Morti sul lavoro: 26 vittime da gennaio in Toscana

Morti sul lavoro: 26 vittime da gennaio in Toscana

Morti sul lavoro: in Toscana 26 vittime da inizio anno.  Biffoni ‘E’ una vera e propria emergenza, serve una risposta forte del Governo’.

“In solo nove mesi il nostro distretto ha registrato tre incidenti mortali: Sami, Luana e Giuseppe hanno perso la vita lavorando, ciascuno per cause diverse, ma sono tutte morti che pesano come macigni.

E purtroppo non è un problema territoriale. In Toscana dal 2016 al 2020 si è registrato un morto sul lavoro a settimana. Da inizio anno nella nostra regione 26 persone hanno perso la vita sul luogo di lavoro, in Italia le vittime sono state più di tre al giorno da gennaio a fine agosto”.

Lo ha detto ieri il sindaco di Prato Matteo Biffoni che ha celebrato la Giornata nazionale per
le vittime degli incidenti sul lavoro: insieme a Giuseppe Pitronaci, presidente di Anmil Prato, ha deposto una corona al monumento dei caduti sul lavoro in piazza San Niccolò dove erano presenti rappresentanti della Provincia di Prato, degli altri Comuni, della Prefettura, oltre che di sindacati, Inail e altre istituzioni territoriali.

“È un’emergenza – ha aggiunto Biffoni -. Le istituzioni tutte sono chiamate a fare la propria parte, quelle locali e quelle nazionali: davanti a questa emergenza il Governo deve dare una risposta forte, subito”.

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Perrella rimossa da direttore del Centro Pecci di Prato

Perrella rimossa da direttore del Centro Pecci di Prato

Prato, revocato l’incarico di direttore generale della Fondazione per le arti contemporanee in Toscana, che gestisce il Centro Pecci di Prato, a Cristiana Perrella.

A Cristiana Perrella l’incarico di direttore generale è stato revocato per decisione del consiglio di amministrazione della Fondazione riunitosi venerdì, “in linea con quanto previsto dal contratto siglato da entrambe le parti il 16 febbraio 2021”.

Il consiglio di amministrazione, spiega una nota, ha avviato una procedura di selezione per nominare il nuovo direttore, che dovrebbe concludersi entro la fine di quest’anno. La nuova direzione avrà il compito di rilanciare l’attività del Centro Pecci come punto di riferimento dell’arte contemporanea in Italia.

Finisce così, dopo poco più di tre anni, l’era della direzione di Cristiana Perrella al Centro per le arti contemporanee Luigi Pecci. Il mandato di Perrella, la cui scadenza naturale era nel 2024, sarebbe stato interrotto, secondo quanto appreso, in conseguenza del mancato raggiungimento di alcuni obiettivi prestabiliti.

Perrella era alla guida del Centro Pecci dal febbraio 2018, quando aveva sostituito il precedente direttore Fabio Cavallucci. Contestualmente alla revoca è stata avviata dalla Fondazione una procedura di selezione per nominare il nuovo direttore che “avrà il compito di rilanciare l’attività del Centro Pecci come punto di riferimento dell’arte contemporanea in Italia”.

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Calenzano: crolla muro, donna in prognosi riservata

Calenzano: crolla muro, donna in prognosi riservata

È ricoverata in prognosi riservata all’ospedale di Careggi ,dove è stata portata in elisoccorso, la donna di 49 anni travolta questa mattina dal crollo di un muro alla base di una collinetta a Calenzano (Firenze)

Una porzione di circa 60 metri, alta 2 e mezzo: sono le misure del muro crollato questa mattina alla base di una collinetta a Calenzano (Firenze). La  persona ferita è una passante di 49enne  trasferita al pronto soccorso di un ospedale. Secondo quanto ricostruito, quando è stata colpita dai detriti stava camminando a piedi lungo la strada.

Il crollo ha interessato un muro di contenimento di un terreno privato.  Il muro circonda il parco di una villa che in questa fase non è abitata. La strada, solitamente dedicata solo al transito di ciclisti e pedoni, di recente era stata aperta anche al traffico veicolare a causa di lavori che interessavano la viabilità della zona.

Secondo i primi accertamenti a causare il crollo potrebbero essere state le abbondanti piogge  cadute negli ultimi giorni anche nel territorio di Calenzano,   e forse anche proprio le vibrazioni del traffico.  Sul posto i vigili del fuoco hanno lavorato tutta la mattina per mettere in sicurezza l’area e sgomberare le macerie, inoltre sono stati avviati gli accertamenti per definire le cause del danneggiamento.

La  donna ferita è ora  ricoverata in prognosi riservata all’ospedale di Careggi ,dove è stata portata in elisoccorso, Secondo quanto appreso, i controlli dei vigili del fuoco avrebbero escluso la presenza di altre persone sotto le macerie.

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Texprint Prato: per tribunale licenziamento illegittimo

Texprint Prato: per tribunale licenziamento illegittimo

Texprint Prato,  per tribunale licenziamento illegittimo. Si Cobas: ‘Accolto il ricorso d’urgenza di un lavoratore. Dovrà essere reintegrato’.

Il tribunale del lavoro, accogliendo un ricorso d’urgenza, ha dichiarato illegittimo il licenziamento di uno dei lavoratori della stamperia Texprint di Prato. Ne dà notizia il sindacato Si Cobas: “ll lavoratore – viene spiegato in un comunicato – dovrà essere reintegrato sul posto di lavoro con contratto a tempo indeterminato”.

“La sentenza del giudice – aggiunge il sindacato – falcia tutte le accuse contro i lavoratori che da otto mesi lottano davanti ai cancelli della fabbrica” Per Sì Cobas, “l’azienda ha inventato di sana pianta fatti mai avvenuti per giustificare il licenziamento dei lavoratori che hanno denunciato lo sfruttamento, addebitando a chi ha scioperato responsabilità di inesistenti, ‘violenze’ di cui, per l’appunto, non si è riusciti a produrre uno straccio di prova”.

“Secondo il tribunale – conclude Si Cobas – le uniche condotte addebitabili a chi ha scioperato sono irrilevanti da un punto di vista disciplinare. In altre parole: l’unica colpa dei lavoratori è quella di aver esercitato il diritto di sciopero”. Per Potere al Popolo, “la vittoria in tribunale dei lavoratori Texprint, mostra in maniera schiacciante da che parte stia il torto e da che parte la ragione. Tutte le accuse direttamente espresse dall’azienda rispetto a presunte ‘violenze’ da parte dei lavoratori sono state infatti rigettate dal giudice. Un aspetto importante di questa vicenda è stato il tentativo, da parte dell’azienda, di
costruire intorno ai lavoratori e al loro sindacato, il Si Cobas, un alone di criminalizzazione”.

“Questa vittoria è il risultato di duecentocinquantasei giorni di presidio, sciopero e di lotta infaticabile, E’ la vittoria di tutti i lavoratori sfruttati del distretto e di quella parte di città che non ha mai mancato di sostenerli, abbracciarli, incoraggiarli” sottolinea il Sì Cobas che ha promosso per oggi un incontro stampa alla presenza dei legali che stanno seguendo la vicenda giudiziaria.

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Prato: facevano lavorare gli operai fino a 14 ore al giorno per 2 euro/ora, arrestati

Prato: facevano lavorare gli operai fino a 14 ore al giorno per  2 euro/ora, arrestati

Questa mattina il procuratore di Prato  Giuseppe Nicolosi ha illustrato i risultati di un’indagine condotta dalla Guardia di finanza e della polizia municipale

Due euro l’ora per 14 ore al giorno, fin quando un operaio si ribella, denuncia e  fa scattare inchiesta. Accade a prato dove degli impreditori che facevano lavorare gli operai fino a 14 ore al giorno per una paga oraria di 2 euro sono finiti in manette. Si trartta di  tre cittadini di origine cinese che impiegavano nove lavoratori – cinque africani e quattro cinesi. per loro l’accusa è di  sfruttamento della manodopera.

Questa mattina il procuratore di prato Giuseppe Nicolosi ha illustrato i risultati di un’indagine condotta dalla Guardia di finanza e della polizia municipale.

Ai domiciliari sono finite due donne di 40 e 50 anni e il marito di una di loro, quarantenne. Tutti e tre sono considerati i titolari di fatto della confezione ‘Venus Ark’ di via Toscana nel Macrolotto a Prato, (la stessa strada dove avvenne nel 2013 l’incendio della Teresa Moda in cui morirono tra le fiamme sette operai cinesi che vi alloggiavano pure) amministrata da un prestanome, anche lui cinese, il quale non è stato indagato.

L’inchiesta del sostituto procuratore Lorenzo Gestri ha avuto inizio con una denuncia presentata allo sportello anti-sfruttamento del Comune di Prato da un operaio nigeriano, che era stato assunto dai confezionisti cinesi e che si era ribellato al dover lavorare per loro tutto il giorno per pochi spiccioli. La Finanza e la Municipale hanno indagato sulle condizioni in cui lavoravano i suoi compagni di lavoro, che peraltro – è stato fatto rilevare – non hanno collaborato nella fase delle indagini temendo di essere licenziati. Gli africani sono tutti richiedenti asilo ospitati in due Centri di accoglienza straordinaria (Cas) di Prato e Poggio a Caiano. I responsabili dei Cas non si sarebbero accorti che i richiedenti asilo loro ospiti lavoravano per tutta la giornata rimanendo assenti.

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