‘Più Compagnia’, progetto di cinema La Compagnia, nei tempi Cporonavirus

‘Più Compagnia’, progetto di cinema La Compagnia, nei tempi Cporonavirus

🔈Firenze, nasce “Più Compagnia”, un progetto del cinema La Compagnia – Fondazione Sistema Toscana e Regione Toscana, per raddoppiare, online, la proposta culturale della Casa del Cinema della Toscana.

“Più Compagnia”, sarà una vera e propria sala virtuale dedicata al Cinema – tra anteprime, rassegne, grandi festival, didattica a distanza, masterclass – al Teatro, alla Musica, alla Danza e alla Letteratura. Il progetto nasce nella prospettiva di essere stabile e duraturo nel tempo, destinato ad accompagnare la programmazione in sala de La Compagnia, anche quando sarà terminata la fase dell’emergenza sanitaria, per arricchire l’offerta culturale verso il pubblico toscano e non solo.

Il progetto nasce nella prospettiva di essere stabile e duraturo nel tempo, destinato ad accompagnare la programmazione in sala de La Compagnia, anche quando sarà terminata la fase dell’emergenza sanitaria, per arricchire l’offerta culturale verso il pubblico toscano e non solo.

“Anche il cinema, così come lo spettacolo dal vivo – ha dichiarato Monica Barni, vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione Toscana – ha bisogno della socialità, ha bisogno della sala, non bisogna smettere di vedere i film nella sala. Questa iniziativa è molto importante perché da una parte non si rescinde il legame con il pubblico, che è fondamentale, dall’altra perché in questo momento di chiusura abbiamo sperimentato le opportunità che il digitale ci offre. Siamo quindi arrivati ad una soluzione matura, che non è assolutamente legata al momento di chiusura delle sale, ma proseguirà, affiancando la programmazione tradizionale: è quindi un ulteriore arricchimento dell’offerta culturale de La Compagnia”

“Ci sono stati incontri – ha proseguito la vicepresidente Barni – con gli esercenti cinematografici, durante questi mesi e ci sarà un nuovo incontro martedì 26 maggio, proprio per riflettere sul tema delle riaperture, soprattutto per lavorare sul protocollo di riapertura, in totale sicurezza”.

Sentiamo Monica Barni, vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione Toscana, Stefania Ippoliti, responsabile Area Cinema Fst e Iacopo Di Passio, presidente Fondazione Sistema Toscana, ai microfoni di Gimmy Tranquillo:

Il viaggio di Più Compagnia parte con la letteratura e il prestigioso premio Premio Gregor von Rezzori  giunto alla XIV edizione (dal 26 al 28 maggio) con incontri, conversazioni e lecture ad ingresso gratuito con ospiti di prestigio come, tra gli altri, Fabrizio Gifuni e Ralph Fiennes.  Spazio ai documentari nella sala virtuale con una selezione proposta dai prestigiosi festival toscani: si parte con la prima al pubblico di You Only Die Twice di Yair Lev (dal 26 maggio) dal Middle East Now e con l’incontro del regista a seguire (ingresso 3,99€). Si prosegue con Pj Harvey – A dog Called Money di Seamus Murphy (dal 29 maggio) presentato in anteprima alla 60° edizione del Festival dei Popoli, un viaggio con la musicista cult PJ Harvey e con A Voce alta, la forza della parola di Stéphane de Freitas, Ladj Ly, vincitore del premio del pubblico al Torino Film Festival (a 6,99). Dallo Schermo dell’Arte arriva un programma di tre film d’artista per raccogliere fondi a favore della campagna Artists’ Film Italia Recovery Fund a sostegno della produzione di opere video originali di giovani artisti italiani: Looking for Oum Kulthum di Shirin Neshat, proiezione arricchita da un contributo inedito dell’artista iraniana (28/05), Station to Station di Doug Aitken (4/06) presente con un video in esclusiva e Where is Rocky II? di Pierre Bismuth (10/06). Visione con donazione minima a 5 euro. I festival sostenuti dalla Regione Toscana proporranno proiezioni nel programma in divenire: da France Odeon al River to River; da Florence Korea Film Festival a Cinema e Donne; dal Florence Queer Festival al Premio NICE Città di Firenze; dal Lucca Film Festival a Immagini e suoni del mondo. Più Compagnia sarà un’opportunità per i festival sia per coinvolgere un pubblico più ampio (nazionale e internazionale) sia per ospitare anche professionisti dall’estero che forse non potranno partecipare in loco.

Tra le curiosità gli Appuntamenti al Buio: nel mare di contenuti digitali disponibili in rete, un film a sorpresa, sulla fiducia (si parte il 27 maggio), sempre accompagnato da una breve introduzione critica (ingresso a 3.99€). 

Trasversale la formazione e l’incontro con gli autori: nel cartellone virtuale, infatti, anche un ciclo di lezioni sul Linguaggio audiovisivo contemporaneo: si parte con Pablo Larraín (30/05, ore 21), regista cileno che rappresenta uno dei punti di vista più lucidi e spietati sul regime di Pinochet. Ancora lezioni di cinema con il corso Da Shakespeare al melodramma nel cinema, a cura del prof. Stefano Socci (dal 1° giugno, a ingresso gratuito) con incontri e proiezioni (si parte con Romeo & Juliet di C.Carlei, Ingresso: 3.99€).

Al centro delle attività dedicate alla formazione i progetti di Lanterne (più) Magiche, il programma regionale di educazione all’immagine e al linguaggio audiovisivo, rivolta alle nuove generazioni di spettatori. In questo ambito si inseriscono quattro lezioni di cinema in un viaggio attraverso la storia, corredate di clip di film celebri, interviste a registi, “dietro le quinte” dei set a cura Giovanni Bogani, critico cinematografico e docente di storia del cinema e giornalismo.

Da mercoledì 3 giugno arriva Hitchcock riscopertouno dei più grandi registi di sempre, con una serie di film dedicati alla sua carriera a partire da Ricatto del 1929. Il ciclo prosegue con Omicidio del 1930 e Notorious del 1946. Ingresso (film + approfondimento): 3.99€

Molti gli eventi speciali in collaborazione con Fondazione Fabbrica Europa; Fondazione Palazzo Strozzi; Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux e con la Compagnia Virgilio Sieni. Partner del progetto sono: MyMovies, che ha reso possibile la realizzazione della sala Più Compagnia; CG Digital e Wanted Cinema per la distribuzione di alcuni titoli in programma.

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Luigi Pecci di Prato, il museo riapre in piena sicurezza

Luigi Pecci di Prato, il museo riapre in piena sicurezza

🔈Prato, Il Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato riapre oggi accogliendo nuovamente i suoi visitatori, in piena sicurezza e con una ricca programmazione: dalla proroga di The Missing Planet alla nuova video installazione Interregnum di Adrian Paci; dalle dieci bandiere d’artista realizzate per Centro Pecci Extra al progetto KENE/Spazio, alla mostra dedicata a Ren Hang, che inaugurerà il 4 giugno.

Per essere ancora più aperti alla città e ai visitatori, l’ingresso del Museo Luigi Pecci, fino al 3 giugno, sarà gratuito per tutto il museo. Dal 4 giugno e per tutta l’estate sarà a pagamento solo la mostra di Ren Hang, con biglietto ridotto. L’orario di apertura sarà dalle 12.00 alle 20.00, dal giovedì alla domenica.

“Ripartiamo dalla Cultura” come direbbe Jean Monnet, padre fondatore dell’Europa. Dopo l’emergenza di questi mesi, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato è pronto ad accogliere il suo pubblico, un segnale importante non solo per la città ma anche per la Toscana, una regione ricca non solo di storia ma di progetti e istituzioni contemporanee innovative. Mai come adesso è fondamentale guardare al futuro come nuova opportunità di crescita culturale e sociale – dichiara il Presidente del Centro, Lorenzo Bini Smaghi.

Dopo 10 settimane di chiusura, gli spazi sono stati sanificati e riorganizzati secondo le indicazioni delle autorità, con tutti i presidi di protezione personale necessari, mentre le caratteristiche dell’edificio, con più di 8000 mq di spazi e grandi sale, renderanno semplice il distanziamento fisico e la gestione contingentata del flusso di visitatori che comunque non potranno essere più di 60 contemporaneamente.

“Oltre che un luogo sicuro – afferma la direttrice del Luigi Pecci, Cristiana Perrella – ci piacerebbe che il museo fosse percepito, ora più che mai, come uno spazio aperto e accogliente anche per chi non ci è mai venuto prima. Per questo abbiamo deciso l’ingresso gratuito e abbiamo lavorato per ripartire con un programma ricco e nuove proposte, curando molto tutte le forme di mediazione e partecipazione, sperimentandone di nuove e dedicando più spazio ai servizi educativi e alle sale lettura”.

Il museo riapre con la mostra – prorogata fino al 23 agosto – THE MISSING PLANET, visioni e revisioni dei “tempi sovietici” dalla collezione del Centro Pecci e da altre raccolte, a cura di Marco Scotini e Stefano Pezzato e con progetto di allestimento di Can Altay. Dalla Russia alle province baltiche, caucasiche e centro-asiatiche, un’immersione nelle ricerche artistiche sviluppate dagli anni Settanta a oggi nelle ex repubbliche sovietiche che parte dalla rilettura del ricco nucleo di opere dedicate a quest’area geografica nella collezione del Centro Pecci.

In occasione della riapertura, in dialogo con la mostra viene presentata la video installazione di Adrian Paci (Scutari 1969) Interregnum, un montaggio di sequenze di funerali di dittatori comunisti di diverse nazionalità ed epoche, recuperate dagli archivi di stato o dalle trasmissioni televisive nazionali albanesi.

Interregnum mostra uomini, donne, bambini ripresi in primo piano, in lacrime, oppure da lontano, in code chilometriche: la morte di un leader libera il dolore dei singoli che, dice l’artista albanese, “non era contemplato nella società comunista”.

La riapertura è anche l’occasione per presentare nelle sale del museo Extra Flags, le dieci bandiere d’artista realizzate per Centro Pecci Extra, il progetto che, con contenuti digitali e nuove produzioni, ha tenuto viva la programmazione del museo durante i mesi di lockdown. Realizzate da Marinella Senatore, Nico Vascellari, Marzia Migliora, Eva Marisaldi, Flavio Favelli, Marcello Maloberti, Elisabetta Benassi, Massimo Bartolini, Elena Mazzi e Andreco, queste bandiere si sono avvicendate con cadenza settimanale sul pennone davanti al museo, segno di resistenza e di speranza inviato nel mondo reale, nei giorni in cui sembrava che l’orizzonte digitale fosse l’unico praticabile.

Le bandiere saranno il punto di partenza di un laboratorio dedicato ai più giovani, che avrà luogo nelle due sale espositive che sono state trasformate in aule didattiche, per accogliere da subito e in sicurezza i bambini e le loro famiglie. Sempre ai bambini e ai ragazzi è dedicato anche KENE/Spazio, il progetto promosso da Fondazione Pianoterra Onlus, a cura di Sara Alberani, dell’artista ivoriano Mohamed Keita, in mostra fino al 31 maggio.

Kené è un luogo di didattica, di cooperazione e conoscenza, che forma i giovani del Mali attraverso la fotografia. La mostra presenta le opere realizzate dagli allievi del laboratorio di Mohamed Keita a Bamako.

Luigi PecciA partire dal 4 giugno, inoltre, fino al 23 agosto 2020 l’offerta espositiva sarà arricchita dalla prima mostra italiana dedicata all’acclamato fotografo e poeta cinese Ren Hang, tragicamente scomparso a neppure trent’anni. L’artista, che non ha mai voluto essere considerato un artista politico – nonostante le sue fotografie fossero ritenute in Cina pornografiche e sovversive – è noto soprattutto per la sua ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura, che ha per protagonista una gioventù cinese nuova, libera e ribelle.Nella mostra al Centro Pecci verrà esposta una selezione di scatti provenienti da collezioni internazionali, capace di restituire tutta l’intensità della sua poetica.

Al coinvolgimento attivo della comunità locale nell’interpretazione del patrimonio del Centro Pecci sarà dedicata una call pubblica, lanciata in occasione della riapertura, per co-progettare uno strumento digitale per la visita autonoma del museo dedicata alle famiglie con bambini dai 6 ai 12 anni. Adulti e bambini che vorranno partecipare saranno coinvolti attivamente da esperti e facilitatori nell’ideazione di un prototipo per una guida multimediale per le famiglie, uno strumento innovativo che potrà essere scaricato per visitare in autonomia e in sicurezza il Centro, alla scoperta dell’architettura del museo, del suo giardino delle sculture e delle sue collezioni. L’attività di progettazione partecipata, in linea con i protocolli di sicurezza, si svolgerà all’aperto, nel giardino antistante il museo.

La riapertura del 21 maggio segna anche la conclusione di Centro Pecci Extra, il programma quotidiano di contenuti culturali della Web Tv del museo realizzato durante il lockdown. L’attenzione alla produzione di contenuti digitali e l’attività online, manterranno comunque un ruolo centrale anche in futuro e non solo attraverso la Web Tv.

“Nei prossimi mesi – ricorda la direttrice – il rapporto fisico con i nostri spazi sarà riservato principalmente a un pubblico di prossimità e questa sarà un’occasione importante per aumentare la familiarità dei cittadini con il museo e rafforzare una dimensione territoriale. Altrettanto importante sarà rimanere connessi al mondo. Da questo punto di vista l’uso dello spazio digitale sarà uno dei contesti in cui alimentare il pensiero critico e il confronto con la scena culturale globale, oggi che la condivisione di pensieri, contenuti, esperienze è più essenziale che mai e può generare nuovi scenari per l’arte nazionale e internazionale”.

Alla conferenza stampa di riapertura la Vicepresidente e Assessore alla Cultura della Regione Toscana, Monica Barni, il Sindaco del Comune di Prato Matteo Biffoni, il Presidente della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana Lorenzo Bini Smaghi, e la Direttrice del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Cristiana Perrella.

Gimmy Tranquillo ha intervistato la direttrice Perrella e la vicepresidente Barni:

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Barni: “6,5 milioni per il diritto allo studio universitario dei più fragili”

Barni: “6,5 milioni per il diritto allo studio universitario dei più fragili”

Firenze, presentato dalla vicepresidente Monica Barni, la scelta del governo toscano a vantaggio degli studenti universitari con difficoltà economiche aggravate dall’epidemia di coronavirus.

“La nostra attenzione agli studenti borsisti più fragili resta alta anche durante l’emergenza Coronavirus – ha detto la vicepresidente Barni – Penso alla vita quotidiana stravolta di chi proviene da famiglie meno abbienti ed è iscritto alle Università toscane. Penso alle difficoltà di tutti quegli studenti capaci e meritevoli, alle tante matricole che vorrei non diminuissero il prossimo anno, a coloro che sono accompagnati nel loro percorso didattico e formativo dall’Azienda per il Diritto allo studio. Per sostenerli economicamente in questo difficile momento abbiamo deciso, di concerto con l’Azienda, una serie di misure che riguardano gli alloggi e i servizi mensa. Un impegno per la Regione Toscana di circa 6,5 milioni di euro che la giunta ha approvato all’unanimità su mia proposta. Si tratta di garantire loro una permanenza meno disagiata possibile nelle città in cui studiano e a compensare parzialmente le ristrettezze che si trovano ad affrontare, a partire dalla riduzione o dalla mancata fruizione dei servizi”.

I contributi saranno destinati in larga parte a coloro che hanno subìto il lockdown fuori sede, sia per chi l’ha vissuto in una casa dello studente, sia per chi abita in un appartamento privato con il sostegno del Dsu. “Abbiamo aumentato il contributo affitto di 150 euro per i mesi di marzo, aprile e maggio, considerata anche l’attuale impossibilità a fare quei lavoretti che permettono ad uno studente di mantenersi fuori casa”, ha detto la vicepresidente. “Anche chi è rimasto in quarantena presso una casa dello studente, in una situazione certamente disagiata, potrà ottenere un bonus di 250 euro una tantum per far fronte a spese accessorie come la connessione ad internet o l’abbonamento a riviste online”.

La delibera garantisce inoltre un contributo per chi il 9 marzo, data d’inizio del confinamento, era in attesa di una residenza pubblica, magari ospite di amici, si è visto negare la possibilità di tornare a casa propria e allo stesso tempo non ha potuto accedere ad una casa dello studente od ottenere il contributo affitto. Una situazione aggravata dal fatto che tante stanze sono rimaste occupate, ad esempio, da chi ha terminato gli esami, ma deve scrivere ancora la tesi o rimane in attesa dell’inizio dei corsi della laurea magistrale. A quest’ultima tipologia di studenti verrà scontato di 150 euro il mini-affitto da 250 e garantito un pasto quotidiano. Un contributo una tantum sarà detinato a pendolari e fuori sede che hanno subìto una riduzione o una limitazione del servizio mensa.

“Infine – ha concluso Monica Barni – e credo che si tratti di una misura importante e innovativa, abbiamo accantonato risorse per tutti quegli studenti che dovessero vivere una situazione sanitaria di emergenza durante la crisi Covid-19. Com’è naturale che sia saranno assistiti dal Servizio sanitario regionale gratuitamente, ma è giusto che siano supportati in tutti i disagi che potenzialmente potranno subire a partire dal ricovero in ospedale o dall’isolamento domiciliare. E lo saranno grazie all’istituzione di questo fondo rischi che spero con tutto il cuore che non serva mai a nessuno” L’accantonamento di risorse servirà poi a coprire i maggiori costi conseguenti alle misure anticontagio messe in atto dall’Azienda DSU quali ad esempio, pulizie e sanificazioni straordinarie, messa a disposizione di gel disinfettante, consegna dei pasti da asporto agli studenti alloggiati direttamente presso le residenze principali.

“La Regione ha raccolto l’appello rivolto all’Azienda per il Diritto allo studio dai destinatari dei benefici che si sono trovati in difficoltà, soprattutto i fuori sede costretti a dover permanere nel comune sede di università” – ha dichiarato il presidente del DSU Marco Moretti – permettendo l’erogazione di ulteriori contributi monetari che hanno evitato ai ragazzi di richiedere un sostegno straordinario alle proprie famiglie già fortemente gravate dalla crisi in corso. È stato dunque perseguito l’obiettivo di sostenere i soggetti in condizioni economiche meno favorevoli in questo momento di emergenza, anche garantendo la continuità dei servizi essenziali come la mensa e l’alloggio nelle residenze universitarie nel rispetto delle norme e dei criteri di sicurezza, continuando ad adempiere al dovere istituzionale di pubblica utilità e difesa del diritto di cittadinanza degli studenti provenienti da fuori regione e nazione”.

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Oltre 6 milioni di visualizzazioni per numero antiviolenza 1522. Aumentate le richieste di aiuto

Oltre 6 milioni di visualizzazioni per numero antiviolenza 1522. Aumentate le richieste di aiuto

Sono state oltre 6 milioni le visualizzazioni del banner informativo della campagna sul numero gratuito antiviolenza e stalking 1522 che la Regione Toscana ha rilanciato dal, 15 al 29 aprile, sui siti maggiormente consultati dal pubblico femminile, oltre che su quelli più generalisti di cronaca nazionale e locale.

La decisione di varare una nuova campagna, in questo periodo di emergenza sanitaria, ha preso spunto dalla considerazione che l’isolamento domestico forzato poteva,in alcuni casi, aumentare il rischio di violenza e la solitudine delle donne.

Nei 15 giorni di durata della campagna (dal 15 al 29 aprile) il banner ha avuto, come si è detto, oltre 6 milioni di visualizzazioni. I clic da parte dgli utenti sono stati quasi 16 mila. Numeri elevatissimi, considerato il tono istituzionale e non pubblicitario del messaggio trasmesso. Da registrare anche la fruizione pressoché assoluta dei contenuti attraverso la app scaricata sul cellulare, lo strumento più personale e “protetto” per l’accesso al web, soprattutto in questo periodo di convivenza forzata.

“Sono numeri che fanno riflettere sulla portata del fenomeno – dice la vicepresidente Monica Barni – Fin dall’inizio dell’emergenza abbiamo ritenuto di dover intensificare la campagna di informazione nei confronti delle vittime di violenza di genere e stalking. La rete dei centri antiviolenza della Regione Toscana ha garantito la continuità dell’assistenza attraverso una rete capillare di numeri di emergenza, che abbiamo diffuso dalla pagina del sito della Regione dedicata al tema”.

Oltre alla campagna sul web, la Regione ha promosso anche una campagna di informazione sulle principali televisioni e radio locali, che a sua volta ha ottenuto un ottimo riscontro.

“Il numero antiviolenza 1522 – spiega la vicepresidente – che nelle prime due settimane di marzo aveva registrato un calo del 55 per cento delle richieste di aiuto, dal 1° al 18 aprile è stato contattato 1037 volte, a fronte di 397 chiamate nello stesso periodo del 2019. Ovviamente si tratta di dati nazionali. Inoltre è cresciuto notevolmente l’utilizzo della app 1522 (da 37 volte a gennaio a 253 nei primi 18 giorni di aprile) e a questo può avere contribuito anche la nostra campagna di comunicazione, che, utilizzando lo stesso messaggio della campagna condotta a livello nazionale dal Dipartimento per le pari opportunità, invitava le donne a utilizzare questo strumento meno “controllabile” da un eventuale partner violento. Non possiamo certo festeggiare per questi numeri che, anzi, confermano la necessità di interventi e rafforzano la nostra determinazione nella promozione della rete di sostegno alle donne vittime di violenza, che devono sentire la vicinanza delle istituzioni e trovare il coraggio di denunciare”.

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Fase 2 della Cultura: Barni, “A giorni pubblicazione bando per compagnie”

Fase 2 della Cultura: Barni, “A giorni pubblicazione bando per compagnie”

“E’ importante una grande alleanza istituzionale dei soggetti che si occupano e sostengono la cultura. Lo spettacolo dal vivo sarà l’ultimo a potere riaprire dunque occorrerà ricostruire una nuova fiducia col pubblica. In questi mesi abbiamo provato ad accelerare sul fronte dei contributi e dei sostegni per il sistema culturale, sullo snellimento burocratico e stiamo costruendo nuove misure per finanziare le attività virando sul digitale”.

L’assessora alla Cultura e vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni è intervenuta durante la maratona radiofonica di Controradio “La cultura: il superfluo indispensabile ”.

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