Piombino, sospesi traghetti per l’isola d’Elba

Piombino, sospesi traghetti per l’isola d’Elba

Piombino, la Capitaneria di Porto informa che sono stati sospesi, a causa del forte vento, i collegamenti con i traghetti tra Piombino e l’isola d’Elba.

Sempre la Capitaneria di Piombino segnala che l’ultima nave per l’isola d’Elba, diretta a Portoferraio, è partita alle 5:30 di stamani, e che poi, per problemi di attracco, le corse dei traghetti in partenza sono state sospese.

L’ultimo traghetto in arrivo da Portoferraio è stato invece il Marmorica, attracco previsto alle 6:00, che proprio a causa del forte vento è riuscito ad attraccare in banchina con circa un’ora di ritardo.

Inoltre, dalla capitaneria piombinese segnalano che in giornata le condizioni meteo sono previste in miglioramento e che quindi sempre in giornata dovrebbero essere ripristinati i regolari collegamenti.

Ulteriori lievi rallentamenti del traffico navale si registrano anche nel porto di Livorno, sempre a causa del forte vento di grecale che al momento raggiunge i 20-25 nodi, dato che ogni nave in entrata e in uscita ha bisogno dell’assistenza dei rimorchiatori: lo segnalano stamani dall’Avvisatore Marittimo del porto.

Qualche disagio si registra anche nel traffico passeggeri: sempre a causa del forte vento, infatti, stamani hanno saltato la corsa sia il traghetto per l’isola di Capraia sia quello per l’isola di Gorgona.

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Industria:Uil, raffineria Eni Livorno e acciaio Piombino: “questioni urgenti e non più rinviabili”

Industria:Uil, raffineria Eni Livorno e acciaio Piombino: “questioni urgenti e non più rinviabili”

“Oggi senza un urgente intervento del Governo c’è il timore di vedere svanire tutti gli impegni e le promesse”, Uil su raffineria Eni e acciaierie Jsw Steel Italy e Liberty Magona, Piombino

“La situazione della raffineria Eni di Livorno e quella del polo siderurgico di Piombino sono questioni urgenti che devono essere affrontate: la Regione Toscana si attivi per portare le due aree di crisi complessa all’attenzione del Governo”. Lo chiede la Uil che promette pieno appoggio per ogni iniziativa della Regione o manifestazione dei sindacati in merito a questi temi. “Servono azioni forti e strategie chiare per risalire la china – dice la Uil – altrimenti il territorio pagherà un altissimo prezzo”. Per il sindacato sono due le “questioni urgenti e non più rinviabili”. La raffineria Eni, si spiega, è oggetto di una transizione energetica che ha visto la conferma della disponibilità di 500 milioni di euro tra i progetti per il Recovery Fund presentati dalla Regione.

“Crediamo – dice la Uil – che sia un’occasione che la Toscana non può permettersi perdere e siamo convinti che serva una posizione convergente di tutte i soggetti coinvolti, istituzioni, sindacati, associazioni datoriali, che vada oltre gli steccati ideologici per incentivare gli investimenti sul territorio. E’ urgente che politica e istituzioni definiscano obiettivi e strategie uscendo, una volta per tutte, dall’incertezza e dall’indecisione per non rischiare seriamente di compromettere il futuro industriale del sito nonché le risorse stanziate”. La seconda questione riguarda le acciaierie Jsw Steel Italy e Liberty Magona dove la situazione “sta diventando esplosiva”.

“Oggi senza un urgente intervento del Governo – aggiunge la Uil – c’è il timore di vedere svanire tutti gli impegni e le promesse che sono state spesi dai vari Governi che si sono succeduti in questi anni. Questo scenario allarma e preoccupa il sindacato e i lavoratori e rischia davvero di essere la pietra tombale su un territorio già in estrema difficoltà per quanto riguarda posti di lavoro e capacità produttiva”.

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Rimateria, l’assemblea soci ne decreta fallimento

Rimateria, l’assemblea soci ne decreta fallimento

Piombino, in una infuocata assemblea, che si è tenuta venerdì, i soci di Rimateria, hanno decretato il fallimento dell’azienda partecipata pubblica, che gestiva rifiuti speciali, sia come attività di trattamento a recupero che come smaltimento in discarica e che avrebbe dovuto rappresentare il rilancio dell’economia circolare sul territorio.

A ufficializzare la notizia è stato il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, che parla del fallimento come una conseguenza inevitabile di azioni sbagliate commesse nel passato: “Rimateria era di fatto già fallita da tempo. È una questione che viene da lontano, da anni di malagestione, da decine di milioni di euro di debiti e da uno scarsissimo interesse per l’impatto ambientale”.

“L’unico modo per evitare questo epilogo – sostiene sempre il sindaco Ferrari – sarebbe stato continuare nel percorso tracciato dalle precedenti amministrazioni, concedendo il raddoppio dei volumi, incuranti delle conseguenze sulla salute e sulla tutela del territorio”.

Ma lo stesso sindaco, sottolineando come con la sua elezione Piombino abbia deciso di cambiare il futuro della città proprio a partire dalle questioni ambientali, sostiene che si sia “intrapreso una nuova via, diversa, condivisa con la Regione Toscana che, negli ultimi mesi, ha dimostrato grande attenzione per il rispetto delle norme ambientali non concedendo sconti a Rimateria e pretendendo il rispetto delle prescrizioni, solo parzialmente ottemperate, giungendo così, inevitabilmente, al fallimento dell’azienda”.

“Adesso – conclude Ferrari – si apre un nuovo capitolo in cui ci rimboccheremo le maniche, assieme altre istituzioni competenti, per affrontare la questione ambientale e quella occupazionale; per tutelare, ancora una volta, i cittadini dalle conseguenze che quella discarica ha avuto, e avrà, sul territorio.

Sull’accaduto, interviene anche l’assessora all’ambiente della Toscana Monia Monni, commentando: “La vicenda del fallimento Rimateria preoccupa sia sotto il profilo occupazionale sia ambientale, e non potrebbe essere altrimenti”.

“I soci privati – dice ancora l’assessora – avevano tutti gli strumenti per dare una prospettiva sostenibile all’impianto e ai lavoratori, non aver colto questa opportunità sostanzia una responsabilità che ho il dovere di sottolineare in considerazione del lavoro fatto. Ai lavoratori e alle loro famiglie – conclude – esprimo solidarietà, personale ed istituzionale, nella consapevolezza che faremo il massimo per attivarci con l’obiettivo assicurare ogni forma ulteriore di tutela”.

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