Iv, Rossi: invito chi la pensa come me a disertare Leopolda

Iv, Rossi: invito chi la pensa come me a disertare Leopolda

“Invito tutti coloro che la pensano come me, non pochi a sinistra per la verità, a entrare nel Pd, a prendere la tessera, e a disertare se possono la Leopolda perché quello è un altro partito, dichiaratamente espresso”. Lo ha detto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, a margine di un incontro col ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia.

“Gli altri se ci vanno li rispetto lo stesso, non c’è nessun problema”, ha aggiunto Rossi, ricordando che alla Leopolda, da Matteo Renzi, “ci sono stato una volta, nel rispetto della sua funzione di presidente del Consiglio. Non condivido la politica come spettacolo, quindi ci sono stato 10 minuti e sono venuto via perché non era il mio posto”. Stavolta, ha proseguito, “è l’evento di un altro partito, e non ci vado. Chi vuole andarci per vedere è per me rispettabilissimo, come chi non ci va. Questa corsa a definire chi va e chi non va mi sembra che sia come quello che diceva ‘mi si vede di più se ci vado o se non ci vado?'”.

“Renzi sta costruendo il suo partito: secondo me bisogna stare attenti ad una ‘scissione a rate’, perché questa è la sua abile mossa, quella di non rompere in un colpo, ma di rompere a colpi, di portar via, di drenare forze al Partito Democratico”, ha proseguito il presidente della Regione Toscana. “Renzi fa il suo, e anche noi dovremmo fare il nostro”, ha aggiunto Rossi, secondo cui “il Pd dovrebbe definire meglio, come ho detto molte volte, il suo profilo politico-culturale, la sua identità. Io sono ancora convinto che le idealità di fondo del socialismo siano fondanti di un partito di sinistra: sono uscito e ho sbagliato, sono rientrato, e dentro questo partito dirò queste cose finché questo partito mi ci tiene”.

L’incontro fra il Presidente della Regione Toscana e il ministro agli Affari regionali Boccia è stata l’occasione, per i cronisti presenti, per chiedere a quest’ultimo le sue considerazioni sulla kermesse di Matteo Renzi: “Ognuno è libero di andare dove vuole. Io non ho mai partecipato, quindi non ho gli strumenti per valutare cosa verrà fuori alla Leopolda – ha precisato -. Auguro buon lavoro a tutti i movimenti che si occupano di produrre nuove idee per il Paese”. “Io non sono in grado di far politica in un altro luogo, se non dentro il Partito Democratico – ha proseguito il ministro -: era così quando non c’era, perché sono sempre stato un ulivista convinto, e farò politica anche da militante semplice fino a quando ci sarà il Partito democratico, quindi non sono in grado di ipotizzare una politica fuori dal Pd”.

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Pd, Rossi: bene unità in Toscana, ottimista su candidato 2020

Pd, Rossi: bene unità in Toscana, ottimista su candidato 2020

L’accordo per una segreteria unitaria del Pd in Toscana “è significativo, perché in Toscana avevamo due risultati diversi, uno per il congresso regionale” a favore della renziana Simona Bonafè “e l’altro per quello nazionale a favore di Zingaretti”. Lo ha detto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.

“Credo che sia un passo avanti importante, è giusto che ci sia una conduzione unitaria del partito, in questo senso ho apprezzato quanto è stato fatto e deciso”, ha aggiunto. Rossi si è detto “ottimista” sulle possibilità di trovare un candidato unitario per le regionali del 2020: “Sono sempre stato ottimista. Mi sembra che il Pd stia ragionando, discutendo. Anche io sto dentro a questo dibattito volentieri, vediamo cosa potrà produrre”.

“Ho molti dubbi sulla reale volontà del M5s di passare dalla fase demagogica, populista, antipolitica, a una fase in cui si assume le responsabilità di governo: Zingaretti fa bene a sollecitarli in questo senso”. Afferma il governatore della Toscana in risposta alle domande dei cronisti. “Riconosco a Zingaretti la dote di saper gestire questa fase che è molto complicata”, ha spiegato Rossi secondo cui “c’è una parte del popolo della sinistra che è convinta che la sinistra sia dentro il M5s. Zingaretti fa bene a provocare e a dire di uscire allo scoperto. Vedremo quello che accadrà. E’ una fase politica molto in movimento. Nessuno può pensare di avere la verità in tasca su ciò che accade”.

In riferimento alla manovra finanziaria, Rossi sostiene che “Si devono trovare assolutamente le risorse per un intervento forte sul cuneo fiscale a favore dei lavoratori, compresi i non capienti che erano stati tenuti fuori dall’intervento di Renzi: lì non bastano 2,6 miliardi”. “Il Pd a mio parere – ha aggiunto – si concentri e si batta su questo punto”.

“Leggo continuamente i titoli di prima pagina, si negano l’un l’altro sui provvedimenti che verranno presi. Ci sono troppi veti, troppe condizioni che vengono poste in particolare da Di Maio e da Renzi”. Secondo il presidente della Regione, nel merito della futura manovra, la seconda cosa importante è che “il superticket, come si dimostra in Toscana e soprattutto a Firenze, credo induca a comportamenti sbagliati e di privatizzazioni della sanità. Questo va combattuto con l’eliminazione del superticket. Il terzo argomento che vedo sono gli investimenti e la scuola”.

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Firenze: Archivio Alinari, la Regione pronta all’acquisizione

Firenze: Archivio Alinari, la Regione pronta all’acquisizione

La Regione Toscana è pronta ad acquisire il patrimonio fotografico Alinari e stanzierà oltre 14 milioni di euro in tre anni per salvare il famoso archivio e donargli una nuova sede. Ne dà notizia la consigliera regionale del Pd Elisabetta Meucci.

“Qualche mese fa – ricorda Meucci – suscitò molto sconcerto la decisione della società ‘Fratelli Alinari’ di cessare l’attività e di lasciare la storica sede di Firenze. Anche come Consiglio regionale intervenimmo sulla questione approvando due atti e anche l’assessore alla cultura Monica Barni raccolse l’appello annunciando l’avvio di un percorso che avrebbe coinvolto la società, la Soprintendenza e il ministero dei beni culturali. Ora possiamo dire che la Regione sta passando dalle parole ai fatti. Infatti, in questi giorni ha preso il via nelle commissioni consiliari l’iter per l’approvazione della seconda variazione al bilancio di previsione 2019-2021 che contiene la volontà della giunta regionale di procedere all’acquisizione del patrimonio fotografico Alinari”.

“Una volontà – continua Elisabetta Meucci – supportata da un cospicuo finanziamento: 14 milioni e 640mila euro da impiegare in tre anni. Risorse regionali che serviranno per garantire l’acquisizione e quindi la custodia e la corretta conservazione di questo straordinario patrimonio fotografico, bibliografico, archivistico e della Stamperia d’Arte unico nel panorama internazionale, che costituisce un’eccellenza fiorentina e toscana che tutto il mondo ammira e ci invidia”.

“Nel giugno scorso – prosegue la consigliera del Pd – il Mibac fornì all’assessore regionale Barni una relazione in cui dava una valutazione economica congrua della collezione Alinari. Questo passaggio non formale ha consentito poi alla giunta toscana di individuare con precisione le cifre da inserire nella variazione di bilancio che andremo ad approvare nelle prossime settimane. Oltre allo stanziamento di risorse, la manovra prevede anche altre disposizioni: la ricerca di nuove sedi, il trasferimento dei materiali, la previsione di un ‘piano strategico di sviluppo culturale’ e la successiva valutazione sulle forme giuridiche di gestione, con la previsione anche di ‘entrate’ derivanti dai diritti di riproduzione delle immagini e dei marchi Alinari”.

“Sono ovviamente particolarmente soddisfatta per questa decisione, da consigliera regionale e da fiorentina, perché andremo a salvare un’istituzione storica di enorme rilievo e proveremo a darle un futuro”, conclude Meucci.

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Firenze, Piccioli: “rimango nel PD, amareggiato per equivoci”

Firenze, Piccioli: “rimango nel PD, amareggiato per equivoci”

Il segretario del Pd Cittadino di Firenze Massimiliano Piccioli ha scritto una lettera agli iscritti per smentire le voci che lo volevano pronto a lasciare il partito: ” mi dispiace si sia equivocato su alcune mie dichiarazioni (e fantasie…Calenda)”

Ecco il testo della lettera di Piccioli

Carissime e Carissimi,

Gli enormi cambiamenti nella scena politica italiana e in quella del nostro Partito, intervenuti dall’Agosto scorso, hanno in questi giorni visto anche l’ultimo atto nel nostro Partito di Matteo Renzi, che ha deciso di costituire un Movimento politico autonomo e fuori dal Pd che lancerà al prossimo incontro autunnale della Leopolda.

E’ un avvenimento di grande portata che certamente inciderà nel quadro politico dei prossimi mesi e che in particolare, a Firenze, segna una rottura lacerante: Matteo Renzi non è solo il Senatore di questa Città, ma soprattutto l’ex Sindaco e la figura politica intorno alla quale, proprio a Firenze, negli ultimi dieci anni, si è costituito un grande movimento di persone, di entusiasmo, di idee, grazie anche alle quali in tanti hanno scelto di aderire al Partito democratico e di condividerne le scelte.

Sono convinto che, al di là di questa rottura, per altro annunciata da mesi, il patrimonio di idee e proposte sulle quali abbiamo lavorato, anche dividendoci, in questi anni, resterà una risorsa nel patrimonio degli ideali e delle azioni politiche che il PD vorrà portare avanti in Italia e a Firenze.

Resta il fatto che una divisione come questa porterà, come altre avvenute in questi anni, un quadro di frammentazione e debolezza generale di cui non avevamo bisogno, specie in questo momento nel quale abbiamo scelto di sostenere un nuovo Governo, necessario per salvare l’Italia dalla deriva salviniana, ma complicato perché strutturato in un’alleanza con una forza politica fino a 40 giorni fa enormemente ostile al PD.

In molti si sono pronunciati ed è positivo e confortante che tutti i gruppi dirigenti democratici della Toscana abbiano in modo netto dichiarato la volontà di restare nel PD, per migliorarlo e farlo divenire davvero il luogo delle battaglie e delle proposte riformiste più avanzate. Ciò significa che alla scelta di Renzi di lasciare il PD, non seguirà un quadro di divisioni che ci avrebbero ulteriormente indebolito.

In questi momenti di grande sconcerto, mi dispiace si sia equivocato su alcune mie dichiarazioni (e fantasie…Calenda) al giornale Repubblica di Firenze, nelle quali sarei apparso ambiguo sulla volontà o meno di rimanere nel PD. Conosco bene le responsabilità che rivesto nel mio ruolo di Segretario cittadino e se avessi voluto lasciare il Partito, avrei senz’altro fatto in un’altra maniera. Pur nell’enorme amarezza di questo momento, confermo quindi a tutti, la mia volontà di continuare a militare nel Partito Democratico. Sono altresì consapevole che in un momento come questo, proprio a Firenze, occorrerà un grande lavoro unitario incentrato nel far capire a molti iscritti e militanti che proprio per valorizzare i molti temi lanciati da Matteo Renzi in questi anni, sarà necessario un PD più determinato, non divisivo e aperto a tutte le esperienze.

Per discutere di tutti questi temi e per ricostruire l’Agenda politica dei prossimi mesi, mi sono confrontato con il nostro Presidente Andrea Ceccarelli nel convocare gli organi preposti, che vorrei aperti ad ogni contributo.

Mai come in questo momento occorrono unità, senso della comunità, dialogo e senso di responsabilità.

Vi abbraccio tutti, a prestissimo

Massimiliano Piccioli

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Nardella: “Il Pd ora più che mai deve aprirsi alla società civile”

Nardella: “Il Pd ora più che mai deve aprirsi alla società civile”

“Io penso che il Pd ora più che mai debba aprirsi alla società civile e ai territori. I sindaci rappresentano proprio quello snodo tra cittadini e istituzioni, uno snodo di cui il Pd può avvalersi più di ogni altro partito”. Queste sono le parole del sindaco di Firenze Dario Nardella alla domanda sull’incontro di ieri al Nazareno con Zingaretti e i sindaci dem.

Nardella precisa che l’incontro in questione era stato programmato da tempo. Sarebbe solo un caso che sia capitato in “un contesto di capovolgimenti e sconvolgimenti di assetti politici”. L’obiettivo era capire quale fosse il ruolo delle città e dei sindaci nella visione del gruppo dirigente del Partito Democratico.
“In questi giorni di cronaca politica assistiamo ad un confronto tutto interno al Parlamento, ai gruppi parlamentari, al rapporto fra Parlamento e governo. Questo è legittimo ma un grande partito deve essere aperto, deve cominciare il proprio lavoro e la propria organizzazione dai territori, ed è nei territori che i sindaci rappresentano i veri punti di riferimento, i veri depositari del consenso, ed un partito senza consenso non va da nessuna parte”, ha dichiarato Nardella.
Sulla corsa alle regionali, a margine di un evento, ha detto: “Da sindaco del comune capoluogo della Regione Toscana dove il Pd ha toccato il record alle ultime elezioni col 43%, dico una volta per tutte con grande chiarezza che il segretario nazionale Zingaretti e la segretaria regionale Bonafè devono vedersi al più presto, e chiamare a raccolta il gruppo dirigente perché si indichi una strada”. “Il Pd deve essere una strada e dimostrare – conclude il primo cittadino – la capacità di indicare un candidato unitario accanto ad un programma vincente e forte con l’obiettivo di costruire una coalizione”.

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