Coppia di Campi Bisenzio, rientrata in Toscana

Coppia di Campi Bisenzio, rientrata in Toscana

Firenze, atterrato sabato sera verso le 22:00 il volo sanitario che ha rimpatriato la coppia di Campi Bisenzio rimasta bloccata una settimana in India, in piena emergenza Covid, con alto numero di contagi fra la popolazione locale.

Parenti e amici attendevano il ritorno della coppia, Simonetta Filippi, che è positiva al Covid e deve essere curata, il marito Enzo Galli e la bimba di 2 anni adottata nel paese asiatico. La donna ha viaggiato in una area del velivolo in bio-contenimento, mentre il marito e la bambina in una zona separata, in sicurezza sanitaria. L’aereo proveniva da New Delhi dove era decollato verso le 13 ora italiana

Dopo l’atterraggio Simonetta Filippi è stata trasferita in ambulanza all’ospedale di Careggi, a Firenze, dove verrà accolta in un reparto Covid. La bimba viene accompagnata al Meyer per controlli medici, poi dovrà osservare la quarantena domiciliare con il padre adottivo, Enzo Galli.

In aeroporto a Pisa li hanno aspettati gli amici che hanno organizzato il volo sanitario. Tra loro Elio Riggillo che tiene in mano un pupazzo ‘carota’ acquistato per accogliere la bimba; insieme alla moglie Laura Vollaro sono arrivati da Montale (Pistoia) per accoglierli con un’altra coppia di Cascina (Pisa), Marzia Miglioranza e Mario Paoletti.

Sono i quattro amici di Simonetta Filippini ed Enzo Galli, che hanno supportato l’avvocato Elena Rondelli nell’organizzazione del volo sanitario che li ha riportati in Italia. “Abbiamo agito d’istinto per fare presto – racconta Elio – e ci siamo sostituiti alle istituzioni per riportarli a casa.

Avremmo preferito che qualcuno si muovesse prima, ma adesso l’importante è che siano arrivati. Ora penseremo a organizzare la festa di benvenuto alla bambina”. In tanti hanno raccolto i soldi necessari per affrontare le spese del volo sanitario costato 137.000 euro.

“Non sappiamo quanti – confessa Marzia Miglioranza – ma in pochi giorni si è messa in moto una vera gara di solidarietà con oltre 100 donazioni”. Infine Elio Riggillo desidera “ringraziare Francesco di Voloitalia, la compagnia aerea che ci ha riportato i nostri amici perché senza di lui e la sua professionalità e disponibilità non ce l’avremmo fatta”.

Ad attendere l’aereo sulla pista c’era l’assessore regionale alla protezione civile Monia Monni. All’esterno dell’aerostazione invece il sindaco di Campi Tiberio Fossi era insieme agli amici della coppia di concittadini e all’avvocato della famiglia Elena Rondelli la quale ha detto: “Il risultato ora lo abbiamo raggiunto e sono riuscita a riportarli a casa”.

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Inchiesta Keu:”la Toscana non è e non sarà mai la Terra dei Fuochi”, Monni

Inchiesta Keu:”la Toscana non è e non sarà mai la Terra dei Fuochi”, Monni

Lassessora allAmbiente Monni durante il Consiglio Regionale: “l’indagine in corso porta alla luce un tentativo gravissimo di aggressione delle mafie al nostro tessuto socio-economico”

Un ricostruzione “senza dubbio complessa” che ricostruisce passo passo la vicenda “nella sua lunga articolazione amministrativa” anche a “confutazione di alcune ricostruzioni giornalistiche inaccettabili”. Esordisce così in Aula l’assessora all’Ambiente, Monia Monni, nella sua comunicazione sui “gravi fatti che coinvolgono la Regione alla luce degli atti dell’inchiesta ‘Keu’ della Direzione investigativa antimafia di Firenze”.

“La Toscana – afferma l’assessora – non è la terra del malaffare e della mafia, non è la Terra dei Fuochi, non è un territorio sui cui non c’è controllo e dove tutto è lecito” e continua: “Sia chiaro che questo non equivale in nessun modo a sottacere il rischio, estremamente rilevante, di infiltrazione delle realtà criminali. L’indagine in corso porta alla luce un tentativo gravissimo di aggressione delle mafie al nostro tessuto socio-economico che nessuno di noi deve sottovalutare e che ci dovrà vedere impegnati con sempre maggiore determinazione e risolutezza”.

La premessa “necessaria per non confondere la realtà produttiva del distretto industriale di Santa Croce sull’Arno, così esteso e strategico per la Toscana” l’assessora la chiarisce anche per “precisare” che il suo intervento “non entrerà nel merito di vicende personali ed individuali” sia per rispetto al lavoro della Magistratura ma anche degli indagati. “Le ipotesi di reato che riguardano un numero identificato di persone dovranno essere accertate dagli inquirenti. È responsabilità di tutti noi – continua – tenere distinte e separate le vicende personali dal più ampio contesto socio-economico della zona che va invece protetto e difeso”.

Nel ringraziare Arpat e le decine di dipendenti della Regione che “lavorano quotidianamente su temi complessi come quelli che riguardano le autorizzazioni sugli impianti industriali e sui rifiuti”, l’assessore precisa “in termini generali” che “dietro a ogni atto e a ogni autorizzazione c’è sempre un lavoro complesso, articolato, che coinvolge più persone e più competenze. Una coralità e partecipazione plurima che costituiscono un principio importante di trasparenza e anti-corruzione”.

“La Regione – spiega Monni – subentra nelle funzioni provinciali rispetto ad un impianto autorizzato con autorizzazioni settoriali. Lo sottopone prima al procedimento di Valutazione di impatto ambientale e poi

lo obbliga a dotarsi di una Autorizzazione integrata ambientale. Durante questo non breve iter gli uffici regionali intervengono più volte per ridurre gli inquinamenti e aumentare i controlli”. “Ogni attività antropica – precisa – determina un impatto sullo stato dell’ambiente. Il tema che si pone, anche nei confronti del depuratore di Aquarno, è regolamentare l’attività per ricondurre la produzione di inquinanti in una chiave di complessiva riduzione e conformità ai limiti imposti dalla normativa nazionale. Ed è questo ciò che si ottiene attraverso le autorizzazioni”.

Riguardo all’emendamento approvato dall’aula il 26 maggio scorso, Monni chiarisce come “non abbia prodotto né produca effetti sul regime autorizzativo visto che con decreto dirigenziale del 29 dicembre 2020 si chiude il procedimento e si rilascia, ai sensi della normativa statale, l’Autorizzazione integrata ambientale confermando la deroga dei valori di scarico in acque superficiali per le sostanze non pericolose cloruri e solfati”.

Monni entra anche nel merito del tema Keu emerso dalle indagini della Dda e anche qui con una premessa: “Nel distretto conciario toscano i fanghi sono sottoposti da anni a procedimenti differenti di recupero. Presso l’impianto Ecoespanso, di proprietà del Consorzio Aquarno spa, si effettua proprio un processo termico di recupero sia energetico sia materiale da cui si ottiene un granulato denominato Keu. La ratio di tale processo è quella, in termini di economia circolare, di trattare un rifiuto al fine di restituirgli nuova vita impiegandolo in altri processi industriali, come ad esempio l’edilizia”.

“La Regione  attraverso Arpat – spiega – segnala già nel 2018 alcune non conformità rispetto all’autorizzazione”. In particolare, i risultati del test di cessione del Keu effettuate dall’Agenzia evidenziano la “non conformità al recupero diretto in ambiente, avvenuto attraverso un impianto terzo, dove è stato utilizzato per la produzione di agglomerati riciclati destinati soprattutto all’utilizzo come materiale di riempimento, recupero ambientale, sottofondi stradali. La direzione ambiente della Regione si attiva e con decreto del dicembre 2018 dispone il rispetto delle condizioni autorizzative, anche per quanto attiene la gestione dei rifiuti, con l’obbligo in capo ad Acquarno, quale produttore del rifiuto Keu, di effettuare, oltreché la caratterizzazione per accertarne la conformità a smaltimento, anche il test di cessione, essendo possibile, sempre per l’autorizzazione concessa, che lo stesso fosse destinabile a recupero”.

Monni ricorda che ad aprile 2019 Aquarno inoltra un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica chiedendo l’annullamento dell’atto di diffida e “tuttavia Arpat e Regione non fremano la loro attività” ma anzi  scrivono al Consorzio specificando che il “Keu, pur rispettando i limiti del test di cessione come da decreto ministeriale, nell’immediatezza e dopo essere stoccato in silos, una volta processato (stoccaggio con esposizione agli agenti atmosferici, frantumazione, miscelazione con rifiuti da demolizione e costruzione ndr) all’interno dell’impianto di recupero Le Rose, determinava il rilascio nell’ambiente di sostanze nocive per l’ambiente e per la salute”. La società è stata quindi invitata al rispetto della diffida del dicembre 2018. Con Pec del 16 aprile 2019, inoltre, la Regione chiarisce al Consorzio che “è tenuto ad effettuare le analisi di caratterizzazione e di conformità del Keu prodotto in base alla sua effettiva destinazione in quanto responsabile non solo della regolarità delle proprie operazioni, ma anche di quelle dei soggetti che precedono o seguono il proprio intervento”. Con decreto di dicembre 2019 di modifica  del provvedimento di Aia, si dà atto che fino alla definizione di altre forme di reimpiego, il Keu non può che trovare altra collocazione che in discarica e il protocollo d’intesa siglato a marzo del 2019 tra Regione, Associazione Conciatori e Rea Impianti, impegna l’Associazione di Santa Croce a realizzare nuovi investimenti, per circa 80milioni, funzionali a superare le criticità contestate, realizzare, dai rifiuti, prodotti qualitativamente migliori, ridurre, fino ad eliminare lo smaltimento in discarica di fanghi di depurazione e di scarti della lavorazione conciaria. Nelle more della realizzazione di tali interventi, Rea, sulla base di accordi già sottoscritti con l’Associazione Conciatori, metteva a disposizione spazi presso la discarica di Scapigliato. Il Protocollo d’Intesa, chiarisce ancora Monni, “non può essere lo strumento né per modificare il regime autorizzatorio né per derogare i limiti di accettabilità dei rifiuti propri dell’autorizzazione cogente”. Ed è anche sulla base di questo che è possibile affermare, sempre a detta dell’assessore, che “l’intera vicenda è stata presidiata con attenzione dalla Regione e che anzi è stata anche questa attività a contribuire al lavoro degli inquirenti”.

“Gli uffici regionale e Arpat sono e sono stati sempre presenti ma le indagini in corso hanno messo in luce possibili inquinamenti” continua l’assessore. “Dopo aver svolto sommari approfondimenti, in accordo con il Presidente della Giunta, mi sono rivolta al direttore generale dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale per iniziare a disporre tutte le attività utili a tutela della salute dei cittadini e delle matrici ambientali”. Un primo servizio è stato attivato con il numero verde 800.800.400 a cui è possibile rivolgersi per avere informazioni specifiche per chi ha pozzi lungo la strada regionale empolese 429, dove, secondo gli inquirenti, sono stati utilizzati illegalmente rifiuti speciali. A seguito di ulteriori approfondimenti e in accordo con Giani e i sindaci coinvolti, ad Arpat è stato chiesto di estendere la campagna per il controllo ed il monitoraggio delle acque all’interno di pozzi ad uso domestico a tutte le aree potenzialmente interessate dalla contaminazione. Oltre alle aree limitrofe al lotto 5 SR 429, le altre oggetto di monitoraggio, ricordate da Monni, sono: società agricola ‘I Lecci’, Peccioli; terreno della ditta ‘Cantieri S.r.l.’, Crespina Lorenzana; terreno gestito dalla ditta ‘Ecogest S.r.l.’, Massarosa; area di cantiere ‘ex Vacis-Galazzo’, Pisa; area di cantiere di manutenzione straordinaria SP 26 Delle Colline-Castelfalfi, Montaione; area agricola adiacente all’impianto di Bucine; ‘Green Park’, Pontedera; area interna all’aeroporto militare di Pisa. “Il programma di campionamenti delle acque dei pozzi, sarà organizzato sulla base delle richieste che perverranno e delle opportune valutazioni tecniche che si renderanno necessarie” spiega.

Il 26 aprile scorso, infine, proprio in considerazione della rilevanza delle questioni, è stato costituito uno specifico gruppo di lavoro per definire un Protocollo di attività su siti e impianti su cui potrebbe ipotizzarsi un inquinamento, e per disporre, qualora necessario, azioni di messa in sicurezza.

“Trasparenza delle informazioni, concretezza dell’azione di controllo e massima determinazione nel rafforzare tutti i presidi di legalità sono le direttrici a cui intendiamo attenerci” aggiunge Monni. “Siamo consapevoli che servono istituzioni ancora più coese e forti per proteggere i nostri territori dalle infiltrazioni delle mafie” e afferma decisa: “La Toscana non è e non sarà mai la Terra dei Fuochi. Risponderemo con forza e continueremo a garantire la salute di cittadini e ambiente”.

“Non nego che quando è arrivata la notizia di possibili infiltrazioni mafiose in Toscana ho avuto un momento di sconforto – conclude l’assessore -. Non perché escludessi che potessero esserci, visto che il nostro è un territorio ricco, ma perché sento fortemente il peso della responsabilità di respingere ogni fenomeno del genere”. “Come istituzione abbiamo cercato subito di curare le ferite, stare vicino ai cittadini e farli sentire al sicuro. Abbiamo coinvolto i sindaci e ci siamo messi al loro fianco, per combattere la mafia servono trasparenza e grandissimo impegno” prosegue Monni. Anche al Consiglio regionale chiede  “l’impegno di dare indirizzi chiari alla Giunta e di sostenerne le azioni di conseguenza”. “La strada intrapresa nel promuovere l’economia circolare e ridurre i rifiuti è stretta e deve portare a un approdo – commenta ancora – e c’è bisogno di impianti che trattino e smaltiscano i rifiuti in prossimità”. “Se pensano di poter mettere le mani sulla Toscana troveranno un muro – conclude –; anche voi consiglieri siete davanti a una scelta: o cercare di guadagnare un po’ di visibilità politica oppure scendere in trincea, e in questo caso sarò al vostro fianco”.

 

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Controradio Infonews: le principali notizie dalla Toscana, 28 aprile 2021

Controradio Infonews: le principali notizie dalla Toscana, 28 aprile 2021

Controradio Infonews: ultim’ora, aggiornamenti, cronaca ed eventi in Toscana nella sintesi mattutina di Controradio. Per iniziare la giornata ‘preparati’.

Accelerata per la vaccinazione anti Covid in Toscana: la fornitura extra e inaspettata di 50.000 dosi di vaccino Astrazeneca  ha consentito di riaprire dalle 18 di ieri,  a sorpresa, per la fascia di età 70-79 anni il portale delle prenotazioni con migliaia di prenotazioni e con l’agenda andata già esaurita.  Sull’arrivo di scorte di vaccini si registra non solo la riapertura con Astrazeneca, ma anche gli arrivi previsti del 29 aprile tra cui circa 120.000 Pfizer.

“Questo sistema non funziona!”: si apre così la lettera aperta inviata all’assessore alla salute della Regione Toscana Simone Bezzini,  al direttore generale Estar Monica Piovi e per conoscenza ai colleghi impegnati nel concorso per infermieri attualmente in svolgimento, dai presidenti degli Ordini delle professioni infermieristiche (Opi) della Toscana che chiedono una “seria ed urgente riflessione sul sistema di reclutamento di professionisti e a selezione ancora in corso, la necessità di pianificare un nuovo concorso in tempi rapidissimi”.

Controradio Infonews: “La bella notizia dell’assoluzione di Walter De Benedetto sia un appello per il Parlamento. Il processo che da malato affetto da una rara forma di artrite reumatoide, lo ha visto al centro di una lunga battaglia per aver coltivato cannabis da utilizzare a scopo terapeutico, che il sistema sanitario non riusciva a garantirgli a sufficienza, si è concluso positivamente. Leggeremo la sentenza ma adesso è il momento che in Italia si approvi una legge che faccia un passo avanti sui temi della legalizzazione della cannabis e sulla possibilità di autocoltivarla a scopo medico”. Lo afferma l’ex consigliere regionale Enzo Brogi, attuale presidente del Corecom Toscana, promotore della prima legge regionale in Italia sull’uso terapeutico della cannabis.

 

Controradio Infonews: ‘Ndrangheta in Toscana – “Non rientra nel perimetro di una comunicazione di Giunta affrontare nel merito tale vicenda, quanto invece chiarire che l’emendamento non ha comunque prodotto né produce effetti sul regime autorizzativo di cui alla presente comunicazione”. E’ quanto si legge nella comunicazione della Giunta regionale in merito all’inchiesta della Dda che sarà fatta oggi dall’assessora all’ambiente Monia Monni e che è già stata pubblicata  nel fascicolo d’aula del Consiglio. Il riferimento è all’emendamento sui rifiuti delle concerie, oggetto delle indagini della Dda, e che fu approvato dallo stesso Consiglio regionale il 26 maggio 2020. “La Toscana non è e non sarà mai la Terra dei Fuochi: risponderemo con forza e continueremo a garantire la salute dei cittadini e dell’ambiente”. Ribadisce Monni.

Intanto questa mattina alle 11.00 davanti alla sede del Consiglio Regionale di via Cavour, in concomitanza con la seduta del Consiglio stesso, si terrà una manifestazione di protesta degli aderenti alle associazioni “Firenze Identitaria” e “Il Dirigibile Valdera”. “La manifestazione ha lo scopo di chiedere chiarezza sullo scandalo che ha investito la Giunta Regionale e il PD toscano a seguito dell’indagine dei Carabinieri sulle infiltrazioni mafiose in Toscana. In particolare sugli eco-reati commessi nei lavori pubblici nella nostra regione e sull’emendamento in materia di smaltimento dei rifiuti tossici delle concerie approvato in violazione della normativa nazionale”, si legge nella nota di convocazione dell’iniziativa.

Non ci sono prove per ritenere che la somma in contanti sequestrata all’aeroporto di Firenze, e che sarebbe stata destinata alla moglie dell’imprenditore Marco Carrai, Francesca Campana Comparini, avesse una provenienza delittuosa. Questa la motivazione con cui il riesame di Firenze a novembre 2020 annullò il sequestro di un pc, di un telefono e di documenti a carico della donna nell’ambito di un’inchiesta per riciclaggio e autoriciclaggio che la vede indagata a Firenze in concorso col marito. Gli accertamenti investigativi sono partiti dopo un controllo all’aeroporto di Firenze quando furono trovati 159.000 euro in contanti a una passeggera originaria del Togo in arrivo nel capoluogo toscano, anche lei poi indagata.

Processo di appello bis per la morte di Martina Rossi, la ventenne studentessa genovese morta il 3 agosto 2011 cadendo dal balcone di un albergo a Palma di Maiorca: imputati, per tentata violenza sessuale, sono Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni. La sentenza al Tribunale di Firenze è  attesa per oggi, data in cui entrambi gli accusati  potrebbero rilasciare dichiarazioni spontanee prima che la corte si ritiri in camera di consiglio. Presidio di Non Una di Meno davanti al Tribunale anche oggi come per tutte le udienze.

Controradio Infonews: E’ attivo in tutte le dieci province della Toscana il Nue 112 (Numero unico di emergenza 112), il servizio che permette di richiedere l’intervento della polizia di stato, dei carabinieri, dei vigili del fuoco o del soccorso sanitario, senza più dover comporre gli attuali numeri di emergenza (112, 113, 115 e 118). Rappresenta uno strumento di coordinamento e filtro attivo per fornire una prima risposta a tutte le chiamate di soccorso di chiunque si trovi nel territorio regionale: cittadini, turisti, persone che transitano in Toscana per motivi di lavoro. I dettagli del servizio sono stati illustrati dal responsabile regionale del Nue 112 Alessio Lubrani.

 

Due persone ferite nel crollo di un ascensore avvenuto nella zona di via Senegal a Grosseto. Insieme alla coppia anche un bambino, che è rimasto illeso. Da quello che si è appreso pare che l’ascensore sia precipitato dall’altezza di due piani quando sono entrate le due persone con il bambino. Da accertare le cause del malfunzionamento: l’impianto è stato posto sotto sequestro.

Il Tar della Toscana ha dichiarato Inammissibile “per difetto di legittimazione del ricorrente” il ricorso presentato da Mario Razzanelli, consigliere comunale di Forza Italia a Firenze, contro l’esclusione della Valutazione d’impatto ambientale per il progetto della linea 3.2.1 della tramvia fiorentina, che porterà da piazza della Libertà fino al limitrofo comune di Bagno a Ripoli.
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‘Ndrangheta in Toscana:si amplia monitoraggio pozzi di Arpat

‘Ndrangheta in Toscana:si amplia monitoraggio pozzi di Arpat

Si estende la campagna di Arpat per il controllo e il monitoraggio delle acque all’interno di pozzi a uso domestico in tutte le aree potenzialmente interessate dalla contaminazione da materiali dannosi disposta per le aree in prossimità della strada regionale 429 nel tratto tra Empoli e Castelfiorentino, in provincia di Firenze.

Lì risulterebbero essere stati smaltiti illecitamente circa 8mila tonnellate di rifiuti contaminati in base a quanto emerso dalle inchieste della Dda di Firenze e dei carabinieri su infiltrazioni della ‘Ndrangheta nella regione. Oltre a queste zone, per le quali è stato attivato il numero verde 800 800 400 al quale rivolgersi per richiedere le analisi, i campionamenti  dell’ARPAT saranno efettuati anche in altre aree, compreso l’aeroporto militare di Pisa.

E’ quanto spiegato ieri dall’assessora toscana all’ambiente Monia Monni in un incontro in videoconferenza con i sindaci di Pisa, Peccioli, Crespina Lorenzana, Massarosa (Lucca), Montaione, Empoli e Bucine (Arezzo) e col dg di Arpat anche il direttore generale di Arpat Marcello Mossa Verre. Queste le aree che saranno oggetto di monitoraggio nei prossimi giorni: società agricola I Lecci Peccioli; terreno della ditta Cantieri a Crespina Lorenzana; terreno gestito dalla ditta Ecogest a Massarosa; area di cantiere ‘ex Vacis-Galazzo’ a Pisa; area di cantiere di manutenzione straordinaria Sp 26 Delle Colline-Castelfalfi a Montaione; area agricola adiacente all’impianto di Bucine; Green Park a Pontedera; area interna all’aeroporto militare di Pisa; lotto 5 della Sr 429 nel tratto di collegamento fra Ponte di Candido e via Samminiatese, in località Belvedere.

Ho chiesto ad Arpat – spiega Monni -, che ringrazio nuovamente per la disponibilità e professionalità che mette a servizio dei cittadini, di estendere la campagna di monitoraggio a tutte quelle aree in cui è stato ipotizzato l’impiego di materiale potenzialmente dannoso per l’ambiente, quindi non soltanto nelle aree limitrofe alla Sr 429. Oggi più che mai è di fondamentale importanza la collaborazione tra Regione e sindaci, che ieri pomeriggio ho incontrato per condividere l’attività che stiamo predisponendo per fornire tutto il supporto possibile con lo scopo di assicurare la salvaguardia della salute dei nostri cittadini e della sicurezza ambientale, da sempre pilastri del nostro agire”.

Monni, ringraziando tutti “per la preziosa collaborazione e attenzione”, aggiunge che “già da questa mattina dai Comuni ci stanno arrivando informazioni preziose per assicurare il miglior lavoro possibile di controllo e monitoraggio delle matrici ambientali”. “La Toscana non è la Terra dei Fuochi – conclude Monni -: risponderemo con forza attraverso azioni volte ad arginare il fenomeno, per garantire la salute dei cittadini e quella dell’ambiente. Su queste due prerogative non arretreremo di un passo”. “Ringrazio l’assessore Monni – il commento del sindaco di Pisa Michele Conti – per l’occasione di confronto e condivisione delle doverose azioni di monitoraggio che dovranno essere intraprese a seguito delle notizie che hanno portato i nostri territori, purtroppo, alla ribalta delle cronache nazionali, creando sconcerto e preoccupazione nei cittadini. Ho approfittato della presenza del direttore generale di Arpat per esplicitare la necessità di rafforzare il servizio dell’ente, anche attraverso un grande piano assunzionale come avvenne all’indomani dello scandalo ‘metanolo’ negli anni Ottanta

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Sono 20 i progetti finanziati dal Bando Verde Urbano e piste ciclabili

Sono 20 i progetti finanziati dal Bando Verde Urbano e piste ciclabili

Sono 20 le domande ammesse a finanziamento per il Bando Verde Urbano e Piste Ciclabili per un totale di 18.000 piante messe a dimora che assorbiranno fino a 7.400 tonnellate di CO2.

Sono in tutto 20 i progetti finanziati grazie ai 5 milioni di euro messi a disposizione attraverso il Bando Verde Urbano e Piste Ciclabili. Il progetto è stato promosso dalla Regione Toscana nell’ambito della strategia Toscana Carbon Neutral che punta a raggiungere l’obiettivo della neutralità di emissioni entro il 2050.

Il Bando Verde Urbano e Piste Ciclabili ha visto partecipare 53 Comuni sui 63 considerati beneficiari, ovvero quelli che presentano maggiori criticità in relazione ai livelli di qualità dell’aria. La graduatoria finale sarà pubblicata nei prossimi giorni.

L’assessora all’ambiente Monia Monni ha spiegato che “con i primi 20 progetti saranno piantate oltre 18.000 specie di cui 7.000 alberi in grado di assorbire 7400 tonnellate di anidride carbonica. Il successo del bando è confermato dai numeri: 55 in tutto le domande presentate, 54 quelle ammissibili in graduatoria per una richiesta di contributo complessiva pari a 11,4 milioni di euro su un investimento ammissibile totale di 14,2 milioni e un costo di 17,7. I 5 milioni a disposizione permettono per ora di finanziare i primi 20 progetti in graduatoria, ma prevediamo di soddisfare tutte le domande ammesse. Il completamento di tutti e 54 i progetti permetterà di mettere a dimora quasi 43.000 piante, con un risparmio in termini di CO2 di circa 17.000 tonnellate”.

Il Bando Verde Urbano, pubblicato nel 2020, dava la possibilità a 63 Comuni toscani di presentare progetti integrati per abbattere l’inquinamento atmosferico, attraverso l’aumento del verde nelle aree urbane ma anche con la realizzazione di piste ciclabili o interventi destinati a ridurre le emissioni.

L’assessora ha spiegato che anche l’impiego di mezzi di trasporto ecosostenibili fa parte della strategia: “Vogliamo concretamente incentivare e incoraggiare all’utilizzo di mezzi alternativi alle automobili, così come spingere i Comuni ad ampliare le aree verdi nei centri urbani. I 34 progetti che per ora restano fuori dal finanziamento regionale saranno realizzati nei prossimi anni anche grazie alle risorse che arriveranno sia dalla nuova programmazione dei fondi comunitari che dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che sarà presentato dall’Italia nell’ambito del Next Generation EU”.

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