“Siamo in prima linea per la sanificazione durante la pandemia”, presidio imprese pulizia e multiservizi

“Siamo in prima linea per la sanificazione durante la pandemia”, presidio imprese pulizia e multiservizi

Mobilitazione nazionale di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti per il rinnovo del contratto nazionale scaduto da oltre 7 anni

Sonia Fantoni, lavora nel settore delle pulizie da 22 anni all’ospedale Palagi che da oggi è un presidio covid a media bassa intensità. Stamani ha partecipato alla mobilitazione nazionale dei sindacati del settore per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di imprese di pulizie e multiservizi scaduto da oltre 7 anni.
Foto Controradio
Il presidio si è tenuto in Piazza Santa Croce nel rispetto del distanziamento sociale. “Il nostro è un lavoro a grosso rischio, siamo in prima linea negli ospedali non dovremmo essere considerati l’ultima ruota del carro”, dice Sonia Fantoni che ha partecipato al presidio.
“È un problema di dignità di lavoratrici e lavoratori che da sette anni aspettano il rinnovo contrattuale”, dichiara Maurizio Magi sindacalista della Filcams Cgil Firenze, “È un settore molto ampio si registrano circa 60 mila persone in tutto il paese e sono persone che lavorano in modo trasversale in tutti i settori, non soltanto quello delle pulizie”
Sentiamo le interviste realizzate al presidio

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Cgil, hotel 5 stelle chiude,15 lavoratori e lavoratrici licenziati

Cgil, hotel 5 stelle chiude,15 lavoratori e lavoratrici licenziati

L’albergo non riesce più a pagare l’affitto alla proprietà, per la crisi economica successiva al Covid, cessa l’attività e licenzia il personale.

È quanto sta accadendo all’hotel 5 stelle Villa La Vedetta di Firenze, sul viale Michelangelo, secondo quanto riferisce la Filcams Cgil. L’azienda che ha in gestione l’albergo, “nell’impossibilità di sostenere la locazione di 44.000 euro al mese alla società proprietaria dell’immobile, ha già comunicato ai dipendenti il loro licenziamento a decorrere dall’1 ottobre, si tratta dei primi licenziamenti nel settore alberghiero a Firenze in epoca Covid, e per questo la Filcams Cgil ha subito attivato l’unità di crisi presso la Città Metropolitana di Firenze”.

“Siamo di fronte ad una vicenda paradigmatica che in questo settore potrebbe replicarsi per chissà quanti altri casi ancora – sostiene Maurizio Magi, di Filcams Cgil Firenze -. Rispetto al blocco dei licenziamenti in atto, abbiamo a che fare non solo con un’eccezione, quella cioè dei licenziamenti per cessazione di attività, che potrebbe presto diventare regola. Ma siamo soprattutto di fronte a proprietà le quali, per effetto dello loro pretese esose e fuori contesto di locazione, rischiano di distruggere il tessuto economico e sociale della città. Le istituzioni non possono guardare inermi ciò che accade e devono pretendere dalle rendite la ricerca di soluzioni condivise e sostenibili, volte alla tenuta occupazionale e sociale del territorio. Ecco perché la società” proprietaria dell’immobile, “non può sottrarsi al confronto che chiediamo si svolga urgentemente alla Città metropolitana”.

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Turismo, CGIL: a Firenze 80% strutture chiuse, 10% camere occupate in quelle aperte

Turismo, CGIL: a Firenze 80% strutture chiuse, 10% camere occupate in quelle aperte

Stamani biciclettata nelle vie del centro della città per ripercorrere le tappe del turismo che non c’è più.  Cgil e la Filcams Cgil Firenze chiedono “il prolungamento degli ammortizzatori sociali e del blocco dei licenziamenti” e di “cambiare radicalmente modello di offerta, verso uno più sostenibile”.

Attraverso una iniziativa itinerante nelle strade del centro di Firenze con oltre 50 biciclette, promossa dalla Cgil Firenze e dalla Filcams Cgil Firenze, le lavoratrici e i lavoratori di bar, ristoranti, alberghi e musei hanno ripercorso stamani le tappe del turismo che non c’è più, per raccontare i danni del Covid al settore, chiedere “il prolungamento degli ammortizzatori sociali e del blocco dei licenziamenti” ed affermare ancora una volta che “occorre cambiare radicalmente modello di turismo.

Oggi solo il 20% delle strutture ricettive (alberghiere e extraalberghiere) di Firenze e provincia sono aperte, per l’80% sono chiuse. Nelle strutture aperte, l’occupazione delle camere è al 10%. Tra Firenze e provincia ci sono nel turismo circa 30mila addetti: la metà nel sistema ricettizio (per il 50% circa si tratta di dipendenti diretti, per il resto si tratta di dipendenti indiretti, terziarizzati, a chiamata, stagionali), l’altra metà tra pubblici esercizi e sistema museale. Nell’emergenza Covid, la Filcams Cgil fiorentina ha siglato circa un migliaio di accordi con le aziende locali per gli ammortizzatori sociali. Questi ultimi, legati al Covid, in alcuni casi sono terminati, in altri casi stanno finendo e già diverse aziende stanno chiedendo di attivare l’uso di quelli ordinari.

Riguardo alle politiche per un  turismo ‘diverso’ Cgil e Filcams Cgil di Firenze chiedono: diffusione dei flussi turistici, policentrismo culturale, riconversione produttiva del centro storico, argine agli affitti turistici e lotta alla rendita, il tutto in una visione realmente metropolitana, sono infatti temi che potranno essere realmente affrontati solo se cambia il modo di lavorare nell’industria turistica. Occorre risolvere la precarietà figlia prima di tutto di lavoro a chiamata, tirocini e contratti a tempo determinato; affrontare il tema del lavoro povero prodotto dalla diffusione dei contratti part time, delle esternalizzazioni e della mancata applicazione dei contratti nazionali di riferimento; lottare contro l’illegalità e il lavoro nero o grigio; sostenere tutti quei lavori legati al turismo.

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Turismo, CGIL: a Firenze 80% strutture chiuse, 10% camere occupate in quelle aperte

Turismo, CGIL: a Firenze 80% strutture chiuse, 10% camere occupate in quelle aperte

Stamani biciclettata nelle vie del centro della città per ripercorrere le tappe del turismo che non c’è più.  Cgil e la Filcams Cgil Firenze chiedono “il prolungamento degli ammortizzatori sociali e del blocco dei licenziamenti” e di “cambiare radicalmente modello di offerta, verso uno più sostenibile”.

Attraverso una iniziativa itinerante nelle strade del centro di Firenze con oltre 50 biciclette, promossa dalla Cgil Firenze e dalla Filcams Cgil Firenze, le lavoratrici e i lavoratori di bar, ristoranti, alberghi e musei hanno ripercorso stamani le tappe del turismo che non c’è più, per raccontare i danni del Covid al settore, chiedere “il prolungamento degli ammortizzatori sociali e del blocco dei licenziamenti” ed affermare ancora una volta che “occorre cambiare radicalmente modello di turismo.

Oggi solo il 20% delle strutture ricettive (alberghiere e extraalberghiere) di Firenze e provincia sono aperte, per l’80% sono chiuse. Nelle strutture aperte, l’occupazione delle camere è al 10%. Tra Firenze e provincia ci sono nel turismo circa 30mila addetti: la metà nel sistema ricettizio (per il 50% circa si tratta di dipendenti diretti, per il resto si tratta di dipendenti indiretti, terziarizzati, a chiamata, stagionali), l’altra metà tra pubblici esercizi e sistema museale. Nell’emergenza Covid, la Filcams Cgil fiorentina ha siglato circa un migliaio di accordi con le aziende locali per gli ammortizzatori sociali. Questi ultimi, legati al Covid, in alcuni casi sono terminati, in altri casi stanno finendo e già diverse aziende stanno chiedendo di attivare l’uso di quelli ordinari.

Riguardo alle politiche per un  turismo ‘diverso’ Cgil e Filcams Cgil di Firenze chiedono: diffusione dei flussi turistici, policentrismo culturale, riconversione produttiva del centro storico, argine agli affitti turistici e lotta alla rendita, il tutto in una visione realmente metropolitana, sono infatti temi che potranno essere realmente affrontati solo se cambia il modo di lavorare nell’industria turistica. Occorre risolvere la precarietà figlia prima di tutto di lavoro a chiamata, tirocini e contratti a tempo determinato; affrontare il tema del lavoro povero prodotto dalla diffusione dei contratti part time, delle esternalizzazioni e della mancata applicazione dei contratti nazionali di riferimento; lottare contro l’illegalità e il lavoro nero o grigio; sostenere tutti quei lavori legati al turismo.

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