Cinghiali, polemica tra Fratelli d’Italia e Regione Toscana

Cinghiali, polemica tra Fratelli d’Italia e Regione Toscana

La Coldiretti Toscana ha rilasciato alcuni dati inerenti l’aumento dei cinghiali definendo la situazione attuale una “vera e propria invasione”.

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gabriele Veneri si è espresso in merito a quanto riportato: “La Regione adotti un piano di contenimento e abbattimento dei cinghiali che stanno causando incidenti stradali e danni all’agricoltura. Il cinghiale che ha spaccato la vetrina di una parrucchiera a Monte San Savino, mentre all’interno vi erano dei clienti, è solo la punta dell’iceberg – prosegue il consigliere -. La situazione è da tempo fuori controllo e la Regione è rimasta immobile per motivi ideologici e politici. Come istituzioni abbiamo il dovere di intervenire e risolvere questo grave problema. Ormai è incontrollata la proliferazione di animali selvatici e, in particolare, di cinghiali che si aggirano nei paesi, nelle periferie delle città vicino alle abitazioni, nei parchi, nei giardini – sottolinea Veneri -. Il problema non può più essere rimandato: servono interventi concreti, mirati e urgenti”.

La risposta della Regione Toscana è arrivata dalla vicepresidente e assessora all’agroalimentare, Stefania Saccardi, che replica così alle dichiarazioni del consigliere regionale di Fratelli d’Italia su cinghiali e altri animali selvatici. “Avanzo una proposta al consigliere Veneri: faccia sua la battaglia che, da quando sono assessora all’agricoltura, ho intrapreso perché il governo nazionale lavori all’aggiornamento della legge statale 157 del 1992, che disciplina l’uso degli strumenti che abbiamo a disposizione per arginare il problema dei danni causati da ungulati. Forse questo gli consentirà di rendere un miglior servizio agli agricoltori toscani”.

“La Regione ha ben presente il tema delicato dei danni all’agricoltura da animali selvatici, così come gli incidenti stradali causati dagli ungulati – prosegue Saccardi – e lo sta affrontando con continuità e determinazione. Sono tutti strumenti disciplinati dalla legge statale 157/92 che sono a nostra disposizione sia in periodi di caccia, che in attività di contenimento e controllo, dalla braccata, alla selezione, alle catture. Abbiamo anche approvato un nuovo regolamento che riduce il numero minimo dei partecipanti alle squadre al cinghiale per rendere più semplice la cacciata in braccata e valorizzare il ruolo delle squadre, uno degli strumenti più efficaci e concreti nella riduzione del numero di questa specie”.

Riprende Saccardi: “Da quando sono assessora all’agricoltura ho indicato al Governo la necessità di aggiornare la legge 157/92, che ha ormai trent’anni, e di individuare nuovi e più efficaci strumenti per la riduzione del numero degli ungulati a protezione delle colture agricole e degli incidenti stradali. Nello specifico, assieme ai colleghi assessori delle altre regioni, abbiamo chiesto al passato Governo di istituire un fondo nazionale per i danni all’agricoltura da animali selvatici, di poter autorizzare la braccata per 4 mesi consecutivi, di prevedere gli incidenti con animali selvatici nella assicurazione RC auto, di individuare modalità per un foraggiamento dissuasivo così da tenere lontani gli ungulati dalle colture e dalle strade, istituire un corpo di polizia regionale così da essere più efficaci negli interventi di controllo, contenimento e cattura”.

L’assessora conclude: “Proporremo le stesse modifiche della legge 157/92 al nuovo Governo. Ci auguriamo di dare una soluzione decisa, rapida e concreta ai danni all’agricoltura causati da animali selvatici e agli incidenti stradali da impatto con ungulati”.

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Giorgetti replica alla Lega sullo Scudo Verde: “Mancanza di conoscenza davvero imbarazzante”

Giorgetti replica alla Lega sullo Scudo Verde: “Mancanza di conoscenza davvero imbarazzante”

Firenze, in questi giorni diverse sono state le dichiarazioni degli esponenti della Lega in merito allo Scudo Verde voluto dall’amministrazione della Città Metropolitana. La risposta dell’assessore alla Mobilità Stefano Giorgetti non si è fatta attendere.

“Le dichiarazioni degli esponenti della Lega sullo Scudo Verde denotano una mancanza di conoscenza davvero imbarazzante. Lo Scudo Verde è parte integrante del PUMS (Piano urbano della mobilità sostenibile) che è stato adottato nell’agosto del 2019 e approvato nell’aprile 2021 dalla Città Metropolitana senza nessuna osservazione neanche da parte di chi, oggi, avanza dubbi e alza le barricate. Ed è stato presentato ufficialmente la prima volta a inizio dicembre 2020 con tanto di slide e poi più volte oggetto di ulteriori comunicazioni. La documentazione è a disposizione: non si può dire che ‘non si sa dove vengono porte telematiche’, chi interviene dovrebbe documentarsi”.

Giorgetti prosegue: “Come evidenziato dal sindaco Nardella lo Scudo Verde entrerà in funzione nel 2024 e all’inizio interesserà i bus turistici e i mezzi pesanti. Adesso stanno iniziando i lavori per realizzare l’infrastruttura, ovvero le 81 porte telematiche ai principali accessi dell’area interessata. C’è tutto il tempo per confrontarci sia con i sindaci della Città Metropolitana sia con le associazioni di categoria e stabilire insieme la disciplina che comunque sarà all’insegna della gradualità e della progressività”. Quindi le restrizioni andranno di pari passo con la realizzazione delle infrastrutture in particolare con l’estensione del sistema tranviario e con la costruzione della rete dei parcheggi scambiatori che complessivamente metteranno a disposizione 6mila posti auto.

Lo Scudo Verde ci consentirà di ridurre in modo considerevole lo smog in città bloccando i veicoli più inquinanti – sottolinea l’assessore Giorgetti –. Gli studi scientifici evidenziano che ogni anno in Italia sono 60mila i morti per cause legate allo smog e facendo la proporzione nella Città Metropolitana di Firenze si tratta di circa 900 morti premature. Dobbiamo intervenire perché la salute viene prima di tutto, ma lo faremo insieme ai soggetti coinvolti ascoltando le diverse esigenze”.

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‘Ndrangheta in Toscana: Giani, provvedimenti contro ogni possibile infiltrazione

‘Ndrangheta in Toscana: Giani, provvedimenti contro ogni possibile infiltrazione

Scandicci, si è svolto oggi nel comune fiorentino un convegno sulle mafie che ha visto la partecipazione di molti studenti e studentesse. Fra gli ospiti il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il procuratore aggiunto Luca Tescaroli della Direzione distrettuale antimafia che ha firmato l’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti speciali delle concerie che vede un legame tra alcuni imprenditori in Toscana e la ‘Ndrangheta.

“Nel momento in cui questa inchiesta si conclude con procedure che portano a rinvii a giudizio, alla messa in evidenza di profili di responsabilità e di un fenomeno che purtroppo va a infiltrarsi attività economiche importanti come sono quelle della pelle in Toscana, noi prenderemo provvedimenti assolutamente rigorosi perché possa essere assolutamente chiusa ogni possibilità di infiltrazione“. Queste le parole di Giani ai cronisti, a margine dell’evento, in merito alla chiusura dell’inchiesta su infiltrazioni della ‘ndrangheta in Toscana nello smaltimento di rifiuti dell’azienda conciaria.

“Questo evento di oggi – ha sottolineato il presidente – è anche la testimonianza di come nella cultura, nella sensibilità, nella passione degli studenti, l’impegno antimafia crei quello che è necessario anche in regioni come la nostra, dove la mafia in modo subdolo e silenzioso si infiltra nelle attività economiche, negli appalti. Il fatto che possa esserci questo presidio di legalità costruito dalla coscienza e dalla cultura dei nostri giovani è l’elemento più importante“.

Giani ha poi aggiunto: “Vediamo quello che verrà fuori, vedo che i magistrati stanno portando avanti con molta serietà questa inchiesta, non attraverso la dimensione mediatica, ma attraverso il lavoro serio e approfondito, quindi ho fiducia nel loro lavoro. Poi quando l’inchiesta raggiungerà il livello dei rinvii a giudizio, dopo la chiusura delle indagini, potremo commentare e valutare il da farsi”.

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Rigassificatore Piombino, Elio Ruggeri di Snam: “Puntiamo a rispettare il calendario fissato”

Rigassificatore Piombino, Elio Ruggeri di Snam: “Puntiamo a rispettare il calendario fissato”

Piombino (Livorno), Elio Ruggeri, amministratore delegato di Snam Fsru Italia, in un’intervista al Corriere fiorentino, si è espresso sull’autorizzazione per il posizionamento del rigassificatore nel porto.

Con l’autorizzazione per il posizionamento del rigassificatore, dice Ruggeri, “abbiamo ricevuto 129 prescrizioni, dalle mitigazioni ambientali al limite dei tre anni in porto, e ci abbiamo messo un po’ di tempo per studiarle. Potrebbero avere un impatto sui costi e sui tempi, anche perché in alcuni casi si tratta di attività che nel progetto non avevamo previsto, ma noi puntiamo a rispettare il calendario fissato”.

“Le nostre squadre sono già in azione e sono aperti entrambi i cantieri, sia al porto che a terra per la costruzione del gasdotto – spiega .- Stiamo predisponendo le aree di scavo e poi passeremo a delimitare e predisporre quelle nella banchina est che sarà attrezzata per l’ormeggio della nave” che entrerà in esercizio ad aprile-maggio.”

“L’ad -continua- annuncia anche l’apertura a Piombino di un nostro ufficio e siamo aperti al dialogo e alla spiegazione di ogni evoluzione del progetto. Studieremo le migliori modalità per farlo: siamo aperti e disponibili a discutere con il territorio”.

Parlando poi del memorandum Piombino, ovvero della lista di opere propedeutiche chieste dal commissario straordinario e presidente della Toscana Eugenio Giani, Ruggeri precisa che “la discussione su questo è a tra commissario ed esecutivo. Per quanto riguarda noi, in tutte le opere che realizziamo c’è uno spazio per le compensazioni con i Comuni interessati, anche se ovviamente lontane dall’importo di cui si parla nel memorandum. E quindi siamo disponibili al dialogo con il Comune di Piombino”.

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Giani in disaccordo con Nardella sull’Archivio Alinari. Giani: “Se voleva il sindaco Nardella avrebbe potuto dare una mano”

Giani in disaccordo con Nardella sull’Archivio Alinari. Giani: “Se voleva il sindaco Nardella avrebbe potuto dare una mano”

Toscana, dibattito in corso in merito all’ipotesi di spostare l’Archivio Alinari nello stabilimento Excelsior delle Terme di Montecatini, in provincia di Pistoia.

Secondo la stampa locale questa ipotesi non avrebbe incontrato il favore del sindaco di Firenze, Dario Nardella. A ciò risponde il presidente della Toscana, Eugenio Giani: “L’Archivio Alinari è stato acquistato dalla Regione Toscana per 12,5 milioni” e “la Regione ritiene che come bene regionale l’archivio Alinari possa vivere delle esposizioni guardando alla Toscana nella sua logica di ‘Toscana diffusa’. Oggi ho visto che anche il sindaco Nardella, mi ha criticato perché voglio portare a Montecatini parte del patrimonio Alinari. Se voleva il sindaco Nardella avrebbe potuto dare una mano. Invece i 12,5 milioni sono tutti della Regione Toscana”.

“Nel momento in cui c’è quello spazio bellissimo dell’Excelsior – ha aggiunto Giani, a margine dei lavori del Consiglio regionale – Montecatini ha una prospettazione che può farla diventare la città della fotografia in Toscana. Ecco che una parte dell’archivio, che misureremo sulla base delle valutazioni tecniche, può essere volano perché a Montecatini ogni anno possa esserci un’importante mostra fotografica di livello internazionale”. “La vedo come una cosa utile – ha detto ancora -, dobbiamo uscire un po’ dal ‘fiorentino-centrismo’, come giustamente viene sollecitato dal Consiglio regionale. E l’idea di fare di Montecatini la città della fotografia mi pare un’idea interessante“.

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