🎧 Giustizia: Ministra Cartabia a Firenze: “riforma processo approvata da tutto il Governo”

🎧 Giustizia: Ministra Cartabia a Firenze: “riforma processo approvata da tutto il Governo”

Visita della ministra della Giustizia Marta Cartabia a Firenze a una tavola rotonda su ‘Efficienza, celerità, qualità. Gli obiettivi della riforma dell’Ufficio per il processo’

“Chi lo ha sperimentato, come voi che avete progetti pilota sin dal 2015, sa che l’Ufficio del processo è davvero una grande occasione per trasformare il volto della nostra giustizia ed è un grande supporto al giudice per garantire efficienza, celerità e qualità. Dove c’è e dove funziona, come qui a Firenze, l’Ufficio del processo ha innescato un dinamismo virtuoso, anche in termini di accelerazione nella definizione dei procedimenti”. Così la ministra della Giustizia Marta Cartabia, intervenendo a Firenze a una tavola rotonda su ‘Efficienza, celerità, qualità. Gli obiettivi della riforma dell’Ufficio per il processo’.

“Vorrei sottolineare un aspetto qualificante dell’esperienza fiorentina – ha aggiunto -: qui l’Ufficio del processo ha funzionato e funziona molto bene perché è diventato il fulcro di una rete di rapporti che coinvolge università, carcere, istituzioni locali, mondo produttivo, società civile. Qui l’Ufficio del processo è un progetto che mette in sinergia le migliori energie del territorio: per questo ringrazio la lungimiranza di tutti i rappresentanti delle istituzioni e dei protagonisti della vita economica e sociale fiorentina e toscana che si sono generosamente coinvolti e che sono oggi qui presenti.

Sulla riforma del processo “il testo approvato non coincide con la proposta originaria. Se proprio dobbiamo ricorrere a degli slogan, più che di ‘riforma Cartabia’ potremmo parlare di ‘mediazione Cartabia’ ed è frutto di una responsabilità condivisa. Ciascuno dei partiti della maggioranza ha dato il suo contributo. Ciascuno ha adeguato la sua posizione dove necessario. Tutti hanno contribuito e tutti hanno rinunciato a qualcosa, per portare a termine una riforma che è indispensabile anche per gli impegni assunti in Europa”.

La Ministra ha anche parlato della durata dei processi che lasciano nel limbo imputati e vittime. “Ogni processo che si estingue è una sconfitta dello Stato. Ma ogni processo che dura oltre la ragionevole durata è un danno tanto per le vittime – in attesa di risposte – quanto per gli imputati, lasciati per anni in un limbo che il più delle volte condiziona l’intera esistenza. Teniamo sempre in mente entrambe le prospettive e lavoriamo tutti agli obiettivi che ci siamo dati con senso di comune e costruttiva responsabilità”.

In podcast: un estratto dell’intervento della Ministra della Giustizia Marta Cartabia

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Processo Martina Rossi, presidio NUDM”Credere a Martina e alle donne che denunciano violenza”,

Processo Martina Rossi, presidio NUDM”Credere a Martina e alle donne che denunciano violenza”,

Appello bis per la morte di Martina Rossi, deceduta dopo essere precipitata dal balcone di una camera d’albergo a Palma de Maiorca (Spagna) il 3 agosto 2011. NUDM Firenze in presidio al palazzo di Giustizia per ogni udienza

In coincidenza della seconda udienza del processo per la morte di Martina Rossi, torna il presidio Non Una di Meno Firenze. Come la settimana scorsa torna a manifestare a seguito della ribaltamento della sentenza di condanna dei due imputati Albertoni e Vanneschi condannati in primo grado per il reato di violenza sessuale, assolti in appello. I reati potrebbero andare incontro alla prescrizione nel mese di agosto, a dieci anni dai fatti avvenuti a Palma di Maiorca il 3 agosto 2011 quando Martina è precipitata da un balcone per sfuggire a una violenza sessuale.
“Chiediamo ai giudici di credere a Martina, bisogna assolutamente evitare la prescrizione del reato”, spiega Zoe attivista di NUDM Firenze, “Quello che accade nei tribunali è la riproposizione di quello che viviamo tutti i giorni come donne e ragazze”

Il 21 gennaio scorso la Cassazione ha ordinato un nuovo appello nei confronti di Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, i due imputati di tentata violenza sessuale di gruppo sulla studentessa. L’appello bis inizierà domani al palazzo di giustizia di Firenze.

In primo grado il tribunale di Arezzo aveva condannato Albertoni e Vanneschi a 6 anni di reclusione ritenendo che Martina fosse precipitata dal balcone della camera dove alloggiavano i due imputati – nello stesso hotel della studentessa genovese – per fuggire a un tentativo di stupro. In appello invece, lo scorso 9 giugno, Albertoni e Vanneschi sono stati assolti dall’accusa di tentata violenza sessuale di gruppo con la formula “perché il fatto non sussiste” mentre è stato dichiarato prescritto il capo di imputazione di morte come conseguenza di altro reato. Lo scorso gennaio la Cassazione, accogliendo il ricorso presentato dalla procura generale di Firenze, ha annullato la sentenza disponendo un nuovo processo.

Continua Zoe, “Siamo qui per ribadire che crediamo a Martina ed a tutte le donne che denunciano ma anche che non denunciano”.
Le attiviste di Non Una Di Meno Firenze continueranno il presidio durante tutta la durata del processo, che dovrebbe concludersi il 28 aprile. “Speriamo che la sentenza riesca a ribaltare e aripagare quello che stanno aspettando i genitori”, conclude Zoe, “che vada in direzione di una verità e di una giustizia per Martina che sia emblematica”
Sentiamo Zoe di Non Una di Meno Firenze intervistata al presidio da Monica Pelliccia
 

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Duccio Dini: morì in inseguimento Firenze, appello, nuovo esame di testi

Duccio Dini: morì in inseguimento Firenze, appello, nuovo esame di testi

Iniziato a porte chiuse il processo d’appello per la morte di Duccio Dini: il 29enne fiorentino fu travolto e ucciso da un’auto

Si è aperto oggi davanti alla corte di assise di appello di Firenze il processo di secondo grado per la morte di Duccio Dini, il 29enne fiorentino che il 10 giugno 2018 fu travolto e ucciso da un’auto impegnata in un inseguimento tra cittadini mentre era fermo sul suo scooter davanti a un semaforo rosso.

A seguito del ricorso presentato dall’accusa contro l’assoluzione in primo grado di due dei sette imputati, i giudici hanno disposto la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, per riascoltare alcuni testimoni. Il processo di primo grado si era chiuso con cinque condanne, una a 25 anni e due mesi e quattro a 25 anni, e due assoluzioni.

Per tutti l’accusa era omicidio volontario sotto il profilo del dolo eventuale. A presentare ricorso in appello, oltre alla procura di Firenze per quanto riguarda i due imputati assolti, sono stati pure i difensori dei condannati e anche le parti civili ai fini del risarcimento.

I testimoni che saranno risentiti dai giudici di secondo grado sono tre carabinieri, tra cui i due intervenuti per primi sul luogo dell’incidente, due parenti degli imputati e Bajram Rufat, destinatario della spedizione punitiva. Al Palazzo di Giustizia questa mattina erano presenti anche i familiari di Duccio Dini, che però a causa delle restrizioni anti Covid non sono potuti entrare in aula dove erano presenti solo gli avvocati e gli imputati.

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Figlio con 15enne: al via il processo con rito abbreviato

Figlio con 15enne: al via il processo con rito abbreviato

E’ cominciato oggi, presso il tribunale di Prato, il processo in rito abbreviato contro la 32enne pratese accusata di aver avuto rapporti sessuali con un minorenne, oggi 15enne, da cui ha avuto un figlio la scorsa estate. A processo anche il marito della donna, accusato di aver alterato il proprio stato civile dichiarando di essere lui il padre del bambino.

I coniugi sono arrivati al palazzo di giustizia di Prato e la donna, che si trova ai domiciliari dal 27 marzo per aver avuto rapporti sessuali con un 15enne, non ha rilasciato dichiarazioni. “Stiamo discretamente bene – ha invece detto il marito – affronteremo il processo insieme”.

Per la particolarità del processo a giudizio immediato, non sono previste testimonianze: saranno utilizzate le parole del racconto che il minorenne ha reso negli scorsi mesi durante l’incidente probatorio.

La difesa della donna, rappresentata dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, sostiene da tempo che gli atti sessuali si sarebbero verificati solo dopo il compimento del quattordicesimo anno di età della presunta vittima, mentre il minorenne, nel corso dell’incidente probatorio, ha sostenuto il contrario.

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Firenze: presidio “Associazione Padri separati fuori dal silenzio” davanti Palagiustizia

Firenze: presidio “Associazione Padri separati fuori dal silenzio” davanti Palagiustizia

L”Associazione Padri separati fuori dal silenzio” ha manifestato oggi davati al Palazzo di Giustizia di Firenze. Denunciano l’utilizzo, durante le cause di separazione, di fatti stalking, abusi e violenze mai accaduti al solo fine di allontanare i padri dai figli. “L’infondatezza delle accuse viene dimostrata dopo anni di processi, delegittimazioni continue, devastanti impatti sulla reputazione dell’individuo e sul suo equilibri psicofisico”, così afferma Fabrizio De Longis, responsabile rapporti istituzionali dell’associazione.

Un ulteriore problema sollevato dai padri separati è la questione delle difficoltà economiche. L’Associazione lamenta infatti come il rapporto fra genitori non affidatari e i loro figli sia messo in crisi a causa della separazione. Questo evento normalmente  determina un grave pregiudizio economico e dunque la relazione con i figli.
“I provvedimenti dei giudici potrebbero prevedere dall’inizio contenuti che dovrebbero inibire ostruzioni di ogni genere alla frequentazione del genitori non affidatario. Un esempio può essere quello di consentire sempre, in presenza di malattia del figlio, di ricovero, di criticità sanitaria, il contatto incondizionato fra genitori e figli, senza far prevalere i normali ritmi di frequentazione alternata”, queste sono le proposte del responsabile De Longis.

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