori possano essere ricollocati su questo territorio”.

Giani ha ricordato che “da un lato, la Regione può con il proprio bilancio offrire a ogni datore di lavoro che prende un operaio della Bekaert 8.000 euro una tantum: significa tre mesi di stipendio. Ma ci sono da qui a luglio anche i 10.000 euro che l’azienda Bekaert dà, quindi per un lavoratore che viene preso l’imprenditore si trova 18.000 euro. E poi, i voucher dati direttamente all’impresa perché possa sostenere il trasferimento del lavoratore che si reca al posto di lavoro”.

Per la sindaca di Figline e Incisa Valdarno, Giulia Mugnai, quanto emerso sul riassorbimento dei 110 licenziati della Bekaert, “è una sinergia a tutto tondo fra soggetti che siedono allo stesso tavolo per trovare una risposta occupazionale alle 110 persone ancora in carico alla vertenza Bekaert, ma anche come progetto modello che può essere utilizzato sui bacini omogenei dal punto di vista occupazionale anche su altre crisi aziendali, in vista dello sblocco dei licenziamenti che purtroppo interesserà tutti i territori d’Italia nei prossimi mesi, e su cui dovremo farci trovare pronti”.

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