Segre: scontro tra sindaci Pisa e Piombino per cittadinanza onoraria

Segre: scontro tra sindaci Pisa e Piombino per cittadinanza onoraria

Il sindaco di Pisa Michele Conti, ha annunciato di voler proporre al consiglio comunale di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Ma Francesco Ferrari, primo cittadino di Piombino, ha detto no a una mozione di Rc sulla cittadinanza a Segre, definendola una “richiesta provocatoria”. Questo riconoscimento si concede a coloro che lo meritano per aver dato un ritorno alla città”, ha continuato Ferrari.

La decisione di proporre la cittadinanza onoraria a Segre “non è solo per onorare la storia personale della senatrice – ha detto Conti – ma anche perché le istituzioni devono essere in prima linea su tutto quello che si può fare ancora, e che va fatto, sul tema della lotta all’antisemitismo”. A detta del primo cittadino pisano, la città si deve impegnare in modo deciso su questo argomento, poiché il nome della nostra città, seppur per una casualità della storia, è purtroppo legato alla firma delle leggi razziali che il Re Vittorio Emanuele promulgava dalla residenza di San Rossore. “In Toscana anche il Comune di Pieve a Nievole, nel Pistoiese, attiverà al più presto le procedure formali per il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita”, dichiara ancora Conti.

“La lotta contro l’odio, il razzismo e l’antisemitismo è un tema che mi sta a cuore come persona e come cittadino prima ancora che come sindaco. Il mio è un no alla strumentalizzazione della sua vita e del suo percorso per meri fini politici e non alla proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre”. Queste le parole del sindaco Ferrari che vuole chiarirre le sue dichiarazioni sulla proposta di conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre.

“La senatrice Segre, alla luce di quello che ha subìto e del coraggio e la forza dimostrati in questi anni passati a testimoniare l’orrore dell’Olocausto, meritamolto di più di una cittadinanza onoraria. Credo molto più utile un momento d’incontro e di dialogo sia con la senatrice, se vorrà, che con i rappresentanti della comunità ebraica”, ha replicato Ferrari.

“Rimango stupito, in ogni caso – conclude -, davanti alla reazione di un parlamentare che mai è intervenuto finora riguardo i problemi di Piombino, vedi la questione ambientale o quella occupazionale, e improvvisamente s’interessa a tale vicenda. Evidentemente, è più semplice intervenire quando non ci sono soluzioni da trovare ma solamente posizioni politiche da assumere”.

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“Liliana Segre attaccata perché si è rifiutata di vivere solo nel passato”

“Liliana Segre attaccata perché si è rifiutata di vivere solo nel passato”

Da ieri, la senatrice a vita Liliana Segre,  sopravvissuta ad Auschwitz è sotto scorta. Qual è il significato di questa notizia? Lo abbiamo chiesto allo storico Luca Bravi

“Liliana Segre è stata colpita per il suo impegno nel presente” dice Bravi “perché coerentemente con la sua vita non ha voluto essere rinchiusa nell’immagine di testimone di una memoria del passato”.

E ancora: “Liliana Segre ha messo in discussione il mero aspetto simbolico del suo ruolo ed ha messo in discussione il simbolo inerme di quella memoria; ha incarnato la storia e ne ha tradotto la riflessione in azione nel presente. Ha la scorta non perché è testimone della Shoah, ma perché il razzismo è prepotentemente tra noi e va ringraziata, perché non si è accontentata di farci da icona su cui scaricare parole vuote. Non ha evitato di scendere sul piano del presente a difendere gli ultimi e a riaffermare il loro diritto alla non discriminazione”.

 

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Marcia di Barbiana: “Fanatismo accostarla a Bibbiano e Forteto”

Marcia di Barbiana: “Fanatismo accostarla a Bibbiano e Forteto”

Marcia di Barbiana domenica 10 novembre, la Cgil e la Flc Cgil nazionali, toscane e fiorentine aderiscono. “Devastazione culturale in corso, c’è fanatismo nell’accostare l’esperienza di don Milani a Bibbiano e Forteto. Bisogna reagire, sì a una scuola che finalmente accolga tutti e non lasci indietro nessuno, come si insegnava a Barbiana”

La Cgil e la Flc Cgil nazionali e toscana, la Cgil Toscana, la Cgil Firenze e la Flc Cgil Firenze dichiarano: “La devastazione culturale che di questi tempi, con atteggiamenti irresponsabili, si sta diffondendo è una vergogna per la storia e la cultura nel nostro Paese e per quello che queste rappresentano anche al di fuori dell’Italia. L’accostamento della figura del priore di Barbiana alle vicende di Bibbiano e del Forteto (il 30 novembre a Bergamo si terrà una conferenza intitolata «Da Barbiana a Bibbiano», promossa da associazioni che si richiamano alla famiglia tradizionale, e in cui è annunciata la presenza del commissario del Forteto) dimostra che il livello di quella discussione viene intriso di fanatismo ed integralismo, ed è incapace di promuovere un vero pensiero: si persegue solo la strumentalizzazione di ogni contesto, per la “conquista” di quei “pieni poteri” utili a mortificare il pensiero critico e diverso, fondamento di tutte le democrazie.

Dopo le minacce alla Senatrice Segre, dopo il dilagante rigurgito razzista, questo ennesimo episodio dimostra che profondo è il solco che si è creato nei sentimenti e nel sistema valoriale di questo Paese. Solo investimenti importanti sull’istruzione e sulla formazione possono contribuire a cambiare la qualità della cultura del nostro Paese, riconsegnando cittadini in grado di promuovere una società equa e solidale. L’esperienza pedagogica di Barbiana, che trovò in “Lettera ad una professoressa” la sua sintesi culturale, ha di fatto contribuito a cambiare la scuola in maniera determinante. Una scuola che finalmente accolga tutti e non lasci indietro nessuno, per formare i buoni cittadini di domani: questo è il testamento di Don Lorenzo Milani. Il mondo del lavoro, minacciato dalla crisi economica e dalla mancanza di lavoro e di un vero progetto di sviluppo economico e sociale, deve comunque reagire a questo clima che si sta diffondendo. La Cgil tutta invita a partecipare alla marcia di domenica e metterà in campo tutte le iniziative utili ad ostacolare questo crescente clima.”

Una dichiarazione firmata da Giuseppe Massafra, della segreteria Cgil nazionale, Francesco Sinopoli, segretario generale di Flc Cgil nazionale, Alessandro Rapezzi di Flc Cgil nazionale, Dalida Angelini, segretaria generale Cgil Toscana, Paola Galgani, segretaria generale Cgil Firenze e Paola Pisano, segretaria generale Flc Cgil Firenze.

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Commissione ‘Segre’: “il voto al senato dimostra che abbiamo rappresentanti istituzionali che sono fieramente razzisti”

Commissione ‘Segre’: “il voto al senato dimostra che abbiamo rappresentanti istituzionali che sono fieramente razzisti”

Intervista con lo storico Luca Bravi, dopo l’approvazione dell’istituzione della commissione contro razzismo ed antisemitismo che ha visto l”astensione (al Senato equivale a voto contrario) di FI, FdI e LegaRiflessioni dall’ingresso di una scuola di Prato sulla mozione di Liliana Segre

Per Bravi : l’approvazione del Senato alla nuova commissione é fondamentale, ma va tenuta insieme all’astensione operata da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia su un tema che in realtà é alla base della Costituzione, ma evidentemente ha potuto di più l’ossessione di puntare alla propaganda; individualmente, gli eletti in questi tre partiti, sono anche rimasti seduti, mentre l’aula applaudiva Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz. In effetti, non dobbiamo mai scordare che attualmente un’altra commissione, quella sui diritti umani, é presieduta dalla leghista Stefania Pucciarelli, una di quelle che posta ruspe e che fa dirette Facebook dal treno dove ‘sono l’unica italiana, …gli altri sono tutti stranieri negri senza biglietto’. Questi atteggiamenti e la palese astensione sul tema xenofobia in Parlamento evidenzia che non c’é più niente di latente, abbiamo rappresentanti istituzionali che sono fieramente razzisti e quindi le posizioni tiepide sull’antirazzismo dei loro competitor non fanno che alimentare il consenso alla destra, divenuta in effetti anche fieramente anticostituzionale”.

 

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La voce degli anziani a Firenze per comprendere “La forza degli anni”

La voce degli anziani a Firenze per comprendere “La forza degli anni”

Il convegno internazionale “La forza degli anni” si terrà in Palazzo Vecchio venerdì 18 e sabato 19 ottobre; i lavori saranno introdotti dalla senatrice a vita Liliana Segre.

“La forza degli anni” fa sentire la sua voce nuovamente, a Firenze, per sottolineare che “senza sogni si invecchia davvero” e individuare risposte e prospettive suggerite direttamente dagli anziani il 18 e 19 ottobre in Palazzo Vecchio, con due sessioni di convegno, promosse dalla Comunità di Sant’Egidio, venerdì 18 ottobre pomeriggio nel Salone dei Cinquecento, e sabato 19 ottobre mattina nella Sala d’Arme. I lavori saranno avviati venerdì 18 ottobre alle 16:30 dall’On. Liliana Segre, dopo il saluto del Sindaco Dario Nardella, il Card. Giuseppe Betori e Gabriele Gori, Direttore della Fondazione CR Firenze.

Segue il primo panel dedicato al tema ‘Alleanza fra generazioni e culture: il futuro della città’, presieduto da Maria Ballerini (Prato) con gli interventi di Fiorella Bacherini (Firenze), Francis Cobbinah (Nkwanta, Ghana), Ortensia Mele (Lucca), Graziella Grazzini (Firenze), Godstime Akhelumele (Edo State, Nigeria).

Sabato 19 ottobre 2019, alle 10, nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, il secondo panel, sul tema ‘Storie e memorie alla radice del nostro presente’, presieduto da Maura Mazzini (Firenze), Enio Mancini (Sant’Anna di Stazzema), Cosimo Martinese (Firenze), Besnik Sopoti (Bari), Carmela Grande (Firenze), Angelina Fanis (Livorno).

Nel terzo panel, ‘Accogliere le sorprese nella vita’, con la presidenza di Renata Calzolari (Firenze), intervengono Adriana Turini (Firenze), Romano Carletti (Firenze), Gloria Marchionni (Livorno) e Teresa Bruno (Firenze).

“La forza degli anni” è un convegno, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, che nasce dal desiderio di dare voce pubblicamente agli anziani. “Siamo convinti – spiegano gli oranizzatori – che per affrontare i nodi del presente e provare a dare risposte soprattutto alle giovani generazioni, è necessario ascoltare la voce spesso silenziata di chi ha affrontato con responsabilità i molti anni vissuti. Per usare le parole di Papa Francesco, vogliamo ‘ascoltare i sogni degli anziani'”, dar vita alle loro preoccupazioni, alla loro visione dell’attualità, alle loro proposte per la città e la società”.

L’esperienza delle passate edizioni ha mostrato l’autorevolezza di quanto gli anziani hanno da dire con la loro voce mite: “Abbiamo scoperto che c’è un coraggio e un’energia che nascono dal non fuggire la debolezza. Abbiamo visto che, anche quando le forze fisiche declinano, nella vita dell’essere umano possono manifestarsi energie alternative che consentono di proseguire il cammino e di non perdere la speranza”.

Il cammino quest’anno riprende attraverso contributi provenienti da diverse aree geografiche e da differenti culture. Interverranno anziani che hanno dato un contributo rilevante alla società civile, testimoni della storia recente europea, persone che a diverso titolo, nel luogo dove vivono, si impegnano per la costruzione di una società più solidale.

Per questa terza edizione, nel corso della prima tavola rotonda, gli anziani incontreranno coloro che da lontano sono venuti in Italia a cercare un futuro, per testimoniare che “è in quest’incontro che c’è futuro per tutti”. Il secondo panel vuole essere un invito a non avere paura, a fidarsi, a essere sempre aperti alle sorprese nella vita, consapevoli della ricchezza di vita che scaturisce dal saper accogliere le novità. Un’ulteriore tavola rotonda sarà infine dedicata alla memoria del passato come chiave per capire il presente.

“Le voci che ascolterete – concludono gli amici di Sant’Egidio – forse non sono più squillanti come un tempo, ma certamente non sono deboli o rassegnate. Anzi, hanno la forza e la saggezza maturate in una vita lunga che non ha abbandonato la speranza. Perchè  solo chi non sogna invecchia davvero”.

Il convegno è promosso in collaborazione con il Comune, l’Arcidiocesi e la Fondazione CR di Firenze, e il contributo dell’8 per mille della Chiesa Cattolica.

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