Pisa, prosegue sciopero aziende consegna Amazon

Pisa, prosegue sciopero aziende consegna Amazon

Uiltrasporti: “Ci hanno negato il confronto su ricorso alla cig, carichi di lavoro e franchigia: la mobilitazione continua”. Presidio aziende che offrono servizio consegna per Amazon

Prosegue anche oggi e domani (dalle 10 alle 19) lo sciopero e presidio dei lavoratori e lavoratrici delle aziende che offrono il servizio di consegna a Amazon. Una decisione arrivata dopo il rifiuto di aprire un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali. I lavoratori e lavoratrici si sono dati appuntamento nei pressi della sede Amazon di via dei Calabresi 18 a Montacchiello (Pisa), dove stamani hanno inscenato un presidio.

“Un’iniziativa volta innanzitutto a garantire la sicurezza dei lavoratori che troppo spesso si trovano ad affrontare carichi di lavoro eccessivi e che li costringono a turni frenetici alla guida dei furgoni mettendo a rischio la propria incolumità – spiega Marco Sarlo Ricci della Uiltrasporti Toscana – Inoltre si pone il problema della franchigia. E’ inaccettabile, come avviene oggi, che sia il lavoratore a pagare di tasca sua in caso di incidente e danni al furgone. Infine va sottolineata la gravità del ricorso alla cassa integrazione in un settore, come quello delle e-commerce, che durante la pandemia ha conosciuto un incremento del proprio volume di affari. Gli ammortizzatori sociali vanno utilizzati quando è strettamente necessario. Su questo abbiamo chiesto un confronto, che ad oggi ci è stato negato. Per questo la mobilitazione continua”.

“Esprimiamo solidarietà anche ai lavoratori del Piemonte – conclude Sarlo – che stamani hanno partecipato massicciamente allo sciopero per la stessa vicenda che ha toccato Pisa”.

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Amazon, sciopero e presidio a Pisa delle aziende di consegna

Amazon, sciopero e presidio a Pisa delle aziende di consegna

Amazon, Uiltrasporti Toscana: “Inaccettabile il ricorso alla cassa integrazione in un settore che durante la pandemia ha incrementato il giro di affari”.

La Uiltrasporti Toscana ha indetto per oggi una giornata di sciopero oggi 24 febbraio 2021 dalle 10 alle 19 per i lavoratori (una trentina in tutto) delle aziende fornitrici per Amazon del servizio di consegna, che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione. Nell’occasione e per tutta la durata dello sciopero si è tenuto un presidio nei pressi della sede Amazon di via dei Calabresi 18 a Montacchiello (Pisa).

“Riteniamo inaccettabile il ricorso alla cassa integrazione in una realtà che durante l’intero periodo della pandemia ha visto incrementare i propri volumi ed il proprio giro di affari e che alla luce di questo ha realizzato il nuovo distretto di Montacchiello – dice la Uiltrasporti Toscana – Questo è tanto più inaccettabile in quanto le giornate non lavorate sono conseguenza di un incremento spasmodico del numero di consegne affidate ad ogni corriere e che pongono anche un serio problema di stress per i lavoratori  con quello che ne può conseguire. Saremo determinati e fermi nel dare tutela ai lavoratori per rivendicare carichi di lavoro sostenibili e non accetteremo, soprattutto in questo particolare momento per il Paese, l’utilizzo di ammortizzatori sociali se non veramente necessari”.

Secondo quanto riporta Il Post, nel terzo trimestre del 2020, Amazon ha registrato il triplo dell’utile netto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un totale di 6,3 miliardi di dollari, raggiungendo un flusso di cassa operativo di 55,3 miliardi tra settembre 2019 e settembre 2020, più del 50% in più rispetto all’anno prima. Da fine febbraio, il valore delle azioni di Amazon è aumentato circa del 60% e in questi mesi la società ha raggiunto i profitti più alti della sua storia, prosperando in un periodo di grave crisi economica per tante categorie di lavoratori: tra cui proprio i proprietari di negozi fisici, quelli che da anni in molti casi già pativano la competizione dell’e-commerce.

Marco Sarlo Uiltrasporti Toscana intervistato da Chiara Brilli

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Positivi 7 studenti della Scuola Normale, chiusura temporanea e Dad

Positivi 7 studenti della Scuola Normale, chiusura temporanea e Dad

In seguito al monitoraggio compiuto nei giorni scorsi tra i propri allievi residenti nei collegi a Pisa, sette tra studenti e studentesse sono risultati positivi al Covid-19. E’ quanto comunica in una nota la Scuola Normale Superiore di Pisa.

I tamponi e il relativo tracciamento dei contatti stretti sono stati effettuati dal personale sanitario della Asl Toscana Nord Ovest.
Tutti i ragazzi e le ragazze presentano discrete condizioni di salute, e sono in isolamento nelle proprie stanze, così come in autoisolamento sono gli studenti risultati contatti stretti dei positivi, prosegue la nota.
La Asl Toscana Nord Ovest, in accordo con la Scuola Normale, provvederà nei prossimi giorni a trasferire gli allievi che hanno contratto il virus negli alberghi sanitari a disposizione sul proprio territorio di competenza.
In attesa che si completi lo screening tra la popolazione studentesca, la direzione della Scuola Normale ha predisposto in via precauzionale la chiusura della mensa, l’interruzione dell’attività didattica in presenza e delle attività di studio presso gli spazi comuni (aule, aule studio), la chiusura della biblioteca e dell’archivio.
Il servizio mensa viene garantito con pasti da asporto, per adesso agli allievi residenti nei collegi. “
Siamo in costante contatto con le autorità sanitarie e con gli allievi per il continuo monitoraggio della situazione”, ha detto il direttore della Scuola Normale, Luigi Ambrosio che ha tenuto a ringraziare il personale sanitario della Asl Toscana Nord Ovest e la Fondazione Toscana Gabriele Monasterio.

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Mareggiate, progetto difesa coste con risorse Recovery fund

Mareggiate, progetto difesa coste con risorse Recovery fund

Pisa, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha effettuato un sopralluogo a Marina di Pisa, località che la scorsa settimana ha dovuto fare i conti con i danni provocati da forti mareggiate.

“Sono venuto qui per accogliere l’appello del sindaco di Pisa, Michele Conti – ha detto il presidente Giani – dobbiamo mettere in campo un grande progetto di comune accordo per intercettare i finanziamenti europei e risolvere una volta per tutti i disagi causati alla popolazione e a questo tratto di costa dalle mareggiate”.

L’intervento previsto costerà, secondo le prime stime, circa 10-15 milioni di euro, che, ha spiegato Giani, “dovrà essere messo a punto insieme ai tecnici per candidarci a intercettare i fondi europei del Recovery fund e del piano di sviluppo regionale”.

Hanno partecipato al sopraluogo anche il sindaco di Pisa, Michele Conti, i capigruppo delle forze politiche cittadine, il presidente del Consiglio toscano Antonio Mazzeo, l’assessore toscano Alessandra Nardini e il consigliere regionale Diego Petrucci (Fdi), membro dell’ufficio dell’Assemblea toscana.

Mazzeo ha sottolineato che insieme “a interventi strutturali occorrono anche soluzioni immediate per mettere in sicurezza la costa di Marina di Pisa: serve una spianatura continua delle spiagge di ghiaia e non solo una volta all’anno, ma deve essere chiaro che se la Regione ci mette le risorse, come ha sempre fatto in questi anni, il Comune deve poi garantire che gli interventi siano costanti e rapidi”.

Dal canto suo il sindaco Conti ha definito “un fatto positivo” il sopralluogo di Giani perché “l’impegno preso dalla Regione ci rassicura”. Conti ha chiesto a Giani “un’attenzione particolare al fenomeno dell’erosione che potrebbe potenzialmente aggravarsi per il nostro litorale anche alla luce della realizzazione della Darsena Europa nel porto di Livorno: è necessario che siano indagate a fondo le conseguenze possibili in termini di impatto ambientale e di inquinamento. Noi – ha concluso – abbiamo commissionato uno studio stanziando 30mila euro, chiedo alla Regione altrettanta attenzione”.

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Pisa: sgomberata Limonaia, immobile occupato da organizzazioni femministe

Pisa: sgomberata Limonaia, immobile occupato da organizzazioni femministe

La Limonaia zona rosa, spazio in vicolo del Ruschi di Pisa occupato nel 2017 sulla scia delle mobilitazioni femministe contro la violenza di genere

E’ stato sgomberato stamani l’immobile della Limonaia, nel centro storico di Pisa, occupato da quattro anni da un network di associazioni tra i quali il movimento femminista ‘Non una di meno’. Nell’edificio, di proprietà della Provincia, all’arrivo di polizia e carabinieri c’erano alcune attiviste e attivisti che non hanno opposto resistenza e che hanno abbandonato i locali senza disordini per radunarsi in una piazza adiacente dove è attualmente in corso un presidio pacifico.

Il collettivo che occupava il palazzo ha definito sui social lo sgombero “un atto compiuto nel bel mezzo di una pandemia, con l’utilizzo di una quantità spropositata di poliziotti e blindati che in un periodo come questo non hanno altro da fare che chiudere uno spazio che, durante l’ultimo anno ha organizzato, con collette e la solidarietà di tanti, la distribuzione di pacchi spesa per centinaia di persone messe ai margini dalla crisi”.

“Un atto di prepotenza istituzionale nei confronti di un luogo che negli anni ha aiutato aver aiutato centinaia di donne a uscire dalla violenza coniugale, nonché presidio per chi ha visto impedirsi di abortire e accedere ai farmaci anticoncezionali. Un lavoro che durante la pandemia non si è mai fermato, tappando gli enormi buchi di un sistema sanitario e di assistenza sociale al collasso”, dichiarano le attiviste e attivisti di Limonaia Zona Rosa nel comunicato stampa”,  “Inoltre, dall’inizio della pandemia, la Limonaia è stato uno dei centri di distribuzione di pacchi alimentari per centinaia di singoli e numerose famiglie abbandonate a cavarsela da sole in una crisi occupazionale e dei redditi senza precedenti. Il 30 gennaio avrebbe dovuto esserci un altro momento di consegna: l’unica speranza per molte persone di arrivare a fine mese con qualcosa da mettere in tavola”.

 

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