Ospedale Versilia senza ricoverati per Covid, a Massa non più pazienti in ti

Ospedale Versilia senza ricoverati per Covid, a Massa non più pazienti in ti

Nelle precedenti ondate, l’ospedale della Versilia era arrivato ad ospitare contemporaneamente fino a 121 malati Covid

A partire dal 2 luglio, l’ospedale Versilia, a Lido di Camaiore (Lucca), è senza ricoverati per Covid. L’ultimo paziente è stato dimesso stamattina. La notizia, spiega la Asl in una nota, conferma l’attuale decremento della pandemia nel territorio della provincia di Lucca e dell’Azienda USL Toscana nord ovest, tanto più che da oggi anche la terapia intensiva dell’ospedale di Massa (Massa Carrara) è senza ricoverati.

L’ospedale versiliese può così dare il via alle misure di de-escalation previste: chiusura temporanea del reparto di terapia intensiva Covid per consentire la pulizia e la sanificazione di locali e attrezzature e disattivazione del reparto di degenza ordinaria Covid. Nel contesto del sistema di rete ospedaliera aziendale, il Versilia resterà sempre pronto a riattivare le proprie bolle Covid nel malaugurato caso in cui i contagi dovessero risalire e si dovesse ripresentare la necessità di accogliere pazienti positivi con percorsi separati. Nelle precedenti ondate pandemiche, il Versilia era arrivato ad ospitare contemporaneamente fino a 121 malati Covid.

Sempre a partire da oggi poi, l’ospedale di Massa non ha più pazienti ricoverati nella terapia intensiva Covid. L’ultimo paziente che ancora si trovava nel reparto si è negativizzato ed è stato spostato. Adesso restano ricoverate 5 persone nel reparto di degenze ordinarie Covid.

A Massa, il picco di ricoveri per Covid era stato raggiunto nella primavera del 2020, esattamente il 23 aprile, durante la prima ondata, quando al Noa si arrivarono ad avere 166 persone positive ricoverate contemporaneamente: 34 in terapia intensiva, 23 in terapia subintensiva e 109 in degenza ordinaria. Una situazione che non si è ripetuta nelle due successive ondate pandemiche grazie alla riorganizzazione dei ricoveri Covid attuata a livello di rete ospedaliera.

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Batterio New Delhi colpisce principalmente pazienti immunodepressi

Batterio New Delhi colpisce principalmente pazienti immunodepressi

L’Agenzia regionale di sanità ieri mattina ha diffuso i numeri della malattia: 31 sono i morti che hanno contratto l’infezione del batterio New Delhi in Toscana, l’area più colpita è l’Azienda sanitaria Nord-Ovest.

Nel periodo compreso tra novembre fino al 31 agosto, il batterio New Delhi è stato isolato nel sangue di 75 pazienti ricoverati negli ospedali toscani; la mortalità, dicono le ricerche scientifiche, è del 40% e il dato regionale rientra nella media.

Per quanto riguarda i portatori del ceppo batterio, sui quali sono applicate le misure igieniche di contenimento e che non hanno sviluppato una infezione, si tratta di 708 malati. I 31 pazienti deceduti, va precisato, erano persone con più malattie, anziani fragili, per questo non è facile attribuire automaticamente la causa della morte al batterio New Delhi.

Come spiega il dottor Danilo Tacconi, che fa parte della task force regionale nata per contrastare il superbatterio, in una persona sana il microrganismo non provoca conseguenze alla salute e resta spesso inattivo “a volte anche per mesi, forse di più, finchè il sistema immunitario non lo riconosce e riesce ad eliminarlo”. “Ma in soggetti immunodepressi – prosegue – ovvero in pazienti anziani con molte patologie, sotto chemioterapia, reduci da interventi chirurgici invasivi, grandi ustionati, o anche persone sottoposte a lunghi cicli di antibiotici, il batterio ha molta più possibilità di dare vita a una sepsi (l’infezione del sangue, ndr.). La mortalità osservata in questi casi è del 40%, ma non è immediatamente correlabile all’infezione, potrebbe invece essere causata dalla patologia preesistente”.

L’ospedale che ha riscontrato più isolamenti nel sangue del batterio New Delhi è quello di Pisa: si tratta della struttura più grande della Asl, dove capitano i casi più complessi, che finiscono in rianimazione o in reparti di alta specialità, come il centro ustioni, e quindi non stupisce che sia maggiormente colpito. Sono stati 31 i casi accertati nel periodo sopraindicato nell’azienda pisana. Segue Livorno, con 9, l’ospedale della Versilia con 8, il presidio di riabilitazione cardiologica di Volterra con 6, Massa con 4 e Cecina e Pontedera con 3. Gli altri ospedali dell’azienda sanitaria Nord-Ovest sono tutti a un caso, mentre alcuni casi sono stati riscontrati in altre strutture regionali come Careggi, Siena, Pescia, Pistoia.

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