Renzi consegna memoria difensiva nell’ambito inchiesta Fondazione Open

Renzi consegna memoria difensiva nell’ambito inchiesta Fondazione Open

Firenze, il senatore Matteo Renzi si è presentato questa mattina in procura nell’ambito dell’inchiesta sulla fondazione Open. Secondo quanto appreso, Renzi, accompagnato dai suoi legali, avvocati Federico Bagattini e Giandomenico Caiazza, avrebbe scelto di non rispondere alle domande dei pm e avrebbe consegnato una memoria difensiva ai pm Luca Turco e Antonio Nastasi.

“Si formula in via principale istanza perchè la Procura di Firenze, preso atto dei gravi errori in fatto, avanzi richiesta di archiviazione del procedimento. Il difetto della qualifica di “Direttore di fatto” della Fondazione Open in capo al Senatore Renzi così come la assoluta inesistenza della c.d. “corrente renziana”, determinano il venir meno delle premesse fattuali, logiche e giuridiche che sostengono la imputazione provvisoria a carico del nostro assistito”. Lo si legge nella memoria difensiva consegnata oggi da Matteo Renzi, con i suoi avvocati, ai pm di Firenze, nel corso di un incontro durato circa 40 minuti che fonti di Iv dicono essere avvenuto in un clima “costruttivo”.

Nella memoria Renzi presenta cinque istanze difensive e formula cinque istanze istruttorie: “Espellere dal fascicolo ogni e qualsiasi corrispondenza indebitamente acquisita dalle SS.LL. senza il rispetto dell’articolo 68 Costituzione; verificare quali spese asseritamente in favore del senatore Renzi siano state effettuate nel periodo compreso tra il febbraio ed il maggio del 2017, nel quale Matteo Renzi, diversamente da quanto affermato nel capo di incolpazione, non ha rivestito la carica di Segretario Nazionale del Partito Democratico, traendone le doverose conseguenze in relazione alla formulata imputazione provvisoria; accertare e indicare quali e quanti siano i contributi indiretti di cui avrebbe beneficiato il politico Matteo Renzi nell’arco di tempo in cui può essere considerato oggetto di incolpazione e quale sia l’importo ad esso riferibile per ciascun anno; accertare e indicare a quanti e quali consigli direttivi della Fondazione Open abbia partecipato il politico Matteo Renzi e quali attività gestorie o amministrative egli abbia assunto nel corso degli anni nella veste di “direttore di fatto” della medesima fondazione, anche permettendo a questa difesa di accedere al copioso materiale di archivio consegnato spontaneamente agli investigatori dal Presidente della Fondazione, avvocato Alberto Bianchi, non utilizzato dai medesimi e non ancora dissequestrato per consentire le doverose indagini difensive sul punto; espellere dal fascicolo ogni e qualsiasi riferimento all’asserito finanziamento illecito per le iniziative della c.d. Leopolda sulla quale si è già formato un giudicato parziale, essendosi espressa la Corte di Cassazione, seconda sezione penale, il 26 maggio 2021, numero 29409, definendo “dato storico, ampiamente documentato” il fatto che gli eventi della Leopolda fossero “incontri a carattere eminentemente politico, con programmazione di numerosi laboratori, eventi di discussione, occasioni di partecipazione della società civile, diretti a stimolare il confronto su temi oggetto delle attività espressamente previste dallo Statuto della fondazione, senza peraltro alcun collegamento con le attività del Partito democratico”.

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Leopolda, Nardella: sono per dialogo, non facciamo guerre con Iv

Leopolda, Nardella:  sono per dialogo, non facciamo guerre con Iv

E’ in corso il secondo giorno della Leopolda, la kermesse fiorentina di Italia Viva.  “Alle 18.30 – annuncia Renzi – vi racconto di Open: senza polemiche, ma per fare finalmente chiarezza sullo scandalo di un processo politico alla politica”.

“Faccio parte del Pd e sono fiero di farne parte, è un partito diverso da Italia Viva, ma il fatto che siamo in partiti diversi non significa che dobbiamo farci la guerra”. Lo ha affermato Dario Nardella, sindaco di Firenze, parlando a margine dei lavori di Leopolda 11. “Io sono per il dialogo – ha proseguito -, ieri ero con Luigi Di Maio a una iniziativa, oggi sono qui. Io credo che il nostro compito sia quello di unire le persone: a dividere sono tutti bravi, è pure troppo facile. La cosa difficile è unire, essere promotori di dialogo. Io mi trovo molto più a mio agio a dialogare invece che a cercare i punti di divisione: questo vale sia per il Movimento 5 Stelle sia per Italia Viva, che peraltro sono tutti nello stesso governo insieme a noi a sostenere Draghi”.

“Le elezioni anticipate in questo paese sarebbero davvero drammatiche: lo dico a prescindere da giudizi prettamente politici o di convenienza” ha poi detto  Nardella. “Penso di interpretare il sentimento di tanti sindaci, noi abbiamo bisogno che l’Italia vada avanti”, ha aggiunto, osservando che ci sta guardando tutta l’Europa, che ha bisogno dell’Italia, e l’Italia, i sindaci, gli imprenditori italiani, hanno bisogno di stabilità”.

Alla Leopolda nel pomeriggio anche  il sindaco di Milano, Beppe Sala. “Non è un endorsement a Renzi, da uomo libero che sono domani faccio la presentazione di un libro della Boldrini e oggi sono da Renzi” ha affermato. “Credo che chi fa politica deve avere la forza e il coraggio di andare ovunque presentandosi a testa alta e dire le sue cose”, ha aggiunto. In merito alla vicenda Open, Sala ha detto: “So che alle 18:30 Matteo Renzi parlerà, lo ascolterò: dare dei giudizi se no diventa un po’ superficiale. Credo che sia il momento anche di vedere cosa dice Renzi dal suo punto di vista rispetto a queste vicende”. In generale, ha aggiunto, “credo che tutti noi stiamo cercando di capire cosa Renzi voglia fare nel futuro, se voglia essere centrale nello scenario politico oppure no. Il fatto di essere qua però significa che comunque certamente vuole contare”.

“Non credo molto al tema del partito di centro” ha poi aggiunto Sala. “Io credo a un’interpretazione in modo moderato – ha aggiunto – di tematiche radicali. Oggi le tematiche sono radicali: le questioni ambientali, di diritti, di equità sociale. Dipende come le interpretiamo. Non sono invece molto caldo sull’idea di un partito di centro”. Secondo Sala “in questo momento la società chiede radicalità nell’interpretazione del futuro della società. Non so cosa voglia dire mettersi al centro. Si può essere moderati, a volte anche conservatori, ma a me questa idea del centro non convince molto, personalmente. Se però qualcuno ritiene che ci sia spazio fa bene a cercare. Oggi è evidente che se il 50% dei cittadini non va a votare probabilmente non va a votare anche perché non ha un partito nel quale rispecchiarsi. Magari invece qualcuno può immaginare che un partito di centro può essere il suo partito: non per me, ripeto”.

Riguardo alla collocazione di Italia Viva, dalla Leopolda  si è espresso Ettore Rosato, presidente di Italia Viva.  “Non so perché mettere etichette, centrodestra, centrosinistra: noi siamo dei riformisti che stanno sui contenuti, quei contenuti che il Pd ha perso”. “Mi dispiace per loro – ha aggiunto -, noi continueremo a portare avanti le ragioni dei riformisti, con toni moderati, ma con contenuti molto precisi e con toni molto decisi”. Secondo Rosato “evidentemente qualcuno non ci vuole” come alleato, “perché se ogni giorno continua a dire che siamo di centrodestra, è perché non ci vuole tra i piedi. Ma li capisco: il Pd, il centrosinistra, li mettiamo di fronte alle loro responsabilità. Quali sono le responsabilità del Pd? Di aver perso il riformismo. Dove c’è questo confronto sui temi riformisti, la discussione su una giustizia garantista, la discussione su un paese che non ha bisogno solo di assistenzialismo e che non può vivere di reddito di cittadinanza? Queste battaglie le facevamo nel Pd, con il Pd. Il Pd le ha perse per strada, noi continuiamo ad averle. Siamo noi che stiamo seguendo la stessa strada, sono loro che hanno cambiato strada”.

 

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Open: Gdf, 130.000 euro per sbloccare finanziamenti per tv scientifica

Open: Gdf, 130.000 euro per sbloccare finanziamenti per tv scientifica

Open: l’ex presidente della fondazione Open Alberto Bianchi, sfruttando le sue relazioni con Luca Lotti si sarebbe fatto dare dall’imprenditore Pietro Di Lorenzo 130.000 euro. La mediazione, si legge negli atti dell’inchiesta sulla fondazione renziana, avrebbe riguardato l’erogazione da parte del Miur e del Mise di finanziamenti pubblici per la realizzazione di una tv scientifica su piattaforma digitale.

Per l’episodio l’avvocato Alberto Bianchi, presidente di Open, è indagato per traffico di influenze illecite in concorso con Di Lorenzo.
La natura economica dell’accordo tra Bianchi e Di Lorenzo si desume secondo gli investigatori della Gdf da un appunto sequestrato allo stesso Bianchi, da cui emergerebbe che per l’interessamento ai finanziamenti pubblici a cui era interessato Di Lorenzo, “O” – ossia Open secondo le Gdf – avrebbe ricevuto da lui “100 entro 30.6” di cui “30 subito” e “altri 100 almeno il 31.12”.

L’appunto si riferisce a un incontro tra Bianchi e Di Lorenzo avvenuto a Roma il 12 aprile 2017. Dalla documentazione sequestrata dalle fiamme gialle, risulta che tra marzo e giugno del 2017 persone e società riconducibili alla sfera dell’imprenditore versarono nelle casse di Open 100.000 euro.
Sempre dagli appunti sequestrati a Bianchi, emerge come il presidente di Open si sia interessato all’iter dei finanziamenti da parte del Miur per la realizzazione della tv scientifica: “Di Lorenzo – si legge in un foglio datato 8 maggio 2017 -: se non si sblocca roba al Miur è un problema”. Sempre nello stesso appunto Bianchi ipotizza di parlare della cosa con uno stretto collaboratore di Luca Lotti. Sentito dalla finanza, il collaboratore di Lotti tra l’altro ha detto che “Bianchi era un punto di accesso al Governo”, in quanto persona “della sfera di fiducia di Renzi e Lotti”. (fonte ANSA).

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Leopolda 11 diventa ‘Radio’ e sarà… ‘Contro Corrente’

Leopolda 11 diventa ‘Radio’ e sarà… ‘Contro Corrente’

Firenze, nell’ultima sua newsletter, Matteo Renzi presenta il nuovo logo della prossima ‘Leopolda 11’, e la prima novità, che annuncia il leader di Italia Viva, è quella che in questa edizione, la manifestazione si trasformerà, udite… udite, in una Radio.

“Questo che vedete è il logo della Leopolda 11 – si legge nella newsletter di Renzi – Si parte venerdì sera, 19 novembre, si finisce domenica all’ora di pranzo, 21 novembre. Quest’anno la Stazione Leopolda sarà innanzitutto una stazione radio”.

Altro curioso dettaglio, che ha attirato la mia attenzione, è che in cima alla newsletter compare il banner, “Matteo Renzi, Controcorrente”, che poi è il titolo di un libro di Renzi, mmm… una Radio… Contro Corrente, il tutto suona molto familiare, e mi viene in mente uno degli spot storici più belli di Controradio: “Contro tutti, contro niente… sempre controcorrente!”.

Per di più se andiamo a paragonare il font della scritta Controcorrente e quello dello stesso nome “Matteo Renzi”, con il font del logo Rock Contest di Controradio: scopriamo che sono praticamente identici.

Che cosa vuol dire tutto ciò?… non lo so, probabilmente niente, o forse che qualcuno nello staff della comunicazione, o addirittura lo stesso Renzi conosca bene Controradio, ed abbia usato, parole e grafiche a lui note coscientemente o suggerite dal subconscio?

Ma mi fermo qui, non voglio continuare nel campo minato delle speculazioni, questo sarebbe un buon argomento per il ‘Blurb’. Ah! “By the way”, lunedì 8 novembre riparte il ‘Blurb’, “I’ll see you there”!

Buona giornata! E buona fortuna!

Gimmy Tranquillo

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Renzi: lettera scuse e 6500 euro da vicino che girò video famiglia durante lockdown

Renzi:  lettera scuse e 6500 euro da vicino che girò video famiglia durante lockdown

Nella sua Enews, tuttavia, Renzi ha affermato che la settimana prossima lui e la sua famiglia procederanno alla richiesta di danni anche in sede civile.

Aveva filmato dalla sua finestra in pieno lockdown la famiglia dell’ex premier che giocava a pallavolo in giardino, realizzando un video poi diventato virale. Per questo un vicino di casa di Matteo Renzi  difeso dall’avvocato Mario Taddeucci Sassolini, oltre a presentare una lettera di scuse ha versato al leader di Italia Viva,  parte civile nel procedimento e assistito dall’avvocato Federico Bagattini, un assegno da 6.500 euro, cifra ritenuta congrua dal giudice per estinguere il reato.

Il  processo a carico dell’uomo  è stato dichiarato estinto, per condotta riparatoria da parte dell’imputato, accusato di intromissione illecita nella vita privata per in cui si affermavano cose risultate false, tra cui la circostanza che nel giardino della villa di Renzi fossero presenti anche degli amici, in violazione delle norme anti Covid

Nella sua Enews, tuttavia, Renzi  ha affermato che la settimana prossima lui e la sua famiglia procederanno alla richiesta di danni anche in sede civile. “È scandaloso – ha scritto Renzi in una lettera inviata al giudice del processo penale – che si possano riprendere dei minorenni, per di più all’interno della loro abitazione o giardino. E forse è ancora più scandaloso che si possa affermare che i minorenni violino delle regole stabilite dal Governo per tutti i cittadini”.

“Mia moglie Agnese – prosegue la lettera – è insegnante ed è stata costretta a spiegare alla cerchia di conoscenti che non vi era alcuna violazione in casa nostra del Dpcm. Ma soprattutto lo ha dovuto fare a scuola, davanti a coetanei dei nostri figli”. “I componenti della scorta – aggiunge ancora Renzi  – sono stati pesantemente colpiti nella loro professionalità. Sostenere che personale dell’Aisi si possa prestare a accompagnare amici minorenni da una casa all’altra è profondamente lesivo della reputazione”.

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