Sport: da Parlamento appello a Draghi, 1,5 miliardi di euro in decreto Imprese

Sport: da Parlamento appello a Draghi, 1,5 miliardi di euro in decreto Imprese

“Lo Sport svolge un ruolo sociale insostituibile ed e’ uno dei principali veicoli di benessere psico-fisico, oltre a rappresentare una macchina economica fondamentale per il Paese, coinvolgendo migliaia di lavoratori e di volontari”. Intervista con ANDREA ROSSI, parlamentare PD, commissione sport

Componenti di tutte le forze politiche nelle commissioni Cultura, Istruzione e Sport di Camera e Senato hanno inviato questa mattina una lettera al presidente Draghi chiedendo un “impegno forte e significativo” per sostenere il comparto dello Sport che, duramente colpito dalla pandemia, “non ha ricevuto adeguate risorse dalla politica e dalle istituzioni in questi mesi”.

E’ quanto si legge in una nota. “Lo Sport svolge un ruolo sociale insostituibile ed e’ uno dei principali veicoli di benessere psico-fisico, oltre a rappresentare una macchina economica fondamentale per il Paese, coinvolgendo migliaia di lavoratori e di volontari”, dichiarano Rosa Maria Di Giorgi e Roberto Rampi (Pd), Alessandra Carbonaro e Danila De Lucia (M5s), Daniele Belotti e Maria Saponara (Lega), Marco Marin e Andrea Cangini (FI), Gabriele Toccafondi e Daniela Sbrollini (Iv), Federico Mollicone e Antonio Iannone (Fd’I), Nicola Fratoianni (Si), Alessandro Fusacchia (FacciamoEco), Bianca Laura Granato (Ac) e Albert Lanie’ce (Uv).

“Dopo oltre un anno di chiusure e limitazioni – proseguono i parlamentari -, abbiamo il dovere di ascoltare il grido di dolore lanciato dal mondo sportivo dandogli risposte concrete. Per questo, abbiamo chiesto al governo che nel prossimo decreto Imprese lo Sport riceva adeguata attenzione con uno stanziamento di 1,5 miliardi”. “Anche alla luce delle ripercussioni in termini psicologici, sociali e sanitari che la pandemia sta avendo e avra’ soprattutto sulle giovani generazioni, riteniamo inoltre prioritario portare a compimento il percorso del disegno di legge 992 sul potenziamento dell’educazione motoria nelle scuole primarie, fermo ormai da 18 mesi al Senato – concludono deputati e senatori -. Sostenere e promuovere lo Sport il piu’ possibile, in tutte le sue forme, significa investire sul Paese”.

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Arezzo: assolto malato che produce cannabis, non è reato, “sentenza storica”

Arezzo: assolto malato che produce cannabis, non è reato, “sentenza storica”

Avvocato difensore, ‘Per sentenza il fatto non sussiste’, principio del diritto di cura con la cannabis a solo scopo terapeutico

Siamo molto soddisfatti dell’assoluzione perché il fatto non sussiste. E’ la soluzione auspicata perché da tempo avevamo chiesto l’archiviazione. De Benedetto non ha mai fatto uso di sostanze stupefacenti”: così dopo la sentenza del tribunale di Arezzo uno dei difensori, avvocato Lorenzo Simonetti, spiega la sentenza di assoluzione per Walter De Benedetto, un paziente di artrite reumatoide imputato in un processo perché in casa coltivava cannabis che lui ha sempre sostenuto di usare a scopo terapeutico. “Solo per questo la adoprava – spiega ancora il legale – per il dolore che l’artrite reumatoide di cui soffre gli provocava”

Sono soddisfatto, non solo per me ma anche per tutti coloro che vivono nelle mie stesse difficoltà proprio perché è stato affermato il principio del diritto di cura con la cannabis a solo scopo terapeutico. Ringrazio chi mi ha sostenuto e la mobilitazione che si è creata intorno a me. Da questa sentenza possiamo partire per portare avanti la nostra lotta”. Così Walter De Benedetto, il 48enne di Arezzo assolto dall’accusa di aver coltivato cannabis per uso diverso da quello curativo. L’uomo è affetto da artrite reumatoide ed è stato imputato in un processo concluso oggi con l’assoluzione per averla coltivata in giardino. Stamani non era in aula perché ieri sera non è stato bene, ma, raggiunto al telefono, ha commentato la sentenza. “Mi sento molto sollevato dalla decisione del tribunale”, ha anche detto. A pesare sull’orientamento assolutorio della sentenza proprio il fatto, come ha sottolineato il suo legale, che De Benedetto, 48 anni, ex dipendente comunale, non ha mai fatto uso di droga e ha usato cannabis solo per usi esclusivamente terapeutici. “Grazie a te questa sentenza vola più in alto”, ha pure commentato l’avvocato Lorenzo Simonetti, uno dei legali, informando Walter De Benedetto dell’assoluzione.

“Le dosi fornite dalla Asl – ha spiegato ancora l’avvocato Simonetti – non bastavano alla sua cura”. Soddisfazione è stata espressa anche dall’ex presidente del Corecom toscano Enzo Brogi che per primo aveva sollevato il caso. Soddisfazione è stata espressa anche dai parlamentari Caterina Licatini del Movimento 5 Stelle e Riccardo Magi di +Europa, quest’ultimo protagonista nei mesi scorsi di una protesta eclatante: portò della cannabis a Walter De Benedetto, nella sua casa a Ripa di Olmo, nei pressi di Arezzo, e poi si autodenunciò a Roma.

“È una decisione storica quella che ha assunto oggi il Tribunale di Arezzo: Walter De Benedetto è innocente. Walter, disabile, ha coltivato la Cannabis per curare le sue patologie. È stato indagato per coltivazione e spaccio di stupefacenti, ma oggi è arrivata l’assoluzione piena, un risultato straordinario che mette nero su bianco il diritto di coltivare Cannabis per i malati che ne vogliono fare uso. La decisione odierna del tribunale di Arezzo deve essere un monito al legislatore di intervenire sulla regolamentazione della cannabis. La scorsa settimana, in conferenza stampa alla Camera, ho presentato la proposta di legge 2813 che va proprio in questa direzione e strappa alle mafie il monopolio della sostanza. Faccio un appello ai miei colleghi parlamentari: ripartiamo da Arezzo e avviamo un serio dibattito sulla cannabis.” Così in una nota il deputato Michele Sodano, commenta la sentenza che ha assolto Walter De Benedetto.

“Finalmente si è conclusa l’assurda ed ingiusta via crucis giudiziaria di Walter De Benedetto, che affetto da artrite reumatoide che comporta una progressiva perdita di mobilità faceva uso di cannabis terapeutica, come da prescrizione medica, per lenire gli atroci dolori. Nell’ottobre del 2019 era stato arrestato per averla coltivata in casa, non essendo il servizio sanitario in gradi di garantirgli la quantità a lui necessaria. Oggi una sentenza di giustizia”. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, dopo il pronunciamento del tribunale di Arezzo. “Mentre penso a quanto dolore aggiuntivo abbia dovuto subire questo ragazzo che lo ha affrontato con grande dignità , come dissi nei mesi scorsi, non ci sono più alibi o tabù: il tema della legalizzazione della cannabis – conclude il leader di Si – deve essere affrontato dalla politica e dalle Istituzioni. Subito e senza pregiudizi o ipocrisie”

“Siamo molto soddisfatti di questo risultato. Oggi in 20 città con altre associazioni e forze politiche abbiamo manifestato di fronte ad altrettanti tribunali a sostegno di Walter. Una mobilitazione nazionale bellissima”: lo affermano in una nota Massimiliano Iervolino, Giulia Crivellini e Igor Boni, segretario, tesoriera e presidente di Radicali Italiani subito dopo l’assoluzione di Walter De Benedetto imputato di coltivazione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio perché il fatto non sussiste. “L’applauso dei tanti alla notizia dell’assoluzione, che con noi erano ad Arezzo di fronte al tribunale sotto una pioggia scrosciante, è stato emozionante. Walter è assolto ma la legge proibizionista è da condannare senza attenuanti. Una legge criminogena che riempie le galere di disperati e consegna miliardi di euro alle mafie e alla criminalità. Noi chiediamo al Parlamento di discutere e approvare la nostra proposta di legge popolare che oltre 60.000 cittadini hanno sottoscritto per la legalizzazione della cannabis. Lo stanno facendo in moltissimi paesi del mondo facciamolo anche noi in onore della ragionevolezza e contro un proibizionismo becero che ha fallito per decenni”.

 

 

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Fratoianni, stato emergenza per ecoballe Piombino

Fratoianni, stato emergenza per ecoballe Piombino

“Trovo davvero incomprensibile che al pasticcio burocratico che ha portato nei mesi scorsi al blocco della rimozione di decine di ecoballe che si trovano da 5 anni nei fondali marini tra Piombino, Follonica ed Elba, non si sia ancora trovata una soluzione operativa efficace”. Lo afferma il portavoce nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.

“Il ministero dell’ambiente, gli enti locali, la guardia costiera tutti sono concordi nella necessità della dichiarazione dello stato di emergenza – prosegue l’esponente di Leu – Stato
di emergenza non ancora proclamato. A maggio ho presentato un’interrogazione su questi ritardi, e anche questa ancora senza risposta.”
“Non si può più aspettare ulteriormente: il rischio di un danno ecologico incalcolabile per quel territorio e per quel mare é sempre più reale. E sarebbe inaccettabile. Nei prossimi giorni – conclude Fratoianni – chiederò che le forze parlamentari di maggioranza trovino una soluzione”

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