Cantiere A1, ripartono i lavori: termoscanner e tute integrali. Fillea Cgil: “Sia apripista”

Cantiere A1, ripartono i lavori: termoscanner e tute integrali. Fillea Cgil: “Sia apripista”

Cantiere fiorentino A1 (Barberino del Mugello-Calenzano), siglato il protocollo tra sindacato e Pavimental per far ripartire martedì 14 aprile i lavori con misure di contenimento del coronavirus per i lavoratori: tute integrali, igienizzazioni, percorsi delimitati per la distanza sociale, misurazione della temperatura corporea, esami seriologici. La Fillea Cgil: “Questo accordo diventi un esempio, è stato fatto un grande lavoro di responsabilità e di impegno per tornare a lavorare, tenendo come punto di riferimento la salute dei lavoratori e della collettività”

Misurazione della temperatura corporea all’entrata e all’uscita del cantiere (sopra 37.5, chiamata alle emergenze Covid19); dotazione di tute integrali, schermi visivi, guanti e occhiali; predisposizione di esami seriologici a tutti (una volta definito il protocollo sanitario regionale o nazionale); igienizzazioni quotidiane e sanificazioni agli ioni di tutti i locali; percorsi delimitati e finalizzati alla distanza sociale: sono alcune delle misure contenute nel protocollo d’intesa, siglato ieri da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Firenze e Pavimental, per la regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento del coronavirus, indispensabile al riavvio del cantiere per l’ammodernamento della autostrada A1 nel tratto fiorentino Barberino del Mugello-Calenzano. I lavori nel cantiere, che vede impegnati centinaia di lavoratori in diverse lavorazioni tecnologicamente complicate e con un esteso campo con dormitori e mense, ripartiranno martedì 14 aprile (erano fermi dai primi lockdown). Il protocollo firmato rispetta le disposizioni dei Dpcm e dell’accordo governo-parti sociali del 14 marzo sulle misure per coniugare lavoro e sicurezza nell’emergenza coronavirus

“Le organizzazioni sindacali, i delegati e l’azienda hanno fatto un grande lavoro di responsabilità e di impegno per tornare a lavorare, tenendo come punto di riferimento la salute dei lavoratori e della collettività. Non abbiamo parlato solo di banali mascherine, ma abbiamo istituito procedure e regolamentazioni certe ed esigibili da parte di tutti, anche dal punto di vista tecnologico e sanitario”, dicono per la Fillea Cgil Firenze il segretario generale Marco Carletti e Damiano Foutsias. Che aggiungono: “Tutto questo è assunzione di responsabilità e speriamo che sia questo protocollo sia un apripista per tutte le aziende delle costruzioni che vogliono riaprire le lavorazioni, facendolo però nel massimo possibile della tutela dei dipendenti. A noi non appassionano le stucchevoli discussioni sulle mascherine e su chi le deve fornire e soprattutto chi le deve pagare. Con questo protocollo insieme all’azienda abbiamo dato un grande esempio di come le parti sociali debbano operare per risollevare questo paese”.

Tra le altre misure previste nel protocollo firmato ieri: formazione ai lavoratori e cartelli informativi sui comportamenti da tenere; un servizio navetta per i pendolari dalla stazione Santa Maria Novella, dall’aeroporto e da Villa Costanza; impegno dell’azienda a predisporre uno spazio per l’isolamento di eventuali persone con sviluppi di febbre o sintomi di infezione; servizio di infermeria attivo 24 ore su 24; messa a disposizione dei lavoratori di mezzi detergenti e di punti di erogazione di soluzione igienizzante; massimo 4 persone per volta in un furgone.

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Castelfiorentino: chiude la Falegnami Italia, 47 a casa

Castelfiorentino: chiude la Falegnami Italia, 47 a casa

La Falegnami Italia srl di Castelfiorentino, ha avviato le procedure per il licenziamento di tutti i suoi dipendenti. La  CGIL: la proprietà vuole fuggire e cessare l’attività della fabbrica.

“Dopo anni di sacrifici fatti dai dipendenti, passati dai 114 iniziali a 47, i quali hanno visto il proprio reddito falcidiato da casse integrazioni, contratti di solidarietà, rinuncia alla 14° mensilità, ai premi individuali e ai premi di risultato ed in ultimo da un part-time voluto proprio per evitare licenziamenti, questa conclusione della storia è un pugno in faccia a loro, alle loro famiglie e al territorio”. Queste le prime dichiarazioni di Marco Carletti, segretario Generale della Fillea Cgil di Firenze, che continua: “In questi anni i dipendenti della Falegnami hanno investito il loro reddito nella fabbrica perché hanno creduto nel prodotto e nel territorio. Hanno creduto alla proprietà, alla politica locale e al tessuto sociale nel quale sono cresciuti e crescono i loro figli. Questi lavoratori sono stati traditi da chi non ha mai investito ed innovato.
Mentre si chiedevano sacrifici ai dipendenti, la proprietà cosa a fatto in questi anni? Ha pensato a scappare, chiudere e massimizzare i profitti.
Questa è la verità e di questa verità chiederemo conto e lo chiederemo a tutti, nessuno escluso.
La proprietà non pensi di potersi trincerare dietro “la forma” perché le presenteremo il conto nel terreno della sostanza e del danno economico e sociale che ha prodotto”.
“Nessuno”, conclude Carletti, “potrà sentirsi non coinvolto in questa irresponsabile conclusione, neanche la politica che sempre si è detta vicina ai lavoratori della Falegnami. Ora è tempo di atti e fatti concreti tesi al salvataggio della fabbrica, quello degli ordini del giorno e delle dichiarazioni è finito”.

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