🎧 Le Terre degli Uffizi: al via con cinque mostre nei borghi toscani

🎧 Le Terre degli Uffizi: al via con cinque mostre nei borghi toscani

Poppi, San Godenzo, Anghiari, Montespertoli e Castiglion Fiorentino saranno i comuni che ospiteranno le esposizioni delle Terre degli Uffizi, visitabili per tutto il 2021

Le Terre degli Uffizi: al via con cinque mostre nel segno delle celebrazioni per i 700 anni di Dante e del legame tra il territorio e le collezioni del museo. Poppi, San Godenzo, Anghiari, Montespertoli e Castiglion Fiorentino saranno i borghi che ospiteranno le esposizioni che saranno visitabili per tutto il 2021.

Promossa dalle Gallerie degli Uffizi e Fondazione Cr Firenze, si tratta del primo passo Uffizi diffusi. Cinque mostre nei borghi toscani come primo passo del programma degli Uffizi diffusi.

Terre degli Uffizi, è stata presentata oggi a Villa Bardini che propone cinque rassegne con prestiti provenienti dalle collezioni del celebre museo fiorentina. Per realizzare il progetto stipulato un protocollo di intesa tra Gallerie degli Uffizi e Fondazione Cr Firenze, con durata quinquennale. Le mostre interessano le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e approfondiscono il legame tra il territorio e le collezioni del museo. La prima esposizione è in programma a Poppi (Arezzo) dal 17 luglio al 30 novembre; seguono poi quella a San Godenzo (Firenze), dal 26 luglio al 5 settembre; ad Anghiari, sempre nell’Aretino, dal 12 agosto al 6 gennaio, poi a Montespertoli (Firenze) dal 25 settembre al 10 dicembre e infine a Castiglion fiorentino dal 2 ottobre al 6 gennaio.

“Terre degli Uffizi è il primo progetto che prende avvio dalla strategia degli Uffizi diffusi – ha detto Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi -. In poche parole, è come un robusto ramo che parta dal tronco di un albero estremamente vitale, in fase di crescita. Come ‘colonna sonora ideale’ di questo progetto potremmo pensare a una grande canzone rock: Magical Mystery tour dei Beatles”.

“Questa operazione è molto importante per il nostro territorio e per il mondo dell’arte – ha commentato il presidente di Fondazione Cr Firenze Luigi Salvadori – perché valorizza quel grande museo diffuso che è una delle ricchezze della Toscana e dell’Italia”. Per il presidente della Toscana, Eugenio Giani, si tratta di “cinque mostre che ci permettono, da luglio a settembre, di poter dare il senso concreto degli Uffizi diffusi, anche se nella volontà del direttore Eike Schmidt e della Regione Toscana gli Uffizi diffusi devono diventare qualcosa che non sia solo mostre temporanee, ma anche strutture permanenti”.

 

In podcast: il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt racconta Le Terre Degli Uffizi

 

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🎧 “Patto per la cultura per Firenze”

🎧 “Patto per la cultura per Firenze”

Firenze, da Fondazione CR Firenze e lntesa Sanpaolo, il “Patto per la cultura per Firenze”, si tratta di 1,32 milioni di euro destinati alle realtà culturali del territorio, di queste risorse stanziate, 810 mila euro andranno a supportare 22 progetti di operatori culturali della Citta Metropolitana di Firenze, e delle province di Arezzo e Grosseto, mentre 510 mila euro sono destinati a Fondazione Palazzo Strozzi e alla Fondazione Teatro della Toscana.

Il “Patto per la cultura per Firenze” e stato presentato questa mattina, a Villa Bardini, dal Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori, dal Presidente della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron Jacopo Speranza, dall’Executive Director Arte cultura e Beni Storici di lntesa Sanpaolo Michele Coppola, dal Direttore generale di Fondazione CR Firenze Gabriele Gori, da Lucio Argano, Presidente del Consiglio Superiore delle Spettacolo del MIC.

Le risorse sono state attinte, al 50% da Fondazione CR Firenze e al 50% da lntesa Sanpaolo e questa operazione consentirà a Fondazione CR Firenze di pater destinare ulteriori risorse al mondo della cultura. Si rinnova infatti il bando ‘Emergenza Cultura’, una misura straordinaria creata lo scorso anno a sostegno delle realtà culturali del territorio in ginocchio a causa delle restrizioni dovute al Covid-19. Quest’anno le risorse salgono a 750 mila euro (erano state 500 mila nel 2020) e si estendono rispetto al Camune di Firenze, anche alle realtà operanti nella Città.

Ma perché il privato interviene con capitali in aiuto della cultura? Queste una delle domande fatte da Gimmy Tranquillo nell’intervista a Luigi Salvadori, presidente di Fondazione Cr Firenze, e Michele Coppola, executive director arte cultura e beni storici di Intesa San Paolo, che trovate nel podcast.

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🎧 ‘Rinascimento Firenze’, il quarto bando a sostegno alle attività danneggiate dalla crisi dovuta al Covid-19

🎧 ‘Rinascimento Firenze’, il quarto bando a sostegno alle attivitĂ  danneggiate dalla crisi dovuta al Covid-19

‘Rinascimento Firenze’ è un progetto innovativo di economia civile con un’alta valenza sociale che ha, tra i suoi molteplici scopi, anche quello di consentire il mantenimento dei posti di lavoro e, se possibile, incrementarli rilanciando l’occupazione e assicurare il mantenimento sul territorio di un sistema economico sano e propositivo di nuove attività imprenditoriali.

Rinascimento Firenze, si rivolge a tutte le attività economiche, tra cui anche quelle sviluppate in forma giuridica di organizzazioni no-profit, classificate come start up innovative e alle micro e piccole imprese che investono in innovazione, ivi incluso l’agritech.

Attraverso questo nuovo intervento Fondazione CR Firenze sostiene il comparto con 1,5 milioni di euro come contributo di scopo a fondo perduto, erogati dal Soggetto Attuatore che, in questo caso, è la Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione (FRI) partecipata da Università degli Studi di Firenze e dalla Città Metropolitana di Firenze. Intesa Sanpaolo mette a disposizione prestiti d’impatto, a tassi agevolati e senza garanzie, per un totale di 7,5 milioni di euro. Il supporto operativo è assicurato dalla struttura della Fondazione KON e sono partner istituzionali la Camera di Commercio di Firenze e la Prefettura di Firenze.

Le risorse richieste andranno a supportare progetti di continuità e di rilancio da attuarsi nell’arco massimo di 18 mesi, in grado di generare un impatto sociale diretto o indiretto sul territorio. Ai beneficiari è richiesto un co-investimento per un importo pari al 50% del contributo a fondo perduto, che è proporzionato al progetto e va da un minimo di 20.000 a un massimo di 100.000 euro. Il prestito d’impatto erogato da Intesa Sanpaolo potrà moltiplicare fino a cinque volte l’importo del contributo a fondo perduto a condizioni agevolate (durata 10 anni, senza garanzie, interessi 0,4% nominali annui con pagamento in unica soluzione alla scadenza del prestito, e rimborso del capitale in due soluzioni: il 40% al 5° anno e il restante 60% al 10° anno). Sono ammissibili interventi per rilanciare, riorganizzare, implementare la propria attività e per richiamare il personale dalla cassa integrazione, stabilizzare i contratti di lavoro dipendenti e assumere nuovo personale.

‘Rinascimento Firenze’ è stato presentato in diretta streaming, dal Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori, dal Chief Lending Officer Intesa Sanpaolo Raffaello Ruggieri, dal Direttore della Fondazione CR Firenze Gabriele Gori, dal Presidente di Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione Andrea Arnone, dal Presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi, dal Presidente di Confindustria Firenze Maurizio Bigazzi. Hanno partecipato al collegamento numerose autorità e operatori del settore.

Le domande possono essere presentate da oggi, esclusivamente in modalità online, sul portale www.rinascimentofirenze.it all’interno del quale sono anche contenute tutte le informazioni del bando. La scadenza è il 19 maggio.

In Podcast le dichiarazioni del Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori e del Presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi, raccolte da Gimmy Tranquillo

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Recovery Plan: Fondazione CR Firenze propone 19 progetti toscani

Recovery Plan: Fondazione CR Firenze propone 19 progetti toscani

Sono 19 i progetti per il Recovery Plan toscano, predisposti in pochissimo tempo e in linea con gli obiettivi NextGenEu, da una ‘cabina di regia’ istituita da Fondazione CR Firenze che ha chiamato per questo scopo personalità provenienti dal mondo dell’impresa, accademico e sociale che hanno operato a titolo completamente gratuito.

Il risultato di questa operazione viene presentato in un webinar oggi pomeriggio alle 16.30 (per partecipare clicca qui) da Marco Buti, Capo di Gabinetto del Commissario europeo agli Affari Economici Paolo Gentiloni, dal Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori, dal Direttore Gabriele Gori e dal professor Alessandro Petretto che ha coordinato i lavori. Intervengono anche il Presidente dell’Istituto Universitario Europeo Renaud Dehousse, il Presidente della Giunta regionale Eugenio Giani, l’Assessore al coordinamento progetti Recovery Plan del Comune di Firenze Cecilia Del Re in rappresentanza del Sindaco Dario Nardella, e il Presidente Anci Toscana Matteo Biffoni.

”Per Fondazione CR Firenze – sottolinea il Presidente Luigi Salvadori – si tratta di una iniziativa molto importante che conferma il nostro ruolo nel tessuto economico e sociale del territorio. Abbiamo infatti accolto, immediatamente e con entusiasmo, la sollecitazione che ci è pervenuta dal professor Buti di essere promotori di progetti provenienti dalla società civile da affiancare e aggiungere, in maniera complementare e assolutamente disinteressata, a quelli che presenteranno le Istituzioni toscane. La presenza del Presidente Eugenio Giani, dell’Assessore Cecilia Del Re e del Presidente Biffoni confermano il grande interesse e l’alto gradimento con cui è stato accolto il nostro intervento. È stata infatti pienamente compresa la complementarietà dell’operazione rispetto ai progetti che sono in corso di elaborazione nelle istituzioni pubbliche”.

Il Rapporto contenente tutti i progetti presentati a Buti è stato redatto da un gruppo di lavoro composto da Alessandro Petretto, Gabriele Gori, Mattia Forni, Stefania Galli, Andrea Rapisardi e Alessandra Zagli ed è stato condiviso dal Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori e dal Vice Presidente Jacopo Speranza. Gli esperti che hanno contribuito all’elaborazione dei progetti sono: Luca Bagnoli, Giovanni Biondi, Gabriele Burgio, Stefano Casini Benvenuti, David Chiaramonti, Marco Carini, Leonardo Carrai, Marco Carrai, Ludovica Fiaschi, Anna Gatti, Federico Gelli, Stefano Grifoni, Antonella Mansi, Massimo Mercati, Giorgio Moretti, Lorenzo Perra, Gianni Salvadori, Walter Salvatore, e Eike Schmidt.

 

“I progetti – spiega il professor Alessandro Petretto – riguardano tutte le sei Missioni in cui è suddiviso il Piano nazionale di Ripresa e di resilienza per accedere al Recovery and Resilience Facility del NextGenEu: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (6 progetti); rivoluzione verde e transizione ecologica (5); infrastrutture per una mobilità sostenibile (1); istruzione e ricerca (3); inclusione e coesione (2); salute (2). Coprono degli ambiti lasciati scoperti nei singoli cluster del piano e sono identitari del nostro territorio; sono innovativi e in grado di attivare il settore privato e il Terzo Settore. Le schede-progetto sono predisposte secondo un format comune che riporta finalità, dimensioni, coerenza con gli obbiettivi NGEU e le principali ricadute per l’economia regionale di ciascun progetto’’.

Nel caso i progetti o parte di questi siano finanziati, sarebbe opportuno che i fondi affluiscano alla Regione Toscana in modo che questa possa inserirli in un apposito capitolo del bilancio e provvedere alla distribuzione dei pagamenti secondo le tempistiche che, in linea con gli standard europei, dovranno essere concordate. La verifica dell’attuazione dei progetti, il monitoraggio delle fasi, la rimozione di eventuali ostacoli all’implementazione dovrebbe essere affidata ad una Commissione di cui potrebbero fare parte rappresentanti della Regione, della Città Metropolitana di Firenze, di Anci-Toscana, per conto dei comuni della Regione. Fondazione CR Firenze interverrebbe solo in veste di coordinatrice ed avrebbe prevalentemente la funzione di collegamento tra i proponenti i progetti, con i quali manterrà costantemente i contatti durante lo sviluppo temporale degli stessi.

”Questa operazione – aggiunge Salvadori – è emblematica della capacità della nostra istituzione di sapere fare squadra, coordinando e stimolando la migliore progettualità della società civile coinvolgendo alcune delle figure più autorevoli che ruotano attorno al nostro ambito e che, ripeto, in pochi giorni e con grande entusiasmo, hanno risposto al nostro invito. Essa è anche esemplare del nuovo protagonismo che Istituzioni come la nostra stanno conquistando nel nuovo scenario che si sta configurando in seguito alla crisi pandemica. È evidente che le risorse (anche le nostre) non cresceranno nei prossimi anni e questo ci impone nuovi modelli operativi se desideriamo rendere ancora più efficace il nostro impatto sul territorio. Ciò comporta a tutti i livelli una maggiore efficienza, migliori competenze e una più razionale distribuzione delle risorse. Credo che l’incontro di oggi dimostri che siamo sulla buona strada”.

I PROGETTI – SINTESI

 

La Missione 1, la più articolata e multiforme, concerne la modernizzazione del sistema economico, in particolare l’innovazione e gli incentivi all’investimento privato, e la valorizzazione sociale del grande patrimonio culturale della nostra regione. Tutto passa attraverso la digitalizzazione delle corrispondenti attività, essendo il digitale non un settore a sé, ma il principale driver di trasformazione della manifattura, dei servizi privati e pubblici, del lavoro. Il primo dei 6 progetti si formulano alcune iniziative per sviluppare l’innovazione nella regione. In particolare, si prefigura l’istituzione di un nuovo organismo, o il rafforzamento di uno esistente, in grado di incanalare capitali permanenti dedicati al perseguimento di finalità di innovazione e modernizzazione di business esistenti (digitalizzazione, e-commerce, home delivery, etc.), creazione di nuove start-up, scale up di start-up esistenti e consolidamento/aggregazione post Covid per imprese già fuori dalle fasi di start-up, ma che non riescono a raggiungere la scala e le competenze necessarie per competere al di fuori del mercato locale. L’organismo potrebbe essere inserito in un incubatore universitario. La digitalizzazione coinvolge anche il turismo, invece generalmente considerato in Toscana un settore maturo e poco incline all’innovazione di prodotto e di processo. Al riguardo, il progetto ‘La guida digitale 4.0’ punta alla creazione di un applicativo web per semplificare, efficientare e rendere maggiormente consapevole l’esperienza di visita sul territorio regionale. Lo scopo è favorire il decongestionamento delle aree sollecitate dal “turismo di massa” e al contempo tutelare i beni architettonici e artistici promuovendo i luoghi meno noti, sviluppando un turismo culturale capace di apprezzare anche le realtà meno note. Al riguardo, nella Missione c’è anche una proposta di creare un’accoglienza accessibile, completa e facile da “usare”. Il progetto è volto a creare strutture che forniscano uno standard di qualità, di minimi servizi offerti, di capacità alberghiera, di servizi di assistenza meccanica (bici), di piccolo commercio, di ricerca delle ricette gastronomiche della zona. La filosofia dovrebbe essere quella della stazione della posta dei secoli passati. In merito alla tutela del patrimonio culturale, si prefigura un progetto volto alla progettazione e realizzazione di un sistema di sicurezza e sorveglianza integrato per i luoghi di cultura (estendibile anche a luoghi di culto che conservano beni importanti o sensibili) e le strutture museali decentrate. Gli obbiettivi sono economizzare i costi, introdurre la tecnologia di ultima generazione e aumentare il livello di sicurezza. Un altro progetto è volto a rendere accessibili e valorizzare opere d’arte in maniera da rendere più attraente il territorio per il turismo, e da (ri)costruire una proposta di identificazione e interpretazione culturale per gli abitanti. Si prospetta quindi una sistematica redistribuzione e di beni artistici e culturali inutilizzati e sottoutilizzati nei depositi per renderli accessibili e valorizzarli in sedi decentrate. L’ultimo progetto, Firenze smart city, mira a fare di Firenze una smart city secondo l’accezione ricorrente di città dove si vive bene. In particolare si prefigura una Centrale operativa in grado di migliorare la vita quotidiana dei cittadini, affrontando le aree di intervento a maggiore priorità (mobilità, salute, servizi ecc.). La Centrale predisporrà la distribuzione di sensori per acquisire dati, li assemblerà con informazioni esterne e li tratterà tramite algoritmi di IA.

 

Nella Missione 2 sono presenti 5 progetti rivolti alla transizione verde ed ecologica. L’area di riferimento è quella dell’economia circolare e della tutela della risorsa idrica. I quattro progetti sull’economia circolare si fondano su due principi. In primo luogo, promuovere la transizione con filiere domestiche, possibilmente regionali, per re-incanalare in termini nuovi le risorse nell’economia reale; in secondo luogo, favorire la simbiosi industriale, cioè il passaggio di materia tra aziende posizionabili in vari punti della filiera e che oggi non “dialogano” o non lo fanno a sufficienza in tema di rifiuti, energia, acciaio e agricoltura. Le quattro proposte di economia circolare nel Piano prevedono soluzioni innovative, dove l’innovazione proposta non è solo da un punto di vista tecnologico, ma anche regolatorio e dei mercati. Nel primo di questi progetti si mira proprio a creare un nuovo mercato per l’offsetting della CO2  e delle emissioni serra, combinando potenziali produttori di crediti. Nel secondo si punta alla produzione di combustibili liquidi marini tramite pirolisi/HTL, che tratta materiali polimerici e li converte in oli grezzi. Il terzo ha come obiettivo il recupero di carbonio rinnovabile e altre materie dai rifiuti speciali industriali e dai fanghi di depurazione. Il quarto mira a decarbonizzazione il settore agricolo, rispondendo agli obiettivi EU, migliorarne la sostenibilità e la resilienza ai cambiamenti climatici, intervenendo sulla salute dei suoli marginali, cioè quelli a basso contenuto di carbonio organico, salinizzati, acidificati aridi, con scarsa fertilità, eutrofici, ecc. All’interno della Missione 2 è inserito un progetto dedicato alla tutela della risorsa idrica, una tematica sensibile nella nostra regione che pur, relativamente meglio organizzata rispetto ad altre, presenta punti critici. La proposta riguarda una nuova rete acquedottistica di adduzione e distribuzione che consentirà la realizzazione di un sistema efficiente capace di garantire una maggior sicurezza di approvvigionamento di risorsa idropotabile verso aree soggette ad emergenza idrica. La risorsa idrica derivata dall’invaso di Montedoglio si renderà disponibile ai comuni del Valdarno aretino e fiorentino attraverso il collegamento con la rete esistente, consentendo anche il miglioramento degli standard di servizio.

 

Nella Missione 3  è proposto un solo intervento ma su un aspetto cruciale della modernizzazione e sostenibilità della mobilità non solo regionale: il monitoraggio digitale della tenuta dei ponti. La frammentazione delle competenze tra i diversi uffici a livello comunale, provinciale e regionale, limita fortemente la possibilità di organizzare e programmare in modo unitario valutazioni di sicurezza e operazioni di sorveglianza e monitoraggio, così come ancor più difficile diventa la programmazione e gestione degli interventi. Il progetto propone quindi di sviluppare un sistema informativo a livello regionale che raccolga le informazioni dei ponti e viadotti della Regione Toscana gestiti dalle Amministrazioni Locali a diverso livello, comunale, provinciale e regionale, consentendone l’aggiornamento continuo da parte degli uffici preposti. Il progetto proposto interesserà la rete dei ponti e viadotti della Toscana gestiti da Comuni, Città Metropolitana, Province, Regione. Ricostruirà l’intera rete stradale regionale sì da coordinare e ottimizzare le operazioni di ispezione, sorveglianza, monitoraggio, controllo e manutenzione/adeguamento. Il numero dei ponti in gestione alle sole province e città metropolitana supera i 5000, cui si devono aggiungere tutte le opere in gestione ai comuni. Il sistema integrato informativo sarà unitario e centralizzato ma consentirà a ciascuna amministrazione di accedere alle informazioni sull’intera rete regionale. L’alto profilo informatizzato del progetto ne fa uno dei più coerenti con la transizione digitale della pubblica amministrazione regionale e locale.

 

Nella Missione 4 sono concentrati 3 progetti per lo sviluppo del capitale umano tramite la formazione professionale rivolta al settore moda, al settore agricolo e all’industria 4.0. Nel settore cruciale della moda si propone una razionalizzazione dell’offerta formativa e un’aggregazione delle strutture, unitamente ad un innalzamento della cifra qualitativa dell’istruzione. La finalità preponderante è la limitazione del mismatch occupazionale che affligge il settore in Toscana, dovuto alla scarsa competenza digitale di chi fa offerta di lavoro, a fronte di una domanda sempre più sofisticata, qualificata e specifica. Inoltre, l’intento è contribuire a fare della Toscana il luogo di elezione nel quale venire a formarsi per lavorare, a tutti i livelli, nel sistema Moda e il territorio in cui i grandi Brand vengono a reclutare personale qualificato. Si propone poi l’istituzione di un Polo di formazione in agricoltura, costituito attorno a laboratori specifici e aggreganti di diverse funzioni. L’idea di Polo aiuta a mettere insieme in agricoltura settori e percorsi formativi oggi distinti come quello turistico, quello del marketing, del digitale, oltre ai classici settori della manutenzione nei campi, dell’enologia ma anche della gestione, della manutenzione delle macchine agricole etc. Sia la transizione digitale che quella verde sono quindi centrate in questo progetto. C’è poi la proposta di costituire un Parco tecnologico per l’innovazione, un vero e proprio parco con svariate aree tutte interconnesse tra loro, una serie di laboratori di ricerca ad alto contenuto tecnologico in cui si sviluppano temi – come sostenibilità, eco- industria, transizione energetica, ecc. – dimostratori di idee e spazi idonei per favorire l’incontro tra aziende del settore meccatronico/informatico, ricercatori e professionisti, distaccamenti di ITS ed Corsi universitari. Si tratta di concentrare gli attori deputati alla formazione e al trasferimento tecnologico in aree, dedicate alla realizzazione dei progetti, veri e propri spazi dove poter accelerare il cambiamento e la tipizzazione di alcuni prodotti.

 

Nella Missione 5 si trovano 2 iniziative di contrasto alla povertà e al disagio sociale. Un primo progetto, di natura composita, è finalizzato alla creazione di Comunità solidali per la creazione di lavoro e lo sviluppo del volontariato. E’ articolato in due linee di azione: una, mira a costruire a livello toscano quattro percorsi di attivazione di reti tematiche e di co-progettazione (agricoltura sociale, anziani non più soli, diritti sociali e diritti al lavoro dei detenuti ed ex detenuti, co-housing sociale); l’altra, tenta di favorire la nascita di incubatori di impresa sociale in Toscana attraverso il coinvolgimento di Università, Enti pubblici, Terzo settore. Ciascuna linea di azione prevede una serie di interventi. Una seconda proposta, concerne il recupero delle eccedenze alimentari dalle produzioni agricole e industriali nell’area agro-alimentare e delle derrate e prodotti alimentari. Il progetto è composito in quanto punta all’ampliamento degli attuali magazzini di stoccaggio del Banco alimentare, un’istituzione molto nota dedita a fornire pasti ai soggetti disagiati, il decentramento territoriale del servizio a livello provinciale, la gestione dei prodotti surgelati, e la gestione della carne.

 

I 2 progetti della Missione 6 intervengono su alcuni aspetti cruciali della modernizzazione dell’organizzazione sanitaria nella regione: da un lato, l’interoperabilità dei dati e l’applicazione diffusa dell’informatica sanitaria, e, da un altro, la riorganizzazione delle relazione tra le unità di intervento sul territorio. Il primo progetto è volto a fornire una gestione dinamica di organizzazione, attivazione ed erogazione dei servizi sanitari del Ssr della Toscana, attraverso un Clinical Management System (CMS) di nuova generazione. Il sistema proposto è basato sul concetto di comando, controllo, cooperazione e comunicazione in tempo reale, tenendo conto dello strumento di innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria.  Si tende a creare una rete ospedaliera e territoriale, con una grande capacità di intervento dei servizi sociali e con un sempre maggiore coinvolgimento del paziente e della sfera familiare. L’obiettivo è disporre di un sistema di monitoraggio in tempo reale delle attività delle varie unità cliniche elementari, le unit operative, semplificando la modalità per consentire la cooperazione di tutte le unit al fine di gestire i processi clinici e sanitari in un reale continuum assistenziale. Ciò implica capacità di trattare, integrare e monitorare, da parte del sistema, ogni singolo elemento che contribuisce al processo operativo, dagli strumenti complessi a bordo letto o presenti, per esempio, nelle sale operatorie fino a sistemi domiciliari di telemedicina o device indossabili, a ogni tipologia di operatore, sia esso medico ospedaliero o di medicina generale, infermiere, assistente sociali, tecnico, ecc. Il progetto si avvale dello stato dell’arte dell’information technology in conformità con gli standard internazionali e nazionali sia di informatica medica che tecnologici, per abilitare e consentire una cross interoperability basata su standard FHIR, DICOM, Mpeg-g, etc. Saranno garantiti allo stesso tempo tutti i principi di sicurezza e di privacy, in completa aderenza al regolamento europeo sulla protezione dei dati. Il secondo progetto è collegato al primo nel senso che trarrebbe grande giovamento proprio dall’informatizzazione sanitaria alla base, appunto, del primo. Il progetto persegue infatti l’obiettivo di fondo di coniugare sistematicamente la medicina di precisione con la medicina di prossimità. A tal fine si propone un modello Hub & Spoke potenziato sul territorio per una Sanità digitale, resiliente e centrata sul paziente, che prevede l’integrazione degli Ospedali di II-III livello (Hub) non solo con gli Ospedali di I livello ma anche con i presidi dei Medici di Medicina Generale e con le “Case della Comunità”. Quest’ultima nuova struttura viene proposta per sviluppare un modello di Cure Primarie che si interessi della salute e del benessere dell’intera comunità, capace di garantire assistenza continua, longitudinale e globale, essere facilmente accessibile e flessibile, riconoscere lo stesso valore a promozione della salute, prevenzione della malattia, trattamento e cura del paziente acuto, del paziente cronico complesso e fragile, cure riabilitative e cure palliative. Per raggiungere tali obiettivi, il nuovo modello deve basarsi su inter-professionalità e intersettorialità degli interventi, comprensivi anche della prevenzione e promozione della salute.

 

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Covid, al Santa Maria Nuova arriva lo smartphone che monitora i pazienti 

Covid, al Santa Maria Nuova arriva lo smartphone che monitora i pazienti 

Oggi la consegna ufficiale della strumentazione.  Donazione di Fondazione Santa Maria Nuova Onlus e Fondazione CR Firenze: un innovativo sistema di monitoraggio dei parametri vitali con alert che arrivano sui telefoni del personale infermieristico

 L’Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze compie un  importante passo avanti nella cura dei pazienti ricoverati e nell’organizzazione del lavoro di medici e infermieri grazie a un innovativo sistema di monitoraggio telematico dei parametri vitali, oggetto di una duplice donazione da parte di Fondazione CR Firenze e Fondazione Santa Maria Nuova Onlus.

Le nuove attrezzature sono state consegnate ufficialmente questa mattina, alla presenza di Luigi Salvadori (presidente di Fondazione CR Firenze), Giancarlo Landini (presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus e direttore del Dipartimento delle Specialistiche mediche dell’Ospedale Santa Maria Nuova) e Lorenzo Pescini (direttore amministrativo AUSL Toscana Centro).

Entrando nello specifico, Fondazione CR Firenze ha acquistato, per il valore di 48.000 euro, un sistema Philips composto da quattro monitor su carrello per il posto letto e da quattro “telemetrie”, ovvero piccole strumentazioni che potranno essere indossate dai pazienti e che renderanno possibile il monitoraggio costante di alcune informazioni fondamentali, come pressione arteriosa, battito cardiaco e saturazione.

Oltre a questa tecnologia, Fondazione Santa Maria Nuova Onlus, con una donazione di 60.000 euro, ha reso possibile l’acquisto di un sofisticato sistema composto dalla centrale Philips Information Center e dal sistema di notifica Philips Care Event: la prima trasmette le informazioni sui pazienti rilevate dai monitor e dalle telemetrie, il secondo invia dati e alert in modalità Wi-Fi direttamente sugli smartphone degli infermieri.

Questo complesso sistema telematico verrĂ  dedicato al reparto di medicina, attualmente reparto Covid.

“Monitor, telemetrie e sistema di trasmissione dei dati si integreranno e si completeranno a vicenda consentendo al personale medico di Santa Maria Nuova di ottimizzare il lavoro di cura e monitoraggio: un singolo infermiere potrà monitorare fino a otto pazienti –  ha detto Giancarlo Landini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus – Si tratta di una strumentazione molto utile soprattutto per quei pazienti che non sono costretti a letto ma che, potendo alzarsi e spostarsi, grazie alle telemetrie potranno essere sempre tenuti sotto controllo. Inoltre, questa tecnologia costituisce un grande supporto al lavoro degli infermieri, chiamati a svolgere molti compiti fondamentali nel corso dei loro turni: il personale potrà controllare i pazienti, attraverso le notifiche che arriveranno sullo smartphone, in qualsiasi momento e in qualsiasi punto del reparto si trovi. Ringrazio dunque Fondazione CR Firenze e Fondazione Santa Maria Nuova Onlus per aver ancora una volta messo il loro impegno al servizio della salute di tutta la comunità fiorentina».

“Con questa nuovo e importante intervento – ha dichiarato il presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori – prosegue il nostro forte impegno nell’ambito dell’emergenza sanitaria che abbiamo avviato un anno fa e che non abbiamo mai rallentato. Purtroppo il Covid non sembra attenuarsi e, assieme ai tanti problemi di ordine sanitario, stanno crescendo anche quelli in ambito sociale ed economico. La nostra Fondazione ha molto a cuore anche questi aspetti come ha dimostrato col progetto ‘Rinascimento Firenze’ elaborato assieme ad Intesa Sanpaolo. Altri importanti programmi sono allo studio a conferma del ruolo sempre più centrale della nostra Istituzione nel tessuto cittadino e regionale’’.

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