🎧 Piero Pelù ‘Gigante Live’ all’Ultravox Arena

🎧 Piero PelĂš ‘Gigante Live’ all’Ultravox Arena

Firenze, con il suo tour “Gigante Live” partito i primi di luglio, Piero Pelù arriva in concerto il 16 settembre all’Ultravox Arena delle Cascine.

“La musica non si arresta – si legge in una nota del comunicato stampa firmato dallo stesso Piero Pelù – Finalmente ci possiamo riabbracciare con questi concerti che aspettavamo tutti da più di un anno e potremo godere insieme della musica suonata, cantata e ballata sul palco dal vivo. Sarà una scaletta ricchissima di emozioni, energia, magia, voglia di far casino, cantare, fare festa e condividere quello che ci è mancato così tanto: la musica dal vivo. Siete pronti a spaccare l’infinito?”.

“È un concetto multiforme, multicolore, multi etnico, multiculturale… davvero – dice Piero Pelù durante l’intervista a Controradio – È un concerto dove, anche sulla base delle esigenze del periodo storico, ho messo in piedi una scaletta, che comprende brani dei miei primi 40 anni di Rock’n roll, brani naturalmente dei Litfiba ma anche brani miei, suonati con arrangiamenti molto particolari con una super mega band, con tre musicisti clamorosi che portano nomi tipo Luc Mitraglia all batteria, Black Dado al basso e Finaz alla chitarra della Bandabardò… e qui non si può che non salutare il nostro carissimo Enriquez”.

In podcast l’intervista a Piero Pelù in versione integrale, a cura di Gimmy Tranquillo.

“Il concetto è basato su una scaletta volutamente ondivaga, nel senso che l’ho suddivisa per quartine di pezzi: una ballata, un medio lento, un medio veloce, un veloce, in modo che si possa tutti trovare la giusta dimensione psicofisica per stare bene al concerto non farsi mancare assolutamente niente, non allarmarmi eccessivamente i servizi d’ordine, e quindi arrivare poi al finale dopo due ore e mezzo, dove può succedere di tutto però senza che nessuno si allarmi ecco”.

Piero suonerà con i Bandidos: Alessandro “Finaz” Finazzo (Bandarbardò) – chitarra e cori; Luca “Luc Mitraglia” Martelli – batteria, sequenze e cori; Dado “Black Dado” Neri – basso, bassochitarra e cori; Francesco “Felcio” Felcini al suono di sala e agli effetti speciali.

 

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Disco della settimana: Amyl and The Sniffers “Confort to me”

Disco della settimana: Amyl and The Sniffers “Confort to me”

Comfort to Me è il secondo album degli australiani Amyl and the Sniffers. Look “Mod”, violenza punk, il suono di Detroit e testi influenzati dal rap. Un’operazione tutt’altro che revivalista ed un modo riuscitissimo di riportare l’attenzione su quello che si può fare con basso/chitarra/batteria e tanta, tanta attitudine.

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Comfort to Me è uscito il 10 settembre su Rough Trade, registrato nel 2020 con il produttore Dan Luscombe (già all’opera con Courtney Barnett). Il lavoro è nato durante il lungo anno di lockdown, con i quattro chiusi in un appartamento in affitto con 3 camere da letto nella loro città natale, Melbourne: «E’ stato difficile per i ragazzi  stare lontani dal pub e dai loro amici – ha dichiarato la frontwoman Amy Taylor nella nota stampa – Ma abbiamo avuto molto tempo per lavorare a questo disco… La cosa principale, volevamo solo che fossimo noi».

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Dal punto di vista musicale, le influenze sono chiaramente quelle del rock “deviante” dei tardi anni 70 (dal Detroit Sound al primo punk), dell’hardcore moderno (Warthog e Power Trip) e dal suono di alcuni miti conterranei (Radio Birdman o Cosmic Psychos). Dal punto di vista testuale, invece, risente molto degli idoli rap di Taylor e di innumerevoli garage band filtrati dalla nevrosi “pandemica”: «Avevo tutta questa energia dentro di me e nessun modo per sfogarla perché non potevo esibirmi. La cosa ha avuto un effetto frenetico sul mio cervello, che si è evoluto e deformato, tanto che il mio modo di pensare il mondo è completamente cambiato». In questi mesi Amy ha collaborato anche con i Sleaford Mods nel brano Nudge (dall’album “Spare Ribs”)

Mixato da Nick Launay (Nick Cave, IDLES, Yeah Yeah Yeahs) e masterizzato da Bernie Grundman (Michael Jackson, Prince, Dr. Dre), l’album è stato anticipato dai singoli Guided By Angels, Security e Hertz che avete già ascoltato sulle nostre frequenze. In questa settimana ascolteremo insieme gli altri brani di questo che è il nostro nuovo “Disco della settimana”.

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Giulia Lorimer, morta la notte scorsa la voce e violino dei Whisky Trail

Giulia Lorimer, morta la notte scorsa la voce e violino dei Whisky Trail

Firenze, si è spenta la notte scorsa Giulia Lorimer, per anni voce e violino dei Whisky Trail, il gruppo che aveva contribuito a fondare nel 1975 e con cui ha condiviso una storia lunga 40 anni e 15 dischi.

“Oggi nostra madre ci ha lasciato – dice la famiglia di Giulia Lorimer in una nota in cui annuncia il triste evento – Una mamma di cui eravamo orgogliosi, noi, le sue figlie ed i suoi figli, i suoi nipoti, e bisnipoti, le sue nuore ed i suoi generi. Orgogliosi  per la sua voce con cui ci cantava ninna nanne francesi, spagnole o irlandesi, inframezzate da canti anarchici imparati da qualche stornellatore toscano e da canzoni popolari piemontesi, francesi o della tradizione americana; e orgogliosi per le decine di migliaia di persone che l’hanno sentita con i Whisky Trail dal 75 fino a quell’ultima volta in cui, zoppicante per i postumi di una brutta caduta, salì qualche anno fa su un palco per un’unica ed ultima canzone: ‘sono agli sgoccioli’ disse sorridendo prima di intonare per l’ultima volta una bella canzone antimilitarista irlandese”.

Giulia Lorimer è stata anche una delle figure cui fare riferimento nel quartiere di Vingone, a Scandicci, negli anni a cavallo fra gli anni 60 e 70, quando esplodevano le contraddizioni di una città cresciuta troppo in fretta. Ci lascia la sua voce, le sue poesie, ed il ricordo indelebile di una vita piena vissuta con coraggio”.

I funerali si terranno in data e luogo ancora da definire.

Giulia Daneo Lorimer – Nata in Svizzera il 16 luglio 1932, figlia di un diplomatico italiano e con madre statunitense, trascorre parte dell’infanzia in Bulgaria dove impara a suonare il violino. 
È negli USA, dove il padre era stato nominato console di Filadelfia che Giulia conoscerà suo marito e con cui avrà 11 figli. Dopo un breve periodo negli Stati Uniti, Giulia e George si stabiliscono in Italia, sulle colline di Scandicci, dove negli anni la loro casa diventa punto di riferimento per artisti, poeti e musicisti. A cavallo fra gli anni 60 e 70 col marito partecipa attivamente nella vita del quartiere di Vingone con la comunità di base di Don Masi, che spesso trova ospitalità nella loro casa.
Nel 1975 è tra i fondatori dei Whisky Trail iniziando una lunga carriera che la porterà ad esibirsi in tutti i concerti che il gruppo terrà in Italia, Svizzera, Spagna, Germania e Portogallo, dal 1975 al 2015.
Con i Whisky Trail inciderà 15 dischi, fra i quali anche “Nana’s Lullabyes”, nato come progetto familiare, per aiutare una nipote a cantare qualche ninna nanna alla prima delle sue bisnipoti, e poi rimasterizzato con l’aiuto del suo gruppo.
Nel 2001, le viene dato il premio “Filo d’argento” promosso dal Presidente del consiglio Comunale di Firenze e dall’associazione AUSER Toscana e nel 2010 in occasione dell’8 Marzo le riceve il premio “Premio donna città di Scandicci”.
Co-autrice dei brani originali dei Whisky Trail ha pubblicato una raccolta di sue poesie “Non Domandarmi” e i suoi ricordi ne “La lana rimasta sulle siepi”.

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Emma Nolde. Ascolta l’intervista

Emma Nolde. Ascolta l’intervista

In occasione di una sua data fiorentina abbiamo colto l’occasione per fare due chiacchiere con Emma Nolde, talentuoso astro nascente della nuova musica italiana scoperta e lanciata dal Rock Contest di Controradio.

Emma Nolde è stata scoperta dal Rock Contest nel 2019,  edizione in cui ha meritato il Premio Ernesto de Pascale per la miglior canzone con testo in italiano con il brano Nero Ardesia. Canzone che è poi entrata a far parte dell’album d’esordio “Toccaterra” uscito per Woodworm/Polydor.

Emma ha portato il disco dal vivo in un lungo tour estivo che ha percorso tutta la penisola.

Ascolta l’intervista a cura di Giovanni Barbasso.

 

Nel frattempo il Rock Contest è partito con le iscrizioni all’edizione 2021. In palio registrazioni in studio, clip, tour e altri premi votati alla crescita professionale:  1° e 2° Premio Rock Contest, Premio FSE/Giovanisì, Premio Ernesto De Pascale. Novità di quest’anno, il Premio Enrico Greppi “Erriquez” in ricordo del leader della Bandabardò.

Partecipare è semplicissimo: basta compilare il modulo d’iscrizione e caricare tre brani originali. Una giuria di addetti ai lavori selezionerà le 30 band/artisti che accederanno alle fasi finali del concorso: 5 serate eliminatorie e due semifinali online. Quindi la finalissima che, Covid permettendo, si svolgerà dal vivo, a dicembre, a Firenze, insieme a ospiti illustri e con una giuria super qualificata che, insieme al pubblico, stillerà la classifica finale.

La “Computer Age Edition” dello scorso anno, con cui il Rock Contest ha inaugurato la sua dimensione digitale, ha ottenuto oltre mezzo milione di visualizzazioni.

 

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Zen Circus in concerto a Ultravox Firenze

Zen Circus in concerto a Ultravox Firenze

In occasione della chiusura del tour a Firenze, sabato 11 settembre allo spazio Ultravox, Davide Agazzi ha intervistato Ufo il bassista degli Zen Circus

Ultimo tris di date per il tour estivo di THE ZEN CIRCUS che, dopo una lunga assenza dai palchi, hanno attraversato la penisola con una serie di concerti speciali. A chiusura del tour la band sarà a Roma l’8 settembre e a seguire a Milano e Firenze (10 e 11), location dapprima andate sold out e recentemente riaperte in prevendita a fronte dell’ampliamento di capienza.

La band ha incontrato nuovamente il proprio pubblico con una serie di eventi in programma nelle principali città italiane. Occasioni uniche in cui The Zen Circus hanno portato sul palco i brani del nuovo album “L’ultima casa accogliente”, alternandoli alle immancabili canzoni del loro repertorio, in un tour che ha segnato l’importante ritorno all’emozione della musica dal vivo.

L’album è stato anticipato dal singolo e video “Appesi alla luna”, seguito dal secondo estratto “Catrame” e dai brani “Come se provassi amore” e “Non”.

Da sempre nutriti da una grande urgenza live, The Zen Circus negli anni hanno accresciuto il proprio pubblico transgenerazionale e nel 2019 hanno celebrato 20 anni di attivitĂ  con un importante sold out al palazzetto dello sport di Bologna (Paladozza).

The Zen Circus:

Appino – voce, chitarra

Ufo – basso

Karim Qqru – batteria

I sodali:

Francesco “Il Maestro” Pellegrini – chitarra

Fabrizio “Il Geometra” Pagni – pianoforte, tastiere

11 Settembre Firenze – Ultravox Firenze / Anfiteatro delle Cascine Ernesto De Pascale

(Tutti i concerti del tour si svolgeranno nel pieno rispetto delle normative anti-covid e degli specifici ordinamenti regionali vigenti):

 

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