Estate fiorentina: riaprirà la cavea del Maggio, eventi anche in periferia

1,1 milioni di euro per una stagione di 15 festival di respiro internazionale che dureranno dal maggio a ottobre Ammontano a oltre 1,1 milioni di euro, in aumento rispetto all'edizione 2019, le risorse per l'Estate fiorentina, che durerà da maggio a ottobre e avrà un'attenzione particolare alla cavea del Maggio musicale fiorentino e alle periferie. Estate fiorentina: riaprirà la Cavea del Maggio, tanti eventi anche in periferia Sono due gli avvisi pubblici previsti quest'anno, entrambi da 500mila euro, per l'organizzazione degli eventi. Il primo si è chiuso nei giorni scorsi e a breve ci saranno i risultati: si tratta, è stato spiegato, "di un bando dedicato a festival e rassegne di respiro nazionale o internazionale, di particolare prestigio e di elevata qualità culturale e artistica, proposti da soggetti di comprovata esperienza e capacità organizzativa (almeno triennale) che abbiano realizzato almeno una manifestazione similare nel triennio precedente, che riescano a mettere insieme più operatori culturali e abbiano una programmazione triennale". Sono individuati 15 festival e rassegne, per ognuno dei quali è previsto un contributo economico, che spaziano dalla musica jazz al cinema. L'altro bando, che chiuderà il 27 febbraio, riguarda eventi e progetti diffusi in città che devono garantire il carattere e l'originalità multidisciplinare della kermesse fiorentina e valorizzare i luoghi della città più periferici o comunque meno frequentati dai fiorentini e turisti. L'avviso prevede progetti negli spazi estivi assegnati a soggetti terzi come Fortezza da Basso, piazza delle Murate e parco dell'Anconella. Con una delibera di giunta è stato approvato un progetto di valorizzazione della Cavea del Maggio con eventi da realizzarsi nel mese di luglio fino al 10 agosto. Tanti i luoghi individuati nei singoli quartieri: particolare attenzione, con un bando ad hoc che scadrà il 18 febbraio, sarà per il Parco dell'Argingrosso. "Presentiamo anche quest'anno l'Estate con largo anticipo - ha sottolineato l'assessore Tomasso Sacchi - È un progetto ormai maturo che da qualche anno si configura come un grande incentivo alle varie realtà culturali cittadine. Nel 2020 vogliamo investire in particolare nella cavea, straordinario spazio all'aperto che sarà animato da concerti e altri eventi e che fa parte di un rilancio culturale complessivo del grande parco delle Cascine. Vogliamo inoltre dedicare in maniera ancora più convinta l'Estate alle zone meno centrali di Firenze e per questo nel bando ci saranno 15 punti in più, il massimo possibile, per chi presenta un progetto per le periferie, nella convinzione che la cultura e gli eventi sono il miglior antidoto alla mancanza di cura e decoro".

Alloggi erp: consegnate 17 case popolari nel complesso delle Murate

Alloggi erp: consegnate 17 case popolari nel complesso delle Murate

Si rafforza la residenza popolare nel centro storico di Firenze grazie ai 17 alloggi erp consegnati questa mattina nel complesso delle Murate dal sindaco Dario Nardella insieme all’assessore alla Casa Sara Funaro, al presidente del Quartiere 1 Maurizio Sguanci e al presidente di Casa spa Luca Talluri.

Gli alloggi Erp, realizzati su due distinti finanziamenti, fanno parte del complessivo recupero dell’ex carcere delle Murate, che oggi è quasi completato. Si tratta di un complesso edilizio di circa 3 ettari di aree libere ed edificate, a pochi passi da piazza Santa Croce, che dalla separazione, anche fisica, con le alte mura perimetrali della prigione, sono state restituite alla fruizione piena da parte della città.

Il progetto di recupero degli alloggi è stato interamente realizzato, appaltato e diretto dai tecnici di Casa spa, ed ha previsto il mantenimento dell’impianto planivolumetrico originario di ciascun blocco, senza discostarsi, né per i materiali né per tipologia di intervento, dai precedenti lotti residenziali già realizzati, tranne per la parte degli impianti elettrici, che prevede un impianto domotico.

Per la realizzazione degli alloggi, sono state accorpate le ex celle carcerarie, mediante l’introduzione di intelaiature in acciaio, in sostituzione dei setti murari. La superficie utile degli alloggi varia da un minimo di 34 mq ad un massimo di 94 mq.

“Oggi siamo contenti per tre buoni motivi – ha detto il sindaco Nardella -: primo perché andiamo avanti con il nostro piano per la casa di 1000 alloggi da consegnare nel mandato alle famiglie che ne hanno diritto e bisogno, e per questo ringrazio sia l’assessorato alla Casa che Casa spa perché stiamo rispettando questo obiettivo.”

“Il secondo motivo riguarda il recupero del vecchio carcere delle Murate, fino a pochi anni fa un luogo abbandonato e senz’anima e che oggi è quasi completamente ristrutturato grazie a un progetto al quale ha collaborato anche il grande architetto Renzo Piano e che rappresenta un vero e proprio quartiere, il modello della nostra città, che mette insieme generazioni diverse, anziani e giovani, funzioni diverse e valori diversi. Tutt’altro che il modello del ghetto dove le famiglie vengono lasciate sole e isolate”.

“Infine, il terzo motivo che è il nostro impegno per far fronte all’emergenza casa – ha spiegato Nardella – un tema ricorrente in tutta Italia. A Firenze abbiamo deciso di affrontarla in modo programmato con un grande investimento di risorse. Adesso stiamo attuando il nostro piano casa che prevede 56milioni di investimenti, mentre per il futuro abbiamo l’obiettivo ambizioso di risolvere il problema della casa a 8mila famiglie della nostra città attraverso varie misure: il contributo affitto, il social housing, le case popolari. Non vi è una sola soluzione, vi sono una serie di misure messe insieme in un pacchetto efficace e ordinato che non guarda all’emergenza, ma programma gli interventi da fare. Come città di Firenze abbiamo l’ambizione di essere un modello per tutta l’Italia perché la casa è uno dei diritti fondamentali”.

“La consegna delle chiavi delle case popolari è sempre un momento emozionante – ha detto l’assessore Funaro – perché quando si consegnano le chiavi di casa a una famiglia si vede la felicità negli occhi delle persone. La casa è uno dei pilastri per l’autonomia e la dignità delle persone e stiamo lavorando intensamente per questo”.

“Oggi poi è un giorno particolarmente bello – ha continuato Funaro – perché si consegnano alloggi alle Murate, che è una delle operazioni più riuscite dal punto di vista di edilizia residenziale pubblica. La nostra intenzione, oltre a questi 17 alloggi, è di proseguire con i lavori per gli ulteriori 16 per arrivare a completare il complesso dell’ex carcere delle Murate”, ha concluso.

“È bello vedere le persone che si emozionano nel ricevere le chiavi della casa dove andranno a vivere – ha detto il presidente del Quartiere 1 Sguanci -. Dare una casa non vuol dire soltanto dare una spazio abitabile, vuol dire dare sicurezza, dignità e reinserire persone in un contesto sociale, in una comunità”.

“Si tratta di un intervento molto importante – ha commentato il presidente di Casa spa Talluri – oltre a consegnare altri 17 alloggi nell’area delle Murate, arrivando quindi a 90 complessivi, si tratta di un intervento di rigenerazione urbana, perché mette in connessione gli inquilini degli alloggi, con la vita del quartiere, grazie all’utilizzo degli spazi comuni presenti nelle Murate”.

 

 

 

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