Firenze: Liliana Segre sarà cittadina onoraria

Firenze: Liliana  Segre sarà cittadina onoraria

Con 25 voti favorevoli su 25 presenti, il Consiglio comunale di Firenze ha approvato questa mattina la delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre. Giachi:”un segnale istituzionale forte non c’è un lunedì più giusto di questo per approvare, con orgoglio, questa delibera”

Un’approvazione all’unanimità con l’obiettivo di ringraziare Segre per l’opera di testimonianza e mantenimento della memoria della Shoah, l’impegno per i diritti umani e per la sua battaglia contro l’indifferenza.

Dare la cittadinanza onoraria a Liliana Segre è “un segnale istituzionale forte” e “non c’è un lunedì più giusto di questo per approvare, con orgoglio, questa delibera. Siamo reduci dalla manifestazione antifascista di sabato a Prato che ha ricordato a tutti noi che c’è strisciante nel Paese una tendenza a ritrovare ragioni di discriminazione, di separazione tra cittadini e cittadine, di emarginazione di minoranze”.

Lo ha detto il vicesindaco del Comune di Firenze Cristina Giachi, nel corso della seduta di Consiglio comunale. “Liliana Segre scoprì cosa fisse il razzismo quando le fu impedito, a otto anni, di andare a scuola – ha aggiunto Giachi -. Troppe volte dimentichiamo che questi provvedimenti hanno distrutto le esistenze delle persone. La vita di Liliana Segre non fu più la stessa da quel momento. Liliana andò ad Auschwitz a 14 anni a lavorare come schiava per gli stabilimenti della Siemens ed è l’unica sopravvissuta della sua famiglia”.

ha parlato anche del silenzio di Segre, visto che “per oltre 40 anni non ha parlato di quella esperienza. Un silenzio a volte comprensibile ma molto pericoloso. Ed è quello che anche oggi è molto pericoloso: più che la sparuta minoranza in camicia nera che a Prato inneggiava al fascismo ci deve preoccupare il silenzio di coloro che rimuovono questo orrore e questa bruttura dalla società contemporanea”.

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Liliana Segre diventa cittadina onoraria di Firenze

Liliana Segre diventa cittadina onoraria di Firenze

Liliana Segre sarà cittadina onoraria di Firenze dopo il Sì unanime in Consiglio Comunale. A Silvano ‘Pillo’ Sarti, storico partigiano fiorentino scomparso venerdì scorso, verrà conferito il Fiorino d’Oro e l’intitolazione di una strada o piazza.

Una mozione per conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz e testimone dell’Olocausto. L’atto, formalizzato dal Pd e sottoscritto dal Mdp, Firenze riparte a sinistra e Potere al Popolo, e’ stato approvato all’unanimita’ dall’aula.

Il Consiglio approva a maggioranza anche la mozione, presentata da Mdp e appoggiata dal Pd, che impegna la giunta all’intitolazione di una strada, una piazza o un luogo a Silvano Sarti, storico volto della resistenza fiorentina scomparso lo scorso venerdi’. Il documento, inoltre, invita la giunta a conferire al partigiano ‘Pillo’, nome di battaglia dentro la brigata Sinigaglia, la massima onorificenza cittadina, il Fiorino d’Oro.

Critico, sulla mozione Sarti, Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia: “Massimo rispetto per i morti e per chi ha combattuta per la difesa di un’idea. Per questo ho grande rispetto per la figura di Silvano Sarti. Ne ho meno per il signor Silvano Sarti, presidente di Anpi e attivista politico”.

Torselli attacca il Pd: “Avete talmente tanta fifa delle elezioni di maggio che” ieri, alle cerimonia in piazza Signoria per Sarti, “avete fatto strumentalizzazione politica anche davanti ad una bara”. Critico anche Jacopo Cellai, capogruppo di Forza Italia, che elenca tutti i momenti di contrasto politico, anche aspro, avuti in passato con Sarti.

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Firenze, Scuola: Segre firma legge educazione cittadinanza

Firenze, Scuola: Segre firma legge educazione cittadinanza

La senatrice a vita Liliana Segre ha firmato la proposta di legge di iniziativa popolare, avanzata dal sindaco di Firenze Dario Nardella, per introdurre l’educazione alla cittadinanza nelle scuole.

Segre ha firmato in occasione del convegno ‘1938-2018, ottant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali’ organizzato dalla Fratellanza militare, dal Sindacato degli avvocati di Firenze e dall’Associazione avvocati matrimonialisti italiani con il patrocinio del Comune e della Regione Toscana.

“Pensiamo che l’introduzione dell’educazione alla cittadinanza – ha affermato l’assessore comunale alle Pari opportunità, Sara Funaro – sia un segnale importante per far crescere i nostri ragazzi come cittadini migliori. Non giriamoci dall’altra parte anche di fronte a questo, di fronte al fatto che qualcun altro possa farlo al nostro posto. Firmare per un’iniziativa che serve per crescere in un Paese migliore ci aiuterà a fare in modo che ci siano meno indifferenza e rabbia.


Dove non c’è indifferenza si riesce a tendere la mano e la politica dell’odio diventa più marginale rispetto a quello che sta accadendo in Italia e nel resto del mondo”

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Razzismo: Segre, è tornato fuori ma c’è sempre stato

Razzismo: Segre, è tornato fuori ma c’è sempre stato

Liliana Segre, senatrice a vita sopravvissuta ai campi di sterminio, ha parlato oggi di razzismo a margine di un’iniziativa a Firenze affermando: “ritengo che si parli di qualcosa che c’è, ma che in realtà c’è sempre stato”

Quando si parla di razzismo oggi “ritengo che si parli di qualcosa che c’è, ma che in realtà c’è sempre stato”. Lo ha affermato Liliana Segre, senatrice a vita sopravvissuta ai campi di sterminio, parlando a margine di una iniziativa a Firenze per gli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali.

“Ho riconosciuto – ha spiegato – certi atteggiamenti, certe parole, certe incitazioni all’odio che sono tornate fuori, non perché non ci fossero in questi anni, ma erano sopite, non era ancora arrivato il momento di ripresentare quelle facce che per molti anni si sono nascoste, essendo però comunque portatrici di odio”.

Per Segre il vero pericolo è l’indifferenza: “E’ più facile dire – ha aggiunto – ‘io non c’ero, è una cosa che non riguarda me’, e voltarsi dall’altra parte. Questo è peggio della violenza: dalla violenza ci si difende, la si riconosce, mentre da quella nebbia che ti invade, per cui perdi il senso stesso di dove sei… l’indifferenza può uccidere in un modo trasversale, ma non per questo meno grave”.

“Mi capita dopo vent’anni di incontrare ragazzini che mi avevano ascoltata, diventati professionisti, professori a loro volta, o semplicemente uomini della strada che mi riconoscono, mi scrivono e mi dicono: non abbiamo dimenticato. Da trent’anni, diventata nonna – ha spiegato – ho cominciato a essere testimone nelle scuole. La mia speranza è di non essere una goccia nel mare, però a volte penso che il mare sia fatto di tante gocce e che certi insegnamenti contrari all’odio, al razzismo, all’intolleranza, all’antisemitismo possano lasciare qualche traccia”.

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