Governo: Nardella, da Zingaretti sforzo per sostegno Draghi

Governo: Nardella, da Zingaretti sforzo per sostegno Draghi

“Zingaretti sta facendo un grande sforzo per accompagnare tutto il partito sul sostegno convinto al Governo Draghi, voglio dargli atto del momento difficile che affronta e dello sforzo che sta compiendo. Non dobbiamo apparire come preoccupati dal Governo Draghi ma semmai entusiasmati da questa svolta istituzionale e politica”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella intervenuto a ‘Omnibus’ su La7.

“E’ chiaro poi – ha aggiunto – che quando affermiamo ‘Mai con qualcuno’ stabiliamo dei paletti che poi diventa difficile superare. Secondo me dobbiamo una volta per tutte sposare il motto ‘mai dire mai’ perché altrimenti siamo sempre condizionati con i cambiamenti della politica, rischiamo di subirli più che di guidarli. E’ un passaggio non semplice, ma la strada c’è davanti al nostro partito”. Il sindaco ha ribadito che “il Pd” ha tutti i “motivi per sostenere con convinzione il Governo Draghi. Il nostro partito è quello di gran lunga più in sintonia con le idee di Draghi, in questo senso può essere il perno di questo nuovo Governo. Arrivarci con un po’ di sofferenza può indurre anche i nostri elettori a pensare che il Pd subisca questo Governo piuttosto che cavalchi: io penso che dobbiamo superare questo condizionamento psicologico. Quello che si aspettano ora i cittadini sono i fatti”.
“Penso che oggi di fronte ai problemi che dobbiamo risolvere la priorità non sia quella di scegliere il nuovo segretario del Pd. La priorità è attrezzarci col nuovo Governo per dare le risposte che servono e che l’Italia aspetta. Credo che si debba lavorare per restituire al Pd lo spirito fondativo, quello del 2008 quando aveva il doppio dei voti che ha ora”. Ha aggiunto il sindaco di Firenze.
“Lo spirito del 2008 – ha aggiunto – era quello di un partito che non perdeva pezzi, ma al contrario ne conquistava di nuovi, si presentava con una chiara vocazione sui temi dell’ambiente, del lavoro, si sentiva davvero centrale nel dibattito pubblico”. Il Pd deve “lavorare per costruire un profilo chiaro, che ci identifichi, a prescindere dalle alleanze che vengono dopo aver chiarito il nostro obiettivo, la nostra visione. Non siamo un partito sulla base delle alleanze che facciamo”.
Ad esempio, ha spiegato il primo cittadino, “i 5 Stelle hanno una posizione molto chiara sul reddito di cittadinanza. Il Pd che a mio avviso deve essere la forza politica che mette il lavoro al centro, non deve preoccuparsi di contraddire i 5 Stelle sul reddito di cittadinanza se ha una idea più forte: dobbiamo avere il coraggio e la lucidità di proporre che i 7-8 miliardi che ogni anno si mettono sul reddito di cittadinanza si possano gradualmente spostare sulle politiche attive per il lavoro”.
Il sindaco ha replicato anche a chi parla “di Bonaccini e dei sindaci come una fronda fastidiosa. Qui non c’è nessuna fronda, nessuna corrente: i sindaci del Pd e i presidenti di regione tra cui Bonaccini sono l’ossatura del Pd, sono ciò che che consente al partito di avere quel 20% che nasce dal consenso dei territori”.

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Regionali, Rossi: “Pd ha bisogno di grande apertura e di guardare a sinistra”

Regionali, Rossi: “Pd ha bisogno di grande apertura e di guardare a sinistra”

“Il Pd ha bisogno di una grande fase di apertura, io credo che abbia bisogno di guardare a sinistra”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, a margine di un evento a Firenze parlando con i giornalisti delle prossime Regionali.

Per Rossi “guardare a sinistra non significa non tenere conto dei bisogni e delle necessità di larghi strati di ceto medio produttivo, commerciale, di imprenditori”, però, ha aggiunto, il Pd “ha bisogno di ritrovare le sue radici che stanno a mio parere nella storia del socialismo, nella storia della sinistra italiana e nella storia dei popolari cattolici, nei valori e nella cultura di questi due grandi orientamenti e culture” perché “aver smarrito questi fondamenti ci ha portato fuoristrada, ci ha portato ad essere succubi di una cultura neoliberista, mercatista. Abbiamo bisogno – continua Rossi – di rialzare lo sguardo e partire dal riconoscere innanzitutto le critiche, guardare a quei gruppi sociali di meno abbienti, di ceti medi che soffrono la crisi. Questa deve essere la strada su cui il Pd si costruisce come nuovo”.

Ha commentato poi la riorganizzazione del Pd annunciata dal segretario Nicola Zingaretti e l’eventuale rapporto con le Sardine: “Io credo che le Sardine debbano essere ascoltate, devono dire la loro e nessuno ha diritto a fare un’Opa” sul movimento che “rivendica un cambiamento nella politica a tutti i livelli. Poi chi di loro vorrà aderire a questa iniziativa che Zingaretti ha preannunciato, bene, chi non vorrà aderire perché la pensa diversamente, farà diversamente”. Per Rossi è “un movimento di rinnovamento della politica, significa che in questo Paese la politica gridata, la politica degli insulti, che non approfondisce i problemi, che non fa proposte serie, trova anticorpi che scendono in piazza e si fanno sentire. Poi dove sarà l’indirizzo politico di queste persone che scendono in piazza io credo che ogni individuo deciderà per sé”.

Sulla propaganda di Salvini invece dichiara: “Noi siamo relativamente sicuri di vincere, non ci fa paura la propaganda di Salvini. Siamo certi che in Toscana si riconosca il lavoro buono che è stato fatto e che il nuovo candidato ed i candidati saranno in grado di allestire un programma che a partire dalla nostra base penserà ai futuri anni in Toscana”.

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Bibbiano: Cassazione revoca domiciliari a sindaco Carletti

Bibbiano: Cassazione revoca domiciliari a sindaco Carletti

La Cassazione ha revocato l’obbligo di dimora nei confronti di Andrea Carletti, il sindaco Pd di Bibbiano, indagato per lo scandalo ‘Angeli e Demoni’ sul presunto sistema di affidi illeciti di minori scoppiato in Val d’Enza, in provincia di Reggio Emilia, nel giugno scorso quando il politico venne arrestato.

A distanza di sei mesi dalla vicenda Bibbiano, Andrea Carletti, ora è tornato libero. In attesa delle motivazioni, la Cassazione avrebbe deciso per la revoca sentenziando che non sussistevano le condizioni per l’arresto e quindi per una misura cautelare.

Il leader di Italia Viva  ed ex premier, Matteo Renzi, si affida ai social dopo che ieri sera sul tardi è arrivata la notizia della decisione della Cassazione.

“Vi ricordate la storia di Bibbiano? – scrive Renzi sulla sua pagina Fcebook – L’attacco violento di Lega e Cinque Stelle al sindaco? Le pagliacciate in Parlamento e sui social con lo slogan Parlateci di Bibbiano?. Bene. Ieri la Cassazione ha detto che quel sindaco NON doveva essere arrestato. Una montagna di fango vergognosa contro un uomo che non meritava quel trattamento. Ricorderete come l’arresto venne usato: il grimaldello per costruire la battaglia politica di chi ha più a cuore i sondaggi che la verità.”

“La giustizia è una cosa seria – conclude l’ex primo cittadino di Firenze sulla libertà del sindaco di Bibbiano -. Lasciarla in mano ai giustizialisti rende questo Paese un posto barbaro. In attesa che qualcuno chieda scusa, un abbraccio a quel Sindaco. Non smetteremo mai di chiedere giustizia e verità contro il populismo e gli slogan. No, non smetteremo MAI.”

Anche il segretario del Pd Zingaretti attacca: “La campagna indecente contro il Pd e il sindaco di Bibbiano non si dimentica. A chi ha utilizzato una storia di cronaca giudiziaria per organizzarci una campagna politica dico nuovamente: vergognatevi!”, ha affermato Zingaretti.

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Bibbiano: Cassazione revoca domiciliari a sindaco Carletti

Bibbiano: Cassazione revoca domiciliari a sindaco Carletti

La Cassazione ha revocato l’obbligo di dimora nei confronti di Andrea Carletti, il sindaco Pd di Bibbiano, indagato per lo scandalo ‘Angeli e Demoni’ sul presunto sistema di affidi illeciti di minori scoppiato in Val d’Enza, in provincia di Reggio Emilia, nel giugno scorso quando il politico venne arrestato.

A distanza di sei mesi dalla vicenda Bibbiano, Andrea Carletti, ora è tornato libero. In attesa delle motivazioni, la Cassazione avrebbe deciso per la revoca sentenziando che non sussistevano le condizioni per l’arresto e quindi per una misura cautelare.

Il leader di Italia Viva  ed ex premier, Matteo Renzi, si affida ai social dopo che ieri sera sul tardi è arrivata la notizia della decisione della Cassazione.

“Vi ricordate la storia di Bibbiano? – scrive Renzi sulla sua pagina Fcebook – L’attacco violento di Lega e Cinque Stelle al sindaco? Le pagliacciate in Parlamento e sui social con lo slogan Parlateci di Bibbiano?. Bene. Ieri la Cassazione ha detto che quel sindaco NON doveva essere arrestato. Una montagna di fango vergognosa contro un uomo che non meritava quel trattamento. Ricorderete come l’arresto venne usato: il grimaldello per costruire la battaglia politica di chi ha più a cuore i sondaggi che la verità.”

“La giustizia è una cosa seria – conclude l’ex primo cittadino di Firenze sulla libertà del sindaco di Bibbiano -. Lasciarla in mano ai giustizialisti rende questo Paese un posto barbaro. In attesa che qualcuno chieda scusa, un abbraccio a quel Sindaco. Non smetteremo mai di chiedere giustizia e verità contro il populismo e gli slogan. No, non smetteremo MAI.”

Anche il segretario del Pd Zingaretti attacca: “La campagna indecente contro il Pd e il sindaco di Bibbiano non si dimentica. A chi ha utilizzato una storia di cronaca giudiziaria per organizzarci una campagna politica dico nuovamente: vergognatevi!”, ha affermato Zingaretti.

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Polemiche su tweet pro Hitler pubblicato da docente dell’Ateneo di Siena

Polemiche su tweet pro Hitler pubblicato da docente dell’Ateneo di Siena

“Vi hanno detto che sono stato un mostro per non farvi sapere che ho combattuto contro i veri mostri che oggi vi governano dominando il mondo”, la frase, accompagnata da una foto di Hitler, apparsa il 30 novembre sul profilo del professor Emanuele Castrucci che insegna filosofia del diritto all’ateneo senese. Commenti critici ci sono stati anche per la prima presa di posizione, ritenuta troppo lieve, del rettore di Siena Francesco Frati. “Il professor Castrucci scrive a titolo personale e se ne assume la responsabilità” le sue prime parole su twitter.

Sempre sul suo profilo Castrucci spiega poi: ‘Hitler, anche se non era certamente un santo, in quel momento difendeva l’intera civiltà europea’.

Stamani invece Frati ha espresso una ferma condanna: “Le vergognose esternazioni del prof. Castrucci offendono la sensibilità dell’intero Ateneo; ho già dato mandato agli uffici di attivare provvedimenti adeguati alla gravità del caso”. Lo afferma, in una nota diffusa stamani, dall’Università di Siena, dopo che la sua risposta è stata giudicata troppo tenue.

Nella nota diffusa dall’Università si legge: “Il Rettore, personalmente e in nome e per conto dell’Università di Siena, condanna con fermezza i contenuti filo-nazisti del post pubblicato su twitter” dal professor Castrucci. “L’Ateneo che ho l’onore di rappresentare – le parole poi di Frati – si è sempre caratterizzato per il forte impegno anti-fascista e combatte con forza tesi revisioniste neonaziste ed ogni forma discriminatoria nei confronti di qualsiasi popolo”.

A commentare il fatto è anche il vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni: “Troppe persone non hanno ancora capito che l’apologia del fascismo è un reato. E chi riveste un ruolo pubblico commettendo questo reato ha la colpa anche di infangare l’istituzione a cui appartiene. È quindi necessario ed importante che i comportamenti esecrabili del signor Emanuele Castrucci, fino ad oggi insegnante di filosofia del diritto e filosofia politica pubblica all’università di Siena, vengano adeguatamente condannati. È bene che chi ha il potere di allontanarlo dall’Università lo faccia e al più presto. Nel 2019 non è possibile assistere senza far niente alla promozione impunita di contenuti nazisti e fascisti. Questo professore non può più insegnare ai nostri giovani. La nostra è una Repubblica nata dalla Resistenza al nazifascismo, è bene fare memoria di questa nota storica oggi dimenticata dai più”. Nella nota della Regione Toscana si afferma anche che Castrucci è “collaboratore di Primato nazionale, rivista di CasaPound”.

La vice ministra all’Istruzione Anna Ascani in un post su Facebook scrive: “Davvero inquietante che un professore si abbandoni ad espressioni di esaltazione del nazismo e dell’antisemitismo. Nella scuola e nell’università italiana non può esserci spazio per simili inaccettabili espressioni. La scuola e l’università sono infatti da sempre – aggiunge – fortemente legati ai valori della Costituzione che, lo ricordiamo, è antifascista. Simili aberranti esternazioni, non solo sono lesive dei valori educativi che ispirano la scuola e l’università, ma non possono e non devono ricevere legittimazione nel nostro Paese da parte di nessuno, tanto meno di un professore. La scuola e l’università condannano da sempre il nazismo e l’antisemitismo in tutte le sue forme. Il professore – conclude – si vergogni e chieda scusa”.

Le senatrici e i senatori del Movimento 5 Stelle in Commissione Istruzione scrivono in una nota: “Le dichiarazioni via social del professore dell’università di Siena Castrucci sono gravi ed inaccettabili. Il nazismo non è una opinione e chi si esprime in quel modo non può insegnare alcunché a nessuno, tanto più essere docente di un ateneo. Auspichiamo un celere provvedimento che impedisca a chi propugna simili idee di continuare a ricoprire quella cattedra”.

Il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, su twitter, scrive: “Per un professore dell’università di Siena ‘Hitler difendeva la civiltà europea’. Per il rettore: ‘opinioni personali’. Nulla da aggiungere?”.

Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Leu, scrive su twitter: “Questo tizio fa il professore di filosofia del diritto all’università di Siena e pubblica robaccia nazista intollerabile. C’è poco da dire, se non che non dovrebbe poter insegnare nelle Università Italiane. “

Gabriele Toccafondi, capogruppo d Italia Viva in Commissione Cultura alla Camera, su Facebook scrive: “Il Professor Emanuele Castrucci, ordinario di filosofia del diritto all’Università di Siena fa un elogio del nazismo e del fascismo, tutto questo non rappresenta semplicemente una ‘opinione personale’ ma reati. Miur e Università di Siena non facciano finta di niente. Può una persona con queste idee insegnare ai ragazzi e insegnare filosofia del diritto?”, conclude.

“Quello che è successo a Siena è gravissimo. Il negazionismo e il fascismo non devono trovare e non troveranno mai cittadinanza nelle scuole e nelle università italiane. Teniamo alta la guardia”. Scrive su twitter il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

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