Pietre di inciampo vandalizzate a Firenze

Pietre di inciampo vandalizzate a Firenze

Firenze, vandalizzate pietre di inciampo collocate nel 2020 dal Comune in ricordo di vittime della Shoah in via Bovio: ignoti le hanno coperte con spray nero e la scritta FGC.

La sigla FGC, vergata con una bomboletta spray nera, a fianco di una delle pietre di inciampo, secondo gli investigatori della Digos, incaricati di seguire il caso, rimanderebbe ai Fasci giovanili combattenti, formazione di estrema destra.

Nella vicina via Scialoia è stata poi trovata, davanti ad un portone, la scritta Ss. Le scritte sarebbero state realizzate la notte scorsa, secondo alcuni residenti che le hanno poi notate stamani. Gli investigatori stanno cercando video registrati dalle telecamere di sicurezza in strada alla ricerca di immagini utili.

Sull’episodio è intervenuto il console di Israele in Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia Marco Carrai esprimendo “sdegno e sconforto per quanto è avvenuto ai danni delle Pietre d’inciampo in ricordo di Giorgio Levi delle Trezze, Xenia Haya Poliakov e Lucia Levi”:

“Le pietre d’Inciampo che dovrebbe ricordare a tutti la memoria di ciò che non può più accadere ci riportano invece a un terribile e infausto presente dove gli estremismi” si uniscono “contro il popolo ebraico e Israele. Partirà l’ennesimo tam-tam di scandalo e di mai più che però non lena le ferite. Il popolo ebraico si dice nello Zohar è destinato ad essere la mente del mondo e forse per questo oggetto di odio verso chi non ha né cuore né ragione”

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Open, Cassazione:” Fondazione non operava come Partito”

Open, Cassazione:” Fondazione non operava come Partito”

Rese note le  motivazioni della Cassazione che ha ordinato i dissequestri per i pc e i cellulari di Marco Carrai. Un verdetto che non potrà non influire sull’inchiesta con al centro la fondazione Open nella quale i magistrati fiorentini contestano, tra gli altri, a Matteo Renzi, Maria Elena Boschi e Luca Lotti i reati di finanziamento illecito ai partiti, traffico di influenze, corruzione, autoriciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti

A pochi giorni dall’udienza preliminare, fissata per il 4 aprile, arrivano le motivazioni della Cassazione che ha ordinato i dissequestri per i pc e i cellulari di Marco Carrai. Un verdetto che non potrà non influire sull’inchiesta nella quale i magistrati fiorentini contestano, a vario titolo, a lui e ad altri dieci imputati – tra cui Matteo Renzi, i parlamentari Maria Elena Boschi e Luca Lotti – i reati di finanziamento illecito ai partiti, traffico di influenze, corruzione, autoriciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.  Secondo la Cassazione, è  consentito alle fondazioni di partito raccogliere fondi, erogare somme per contribuire al finanziamenti di iniziative in favore di partiti, movimenti politici o loro articolazioni interne, e i giudici del riesame avrebbero dovuto, in via preliminare, verificare se l’attività della Fondazione Open avesse esorbitato o meno dall’ambito “fisiologico” della fondazione politica, invece ha considerato Open una “articolazione politico-organizzativa” del Pd “esclusivamente in ragione della funzione servente” in favore delle “corrente renziana”.

Open, è la tesi, avrebbe agito come una articolazione di partito e ricevuto 3,5 milioni in violazione delle norme sul finanziamento ai partiti. Secondo la Cassazione, che per la terza volta ha annullato – stavolta senza rinvio – il sequestro probatorio nei confronti di Carrai, il tribunale del Riesame nel qualificare la Fondazione Open come articolazione politica non ha tenuto conto delle precedenti pronunce della Cassazione sullo stesso caso e della disciplina sulle fondazioni politiche. L’impianto dell’inchiesta considera Open come ‘articolazione’ di partito politico: una tesi contestata dalla difesa e che non convince la Cassazione, che aveva già esaminato la questione nel settembre 2020 e nel maggio 2021.

“Nel qualificare la Fondazione Open, del quale Carrai era componente del consiglio direttivo, ‘articolazione politico-organizzativa del Partito Democratico (corrente renziana)”, secondo il collegio, il riesame non ha “rispettato i principi già affermati dalle sentenze “emesse dalla stessa Cassazione e non ha considerato “compiutamente la disciplina dettata per le fondazioni politiche” nella normativa vigente all’epoca dei fatti, che all’articolo 5 del dl 149 del 2015, ricorda la Cassazione, “espressamente riconosce e consente che le fondazioni di partito possano raccogliere fondi, erogare somme a titolo di liberalità e contribuire al finanziamenti di iniziative”. “Il riesame avrebbe dovuto verificare se l’attività di Open avesse esorbitato o meno dall’ambito fisiologico della fondazione politica”, invece, scrivono i giudici, in sostanza ha rinvenuto il ‘fumus’ del delitto, ma non ha dimostrato il carattere illecito del finanziamento. “Noi siamo i primi ad aver fiducia nella giustizia – è il commento del presidente di Italia Viva Ettore Rosato – ed essere stati oggetto di un palese abuso è stato doloroso e difficile da spiegare.

Oggi lo spiega la Cassazione nelle motivazioni dell’ordinanza con cui ha annullato i provvedimenti di quei magistrati che, continuo a pensarlo, non erano guidati dall’interesse della giustizia nel loro lavoro”. Intanto sono stati interrogati ieri in procura l’avvocato Luca Casagni Lippi e l’imprenditore Alessandro Di Paolo, indagati in un secondo filone dell’inchiesta. I pm fiorentini contestano ai due l’accusa di traffico di influenze in concorso con l’avvocato Alberto Bianchi. Sempre ieri inoltre i magistrati avrebbero sentito una terza persona, non indagata, ritenuta informata sui fatti. “Abbiamo chiarito la nostra posizione”, afferma il difensore di Casagni Lippi, l’avvocato Francesco Maresca.

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Fondazione Open: chiuse indagini, 15 indagati 4 sono società

Fondazione Open: chiuse indagini, 15 indagati 4 sono società

Sono 11 le persone indagate destinatarie dell’avviso di conclusione indagini, tra cui lo stesso attuale leader di Italia Viva Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, Luca Lotti, l’ex presidente di Open Alberto Bianchi e l’imprenditore Marco Carrai.

Le accuse riguardano presunte irregolarità nei finanziamenti a Open, la fondazione nata per sostenere le iniziative politiche di Matteo Renzi. Sono 11 le persone indagate destinatarie dell’avviso di conclusione indagini, tra cui lo stesso attuale leader di Italia Viva Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, Luca Lotti, l’ex presidente di Open Alberto Bianchi e l’imprenditore Marco Carrai. Coinvolte nell’inchiesta anche quattro società. Tra i reati contestati a vario titolo nell’inchiesta compaiono il finanziamento illecito ai partiti, corruzione, riciclaggio, traffico di influenze

Secondo la procura Open operava come un vero e proprio partito.  A far partire gli accertamenti la plusvalenza da quasi un milione di euro che l’imprenditore Patrizio Donnini avrebbe ricavato con la cessione a Renexia (del gruppo Toto) di cinque società inattive ma autorizzate alla produzione di energia eolica.

In particolare, secondo le accuse, tra il 2012 e il 2018 la Fondazione avrebbe ricevuto ” in violazione della normativa” 7,2 milioni di euro, spesi almeno in parte per sostenere direttamente l’attività politica della corrente renziana.n Luca Lotti si sarebbe adoperato affinché in Parlamento venissero approvate disposizioni normative favorevoli al concessionario autostradale Toto Costruzioni spa e per questo la procura di Firenze lo accusa di corruzione in concorso nell’inchiesta sulla fondazione Open.

Lo si precisa nell’avviso di conclusione delle indagini. Secondo il procuratore aggiunto Luca Turco e il sostituto Antonino Nastasi, titolari delle indagini, Lotti, all’epoca dei fatti sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e segretario del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), avrebbe ottenuto in cambio di queste ‘attenzioni’ finanziamenti per la fondazione. In particolare, come ricompensa per l’operato di Lotti, il gruppo Toto avrebbe versato all’allora presidente di Open, avvocato Alberto Bianchi, 800.000 euro a fronte di una prestazione professionale fittizia.

Di questa somma, Bianchi avrebbe poi versato 200.000 euro alla Open e altri 200.000 al comitato per il Sì al referendum sulla riforma costituzionale. Per quest’episodio oltre a Lotti sono accusati di corruzione Bianchi, l’imprenditore Patrizio Donnini e Alfonso Toto, quale referente della Toto Costruzioni. Sempre in relazione allo stesso episodio, a Toto viene contestato anche il reato di finanziamento illecito ai partiti. Sia Alfonso Toto che Patrizio Donnini inoltre devono rispondere dell’accusa di traffico di influenze in concorso illecite: per l’accusa, Donnini, si sarebbe fatto pagare da Toto circa 1 milione di euro per una sua mediazione illecita con Luca Lotti. Il denaro, è la tesi dei pm, fu corrisposto attraverso Renexia spa (gruppo Toto) alla Immobil Green srl amministrata da Donnini. Quest’ultimo, accusato anche di autoriciclaggio, per mascherare la provenienza dei soldi, avrebbe impiegato parte delle somma ricevuta in due società attive nel settore del turismo e in acquisti immobiliari.

Lotti è accusato di corruzione anche in relazione a donazioni arrivate alla fondazione Open dalla British American Tobacco Italia spa. Secondo l’accusa formulata nell’avviso di conclusione indagini, tra il 2014 e il 2017 si sarebbe adoperato in relazione a disposizioni normative in materia di accise sui tabacchi lavorati, di interesse per la spa, ricevendo in cambio tra l’altro finanziamenti a Open per oltre 250.000 euro e la nomina di un manager gradito nel collegio sindacale della British American Tobacco spa. Sempre riguardo ai finanziamenti ricevuti da Open, l’ex presidente Alberto Bianchi è indagato anche per emissione di fatture per operazioni inesistenti e per traffico di influenze. L’ultimo reato viene contestato a Bianchi solo in relazione a una serie di finanziamenti, per una somma complessiva di oltre 100.000 euro, ricevuti da Open dalla Irbm Scienza Park spa

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🎧 Ripartenza anche per l’aeroporto di Firenze: prima il nuovo terminal passeggeri e poi la nuova pista di volo parallela convergente

🎧 Ripartenza anche per l’aeroporto di Firenze: prima il nuovo terminal passeggeri e poi la nuova pista di volo parallela convergente

Firenze, Toscana Aeroporti ha presentato ai propri investitori una bozza con le linee guida per il nuovo piano infrastrutturale che guiderà la ripartenza e lo sviluppo degli scali aeroportuali di Firenze e Pisa.

Si tratta di un piano infrastrutturale, al momento però allo stato di bozza, che arriva fino al 2035, per gli aeroporti di Firenze e Pisa, con investimenti per oltre 460 milioni di euro. Per la ripartenza dell’aeroporto di Firenze, il piano prevede due fasi di sviluppo, una nel breve periodo e l’altra nel medio-lungo termine.

Nel breve periodo, dal 2022 al 2024, è in programma la realizzazione del nuovo terminal passeggeri dell’aeroporto Vespucci, mentre nel medio-lungo termine, dal 2025 al 2035 si dovrebbe passare alla realizzazione della controversa nuova pista di volo con i nuovi raccordi, alll’ampliamento dei piazzali per le aeromobili dell’area est e alle opere di completamento.

Per lo scalo di Pisa invece, l’intervento più significativo riguarderà l’ampliamento del terminal passeggeri e sarà avviato una volta recuperato almeno il 70% del traffico pre-Covid.

Come spiegato dal presidente di Toscana Aeroporti, Marco Carrai una delle parole chiave sarà “lo sviluppo sostenibile, una grande sfida”: in quest’ottica saranno realizzati nuovi impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile.

Il presidente della Regione Eugenio Giani ha affermato come si debba appunto procedere “in un quadro di sostenibilità ambientale, dando poi la possibilità di un collegamento più veloce tra le due città, sia col treno che in auto”.

Per il sindaco di Firenze Dario Nardella è necessario “andare avanti in un quadro di complementarità con Pisa, i due scali si devono aiutare tra di loro. Sono finiti i tempi dei campanili e delle lotte medievali”.

Un concetto ripreso anche dal primo cittadino di Pisa Michele Conti secondo cui serve “cercare una via comune per dare valore aggiunto alla Toscana”, pur ribadendo che lo scalo di “Pisa rimarrà il principale accesso della regione”.

Sul tema dei finanziamenti pubblici è stato precisato da Toscana Aeroporti che la normativa europea sugli aiuti di Stato prevede la possibilità di accedere, per investimenti in infrastrutture per la ripartenza, fino al 50% di contributi pubblici: di conseguenza Toscana Aeroporti, che può già contare su 150 mln di finanziamento pubblico stanziato, potrà fare richiesta per ottenerne altri.

In riferimento alla sostenibilità, più volte richiamato da Carrai, le aree di sosta aperte al pubblico saranno dotate di impianti di micro-eolico e fotovoltaico e offriranno la possibilità di alimentazione diretta di autoveicoli elettrici. La circolazione dell’aria all’interno dei terminal sarà pilotata da impianti caratterizzati da dispositivi di filtrazione e depurazione.

Sono inoltre previsti impianti e dispositivi di raccolta e riutilizzo delle acque piovane. Gli interventi, infine, consentiranno una significativa riduzione dell’impatto acustico dei due scali, con un conseguente miglioramento della qualità della vita dei cittadini che vivono in prossimità degli stessi.

La presentazione è stata fatta dal presidente Marco Carrai e dall’amministratore delegato Roberto Naldi, alla presenza del presidente della Regione Eugenio Giani e i sindaci di Firenze e Pisa, Dario Nardella e il Michele Conti.

In podcast l’intervista a Marco Carrai, Roberto Naldi, Michele Conti e Dario Nardella, a cura di Gimmy Tranquillo.

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Controradio Infonews: le principali notizie dalla Toscana, 21 maggio 2021

Controradio Infonews: le principali notizie dalla Toscana, 21 maggio 2021

Controradio Infonews: ultim’ora, aggiornamenti, cronaca ed eventi in Toscana nella sintesi mattutina di Controradio. Per iniziare la giornata ‘preparati’.

Controradio Infonews: E’ stato individuato in tarda serata il cadavere della donna dispersa nel crollo della casa, in seguito a un’esplosione, a Borgo di Dudda, nel Chianti fiorentino. I vigili del fuoco hanno recuperato dopo una giornata di ricerche il corpo di Giuseppina Napolitano, 59 anni. Nell’esplosione della casa hanno perso la vita anche il compagno della donna, Fabio Gandi di 59 anni, e l’ex marito di lei Giancarlo Bernardini, 64enne.
Potrebbe essersi originata da un appartamento situato sotto a quello acquistato dalla coppia di Prato, la fuga di gpl che  ha provocato l’esplosione della villetta. Il gas, spiegano i carabinieri, potrebbe essere uscito dall’impianto a gpl che era installato nell’abitazione al piano terra.
Controradio Infonews: I 60enni che prenoteranno il vaccino anti Covid sul portale regionale entro sabato 22 maggio, riceveranno la dose tra il week end e lunedì 24 maggio: è quanto annuncia la Regione per incentivare gli over 60 che in Toscana non hanno ancora prenotato la somministrazione. Si è aperta ieri la prenotazione dei vaccini per i toscani nati nel 1978 e nel 1979. Oggi venerdì 21 maggio, potranno prenotare la vaccinazione i nati nel 1980 e nel 1981  andando così a completare l’intera fascia anagrafica degli over 40. Anche in questo caso, le agende saranno aperte alle ore 17.
Controradio Infonews: Il Consiglio di amministrazione di Toscana aeroporti conferma alla presidenza della società Marco Carrai. La decisione è giunta nel corso della riunione di ieri, la prima dopo il rinnovo del board votato dall’assemblea degli azionisti tre giorni fa. Oltre a Carrai, è stato confermato Roberto Naldi nel ruolo di amministratore delegato e di Chief executive officer.
Anche in Toscana lo sciopero nazionale USB della Sanità pubblica e privata. A Firenze manifestazione (ore 10) davanti all’assessorato regionale alla sanità in via Taddeo Alderotti
Controradio Infonews: Al cinema La Compagnia ore 19:00 comincia la 19/esima edizione del Florence Korea Film Fest, inaugurazione con la prima italiana del film “Josée”, diretto
da Kim Jong-kwan. Fino al 28/5. Anche online su Più Compagnia e MyMovies.

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