Coronavirus: Iss, in Italia letalità molto bassa per under 15 (0,06%)

Coronavirus: Iss, in Italia letalità molto bassa per under 15 (0,06%)

I bambini deceduti in Italia positivi al Sars-Cov-2 sono tre ma la letalità è molto bassa, pari allo 0,06% tra gli under 15 a fronte del quasi 17% degli over 15. Sono i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) al 14 maggio sul totale dei deceduti positivi all’infezione SARS-CoV-2 in Italia (29.692) per la fascia 0-19 anni. I 3 bambini erano affetti da importanti e gravi patologie.

Il punto sulle infezioni da coronavirus in età pediatrica è contenuto in un rapporto sulla malattia di Kawasaki redatto dal Gruppo di lavoro Iss Malattie Rare COVID-19. Secondo il sistema di sorveglianza europeo (The European Surveillance System, TESSy), al 13 maggio scorso, i bambini rappresentano una percentuale molto bassa dei 193.351 casi COVID-19 confermati in Italia; tra 0 e 10 anni i casi segnalati sono stati 1,1% e 1% tra 10-19 anni. E sulla possibile correlazione Covid-sindrome di Kawasaki, l’Iss evidenzia che “non è stabilita, al momento, un’associazione causale con l’infezione da SARS-CoV-2”.

In particolare, l’incidenza della malattia di Kawasaki, una sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale, scrive il gruppo di lavoro dell’Iss “negli ultimi mesi in Italia non è ancora stata stabilita, e non è possibile al momento attuale verificare se il numero dei soggetti affetti sia aumentata quest’anno, in concomitanza con l’epidemia da COVID-19”. Quindi la “raccomandazione di avviare la sorveglianza attiva a livello nazionale, mediante la registrazione dei nuovi casi a livello nazionale al fine di contribuire allo sviluppo di conoscenze medico-scientifiche su incidenza, patogenesi, terapie
e prognosi e fornire informazioni utili a migliorare l’ assistenza ai pazienti e alle loro famiglie”, scrivono gli esperti dell’Istituto superiore di Sanità. Alla base la raccolta di segni, sintomi e altri dati clinici, dati laboratoristici, risposta al trattamento e successivi follow-up nella malattia di Kawasaki e nella sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica.

L'articolo Coronavirus: Iss, in Italia letalità molto bassa per under 15 (0,06%) proviene da www.controradio.it.

San Framcisco, un incendio ha distrutto un quarto del Pier 45

San Framcisco, un incendio ha distrutto un quarto del Pier 45

San Francisco, un incendio ha distrutto un magazzino sul Fisherman’s Wharf di San Francisco sabato mattina all’alba, inviando un denso pennacchio di fumo sul lungomare e minacciando di diffondersi anche su una nave storica dell’era della Seconda Guerra Mondiale prima che i pompieri riuscissero a metterlo sotto controllo.

Non sono stati segnalati feriti e i vigili del fuoco di San Francisco hanno effettuato molteplici ricerche per assicurarsi che nessuno fosse all’interno dell’edificio sul molo 45, ha dichiarato il tenente Jonathan Baxter ai giornalisti della scena.

Il magazzino, che conteneva attrezzature per la lavorazione del pesce e alcuni uffici, di solito non è occupato di notte, anche se a volte alcuni senzatetto sono stati notati in edifici e magazzini nella zona.

Le prime segnalazioni dell’incendio sono iniziate ad arrivare alle 04:17 ora locale (13:17 ora italiana) ed è stata contenuta in una sezione del molo.

I vigili del fuoco hanno riferito che l’incendio ha causato un crollo parziale dell’edificio nella parte meridionale del molo e che si è diffuso in due edifici con il pericolo che si estendesse ad un terzo.

La ‘Fireboat St. Francis’ è stata messa in posizione per proteggere la storica nave SS Jeremiah O’Brien costruita durante la Seconda guerra mondiale, e trasformata in un museo, e sempre i vigili del fuoco hanno fatto sapere che la nave non ha riportato danni.

Diverse barche antincendio si sono posizionate intorno al molo e aiutano a combattere il fuoco. Non si conoscona ancora le cause del rogo.

L'articolo San Framcisco, un incendio ha distrutto un quarto del Pier 45 proviene da www.controradio.it.

Ifremer: non c’è Coronavirus nelle acque del mare

Ifremer: non c’è Coronavirus nelle acque del mare

“Nessuna traccia di SARS-CoV-2 rilevata nei primi campioni di acqua di mare e molluschi analizzati”, si legge nel titolo di un articolo pubblicato dall’istituto di ricerca francese integrato nelle scienze marine, Ifremer.

A metà aprile, Ifremer iniziò un’operazione per raccogliere campioni di acque reflue, acqua di mare e molluschi, al fine di verificare se fossero presenti tracce del virus SARS-CoV-2, responsabile della pandemia di Covid-19.

Insieme al suo team, il virologo e responsabile del laboratorio di salute ambientale e microbiologia (LSEM) di Ifremer a Nantes, Soizick Le Guyader, ha fatto affidamento sulla rete dell’istituto di laboratori Ambiente – Risorse (LER) per prelevare campioni e inviarli perle analisi a Nantes.

Il team ha inoltre perfezionato il protocollo di ricerca per SARS-CoV-2, al fine di garantire l’affidabilità delle analisi. Questo protocollo PCR è simile a quello utilizzato per lo screening umano e consente di rilevare il genoma virale nei campioni.

Per quanto riguarda le Acque reflue, Ifremer ha concentrato la sua ricerca su 3 impianti di trattamento delle acque di 2 aree geografiche, e nelle acque reflue provenienti da regioni gravemente colpite dall’epidemia di Covid-19, come le regioni di Parigi e Grand Est, è stata riscontrata la presenza del genoma SARS-CoV-2, con quantità correlate al numero di persone ricoverate in ospedale.

Per quanto riguarda le Acque marine, sono stati analizzati 21 campioni di molluschi da 3 coste francesi, i siti di campionamento sono stati selezionati in base alla loro esposizione a fonti di contaminazione fecale umana: 3 siti lungo la costa della Normandia, 8 lungo la costa bretone, 8 lungo la costa atlantica e 3 lungo la costa mediterranea. Sono stati prelevati 2 campioni di cozze e 19 campioni di ostriche tra il 22 aprile e il 27 aprile 2020.

Al fine di verificare l’efficacia del metodo analitico utilizzato (ISO / CEN), è stato effettuato in laboratorio un “campione di controllo” aggiungendo un coronavirus suino ai tessuti di un’ostrica non contaminata. Come gli altri, questo “campione di controllo” ha attraversato tutte le fasi del protocollo e ha confermato che è possibile rilevare il coronavirus utilizzando questa tecnica.

Tra i 21 campioni di molluschi analizzati da Ifremer: 6 hanno mostrato tracce di norovirus che indicano contaminazione da rifiuti umani. Nessun campione di molluschi ha mostrato tracce di SARS-CoV-2.

Inoltre sono stati prelevati 4 campioni da un litro di acqua di mare provenienti dalle 3 coste analizzate, potenzialmente esposte ai rifiuti umani, in aree identificate grazie alla rete di osservatori per la ricerca integrata in microbiologia ambientale. Nessuno dei campioni di acqua di mare ha mostrato tracce di SARS-CoV-2.

“Sebbene ciò non fornisca certezza per tutti i molluschi e le acque marine della terraferma, l’assenza di tracce di SARS-CoV-2 rivelate dal nostro studio è una buona notizia”, ​​conclude il virologo Soizick Le Guyader – Abbiamo però deciso di continuare il nostro campionamento e le analisi sugli stessi siti ogni due settimane per altri mesi, al fine di monitorare i possibili effetti di un potenziale aumento della circolazione del virus tra la popolazione, man mano che le misure di blocco vengano gradualmente revocate”.

Gimmy Tranquillo

L'articolo Ifremer: non c’è Coronavirus nelle acque del mare proviene da www.controradio.it.

Proteggiti dal Coronavirus con l’Energy Dome dei DEVO

Proteggiti dal Coronavirus con l’Energy Dome dei DEVO

I Devo si uniscono alla lotta globale contro il coronavirus, lanciando sul mercato i loro caschi “energy dome”, che indossavano nei loro video degli anni Ottanta, modificati però per l’occasione, con l’aggiunta di uno schermo trasparente di protezione.

“Come sapete, la pandemia del Coronavirus ha annullato per il momento qualsiasi programma dei nostri concerti”, si legge sul loro web site, ma il nostro negozio è tornato on line, e ora siamo in grado di offrire interessanti “cool DEVO stuff”.

Nel sito infatti, oltre alle classiche magliette, sono in catalogo le mascherine customizzate con il logo della band e l’Energy Dome PPE Kit (Personal Protection Equipment), dotato di schermo di plastica “trasparente e spessa, progettata per essere attaccata facilmente al DEVO Energy Dome per proteggerti da microbi invisibili e fluidi corporei indesiderati. Stai al sicuro in stile devoluto!”.
“Whip it good!”.

Il Kit costa $49,98 e si può ordinare a questo indirizzo:
http://www.clubdevo.com/

L'articolo Proteggiti dal Coronavirus con l’Energy Dome dei DEVO proviene da www.controradio.it.

E come se non bastasse inizia ad eruttare l’Etna

E come se non bastasse inizia ad eruttare l’Etna

Nella mattinata del 19 aprile 2020, al Nuovo Cratere di Sud-Est dell’Etna è avvenuto un episodio di attività stromboliana e modeste fontane di lava, accompagnate da emissione di cenere.

Questa attività dell’Etna è iniziata intorno alle ore 09:15 (locali), e ha generato un pennacchio di vapore e cenere che si è alzato fino a 5 km sopra il livello del mare.

Il vento lo ha spinto la nube eruttiva verso i settori orientali del vulcano: fra gli abitati di Zafferana Etnea (versante sud-orientale) e Linguaglossa (versante nord-orientale), si sono verificate leggeri ricadute di cenere fina.

L’attività ha interessato una o due bocche nell’area del “cono della sella”, che si era formato nella primavera del 2017. Non si è osservata emissione di colate di lava.

Alle ore 13:00, l’attività del Nuovo Cratere di Sud-Est era sostanzialmente conclusa, mentre ora continua, senza variazioni significative, l’attività stromboliana ed effusiva al cratere Voragine, che è in corso dal 12 settembre 2019.

L’Osservatorio Etneo dell’INGV ha monitorato l’attività anche mediante sopralluoghi sul terreno eseguendo dei campionamenti dei prodotti eruttati per essere analizzati in laboratorio.

In questo periodo di emergenza COVID-19, l’INGV garantisce la piena operatività delle sue Sale di monitoraggio sismico, vulcanico e allerta maremoto di Roma, Napoli e Catania e della reperibilità dei gruppi di emergenza, in assoluta sicurezza per tutti coloro che vi operano.

L'articolo E come se non bastasse inizia ad eruttare l’Etna proviene da www.controradio.it.