Lucca, 40enne perquisito per minacce di morte a Controradio

Lucca, 40enne perquisito per minacce di morte a Controradio

L’uomo è accusato di essere l’autore di un messaggio vocale con minacce di morte inviato il 6 agosto scorso alla nostra emittente. L’autore del messaggio si diceva pronto a recarsi sotto la redazione della radio, accusandoci di fare propaganda a favore dei vaccini, per sparare a qualcuno

Nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze, il  40enne residente in provincia di Lucca indagato con l’accusa di essere l’autore di un messaggio vocale con minacce di morte inviato il 6 agosto scorso a controradio, è stato perquisito oggi dalla Digos.

Nel messaggio, il quarantenne  si diceva pronto a recarsi sotto la redazione della radio, accusandola di fare propaganda a favore dei vaccini, per sparare a qualcuno. L’uomo è accusato di minacce gravi. Questa mattina il suo cellulare è stato posto sotto sequestro dagli agenti delle Digos di Lucca e Firenze.

Nel messaggio vocale affermava  “State tranquilli che anche io mi metto a sparare e vengo davanti alla vostra redazione a far fuori qualcuno”.

L’episodio era stato prontamente condannato dal sindacato dei Giornalisti. “La minaccia è inaccettabile soprattutto perché formulata nei confronti di una testata che unisce da sempre il proprio impegno civile a quello di dare conto della pluralità di voci su ogni argomento, nessuno escluso e compresi quelli legati alla cronaca della pandemia Covid”, afferma in una nota il presidente dell’Associazione Stampa Toscana Sandro Bennucci, esprimendo la solidarietà di tutto il sindacato unico ed unitario dei giornalisti toscani a Controradio e alla sua redazione.

“Si tratta dell’ennesima minaccia ai giornalisti, in Toscana, nel giro di pochi mesi”. Per questo Ast rivolge, ancora una volta, “l’appello alle istituzioni affinchè il ruolo di chi fa informazione venga salvaguardato da qualsiasi tipo d’intimidazione”.

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Incendio in un appartamento in Versilia, 20 evacuati

Incendio in un appartamento in Versilia, 20 evacuati

Pietrasanta, in provincia di Lucca, un incendio è scoppiato questa notte intorno alle 2 in un appartamento di una palazzina di quattro piani a in via Ficalucci, in Versilia.

L’incendio è stato estinto e 20 persone sono state momentaneamente evacuate mentre otto appartamenti sono stati al momento dichiarati inagibili. Due occupanti dell’appartamento andato a fuoco sono stati portati in ospedale per accertamenti, per avere inalato fumo.

Una donna, abitante al terzo piano della palazzina, ha riportato ustioni di primo e secondo grado agli arti inferiori e superiori e un trauma facciale ed è stata portata all’ospedale Versilia. Ustionato, a una mano, anche un vigile del fuoco intervenuto.

La donna ustionata è una 80enne che sarà trasferita a Pisa, dove è presente un centro per grandi ustionati. Sono invece già stati dimessi altri due abitanti della palazzina che erano stati portati in ospedale per accertamenti.

Il Comune di Pietrasanta spiega che sono otto le famiglie evacuate, per un totale di 17 persone, per le quali è stata trovata soluzione abitativa: due in hotel ed altre presso famiglie. All’interno di una delle abitazioni era in corso una veglia funebre per un 82enne deceduto il giorno prima dell’incendio.

La palazzina è di proprietà del Comune e adibita ad edilizia residenziale pubblica, in gestione all’Erp Lucca. A margine del rogo il sindaco Giovannetti ha spiegato che il Comune si è subito attivato “per rimettere a posto gli alloggi” e “sono in corso verifiche sul vano scale per accedere agli appartamenti non toccati dal fuoco.

L’incendio è scoppiato nella notte e alcuni inquilini hanno avvertito delle fiamme gli altri abitanti dello stabile che stavano dormendo, evitando così il peggio. Secondo i vigli del fuoco il rogo potrebbe essere partito dall’appartamento dove in quel momento c’era una veglia per un anziano morto il giorno prima”

Sono intervenuti i vigili del fuoco del comando di Lucca e dei distaccamenti di Pietrasanta e Viareggio, con il supporto dei colleghi di Pisa e Massa Carrara. Sul posto anche i carabinieri e il 118. Presente anche il sindaco di Pietrasanta Alberto Stefano Giovannetti. Sono in corso accertamenti per capire le origini del rogo.

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Lucca, “sventato rave party” a Santa Maria a Colle

Lucca, “sventato rave party” a Santa Maria a Colle

Lucca, le forze di polizia hanno sventato un possibile rave party in corso di formazione sul Serchio, vicino alla città toscana.

Secondo quanto riferisce la questura, la segnalazione sarebbe arrivata da un abitante della zona, che sentendo musica ad alto volume provenire dal lungo fiume, nei pressi di Santa Maria a Colle, una frazione del Comune di Lucca, ha chiamato le forze dell’ordine ed è quindi stata inviata una volante.

L’equipaggio della volante, intervenuto sul posto ha trovato circa 20 giovani già accampati con tende ed un camper che ascoltavano musica ad alto volume. A quel punto hanno chiamato in rinforzo la Digos, la squadra mobile, i carabinieri e la polizia municipale.

All’arrivo della forza pubblica alcuni dei giovani si sono allontanati, ma nove di loro sono stati identificati, e la questura fa sapere che i ragazzi sono tutti di Pisa e con precedenti per occupazione di terreni.

Portati in questura per loro è scattato il foglio di via obbligatorio dalla provincia di Lucca per tre anni ed inoltre la municipale li ha sanzionati per violazione del divieto di campeggio.

Per quanto riguarda le attrezzature portate sul posto, il gruppo elettrogeno, il mixer e le casse sono state prese in consegna dalla polizia.

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Piana lucchese stop a camini e biomasse da novembre a marzo

Piana lucchese stop a camini e biomasse da novembre a marzo

Lucca, in 14 Comuni della piana lucchese scatterà da novembre il divieto di utilizzo di camini e impianti a biomasse con classe emissiva inferiore a 3 stelle, a tutela della qualità dell’aria. Contemporaneamente la Regione vara un bando da 3 milioni di euro per il triennio 2021-2023 per incentivare la sostituzione degli impianti inquinanti.

Ogni anno, spiega una nota, a partire dal 2021, nel periodo che va dal 1° novembre al 31 marzo successivo, nella piana lucchese, sarà vietato l’utilizzo di generatori di calore alimentati a biomasse (legna, pellet, cippato di legna, etc..). Sono compresi anche i focolari aperti o che possono funzionare aperti, mentre sono esclusi i generatori di calore che rappresentano l’unico sistema di riscaldamento dell’abitazione.

Lo prevede la legge regionale 26 (approvata a inizio agosto e che modifica la precedente legge in materia, la 74 del 2019), che si è resa necessaria in seguito alla sentenza della Corte di giustizia europea del 10 novembre 2020, che ha accertato per il periodo 2008-2017, da parte dell’Italia, il non rispetto dei valori limite in materia di Pm10 previsti dalla direttiva in materia di qualità dell’aria.

In Toscana ci sono alcune aree oggetto della sentenza: l’area di Prato-Pistoia, che dal 2018 non registra più superamenti, e la piana lucchese in cui tuttora permangono i superamenti. “Continueremo a rafforzare le azioni per risanare la qualità dell’aria nella piana lucchese – spiega l’assessore all’ambiente Monia Monni – e, per ridurre i giorni di superamento del valore limite giornaliero, così come accaduto ad esempio nell’area di Prato-Pistoia, l’impegno all’adozione di misure specifiche deve essere potenziato. Nei giorni scorsi ho avuto un incontro con i rappresentanti dei Comuni coinvolti per illustrare le misure messe a punto. Il bando dovrebbe partire già a settembre”.

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Piana lucchese stop a camini e biomasse da novembre a marzo

Piana lucchese stop a camini e biomasse da novembre a marzo

Lucca, in 14 Comuni della piana lucchese scatterà da novembre il divieto di utilizzo di camini e impianti a biomasse con classe emissiva inferiore a 3 stelle, a tutela della qualità dell’aria. Contemporaneamente la Regione vara un bando da 3 milioni di euro per il triennio 2021-2023 per incentivare la sostituzione degli impianti inquinanti.

Ogni anno, spiega una nota, a partire dal 2021, nel periodo che va dal 1° novembre al 31 marzo successivo, nella piana lucchese, sarà vietato l’utilizzo di generatori di calore alimentati a biomasse (legna, pellet, cippato di legna, etc..). Sono compresi anche i focolari aperti o che possono funzionare aperti, mentre sono esclusi i generatori di calore che rappresentano l’unico sistema di riscaldamento dell’abitazione.

Lo prevede la legge regionale 26 (approvata a inizio agosto e che modifica la precedente legge in materia, la 74 del 2019), che si è resa necessaria in seguito alla sentenza della Corte di giustizia europea del 10 novembre 2020, che ha accertato per il periodo 2008-2017, da parte dell’Italia, il non rispetto dei valori limite in materia di Pm10 previsti dalla direttiva in materia di qualità dell’aria.

In Toscana ci sono alcune aree oggetto della sentenza: l’area di Prato-Pistoia, che dal 2018 non registra più superamenti, e la piana lucchese in cui tuttora permangono i superamenti. “Continueremo a rafforzare le azioni per risanare la qualità dell’aria nella piana lucchese – spiega l’assessore all’ambiente Monia Monni – e, per ridurre i giorni di superamento del valore limite giornaliero, così come accaduto ad esempio nell’area di Prato-Pistoia, l’impegno all’adozione di misure specifiche deve essere potenziato. Nei giorni scorsi ho avuto un incontro con i rappresentanti dei Comuni coinvolti per illustrare le misure messe a punto. Il bando dovrebbe partire già a settembre”.

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