Uffizi: Festa Doni. Martedì 2 febbraio la Giornata dell’Amore

Uffizi: Festa Doni. Martedì 2 febbraio la Giornata dell’Amore

Festa Doni. La Giornata dell’Amore. Martedì 2 febbraio per le coppie si pagherà un solo biglietto alla Galleria degli Uffizi. Per l’occasione sui social del museo ci saranno anche video speciali e post a tema fino al 14 febbraio

La Giornata dell’Amore, l’iniziativa speciale del museo per la terza edizione della Festa dei Doni, anticipo museale di San Valentino organizzato per l’anniversario delle fastose nozze celebrate proprio il 31 gennaio nel 1503 tra Agnolo Doni e Maddalena Strozzi a Firenze (che commissionarono a Michelangelo Buonarroti il Tondo Doni, oggi tra i più celebri capolavori custoditi nel museo, insieme al loro doppio ritratto, di Raffaello).

I Doni, ricchissimi collezionisti e mecenati fiorentini, furono tra i protagonisti indiscussi del mercato dell’arte a cavallo tra ‘400 e ‘500: solo loro, oltre al Papa, ebbero la possibilità di commissionare opere sia di Raffaello che di Michelangelo.

Nelle due settimane che andranno dal 31 gennaio a San Valentino, sui social degli Uffizi ‘fioriranno’ post a tema amoroso, dedicati ad ogni forma di questo sentimento (amore carnale, coniugale, filiale, fraterno…) con liriche di poeti, scrittori, drammaturghi e artisti dall’antichità ad oggi. Tra questi, Saffo, Ovidio, Tasso, Shakespeare, D’Annunzio, Emily Dickinson, Hermann Hesse, Walt Whitman, Alda Merini, Sylvia Plath, Baudelaire.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “La giornata dei Doni è dedicata alle coppie, il cui amore è una forma d’arte. È l’occasione per celebrarla al museo, mai così quieto come adesso. Lì sono tante le opere che, sia per i loro soggetti sia per il modo con cui l’artista li ha rappresentati, rispecchiano i nostri sentimenti più alti e coinvolgono la sfera dei nostri affetti, incluso quello coniugale”.

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Uffizi: 7.300 visitatori in sei giorni

Uffizi: 7.300 visitatori in sei giorni

Nei primi sei giorni di apertura sono stati 7.300 i visitatori alla Galleria degli Uffizi, con un trend di crescita quotidiana pressoché continuo.

Lo rende noto lo stesso museo, ricordando che gli Uffizi hanno riaperto il 21 gennaio dopo 77 giorni di chiusura, “il più lungo silenzio, in Galleria, dalla fine della Seconda guerra mondiale”.
Nel primo giorno di riapertura i visitatori sono stati 776, per passare poi 1.167 il 22 e martedì 26 gennaio 1.293. Il 27 i visitatori sono stati 1.360, mentre giovedì 28 si è registrata una lieve flessione, con 1.164 ingressi, risaliti a 1.540 venerdì scorso.
“Siamo veramente soddisfatti di questa risposta entusiasta da parte del pubblico, una partecipazione che testimonia come i musei siano parte imprescindibile dell’animo fiorentino e toscano – commenta il direttore Eike Schmidt – speriamo che la situazione dei contagi cali e che le misure del governo possano presto consentirci di restare aperti anche nei fine settimana”.
La Galleria occupa interamente il primo e secondo piano del grande edificio costruito tra il 1560 e il 1580 su progetto di Giorgio Vasari: è uno dei musei più famosi al mondo per le sue straordinarie collezioni di sculture antiche e di pitture (dal Medioevo all’età moderna).
Le raccolte di dipinti del Trecento e del Rinascimento contengono alcuni capolavori assoluti dell’arte di tutti i tempi: basti ricordare i nomi di Giotto, Simone Martini, Piero della Francesca, Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli, Mantegna, Correggio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, oltre a capolavori della pittura europea, soprattutto tedesca, olandese e fiamminga. Non meno importante nel panorama dell’arte italiana la collezione di statuaria e busti dell’antichità della famiglia Medici.
La collezione abbellisce i corridoi della Galleria e comprende sculture romane antiche, copie da originali greci andati perduti.

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Uffizi: 7.300 visitatori in sei giorni

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Nei primi sei giorni di apertura sono stati 7.300 i visitatori alla Galleria degli Uffizi, con un trend di crescita quotidiana pressoché continuo.

Lo rende noto lo stesso museo, ricordando che gli Uffizi hanno riaperto il 21 gennaio dopo 77 giorni di chiusura, “il più lungo silenzio, in Galleria, dalla fine della Seconda guerra mondiale”.
Nel primo giorno di riapertura i visitatori sono stati 776, per passare poi 1.167 il 22 e martedì 26 gennaio 1.293. Il 27 i visitatori sono stati 1.360, mentre giovedì 28 si è registrata una lieve flessione, con 1.164 ingressi, risaliti a 1.540 venerdì scorso.
“Siamo veramente soddisfatti di questa risposta entusiasta da parte del pubblico, una partecipazione che testimonia come i musei siano parte imprescindibile dell’animo fiorentino e toscano – commenta il direttore Eike Schmidt – speriamo che la situazione dei contagi cali e che le misure del governo possano presto consentirci di restare aperti anche nei fine settimana”.
La Galleria occupa interamente il primo e secondo piano del grande edificio costruito tra il 1560 e il 1580 su progetto di Giorgio Vasari: è uno dei musei più famosi al mondo per le sue straordinarie collezioni di sculture antiche e di pitture (dal Medioevo all’età moderna).
Le raccolte di dipinti del Trecento e del Rinascimento contengono alcuni capolavori assoluti dell’arte di tutti i tempi: basti ricordare i nomi di Giotto, Simone Martini, Piero della Francesca, Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli, Mantegna, Correggio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, oltre a capolavori della pittura europea, soprattutto tedesca, olandese e fiamminga. Non meno importante nel panorama dell’arte italiana la collezione di statuaria e busti dell’antichità della famiglia Medici.
La collezione abbellisce i corridoi della Galleria e comprende sculture romane antiche, copie da originali greci andati perduti.

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Nei primi sei giorni di apertura sono stati 7.300 i visitatori alla Galleria degli Uffizi, con un trend di crescita quotidiana pressoché continuo.

Lo rende noto lo stesso museo, ricordando che gli Uffizi hanno riaperto il 21 gennaio dopo 77 giorni di chiusura, “il più lungo silenzio, in Galleria, dalla fine della Seconda guerra mondiale”.
Nel primo giorno di riapertura i visitatori sono stati 776, per passare poi 1.167 il 22 e martedì 26 gennaio 1.293. Il 27 i visitatori sono stati 1.360, mentre giovedì 28 si è registrata una lieve flessione, con 1.164 ingressi, risaliti a 1.540 venerdì scorso.
“Siamo veramente soddisfatti di questa risposta entusiasta da parte del pubblico, una partecipazione che testimonia come i musei siano parte imprescindibile dell’animo fiorentino e toscano – commenta il direttore Eike Schmidt – speriamo che la situazione dei contagi cali e che le misure del governo possano presto consentirci di restare aperti anche nei fine settimana”.
La Galleria occupa interamente il primo e secondo piano del grande edificio costruito tra il 1560 e il 1580 su progetto di Giorgio Vasari: è uno dei musei più famosi al mondo per le sue straordinarie collezioni di sculture antiche e di pitture (dal Medioevo all’età moderna).
Le raccolte di dipinti del Trecento e del Rinascimento contengono alcuni capolavori assoluti dell’arte di tutti i tempi: basti ricordare i nomi di Giotto, Simone Martini, Piero della Francesca, Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli, Mantegna, Correggio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, oltre a capolavori della pittura europea, soprattutto tedesca, olandese e fiamminga. Non meno importante nel panorama dell’arte italiana la collezione di statuaria e busti dell’antichità della famiglia Medici.
La collezione abbellisce i corridoi della Galleria e comprende sculture romane antiche, copie da originali greci andati perduti.

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Bocelli apre a Firenze laboratorio per giovani talenti

Bocelli apre a Firenze laboratorio per giovani talenti

Avrà sede nel complesso di San Firenze: il 24 gennaio ci sarà l’inaugurazione con l’esibizione del tenore

Andrea Bocelli inaugurerà il 24 gennaio la nuova sede della sua Fondazione a Firenze, nel complesso di San Firenze, che ospiterà anche un laboratorio, ‘Abf Globalab‘, per incentivare e guidare il talento dei giovani. L’attenzione, è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa, sarà alla fascia tra i 16 e i 25 anni.

La sede ospiterà workshop, conferenze, eventi culturali: tra le altre attività ci saranno pure proiezioni di immagini statiche e in movimento sulla facciata di San Firenze. Il ‘Globalab’ potrà contare su alcune personalità come la vicedirettore generale dell’Unesco Stefania Giannini, l’imprenditore Mike Ferry, il sindaco di Firenze Dario Nardella, la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, il cantautore Giovanni Caccamo e l’artista Max Frieder. “Tanti ragazzi potranno trarre ispirazione da qui”, ha dichiarato Bocelli. In occasione dell’inaugurazione Bocelli si esibirà, per la prima volta, nel grande classico di Narciso Parigi e Claudio Villa ‘Firenze sogna’.

“Avere qui la fondazione che porta il mio nome per me è motivo di grande soddisfazione e orgoglio perché ritengo che nell’educazione stia la speranza del domani. In questo periodo l’educazione fa sentire la sua importanza. Mi auguro che tanti ragazzi di talento trarranno ispirazione da quello che si respira qui. E che possano trovare il coronamento e la realizzazione di tutti i loro sogni”. Lo ha detto il maestro Andrea Bocelli, in occasione della conferenza stampa online che anticipa l’inaugurazione del 24 gennaio della nuova sede della Andrea Bocelli Foundation. Il complesso di San Firenze, ha aggiunto Bocelli, “è un luogo molto bello e suggestivo. Non c’è intelligenza che possa rendersi utile se non è ben coltivata. Ho abbracciato questa mission: ritengo sia estremamente importante per il futuro nostro e dei nostri figli”

Proprio quest’anno la Abf compie dieci anni: il maestro ha ricordato come è nata l’idea della Fondazione, “dopo che mia moglie Veronica mi ha svegliato in lacrime avendo sentito la tragedia del terremoto di Haiti. Lì ho capito che ci sono situazioni in cui da lontano il cuore comincia a battere e bisogna mettersi a fare qualcosa”. “Il nuovo ‘Abf Globalab’ – ha detto il presidente della Fondazione Stefano Aversa – sarà un luogo di impegno e di crescita per i giovani. Un luogo dove potranno imparare ad esprimere il loro massimo potenziale”. Per Nardella l’inaugurazione “è un messaggio di luce e di speranza in un momento di incertezze. Con questo progetto dimostriamo che il pubblico e il privato possono lavorare insieme. Contro tanti tabù e pregiudizi, soprattutto se esiste un progetto chiaro”. Andrea Bocelli, ha aggiunto il sindaco, “avvierà qui un progetto di grande spessore, cultura e umanità per Firenze e per il mondo”. Nardella ha citato anche “Nelson Mandela che amava sempre dire che l’educazione è l’arma più potente per cambiare il mondo”

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