Covid: cittadini stranieri bloccati all’estero. Un limbo senza fine, fra loro anche minori

Covid: cittadini stranieri bloccati all’estero. Un limbo senza fine, fra loro anche minori

A causa dell’emergenza Covid e dei divieti di ingresso in Italia disposti dal Ministero della Salute prima e dai Dpcm poi, un gruppo di cittadini dominicani regolarmente soggiornanti in Italia è bloccato da luglio del loro Paese di origine.

Nel frattempo il permesso di soggiorno è scaduto e non hanno avuto ancora la possibilità di rientrare, nonostante la richiesta del visto di reingresso. Fra loro ci sarebbero anche minori e non sarebbero gli unici in questa condizione di limbo giuridico, politico e sociale. Senza contare i costi di tutto questo e le ricadute familiari,  lavorative e di studio.

L’intervista di Chiara Brilli all’avvocata Anna Brambilla di Asgi, Associazione studi giuridici sull’immigrazione che sta seguendo legalmente la vicenda.

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Covid: 100 migranti trasferiti da parrocchia Vicofaro in alberghi sanitari, 14 positivi

Covid: 100 migranti trasferiti da parrocchia Vicofaro in alberghi sanitari, 14 positivi

Si è concluso nella notte il trasferimento dei migranti accolti nei locali della parrocchia di Vicofaro a Pistoia. Circa un centinaio sono stati trasferiti in alberghi sanitari a Montecatini. Quattordici tra loro sono risultati positivi al Covid dopo aver effettuato il tampone rapido ieri.

A Vicofaro rimangono al momento, in via provvisoria, una ventina di migranti che “si prenderanno cura della casa”, spiega il parroco don Massimo Biancalani, che rimarrà in quarantena nella sua abitazione privata in un comune limitrofo a Pistoia, fino a domani, giorno in cui scade il suo periodo di isolamento. “Sono riuscito ad ottenere – spiega ancora don Massimo – che venti ospiti migranti rimanessero provvisoriamente a Vicofaro ancora per qualche giorno, per prendersi cura della struttura.
Nella giornata di oggi arriverà una ditta specializzata per la sanificazione dei locali, e domani anch’io dovrei rientrare in canonica”. Nei giorni scorsi i locali della chiesa, con circa 120 immigrati, erano stati dichiarati zona rossa per motivi sanitari con un’ordinanza del sindaco Alessandro Tomasi, preoccupato che nel pieno della seconda ondata Covid potesse scoppiare un focolaio d’infezione a causa dell’assembramento di decine di persone. Da più di una settimana le forze dell’ordine presidiavano parrocchia e zona circostante. Ieri sono stati effettuati i tamponi rapidi su tutti gli ospiti presenti nella struttura e 14 appunto sono risultati positivi.

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Vicofaro(Pistoia): sette migranti positivi coronavirus nel centro di accoglienza

Vicofaro(Pistoia): sette migranti positivi coronavirus nel centro di accoglienza

Tutti trasferiti in albergo sanitario, prosegue screening sulle persone ospitate

Positivi al coronavirus sette ospiti della struttura di accoglienza per migranti della parrocchia di Vicofaro (Pistoia). Lo rende noto l’Asl Toscana centro, precisando che due medici e due infermieri dell’Usca stanno sottoponendo a screening tutte e 120 le persone attualmente presenti nel centro. I sette risultati contagiati sono già stati trasferiti in un albergo sanitario.
Secondo quanto precisato, al momento sono state sottoposte a test rapido 70 persone, e in giornata saranno terminati i controlli anche sulle altre 50. Anche alle persone risultate negative la Asl proporrà un periodo di quarantena in un albergo sanitario.

 

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Vicofaro: don Biancalani lascia zona rossa, quarantena a casa

Vicofaro: don Biancalani lascia zona rossa, quarantena a casa

“Lasciare i locali di Vicofaro è stata una mia scelta, purtroppo inevitabile, perché lì effettivamente non c’è spazio per me in questo momento di quarantena”. Così don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro (Pistoia), dove ha sede il centro di accoglienza migranti da lui gestito, e che da mercoledì è stato dichiarato “zona rossa” dopo che tra i circa 150 ospiti presenti, due (poi saliti a tre) sono risultati positivi al Coronavirus.

Da allora tutta l’area parrocchiale è stata recintata con le transenne e non si può più entrare o uscire dai locali, che sono sorvegliati 24 ore al giorno dalle forze dell’ordine, se non per motivi sanitari. Proprio per motivi di salute, il parroco, don Massimo Biancalani ha lasciato la canonica per trascorrere la quarantena nella sua abitazione privata, situata in un comune vicino a Pistoia.
“A Vicofaro è stata presa una decisione – prosegue il sacerdote – che io non condivido, tutti chiusi all’interno senza fare un tampone immediato a tutti i presenti, lasciando tutti quei ragazzi in balia del virus, che può circolare all’interno della struttura. Personalmente, non avendo spazi miei, con i bagni condivisi, dato che ho un’età considerata a rischio, ho deciso di trascorre la quarantena nella mia abitazione. I tamponi ai ragazzi presenti nel centro, circa 120, so che li faranno al termine del confinamento, quindi tra una decina di giorni, ma secondo me avrebbero dovuto farli subito, altrimenti rischiano di contagiarsi tutti”.
Per quanto riguarda i circa 20 che mancano all’appello da mercoledì, giorno in cui è stata emanata l’ordinanza del sindaco sulla messa in isolamento della parrocchia e dei suoi ospiti, don Biancalani spiega che “gli elenchi degli ospiti vengono aggiornati mensilmente, ed è possibile che coloro che mancano fossero già andati via da qualche giorno”.

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Le nuove regole per gli Oscar? “In USA il problema della discriminazione è reale”

Le nuove regole per gli Oscar? “In USA il problema della discriminazione è reale”

A partire dall’edizione 2024, per poter essere candidati al titolo di Miglior Film (Best Picture), le pellicole dovranno presentare o nella storia o nel team di produzione una quota variabile di persone provenienti da categorie sottorappresentate (donne, Lgbtq, etnie minoritarie negli Stati Uniti, disabili). Abbiamo chiesto un parere allo sceneggiatore CARLO RUSCELLI

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