Salvini, Ceccardi sarà ottimo “Sindaco di tutti i toscani”, mica Giani

Salvini, Ceccardi sarà ottimo “Sindaco di tutti i toscani”, mica Giani

?Firenze, il leader della Lega, Matteo Salvini, è intervenuto alla presentazione dei candidati della provincia fiorentina ed esaltato il lavoro di amministratore sin qui svolto dalla candidata del centrodestra Susanna Ceccardi attaccando l’avversario di centro sinistra Eugenio Giani.

“A differenza di Giani – ha detto Salvini – la nostra Susanna Ceccardi ha fatto il sindaco e chi ha fatto il sindaco ha gestito le case popolari, ha gestito gli asili, ha gestito gli appalti, ha sistemato le strade, ha raccolto i rifiuti”.

Susanna Ceccardi “potrebbe essere un ottimo sindaco di tutti i toscani. Qua c’è qualcuno – ha anche detto Salvini nell’intervento di presentazione dei candidati fiorentini – che promette da 30 anni un aeroporto più moderno a Firenze e un aeroporto non c’è, c’è il problema dello stadio di Firenze, della Fortezza e anche del sostegno vero alle imprese, ai negozianti. Qua ci sono stati i funerali di Luca, un ragazzo che si è tolto la vita perché dopo il virus non ha avuto gli aiuti che si aspettava. Sarà un voto molto concreto, per promuovere o bocciare una riforma sanitaria che molti cittadini hanno contestato, e anche tanti medici”.

In Toscana non si fa un’opera da 10 anni, ha poi rincarato la dose Susanna Ceccardi, “Quella alle prossime Regionali è una partita tra rinnovamento e restaurazione. È concretezza contro immobilismo. C’è tanta voglia di cambiamento, anche da sinistra”.

In Toscana, ha attaccato ancora Ceccardi, ” Le tasse sono aumentate, anche la disoccupazione, i dati socioeconomici sono peggiorati. Rispetto ad altre regioni ‘rosse, per esempio l’Emilia-Romagna, i dati della Toscana sono nettamente peggiori”.

Chiuderò la campagna elettorale a Firenze, ha promesso poi Salvini: “Il 18 settembre, l’ultimo giorno di campagna elettorale, ci rivediamo a Firenze. Ma non perché – ha aggiunto – sia un voto nazionale” questo delle Regionali, ma perché la Toscana, ha spiegato, “è una terra con un grande orgoglio, una storia, un’identità”.

Gimmy Tranquillo ha raccolto le voci di alcuni candidati della Lega, di Susanna Ceccardi e dello stesso Salvini:

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Il coronavirus. E il sovranismo

Il coronavirus. E il sovranismo

Cosa sarebbe successo in Italia ed in Toscana se al governo ci fosse stato il centrodestra? Come sarebbe stata fronteggiata l’epidemia? Ce lo siamo chiesti, ed abbiamo capito che…

Ad oggi la Toscana ,è una delle  regioni che, in maniera indiscutibile, si è mossa meglio sul versante della prevenzione, ed anche della cura, del coronavirus, come i dati che abbiamo a nostra disposizione testimoniano. Si è mossa meglio delle regioni settentrionali a trazione leghista, molto meglio cioè  di quei territori governati dai partiti che, sin dal primo momento, hanno soffiato in maniera irresponsabile sul fuoco della polemica, indicando nella comunità cinese gli untori della nuova peste, chiedendo misure restrittive dal carattere fortemente razzista, ed additando proprio la Toscana, ed il governatore  Rossi in particolare, come il complice del dilagare dell’epidemia. Al punto che, simbolicamente, nel giorno stesso  in cui a Codogno e Vo’ Euganeo esplodevano i due focolai che avrebbero infettato l’Italia, i consiglieri regionali ed i parlamentari toscani della Lega, con un tempismo allo stesso tempo macabro e comico, si sono presentati in Procura a Firenze per presentare un esposto contro il presidente toscano..

Oggi possiamo dire che, se il centrosinistra può presentarsi alle elezioni regionali con una concreta chance di vittoria, è anche perché Rossi ha saputo, nel momento più difficile, dimostrare competenza, fermezza, capacità di leadership, e concretezza. Doti, ahinoi, molto rare nel panorama politico attuale.

Non suoni come una sviolinata, perché quando c’è stata ragione di criticarne l’operato, lo abbiamo fatto senza remore. Ma i fatti di oggi questo ci raccontano.

Immaginiamo come sarebbe stato a parti inverse, invece. Ovvero con il centrodestra al governo nazionale e locale.

Il coronavirus si sarebbe trasformato in una vera e propria campagna razziale, scatenando una caccia alle streghe senza precedenti, che si sarebbe innestata in un terreno già reso fertile da mesi di  contro gli proclami contro gli immigrati ed i diversi. I bambini con gli occhi a mandorla (anche se nati in Italia immaginiamo o mai usciti dall’Italia) sarebbero stati tenuti fuori dalle scuole (ricordate l’estromissione degli ebrei dalle aule di ogni ordine e grado? Ecco, più o meno così).

A Prato si sarebbe eretto un muro per separare la comunità cinese da quella autoctona ,alla stregua dei ghetti ebraici.  I campi Rom sarebbero stati presidiati dall’esercito (perché tanto i Rom sono sempre colpevoli, a prescindere). Si sarebbero blindate le frontiere, tranne che ai manager padani. I quali, ovviamente, sarebbero stati liberi di infettare il paese a piacimento. Nel frattempo il contagio che si sarebbe diffuso a macchia d’olio sarebbe stato trattato come i treni che arrivavano in orario, negando cioè l’evidenza. La colpa sarebbe stata dell’Europa (la colpa è sempre dell’Europa) anche per i buchi nelle sanità lombarde e venete: quelle che, a differenza dell’Emilia, sono aperte tutta la settimana.

Poi al primo caso al Sud, si sarebbero fatte leggi speciali per limitare l’emigrazione interna.

Immagino che stiate ridendo, ma se ci pensate bene, con onestà, sappiamo tutti che  sarebbe andata proprio così.

Sarebbe andata così perché questo è il livello della politica nel nostro Paese: ridotta a fatto razziale. Questa è la politica al tempo del sovranismo dove siamo padroni a casa nostra salvo scoprire che un piccolo, microscopico esserino venuto da chissà dove, può ridurre a brandelli la nostra democrazia sofferente.

Ora siamo in terapia intensiva. Sta anche a ciascuno di noi riprendere a respirare autonomamente.

Domenico Guarino

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Firenze, Lega: “nostri militanti aggrediti in Santo Spirito”

Firenze, Lega: “nostri militanti aggrediti in Santo Spirito”

Aggrediti verbalmente da alcuni ragazzi, poi identificati dalla polizia, mentre raccoglievano firme per il voto al banchetto della Lega, in piazza Santo Spirito a Firenze. E’ quanto afferma in una nota il consigliere metropolitano di Centrodestra per il cambiamento Alessandro Scipioni.

“Rimaniamo basiti dal fatto che ci siano ancora persone che continuano a parlare di antifascismo, riempiendosi la bocca dei valori della Resistenza e poi incoerentemente vanno ad intimidire, verbalmente, dimostrando di essere proprio loro i veri fascisti. Non capiamo come si possa parlare di democrazia, quando ci viene detto alla Lega che se non ci fosse
la polizia ci darebbero una bella lezione” afferma Scipioni.
“Questo è il loro concetto di democrazia – continua Scipioni, che firma una nota con il commissario cittadino Federico Bussolin e con Vito Poma, referente per il centro storico di
Firenze – e cioè che se non la pensi come noi ti cacciano fisicamente e ti vietiamo il diritto di parlare e manifestare il tuo pensiero. Non possiamo che ringraziare gli agenti della
Digos intervenuti, ribadendo che saremo in Santo Spirito come è nostro diritto e che non saranno certo loro a farci sloggiare”.

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Non paga il ristorante, figlio Bossi denunciato a Firenze

Non paga il ristorante, figlio Bossi denunciato a Firenze

Se ne sarebbe andato via dal ristorante senza pagare il conto, 66 euro per una cena per due in un locale in piazza Beccaria a Firenze. Questa l’accusa per la quale Riccardo Bossi, 40 anni, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, è stato denunciato.

Come si legge nelle pagine de La Nazione, tutto sarebbe accaduto sabato sera scorso: Riccardo Bossi è stato rintracciato in un residence in base al numero di telefono che il ristoratore aveva salvato nella sua agenda quando era stata contattato per la prenotazione; il cliente si era allontanato con la scusa di andare a prelevare denaro in contanti dopo che la sua carta non aveva funzionato.

“Non è certo per la somma, ma è una questione di principio” afferma il ristoratore, Gaetano Lodà. “Magari con la mia denuncia – continua – metto in guardia qualche altro commerciante fiorentino dal guardarsi da questo signore”.

Alla denuncia effettuata dal ristoratore, per il reato di insolvenza fraudolenta, potrebbe aggiungersi anche quella dell’albergo dove il figlio del fondatore della Lega alloggiava: al momento di saldare il conto, Riccardo Bossi non aveva infatti i soldi da aggiungere ai 100 euro che aveva anticipato con la prenotazione.

E il fratello maggiore del ‘Trota’ non è neanche nuovo a queste imprese. In questi giorni ha ricevuto una condanna in appello per truffa a un gioielliere di Busto Arsizio: fece shopping di Natale (gioielli per la fidanzata di allora e un Rolex) e anche quella volta si “dimenticò” di passare a pagare.

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Non paga il ristorante, figlio Bossi denunciato a Firenze

Non paga il ristorante, figlio Bossi denunciato a Firenze

Se ne sarebbe andato via dal ristorante senza pagare il conto, 66 euro per una cena per due in un locale in piazza Beccaria a Firenze. Questa l’accusa per la quale Riccardo Bossi, 40 anni, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, è stato denunciato.

Come si legge nelle pagine de La Nazione, tutto sarebbe accaduto sabato sera scorso: Riccardo Bossi è stato rintracciato in un residence in base al numero di telefono che il ristoratore aveva salvato nella sua agenda quando era stata contattato per la prenotazione; il cliente si era allontanato con la scusa di andare a prelevare denaro in contanti dopo che la sua carta non aveva funzionato.

“Non è certo per la somma, ma è una questione di principio” afferma il ristoratore, Gaetano Lodà. “Magari con la mia denuncia – continua – metto in guardia qualche altro commerciante fiorentino dal guardarsi da questo signore”.

Alla denuncia effettuata dal ristoratore, per il reato di insolvenza fraudolenta, potrebbe aggiungersi anche quella dell’albergo dove il figlio del fondatore della Lega alloggiava: al momento di saldare il conto, Riccardo Bossi non aveva infatti i soldi da aggiungere ai 100 euro che aveva anticipato con la prenotazione.

E il fratello maggiore del ‘Trota’ non è neanche nuovo a queste imprese. In questi giorni ha ricevuto una condanna in appello per truffa a un gioielliere di Busto Arsizio: fece shopping di Natale (gioielli per la fidanzata di allora e un Rolex) e anche quella volta si “dimenticò” di passare a pagare.

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