🎧 Ri-Creazione’, al via la VII edizione

🎧 Ri-Creazione’, al via la VII edizione

Firenze, parte la VII edizione di ‘Ri-Creazione’ il progetto di Educazione ambientale, di ‘Sei Toscana’, il gestore dei rifiuti della Toscana del sud.

Oltre 45.000 studenti, più di 2.000 classi, quasi 14.000 ore di lezione, 30 educatori professionali e 104 Comuni coinvolti. Torna fra i banchi di scuola Ri-Creazione. Da oggetto a rifiuto e ritorno’, il progetto di educazione ambientale promosso da Sei Toscana, il gestore dei rifiuti della Toscana del sud. Alla presentazione del progetto, oggi a Palazzo Strozzi Sacrati, sono intervenuti le assessore regionali Monia Monni (ambiente) e Alessandra Nardini (istruzione) e il presidente di Sei Toscana Alessandro Fabbrini.

In podcast l’intervista al presidente di ‘Sei Toscana’ Alessandro Fabbrini.

Dopo il grande successo degli anni passati, è tutto pronto per la settima edizione del progetto che anche quest’anno propone agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, percorsi didattici su rifiuti e ciclo dei materiali per stimolare ragazze e ragazzi alle buone pratiche, a casa e a scuola.

“Credo con convinzione che la cultura della sostenibilità, l’informazione e la formazione sulle tematiche ambientali siano fondamentali per portarci verso un mondo più verde – dice l’assessora Monni –. Insegnarle e coinvolgere i bambini e i ragazzi delle scuole è il primo passo per diffondere le buone pratiche. Spesso, e lo dico da mamma, sono i nostri ragazzi a spiegare a noi adulti che è possibile condurre stili di vita più sostenibili partendo proprio dalle piccole cose: risparmiare acqua, fare la differenziata, riutilizzare e riciclare ciò che getteremmo via. Ringrazio Sei Toscana e il suo presidente, Alessandro Fabbrini, per questo bellissimo progetto che coinvolgerà i cittadini del futuro”.

L’offerta formativa, articolata con percorsi tematici rivolti alle diverse fasce d’età delle classi coinvolte, si arricchisce quest’anno con un nuovo percorso incentrato sugli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

“La sostenibilità ambientale – spiega l’assessora Nardini – è tra le più grandi sfide che abbiamo davanti. Le ragazze e i ragazzi in tutto il mondo stanno dimostrando una forte consapevolezza della necessità di un mutamento delle politiche a fronte del cambiamento climatico; tutte e tutti siamo chiamati dare il nostro contributo per rispettare e salvare il nostro pianeta. Non ne abbiamo uno di riserva. Per questo ogni iniziativa che punta a educare al rispetto dell’ambiente le studentesse e gli studenti, fin dal primo ciclo, dalla primaria, riveste un’importanza particolare e perciò voglio ringraziare Sei Toscana per l’impegno nel diffondere la cultura della sostenibilità nelle scuole”.

 

“Sei Toscana è sempre più impegnata sui temi dello sviluppo sostenibile – aggiunge il presidente Fabbrini –, convinta di voler fare la propria parte per contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 definita dalle Nazioni Unite. Non solo attraverso lo svolgimento dei servizi ambientali, ma anche coinvolgendo a più livelli i cittadini e, come in questo caso, essendo di supporto al sistema formativo-scolastico del territorio. L’obiettivo è di offrire ai ragazzi sempre nuovi spunti di riflessione su queste tematiche, integrando il prezioso lavoro svolto in classe dagli insegnanti”.

‘Ri-creazione’ intende promuovere anche la responsabilità civica e l’impegno quotidiano per la tutela dell’ambiente, accrescendo la consapevolezza nei ragazzi sui temi legati al ciclo integrato dei materiali. Si basa sulla presenza in aula e sulla partecipazione a lezioni, laboratori e visite ai centri di raccolta comunali e agli impianti di trattamento della Toscana del sud (rese possibili grazie alla disponibilità delle società gestori). Data la situazione sanitaria, studenti e insegnanti possono avvalersi anche della piattaforma didattica www.ri-creazione.it con videolezioni, video-laboratori, schede di approfondimento e materiale di autovalutazione.

Gli insegnanti che desiderano partecipare possono iscriversi gratuitamente su www.ri-creazione.it. Per maggiori info: scuola@seitoscana.it. Il termine ultimo delle iscrizioni è il 31 ottobre.

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Piana lucchese stop a camini e biomasse da novembre a marzo

Piana lucchese stop a camini e biomasse da novembre a marzo

Lucca, in 14 Comuni della piana lucchese scatterà da novembre il divieto di utilizzo di camini e impianti a biomasse con classe emissiva inferiore a 3 stelle, a tutela della qualità dell’aria. Contemporaneamente la Regione vara un bando da 3 milioni di euro per il triennio 2021-2023 per incentivare la sostituzione degli impianti inquinanti.

Ogni anno, spiega una nota, a partire dal 2021, nel periodo che va dal 1° novembre al 31 marzo successivo, nella piana lucchese, sarà vietato l’utilizzo di generatori di calore alimentati a biomasse (legna, pellet, cippato di legna, etc..). Sono compresi anche i focolari aperti o che possono funzionare aperti, mentre sono esclusi i generatori di calore che rappresentano l’unico sistema di riscaldamento dell’abitazione.

Lo prevede la legge regionale 26 (approvata a inizio agosto e che modifica la precedente legge in materia, la 74 del 2019), che si è resa necessaria in seguito alla sentenza della Corte di giustizia europea del 10 novembre 2020, che ha accertato per il periodo 2008-2017, da parte dell’Italia, il non rispetto dei valori limite in materia di Pm10 previsti dalla direttiva in materia di qualità dell’aria.

In Toscana ci sono alcune aree oggetto della sentenza: l’area di Prato-Pistoia, che dal 2018 non registra più superamenti, e la piana lucchese in cui tuttora permangono i superamenti. “Continueremo a rafforzare le azioni per risanare la qualità dell’aria nella piana lucchese – spiega l’assessore all’ambiente Monia Monni – e, per ridurre i giorni di superamento del valore limite giornaliero, così come accaduto ad esempio nell’area di Prato-Pistoia, l’impegno all’adozione di misure specifiche deve essere potenziato. Nei giorni scorsi ho avuto un incontro con i rappresentanti dei Comuni coinvolti per illustrare le misure messe a punto. Il bando dovrebbe partire già a settembre”.

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Piana lucchese stop a camini e biomasse da novembre a marzo

Piana lucchese stop a camini e biomasse da novembre a marzo

Lucca, in 14 Comuni della piana lucchese scatterà da novembre il divieto di utilizzo di camini e impianti a biomasse con classe emissiva inferiore a 3 stelle, a tutela della qualità dell’aria. Contemporaneamente la Regione vara un bando da 3 milioni di euro per il triennio 2021-2023 per incentivare la sostituzione degli impianti inquinanti.

Ogni anno, spiega una nota, a partire dal 2021, nel periodo che va dal 1° novembre al 31 marzo successivo, nella piana lucchese, sarà vietato l’utilizzo di generatori di calore alimentati a biomasse (legna, pellet, cippato di legna, etc..). Sono compresi anche i focolari aperti o che possono funzionare aperti, mentre sono esclusi i generatori di calore che rappresentano l’unico sistema di riscaldamento dell’abitazione.

Lo prevede la legge regionale 26 (approvata a inizio agosto e che modifica la precedente legge in materia, la 74 del 2019), che si è resa necessaria in seguito alla sentenza della Corte di giustizia europea del 10 novembre 2020, che ha accertato per il periodo 2008-2017, da parte dell’Italia, il non rispetto dei valori limite in materia di Pm10 previsti dalla direttiva in materia di qualità dell’aria.

In Toscana ci sono alcune aree oggetto della sentenza: l’area di Prato-Pistoia, che dal 2018 non registra più superamenti, e la piana lucchese in cui tuttora permangono i superamenti. “Continueremo a rafforzare le azioni per risanare la qualità dell’aria nella piana lucchese – spiega l’assessore all’ambiente Monia Monni – e, per ridurre i giorni di superamento del valore limite giornaliero, così come accaduto ad esempio nell’area di Prato-Pistoia, l’impegno all’adozione di misure specifiche deve essere potenziato. Nei giorni scorsi ho avuto un incontro con i rappresentanti dei Comuni coinvolti per illustrare le misure messe a punto. Il bando dovrebbe partire già a settembre”.

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Afghanistan: ass.re Monni incontra rifugiati

Afghanistan: ass.re Monni incontra rifugiati

L’assessora alla protezione civile della Regione Toscana Monia Monni ha incontrato i rifugiati provenienti dall’Afghanistan che si trovano in quarantena in un albergo sanitario a Montecatini (Pistoia).

“Sono uomini e donne con le proprie storie, sogni e speranze – afferma Monni – con un vissuto e, soprattutto, con un futuro. Dar voce a queste persone è importante, ascoltarle è fondamentale”. Lo ha dichiarato l’assessora alla protezione civile della Regione Toscana Monia Monni che oggi ha incontrato i rifugiati provenienti dall’Afghanistan che si trovano in quarantena in un albergo sanitario a Montecatini (Pistoia).

Fra i rifugiati che hanno concesso la loro testimonianza a InToscana, un medico di 38 anni e un imprenditore di 36, che hanno voluto restare anonimi per paura delle ritorsioni dei talebani sui loro cari che non sono riusciti a scappare. “Ho portato con me dall’Afghanistan tutta la mia famiglia, mia figlia e mio figlio – ha spiegato l’imprenditore – sono tutti qui con me, ad eccezione di tutto quello che ho guadagnato e costruito in questi vent’anni. Tutto è rimasto lì, attualmente avevo all’interno della base il mio negozio di ricamo con tutti i macchinari, avevo circa 70mila dollari di investimenti, e venendo qui tutto è andato perduto. Spero che il governo ci aiuti a far ripartire e ricreare qui la mia azienda”.

“Dopo tre giorni sono entrato nell’aeroporto – racconta il medico – per altri due giorni sono rimasto dentro con la mia famiglia e i miei figli sulla pista. Non avevamo niente da indossare durante la notte e faceva molto freddo in Afghanistan, e durante il giorno era molto caldo sotto il sole. L’unica cosa che avevamo era l’acqua: dentro potevamo avere l’acqua ma non il cibo, e niente nemmeno per i bambini, avevamo un solo vestito e una piccola borsa, avevo con me il computer, i documenti e alcuni pannolini per i bambini, e questo è tutto. E’ stato molto difficile. So solo che qui sono al sicuro e non riesco a pensare a quale sarà il mio futuro qui, l’unica cosa che so è che sono al sicuro, è tutto”.

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Gkn: “Insorgiamo”, in migliaia a Campi Bisenzio con i lavoratori

Gkn: “Insorgiamo”, in migliaia a Campi Bisenzio con i lavoratori

Gkn: con in testa uno striscione con la scritta ‘Insorgiamo’ è partito alle 9.30 il corteo a difesa dei circa 500 dipendenti licenziati con una mail da Gkn (422 della Gkn, 80 delle ditte in appalto) a Campi Bisenzio (Firenze).Gkn

La manifestazione è partita dallo stabilimento e prevede varie tappe nelle zone limitrofe alla fabbrica: al momento sono oltre 2mila, secondo la questura, i partecipanti alla manifestazione, provenienti da tutta Italia, e numerosi altri manifestanti sono in arrivo. Ne sono attesi infatti 5 mila a sostegno della mobilitazione, degli operai della Gkn e dell’indotto.Gkn

Presente il sindaco di Campi Emiliano Fossi. Tra le istituzioni presenti anche le assessore regionali al lavoro Alessandra Nardini e all’ambiente Monia Monni. A sfilare anche l’Anpi. Nonostante il grande caldo i manifestanti sono in aumento e si segnala qualche problema di viabilità intorno alla zona del corteo.Gkn

Varie le attestazioni di solidarietà a livello nazionale: tra queste Zerocalcare ha realizzato una vignetta per gli operai licenziati.

Foto Monica Pelliccia

notizia in aggiornamento

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