Nursind Toscana,inaccettabile infermieri Asl in soccorso Rsa in estate

Nursind Toscana,inaccettabile infermieri Asl in soccorso Rsa in estate

Giampaolo Giannoni, segretario regionale del Nursind Toscana, commenta l’ordinanza del presidente della Regione Eugenio Giani sulle Rsa

“Dopo mesi di mancati incontri, richieste inascoltate e promesse mai realizzate, il presidente della Regione Eugenio Giani firma un’ordinanza che ci lascia allibiti: inaccettabile chiedere al personale delle Asl, già gravate da una endemica carenza di organico di andare in soccorso delle Rsa nella stagione estiva”. Così Giampaolo Giannoni, segretario regionale del Nursind Toscana, commenta l’ordinanza del presidente della Regione sulle Rsa. “In pratica – spiega Giannoni in una nota – con questa ordinanza si chiede alle Aziende sanitarie locali di assegnare personale infermieristico alle Rsa del settore privato che si trovino in condizione di non poter rispettare gli standard del servizio a causa di ferie, malattie o altri fattori che determinino una carenza di personale”.

Per il segretario Nursind, “peccato che le stesse Asl soffrano da anni di un organico sotto la soglia e tanto più sotto pressione nell’ultimo anno e mezzo segnato da pandemia e campagna vaccinale. Per di più, in attesa di adeguata valorizzazione economica, riconoscimento e tutela professionale, nonostante i ripetuti appelli delle organizzazioni sindacali”.

“Stendendo un velo pietoso sui concorsi – osserva ancora il segretario Nursind – la Regione dovrebbe attingere dalla graduatoria Estar. Invece ci troviamo a dover sostenere anche il settore privato, con un’ordinanza firmata alle porte della stagione estiva, con ferie arretrate da mesi o anni ancora da programmare”. “Dopo aver sostenuto il Servizio sanitario regionale con dedizione e spirito di sacrificio durante una delle pagine più difficili per la sanità – conclude -, come infermieri e professionisti ci sentiamo offesi. E chiediamo al presidente Giani di darci ascolto, prima di dover ricorrere a strumenti più duri, fino alla mobilitazione”.

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🎧 Nursind: “troppe anomalie, Regione controlli concorso assunzioni infermieri”

🎧 Nursind: “troppe anomalie, Regione controlli concorso assunzioni infermieri”

“Risposte palesemente sbagliate nel test, domande extra e altre anomalie: ci sono le basi per numerosi ricorsi” questa la denuncia di Giampaolo Giannoni, segretario regionale Nursind, sindacato autonomo delle professioni infermieristiche

Non bastassero le difficoltà nella gestione del piano vaccinale, le denunce dei medici sui reparti pieni, ora la Regione Toscana deve fare i conti anche con  le difficoltà nell’assunzione di personale. Risposte palesemente sbagliate rispetto ai testi di riferimento, domande extra, errori grammaticali: la Regione Toscana verifichi attentamente sullo svolgimento del concorso Estar per l’assunzione di infermieri che si è svolto al Centro Affari di Arezzo nelle scorse settimane”. E’ quanto chiede Giampaolo Giannoni, segretario regionale Nursind, sindacato autonomo delle professioni infermieristiche, in una missiva inviata al Presidente Eugenio Giani e al Direttore Generale di Estar Monica Piovi.

“Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da parte dei partecipanti al concorso – spiega Giannoni – a partire dalla presenza di due ulteriori domande rispetto al test originale, che doveva contenerne trenta. Ma ci sono state segnalate anche risposte errate rispetto ai testi presi a riferimento e addirittura errori grammaticali evidenti”.

“Non è la prima volta che un concorso indetto da Estar per gli infermieri presta il fianco alle polemiche. E’ comprensibile che un numero elevato di partecipanti non aiuti l’impianto organizzativo, ma non è comprensibile – aggiunge il segretario Nursind – che si continui a incorrere negli stessi errori”.

“Ancora una volta non possiamo fare a meno di chiederci: chi formula le domande del quiz? Chi prepara questo tipo di concorsi? A chi è affidata la gestione dell’organizzazione? Come Nursind Toscana chiediamo che si faccia luce sull’accaduto: stando alle numerose segnalazioni ricevute, ci sarebbero le basi per numerosi ricorsi”.

“Questo tipo di leggerezze si pagano a caro prezzo: una controversia bloccherebbe la formazione della graduatoria, a danno dei partecipanti, ma anche e soprattutto del Servizio Sanitario Regionale. Con una pandemia in corso e un’endemica carenza di personale, il sistema sanitario non può permettersi di attendere ancora”.

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Nursind: a ospedale Pistoia pazienti in barella 40 ore

Nursind: a ospedale Pistoia pazienti in barella 40 ore

Il sindacato autonomo degli infermieri Nursind denuncia: ‘Spazi angusti,difficile distanziare rischio focolai’

All’ospedale di Pistoia ci sono “pazienti in barella in spazi angusti, dove è impossibile il distanziamento anche nel caso in cui alcuni risultino positivi al Covid, con un’attesa media di 40 ore per l’accesso al reparto: come infermieri ci vergogniamo di lavorare in queste condizioni”.

Lo denuncia il sindacato autonomo degli infermieri Nursind, con Rosa Scelta segretario territoriale della sigla. “Solo venerdì scorso, 2 aprile – sottolinea Scelta – alle ore 13 c’erano 40 persone in attesa su barelle. Abbiamo visto pazienti di 90 anni rimanere su una barella per tre giorni. Ci sono pazienti che hanno avuto referto del tampone negativo ma vengono trattenuti in area Covid insieme a persone risultate positive, perché è impossibile spostarli in Pronto Soccorso per mancanza di posti. Il rischio focolai è altissimo all’interno dell’ospedale”.

“Come abbiamo segnalato più volte, lo spazio è talmente ridotto – prosegue il segretario Nursind su Pistoia – che anche quando vengono riscontrati risultati positivi dei tamponi, in Pronto Soccorso non si riescono a distanziare i positivi da coloro che sono ancora in attesa del risultato”.

“Oramai – conferma all’ANSA, Anna Maria Celesti, presidente della Società della salute pistoiese e vicesindaco di Pistoia – da giorni c’è una forte pressione sugli ospedali, non soltanto su quelli del San Jacopo di Pistoia e di Pescia, ma anche in tutta la rete ospedaliera dell’Asl Toscana Centro. Questo provoca sicuramente grosse difficoltà ai pazienti, che si ritrovano a dover aspettare le dimissioni di qualcun altro prima di poter essere ricoverati”. “Allo stesso tempo – conclude Celesti – ci sono anche le difficoltà obbiettive che si vengono a determinare per il personale del pronto soccorso, costretto ovviamente a caricarsi anche di questa problematica”.

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🎧 Nursind: inferimeri allo stremo, a rischio vaccini e TI

🎧 Nursind: inferimeri allo stremo, a rischio vaccini e TI

“Centinaia di richieste di sostegno psicologico tra il personale ospedaliero in Toscana. Serve un cambio di passo” dice il segretario Nursind Toscana Giampaolo Giannoni

“Siamo allo stremo delle forze, fisiche ma anche psicologiche: nelle scorse settimane abbiamo accolto centinaia di richieste di sostegno psicologico da parte del personale ospedaliero. Serve un cambio di passo subito”. A lanciare l’allarme è Giampaolo Giannoni, segretario di Nursind Toscana, sindacato autonomo degli infermieri.

“Ci sono infermieri che non fanno ferie da maggio 2020, ma il nuovo concorso per assunzioni a tempo indeterminato, atteso per mesi, si è concluso adesso. Ci vorranno almeno un paio di mesi – sottolinea il segretario di Nursind Toscana – prima di inserire nuove leve nell’organico, peraltro inesperte: manca personale per la campagna vaccinale e per le terapie intensive”.

“Qualche esempio? Il Centro Pegaso Creaf di Prato, costato 5 milioni di euro di soldi pubblici ospita oggi una trentina di pazienti Covid su 400 posti letto disponibili, per mancanza di personale. Gli alberghi sanitari scoppiano di pazienti Covid ma non hanno personale sufficiente per assisterli”.

“La pandemia si è innestata su una carenza strutturale, il sistema pubblico – prosegue Giannoni – non si è saputo riorganizzare in tempo, ha rastrellato la sanità privata, creando peraltro notevoli difficoltà gestionali in cliniche e case di cura private. Si è fatto tardi anche con le stabilizzazioni dei precari, mentre le richieste di mobilità vanno al rallentatore”.

“Il risultato – spiega – è che chi può prende strade migliori e più sicure, in altre regioni o all’estero. Stiamo lavorando con uno stress lavoro correlato pesantissimo da più di un anno e senza alcun riconoscimento economico. In questi giorni in alcune aziende si discute sulla modalità di corresponsione dell’indennità per malattie infettive, ma parliamo di risorse limitatissime. Le numerose richieste di sostegno psicologico rappresentano un campanello d’allarme importante: alcuni infermieri si sono licenziati, altri non riescono a gestire lo stress, anche in relazione a problematiche personali e familiari pesanti. Il personale ha bisogno di respirare”.

“Serve un cambio di passo: sveltire le procedure per l’assunzione a tempo indeterminato, le mobilità in ingresso e le stabilizzazioni. Ora più che mai, con la campagna vaccinale alla svolta, abbiamo bisogno di infermieri”.

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Vaccino: Nursind, in Toscana esclusi 118, Usca e infermieri famiglia

Vaccino: Nursind, in Toscana esclusi 118, Usca e infermieri famiglia

La denuncia di Nursind Toscana, “Preoccupati dall’escalation di ritardi nella vaccinazione dei sanitari, situazione paradossale: si stanno dimenticando categorie altamente a rischio.

“In Toscana esclusi dalla prima tranche di vaccini gli operatori sanitari che operano sul territorio, tra cui i professionisti del 118, gli infermieri di famiglia e di comunità, coloro che lavorano nelle Rsa e nelle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziali chiamate proprio a prestare assistenza ai malati Covid a domicilio. In pratica si stanno dimenticando le categorie altamente a rischio”. A lanciare l’allarme è il sindacato autonomo degli infermieri Nursind, spiegando di aver già segnalato la questione alla Regione Toscana.

“E’ una situazione paradossale e ingiusta – afferma in una nota Giampaolo Giannoni, segretario toscano del sindacato -: la piattaforma regionale attraverso la quale gli operatori sanitari possono prenotare il vaccino di fatto dà la priorità a chi lavora in ospedale, indipendentemente dal reparto, e impedisce a chi opera sul territorio, in prima linea contro il Covid, di accedere alla prenotazione.
Auspichiamo una soluzione in tempi rapidi, siamo molto preoccupati dall’escalation di ritardi nella vaccinazione degli operatori sanitari”.
“Alcune aziende stanno cercando di sopperire a tale situazione attraverso prenotazioni interne – aggiunge Salvatore Sequino, coordinatore Nursind Toscana Centro – ma riescono a soddisfare solo parzialmente le richieste.
E’ necessario modificare subito il sistema per rendere accessibile il vaccino a tutti gli operatori sanitari, nonché aumentare le sedute di vaccinazione e valorizzare il personale addetto alle vaccinazioni, impegnato in un vero tour de force”.
Per Sequino, “ancora una volta come categoria professionale ci sentiamo messi in coda nonostante il ruolo giocato dagli infermieri nel contrasto alla pandemia”.

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