Fontaines D.C. “Skinty Fia”. Disco della settimana.

Fontaines D.C. “Skinty Fia”. Disco della settimana.

Allontanati i paragoni con Joy Division e Fall, i Fontaines D.C. danno alle stampe un album di cui tutti parlano ma che divide, una delusione per qualcuno, il primo disco di peso di questa nuova generazione del “post-punk” per altri. A voi il giudizio.

‘Skinty Fia’, il terzo album degli irlandesi Fontaines D.C. è ora appena uscito per Partisan Records. Il titolo dell’album, Skinty Fia è una frase irlandese che può essere tradotta come “la dannazione del cervo” e la copertina dell’album presenta appunto un cervo strappato dal suo habitat naturale e inserito in una casa, illuminato da una luce rossa artificiale. Il cervo gigante irlandese è una specie estinta e i pensieri della band sull’identità irlandese sono al centro dell’album. La frase, che è usata per manifestare delusione o fastidio, ha risuonato con il frontman Grian Chatten come l’esatta espressione dei suoi sentimenti nei confronti della “mutazione” della cultura irlandese all’estero e la canzone, che dà il tono a tutto l’album, esplora quei sentimenti attraverso la lente di una relazione condannata da paranoia, alcool e droghe.
Il video musicale diretto da Hugh Mulhern, cattura la tensione della canzone con Grian che si muove inosservato in mezzo a una folla in festa.

Ci sono gli echi rock di Dogrel e le atmosfere più cupe di A Hero’s Death, ma Skinty Fia è molto più ampio e cinematografico. I Fontaines D.C. sono una band in uno stato di costante evoluzione e questa volta il risultato è un album di stati d’animo mutevoli, intuizioni sorprendenti e maturità.

Skinti Fia è il nostro “Disco della settimana“.

L'articolo Fontaines D.C. “Skinty Fia”. Disco della settimana. da www.controradio.it.

🎧 David Bowie: Monsummano Terme celebra i 50 anni di Ziggy Stardust

🎧 David Bowie: Monsummano Terme celebra i 50 anni di Ziggy Stardust

Mercoledì 15 giugno alle 21, concerto/evento in piazza Giusti a Monsummano Terme che celebra i 50 anni di ‘Ziggy Stardust’ di David Bowie.

Si tratta della terza edizione del progetto “L’uomo che cadde su Monsummano Terme”. Il programma 2022 prevede un concerto/evento in Piazza Giusti, mercoledì 15 giugno dalle ore 21:00, con tanti artisti che riproporranno, ognuno con il suo stile e sensibilità, i brani di Ziggy Stardust e alcune delle pietre miliari di Bowie. Sono passati 50 anni da quel giorno, quando il mondo vide per la prima volta Ziggy Stardust, un alieno androgino arrivato dalle stelle per avvisare l’umanità che le restano soltanto cinque anni di vita. David Bowie cominciò ad interpretare il personaggio durante i suoi concerti con capelli rossi, tute colorate e super attillate e la stella disegnata sull’occhio destro. La trasformazione del mondo del rock ebbe inizio.

Sarà proprio la città di Monsummano Terme ad aprire le celebrazioni di Ziggy nel mondo, con il concertone di mercoledì 15 giugno in Piazza GiustiProsegue, quindi, con rinnovato entusiasmo il progetto “L’uomo che cadde su Monsummano Terme”, partito nel 2019 con il concerto tributo sotto la direzione di Paolo Fresu e l’intitolazione del Parco del Museo “Mac,n” a David Bowie proseguito poi, dopo la pausa pandemica del 2020, nel 2021 con un viaggio nella moda e nei diversi linguaggi espressivi legati alla creatività giovanile che hanno valorizzato gli spazi del Museo Mac,n e del Parco Bowie di Villa Martini.

Il progetto è promosso dal Comune di Monsummano Terme e da Officine della Cultura e ha il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e di Toscana Energia. A tirare le fila di questa band sarà l’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink, un ensemble di trenta musicisti provenienti da vari paesi del mondo (Libano, Albania, Algeria, Giappone, Russia, Bangladesh, Argentina, Olanda e Colombia). Sul palco assieme a loro Paolo Benvegnù, Andrea Chimenti, i Modena City Ramblers, Finaz e Nuto della Bandabardò, i Piqued Jacks e la star inglese Dana Gillespie, musa ispiratrice e vocalist di Bowie proprio negli anni di Ziggy Stardust, che sarà a Monsummano Terme per la sua unica apparizione italiana del 2022.

Ad accompagnare questo cast ci saranno le incursioni danzanti della compagnia Motus, co-produttrice del concerto-evento insieme a Officine della Cultura e la conduzione di Clive Malcolm Griffiths.

Prevendite su ticketone.it Circuito BoxofficeToscana/Ticketone

info: Officine della Cultura, via Trasimeno 16 52100 Arezzo.
Tel. 0575.27961 – 338 8431111
biglietteria@officinedellacultura.org e su www.officinedellacultura.org/progetti-speciali/david-bowie/. 

In podcast l’intervista all’assessora alla Cultura Elena Sinimberghi e alla sindaca di Monsummano Simona De Caro, a cura di Lorenzo Braccini. 

L'articolo 🎧 David Bowie: Monsummano Terme celebra i 50 anni di Ziggy Stardust da www.controradio.it.

Vieri Cervelli Montel, dal vivo “I”, il disco d’esordio.

Vieri Cervelli Montel, dal vivo “I”, il disco d’esordio.

Vieri Cervelli Montel, scoperto e lanciato nell’edizione 2018 del Rock Contest, presenta dal vivo il suo disco d’esordio in uscita per l’etichetta di IOSONOUNCANE.

Giovedì 5 maggio ore 21.15, presentato dalla rivista Lungarno, sul palco della Sala Vanni di Piazza del Carmine a Firenze, arriva Vieri Cervelli Montel per presentare il suo debutto “I” (“primo”), disco che inaugura la nuova etichetta di IOSONOUNCANE, Tanca, e che uscirà venerdì 6 maggio, pochi minuti dopo la fine del concerto.

Se, come ogni disco d’esordio, I [primo] è il punto d’approdo, un romanzo di formazione, la fotografia in movimento del divenire musicista, l’(auto)biografia che ne è alla base ha inizio dalla perdita del padre del musicista avvenuta quando VCM aveva nemmeno 7 anni, vent’anni prima della pubblicazione di questo disco.
L’angolazione è spietata, ma non per questo I [primo] è un disco privo di speranza e prospettiva.
Racconta la perdita, ma anche come si impara ad amare al di là della perdita stessa.
È coraggioso da parte di VCM affrontare argomenti che nella musica italiana attuale sono quasi un tabù: la morte, la memoria e la stessa infanzia.
È infatti la traccia finale del disco, la title track primo, a suggerire una ciclicità quasi rigenerativa dopo ultimo (che invece cerca di ricreare l’ultimo momento insieme al padre perduto). I [primo] è un disco sì autobiografico, ma anche universale, che tratta temi archetipici come l’infanzia e la crescita, il ricordo di ciò che è perduto, la morte e la vita che, invece, resta.
Nel 2022, vent’anni dopo la morte del padre, I [primo] racchiude il percorso che ha portato l’autore a metabolizzare realmente la perdita, e ad abbracciare chi ama cessando di aver paura che un giorno non ci sia più.
La lavorazione è stata lunga, tortuosa ma al contempo una decisa presa di coscienza delle forme del proprio linguaggio da parte dell’autore.
VCM ha scritto le nove canzoni che compongono I [primo] e le ha distrutte attraverso manipolazione elettronica e sessioni di improvvisazione radicale coi compagni Nicholas Remondino (alla batteria preparata), Luca Sguera (pianoforte e sintetizzatori) e Alessandro Mazzieri (basso e contrabbasso), incontrati durante gli studi a Siena Jazz, coi quali dopo un lungo periodo di scrittura solitaria ha deciso di condividere le canzoni nude.
Nell’album, i testi di VCM comunicano con estetiche musicali eterogenee e all’apparenza antitetiche, dalla canzone piano e voce (stanca) all’improvvisazione libera (stanza), dalla techno (ultimo) al noise (scale).

Fondamentale è stato l’apporto di IOSONOUNCANE che è entrato in contatto con VCM e le sue canzoni nel 2018, quando già il primo nucleo dei brani aveva una forma ben precisa.
L’artista sardo ha fornito indizi e percorsi per risolvere il rebus del sound del disco e, attraverso un serrato dialogo con VCM, è stato elemento determinante per procedere a un meticoloso labor limae sui testi.

Biografia:
Vieri Cervelli Montel nasce nel 1995 a Firenze ma affonda le sue radici in Sardegna e Normandia.
Negli anni di studio alla Siena Jazz University scopre l’improvvisazione radicale e inizia a coltivare una poetica che rifiuta i codici estetici dei generi musicali e ne opera la destrutturazione in canzoni ibride e contaminate. Scoperto e lanciato dall’edizione 2018 del Rock Contest di Controradio, nel quale vince il Premio Siae per la miglior composizione, esordisce pubblicando nel 2021 una versione controcorrente di Almeno tu nell’universo, una rilettura contemporanea del classico di Mia Martini.
Lo stesso anno intraprende un tour estivo in apertura a IOSONOUNCANE, che collabora in veste di produttore all’album d’esordio di Vieri, I [primo], e decide di renderlo il primo disco pubblicato dalla sua nuova etichetta Tanca Records, nel maggio 2022.
Le nove canzoni, elaborate tramite manipolazione elettronica e improvvisazione radicale con un ensemble di musicisti, danno vita a un materiale sospeso tra canzone tradizionale e sperimentazione contemporanea: Vieri scrive parole e musica che si trasformano nell’improvvisazione collettiva, dando vita a canzoni aperte agli scenari possibili.

LUNGARNO presenta:
VIERI CERVELLI MONTEL – live
Giovedì 5 maggio ore 21.15
Sala Vanni
Piazza del Carmine, 14 – Firenze
Ingresso libero
Ottieni il tuo biglietto gratuito qui:
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-lungarno-presenta-vieri-cervelli-montel-live-321162404397
https://www.facebook.com/vieridinome
https://www.instagram.com/vieridinome/

L'articolo Vieri Cervelli Montel, dal vivo “I”, il disco d’esordio. da www.controradio.it.

Il “Disco della Settimana” non è:

Il “Disco della Settimana” non è:

Già pubblicato nel 2011, a grande richiesta, riecco lo “spiegone” sui criteri che guidano la scelta dei nostri “Dischi della settimana”.

Sembra assurdo doverlo spiegare per la centesima volta, ma, si sà, spesso la ggente è “de coccio”. Perchè? Perchè periodicamente vien fuori uno a dire la sua (certo, legittima) su “e quel disco fa caha” e “quell’altro era più bello” e “su radio cippalippa l’ho sentito il mese scorso”, “avete preso i vaìni”, allora, a scanso di ulteriori equivoci è il caso di dire, una volta per tutte e per iscritto (scripta manent?) cosa il Disco della Settimana NON E’:

Il “Disco della Settimana” non è necessariamente il disco “più bello” della settimana (potrebbero infatti uscire dischi bellissimi ma di scarso appeal radiofonico, o talmente di nicchia da risultare poco interessanti per una vasta platea di ascoltatori), ma un disco (tra altri) che si decide di ascoltare con più attenzione e nel dettaglio per le ragioni più svariate (magari perchè se ne parla troppo, o troppo poco) fosse anche per giungere alla conclusione che “non vale la pena acquistarlo”.

Il “Disco della Settimana” non è un disco uscito necessariamente “quella settimana”, poichè, per fortuna, siamo svincolati dalle dinamiche “agonistiche” di molti media che seguono lo “stile milanese”, per cui un disco è “Disco della Settimana” nella settimana in cui noi ne veniamo in possesso. O comunque quando ci pare.

Il “Disco della Settimana” non è una scelta individuale del conduttore, ma una scelta della Redazione Musicale della quale il conduttore si fa portavoce.

Il “Disco della Settimana” non è un disco necessariamente “alternativo” o fuori dalle logiche “commerciali” (delle quali non ce ne frega comunque un gran chè). Un buon disco può anche essere un disco di successo, senza che questa debba essere considerata una colpa.

Il “Disco della Settimana” non è il disco dell’artista “più famoso”, visto che non è infrequente che artisti pur molto quotati o stimati diano alle stampe delle emerite “sòle”.

Il “Disco della Settimana” non è per forza un disco che entrerà nella Storia del Rock. Magari la settimana dopo ce lo dimentichiamo ecchissenefrega

Il “Disco della Settimana” non è un disco che per forza ha dei testi “bellissimi” (vorrei sapere quanti  stanno attenti ai testi dei prodotti anglofoni) e, se di un disco in italiano un paio di versi non vi piacciono, beh, ce ne faremo una ragione.

Il “Disco della Settimana” non è il disco più “figo”, magari è un disco “sfighissimo”, ma ci piace proprio per quello.

Il “Disco della Settimana” non è per forza un disco “politicamente” orientato. La musica può essere anche altro.

Il “Disco della Settimana” non è un disco che debba piacere a tutti, ma magari può essere un disco importante solo per una determinata fascia di pubblico.

Il “Disco della Settimana” non è un disco che debba per forza piacere ad una determinata fascia di pubblico, ma, magari, quella settimana si decide di fare una “mediazione” vista l’eterogeneità dei gusti e della fasce di età degli ascoltatori di Controradio.

Il “Disco della Settimana” non è un Segno del Destino.

Il “Disco della Settimana” non è (si spera..) veicolo di un messaggio infrasonico mirato sulle tue frequenze celebrali allo scopo di farti saltare i nervi (la schermatura di alluminio sulla calotta cranica comunque potrebbe bastare).

Il “Disco della Settimana” non è un segnale per Servizi Segreti di potenze avverse alla nostra Nazione.

Insomma, il “Disco della Settimana” non è un sacco di cose, e molte altre potrebbe NON essere…

Come dite? Alcune cose sembrano in contraddizione???

Ahh..l’avete capito alla fine! Si fa un pò come cavolo ci pare, convinti comunque di fare un “servizio” a quelli che saranno soddisfatti della scelta come a quelli che la disapproveranno.

Poi, detto fra di noi, lasceremmo l’indignazione per cose più “serie”.

*Dalla Redazione Musicale, pubblicato per la prima volta nel 2011.

L'articolo Il “Disco della Settimana” non è: da www.controradio.it.

Mont’Alfonso sotto le stelle 2022

Mont’Alfonso sotto le stelle 2022

Nuova edizione di “Mont’Alfonso sotto le stelle”, musica, teatro e spettacoli in antiche fortezze e parchi naturali delle Alpi Apuane e dell’Appennino Tosco-Emiliano. Dal 28 luglio al 21 agosto a Castelnuovo di Garfagnana, San Romano in Garfagnana, Vagli Sotto (Lucca)

Musica, teatro e spettacoli in antiche fortezze e parchi naturali delle Alpi Apuane e dell’Appennino Tosco-Emiliano, ma anche escursioni, visite guidate, delizie da gustare e altre buone ragioni per andare a “Mont’Alfonso sotto le stelle”.  Il festival che dal 28 luglio al 21 agosto 2022 porterà nel cuore della Garfagnana artisti del calibro di Ludovico Einaudi, Vinicio Capossela – nell’ambito di una due giorni dedicata a Ludovico Ariosto –  Umberto Tozzi, Stefano Massini, Giorgio Panariello, Aka7even, Frida Bollani, Maurizio Carucci, Danilo Rea.

Il festival si inaugura giovedì 28 luglio con un evento straordinario, il concerto – al tramonto – del pianista e compositore Ludovico Einaudi all’Oasi di Campocatino di Vagli Sotto (Lucca), scenario perfetto per lo “spazio libero e senza confini” e il “tempo senza tempo” di “Underwater”, il suo nuovo album di inediti.
Altro luogo ricco di storia e suggestioni, la Fortezza delle Verrucole a San Romano in Garfagnana, dove sabato 30 luglio Frida Bollani porterà il suo talento e il suo pianoforte. Sempre alla Fortezza delle Verrucole, martedì 2 agosto, sarà la volta di Maurizio Carucci, già voce degli Ex-Otago, e del suo recente debutto da solista, “Respiro”.

E poi giovedì 4 agosto Stefano Massini che renderà omaggio a Giorgio Gaber con lo spettacolo “Quando sarò capace di amare”. Domenica 7 e lunedì 8 agosto due giornate dedicate a Ludovico Ariosto tra gli ospiti anche Vinicio Capossela. E ancora, l’immancabile concerto all’alba di Ferragosto – lunedì 15 agosto alle ore 4.45 – quest’anno vedrà sul palco il pianista Danilo Rea. Info tel. 0583 641007 – 055 667566. Per scoprire il programma completo QUI

L'articolo Mont’Alfonso sotto le stelle 2022 da www.controradio.it.