🎧 Papa Francesco e Mattarella saranno a Firenze il 27 febbraio

🎧 Papa Francesco e Mattarella saranno a Firenze il 27 febbraio

Il 23 a Firenze anche il Premier Mario Draghi. Saranno giorni impegnativi per il capoluogo Toscano: nella stessa giornata due Capi di Stato. Il rieletto Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e Papa Francesco.

Un giornata che metterà al centro la città di Firenze. L’occasione sarà l’incontro dei Vescovi e dei Sindaci del Mediterraneo in programma a Firenze dal 23 al 27 febbraio 2022. Papa Francesco atterererà domenica 27 allo Stadio Ridolfi a Campo di Marte e poi sarà in Palazzo Vecchio. Alle 10,30 parteciperà alla messa in Santa Croce, al termine della quale reciterà l’Angelus.

Durante il tragitto tra Palazzo Vecchio e la Basilica di Santa Croce potrebbe essere usata la papamobile e quindi la possibilità per i cittadini di salutare il Santo Padre.

Mattarella parteciperà anche alla Messa in Stan Croce dopo aver presenziato all’incontro in Palazzo Vecchio.

Il 23 febbraio, presente anche il premier Mario Draghi.  Draghi interverrà all’inaugurazione dei lavori dell’Incontro tra i Vescovi e i Sindaci del Mediterraneo, nel pomeriggio. Ad annunciarlo, in una conferenza stampa, il vice presidente della Cei monsignor, Antonino Rapsanti. Il Presidente del Consiglio parlerà dopo il saluto del cardinale Bassetti e del sindaco di Firenze Dario Nardella.

In Poscast l’intervista al questore di Firenze Maurizio Auriemma, a cura di Lorenzo Braccini. 

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Draghi sulla vicenda Moby Prince: “Certamente una ferita aperta per l’Italia”

Draghi sulla vicenda Moby Prince: “Certamente una ferita aperta per l’Italia”

Roma, “Tale dolorosa vicenda rappresenta certamente una ferita aperta per l’Italia. Condivido pienamente la necessità di impegnarsi per la costruzione della verità sui fatti e far luce sulle responsabilità e sulle circostanze che hanno causato l’immane tragedia”. Lo ha scritto il presidente del consiglio, Mario Draghi, nella lettera alla commissione parlamentare d’inchiesta, che aveva chiesto la desecretazione degli atti.

“Ho letto con attenzione la nota – scrive Draghi al presidente della commissione, Andrea Romano – con la quale ha rappresentato la richiesta unanime della Commissione parlamentare di inchiesta, da lei presieduta, di estendere la decisione di declassificazione, contenuta nella direttiva del 22 aprile 2014, sancita con direttiva del 2 agosto 2021, anche alla documentazione conservata dalle pubbliche amministrazioni relativa al disastro della nave Moby Prince”.

In seguito alle verifiche fatte dal segretario generale alla presidenza del consiglio, con gli uffici del ministero delle infrastrutture, aggiunge Draghi, “non risultano atti o documenti” che siano stati secretati, quindi “non sussistono allo stato i presupposti per inserire il disastro della nave Moby Prince entro l’ambito di applicazione delle direttive”, che “hanno ad oggetto atti originariamente coperti da classifica di segretezza”.

Arriva dopo breve tempo la nota di Andrea Romano, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul disastro della Moby Prince, a commento della comunicazione ricevuta dal presidente del consiglio in merito alla richiesta di desecretazione degli atti relativi alla tragedia del 1991: “Ringrazio il presidente del consiglio Mario Draghi per aver risposto alla richiesta unanime di desecretazione degli atti relativi alla strage della Moby Prince che era venuta in agosto dalla Commissione parlamentare d’inchiesta. Oltre alla condivisione degli obiettivi di piena ricostruzione della verità che viene dal presidente del consiglio, è particolarmente importante la notizia circa l’assenza di documenti o atti relativi al disastro della Moby Prince che siano stati soggetti a classifiche di segretezza”.

“Ogni atto pubblico relativo alla Moby Prince è dunque a disposizione della magistratura e del Parlamento, come ci ha comunicato il presidente del consiglio – aggiunge Romano – E’ un motivo in più affinché l’impegno delle istituzioni per la verità proceda con assoluta urgenza, come dovere alla memoria delle 140 vittime della strage e alla coscienza civile del nostro paese”.

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GKN: Appello al Presidente Draghi dei sindaci

GKN: Appello al Presidente Draghi dei sindaci

Firenze, è stato redatto un appello al Presidente Draghi contro le delocalizzazioni, per sanare ed evitare quello che è successo alla GKN ed ad altre fabbriche che hanno visto il repentino licenziamento dei lavoratori. Primi firmatari i sindaci di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi e di Firenze Dario Nardella. Hanno aderito già 100 sindaci ed altre firme stanno arrivando.

Quello che è successo alla GKN riguarda tutti noi. È già accaduto e accadrà ancora se non cambieranno le regole. Le persone e i territori non possono essere trattati così, come se fossero strumenti di un profitto senza scrupoli.

Lavoriamo ogni giorno con migliaia di imprese, cerchiamo insieme di offrire benessere e lavoro e sappiamo quanto il loro modo di agire sia diverso rispetto a quanto visto a Campi Bisenzio. Ma quello che è successo poteva succedere.

Può succedere che la finanza pieghi le scelte verso la speculazione invece che verso la produzione. Che le chiusure giungano improvvise e inaspettate. Che si blocchi una fabbrica che rende e lavora. Che si rifiuti il confronto con le istituzioni per salvare lo stabilimento e chi ci lavora.

Può succedere, insomma, che ci sia chi fa finta che l’articolo 41 della nostra Costituzione non esista.

Dobbiamo impegnarci a rimettere le persone e i territori al centro dello sviluppo. E dobbiamo lavorare perché la transizione ecologica non diventi una scusa ma sia l’occasione per difendere insieme l’ambiente e il lavoro, sostenendo le imprese che si impegnano a farlo.

Per questo, da Sindaci abituati ogni giorno a guardare le persone negli occhi, chiediamo al Presidente del Consiglio Mario Draghi di approvare rapidamente una norma efficace e severa contro le delocalizzazioni, in una strategia di sviluppo del Paese che premi e valorizzi le imprese che invece investono correttamente in Italia privilegiando l’occupazione e la produzione. Chiediamo altresì al Presidente Draghi di mettere in campo tutte le iniziative – a livello nazionale e europeo – perché quello che abbiamo visto non possa più ripetersi.

Le istituzioni si schierino, tutte insieme, dalla parte delle persone.

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Bini: la senatrice toscana (Pd) nominata sottosegretaria Presidenza del Consiglio

Bini: la senatrice toscana (Pd) nominata sottosegretaria Presidenza del Consiglio

Il Presidente Mario Draghi ha sentito il Consiglio dei ministri in ordine alla proposta, da sottoporre al Presidente della Repubblica, della nomina della senatrice Caterina Bini a Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Si legge nella nota di palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri.

“Il mio ministro, Federico D’Inca’, mi ha appena comunicato che su sua proposta, il consiglio dei ministri mi ha nominato a sottosegretaria di stato per i rapporti con il parlamento”. Lo scrive su facebook Caterina Bini, al termine della riunione del consiglio dei ministri che ha approvato la proposta del premier Draghi di nominare l’esponente Pd in sostituzione di Simona Malpezzi, eletta capogruppo dem al Senato.

“Sono grata al mio partito per avermi proposto, al ministro D’Inca’ e al Presidente Draghi – aggiunge – per la fiducia che hanno riposto in me. Sento tutta la responsabilita’ di questo incarico a cui mi propongo di adempiere con il massimo di impegno e di disponibilita’, a servizio delle Istituzioni del mio Paese. Un pensiero di gratitudine e di affetto alla mia famiglia che mi ha insegnato i valori della partecipazione, del servizio alla comunita’, della cittadinanza e un pensiero speciale alle amiche e agli amici che hanno condiviso con me questi anni di impegno politico. La Costituzione dice che “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. E’ quanto mi propongo di fare, seguendo l’esempio ed il magistero del presidente Mattarella. E’ quanto faro’, con la determinazione e la passione di sempre”.

”Sono felice della nomina di Caterina Bini a sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento. È la prima toscana del Pd al governo e farà sicuramente benissimo”. Lo scrive su Twitter il senatore Pd Andrea Marcucci.

”Buon lavoro Caterina Bini, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento e senatrice!!!”. Lo scrive su Twitter la capogruppo del Pd al Senato, Simona Malpezzi.

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Draghi, “altre (regioni) trascurano i loro anziani”, si riferiva alla Toscana? “No” dice Giani

Draghi, “altre (regioni) trascurano i loro anziani”, si riferiva alla Toscana? “No” dice Giani

Mario Draghi nel corso del suo discorso al Senato, parlando del problema delle vaccinazioni, ha detto: “Per quanto riguarda la copertura vaccinale degli over 80, persistono purtroppo importanti differenze regionali che sono molto difficili da accettare. Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani”.

Alcuni organi di stampa hanno quindi ipotizzato che tra le regioni ‘bacchettate’ da Draghi, ci potesse essere anche la Toscana, la cui pratica di vaccinazione degli anziani era finita sotto accusa nei giorni precedenti.

Ma non ci sta il Governatore della Toscana Eugenio Giani, che a margine di una conferenza stampa a Firenze, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulle parole del premier Mario Draghi, rispondeva: “Per quanto riguarda gli over 80 sicuramente il presidente Draghi, che conosce bene la situazione, non si riferiva alla Toscana perché in Toscana abbiamo condotto la nostra campagna di vaccinazione con molta precisione e lui sa benissimo che oggi in Toscana vengono distribuite 13mila dosi agli anziani che sono prenotati da 20 giorni, domani ne verranno distribuite 16 mila, dopodomani 11 mila”.

“Queste – ha aggiunto Giani – sono le prenotazioni che noi abbiamo fatto coi medici di famiglia perché noi vogliamo dare qualità e quindi abbiamo voluto che le persone over 80 non si trovassero con un operatore generico che gli fa la puntura, con un contraccolpo psicologico. Io ho voluto invece che fossero i medici di famiglia che stanno collaborando e che naturalmente hanno per riceverli nel loro laboratorio o per andare a casa, necessità dei tempi giusti offrendo al servizio qualità oltre che quantità”.

“In questo senso – ha continuato Giani – il presidente Draghi ha fatto riferimento giustamente alla trasparenza dei dati e ho visto su alcuni siti che si fa riferimento ad una Toscana che ieri avrebbe distribuito 90mila vaccini agli over 80 quando in realtà erano oltre 106mila”.

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