Pistoia: spara sui passanti con fucile ad aria compressa, denunciato

Pistoia: spara sui passanti con fucile ad aria compressa, denunciato

Ha sparato sui passanti con un fucile ad aria compressa, fedele riproduzione soft-air di un’arma da guerra funzionante a batteria utilizzata per i giochi di guerra simulata. Per questo motivo un 19enne, nato a Prato, già conosciuto alle forze dell’ordine, è stato denunciato per getto pericoloso di cose a Pistoia.

Il fatto è successo ieri sera, verso le 21, in via Cavour a Pistoia, in pieno centro storico. Alcuni cittadini hanno fermato una pattuglia dei carabinieri, che stava transitando in quel momento, lamentando di essere stati colpiti da qualcosa mentre camminavano e di aver visto un giovane con un fucile che si affacciava da finestra.

Con le precauzioni del caso, anche se nessuno era stato ferito, i militari sono saliti nell’appartamento indicato, risultato essere un bed and breakfast, e all’interno, oltre al 19enne affittuario della camera da cui erano partiti i colpi, c’erano altre quattro persone di cui tre minorenni. Il giovane ha poi consegnato ai militari il fucile ad aria compressa, con il quale si era divertito usando quale bersaglio gli ignari passanti. L’arma è stata sequestrata.

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Prato, figlio con allievo minorenne: condannata a 6 anni e 6 mesi

Prato, figlio con allievo minorenne: condannata a 6 anni e 6 mesi

Il tribunale di Prato ha condannato a 6 anni e 6 mesi per violenza sessuale su minore la donna che nell’estate 2018 ebbe un figlio con un ragazzo di 15 anni, suo studente in ripetizioni private di inglese, nell’ambito di una relazione durata diverso tempo. Condannato anche il marito a 1 anno e 8 mesi per alterazione di stato civile per essersi attribuito la paternità del neonato.

La donna aveva intrecciato una relazione con un ragazzino, oggi sedicenne, a cui dava ripetizioni di inglese ed ebbe un figlio da lui. Poi usò il neonato come strumento di ricatto nei confronti dell’adolescente, minacciandolo di raccontare a tutti la verità se l’avesse lasciata. Il tribunale di Prato l’ha riconosciuta colpevole anche del reato di violenza sessuale per induzione, fattispecie contestata dalla Procura dopo che le conversazioni chat avevano mostrato un crescendo di ricatti. A processo insieme alla 32enne di Prato, c’era anche il marito che è stato condannato a un anno e 5 mesi con l’accusa di alterazione di stato civile per essersi attribuito la paternità del bambino, pur sapendo che non era suo.
Oltre ai due imputati era presente in aula anche la madre del sedicenne, che si è costituita parte civile insieme al marito, assistita dall’avvocato Roberta Roviello.

Proprio la madre dell’adolescente si era accorta dello strano rapporto che intercorreva fra il proprio figlio e la donna, molto più grande di lui. La denuncia è stata sporta nel mese di marzo 2019, momento in cui sono iniziate le indagini. Gli esami sul dna evidenziarono subito la paternità del bambino, nato nell’agosto 2018.

Secondo le indagini del Procura di Prato che hanno ricostruito i fatti, la relazione sarebbe nata nel giugno del 2017 quando la donna dava ripetizioni di inglese al giovane per prepararlo all’esame di terza media. Il primo rapporto sessuale sarebbe stato nel giugno di quell’anno quando il ragazzino aveva 13 anni.

Fondamentale la  testimonianza dell’adolescente, assistito dall’avvocatessa Roberta Roviello, che aveva fatto risalire l’inizio dei rapporti proprio al giugno 2017, quando era ancora tredicenne; a differenza della versione della donna operatrice sanitaria, la quale sosteneva che il rapporto era cominciato quando il ragazzo aveva compiuto 14, ossia nel novembre del 2017. L’accusa di violenza sessuale per induzione è riferita agli ultimi mesi della relazione (gennaio/febbraio 2019) quando la donna si era resa conto che il giovane voleva interrompere la relazione e per tenerlo a sé lo minacciava di dire a tutti che il figlio era suo. La relazione è durata circa un anno e mezzo.

La Procura di Prato aveva chiesto sette anni per la donna e due per il marito.

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Otto arresti per traffico di droga in Toscana

Otto arresti per traffico di droga in Toscana

Pistoia, otto misure di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti uomini ritenuti responsabili di traffico di eroina e hashish in Toscana, principalmente nelle province di Pistoia, Prato e Lucca.

Questo il bilancio di un’operazione dei carabinieri di Montecatini Terme a seguito di un’indagine iniziata nel settembre 2019 e protrattasi fino a marzo 2020. L’indagine è partita dalle insistenti segnalazioni dei residenti di Montecatini Terme che da tempo notavano gli otto individui come riferimento di un gruppo di tossicodipendenti presso scuole e stazioni ferroviarie.

I militari li hanno seguiti, pedinati, ripresi con le telecamere senza farsi notare. E li hanno incastrati con indagini tradizionali, senza l’uso di intercettazioni telefoniche, ma con riscontri testimoniali e ricostruendo con certosina pazienza i loro spostamenti ed i fatti-reato commessi.

Per sei di loro si sono quindi aperte le porte del carcere, altri due invece erano già ristretti per altri reati compiuti nel corso degli stessi mesi. Inoltre, due risultano irregolari in Italia. Per tutti l’accusa è di concorso in traffico di stupefacenti.

In sette mesi di osservazione i carabinieri hanno documentato la cessione di almeno 2.000 dosi di eroina. Gli indagati avevano sviluppato una fitta rete di contatti che permetteva, attraverso una suddivisione del territorio, dei ruoli e la mediazione dell’uno o dell’altro pusher, di non lasciare mai scoperta alcuna zona dalla fornitura di eroina, la quale veniva ceduta in strada a piccole dosi da 15-20 euro l’una.

Nello specifico uno degli indagati era solito tenere i principali rapporti con i vari acquirenti fissando di volta in volta la quantità di sostanza ed il luogo di scambio nel quale poi mandava i suoi complici a concludere l’affare illecito.

La vendita dello stupefacente, principalmente eroina, avveniva a Montecatini Terme in pieno centro urbano, nei pressi di un istituto scolastico locale, di un supermercato, in piazza del Popolo e nelle adiacenze delle due stazioni ferroviarie locali.

A Prato e Pistoia lo spaccio avveniva nelle rispettive zone adiacenti le stazioni ferroviarie e a Pistoia anche nei pressi di un istituto scolastico. Infine, nel comune di Monsummano Terme lo spaccio avveniva principalmente nei dintorni di un istituto scolastico dove ha sede anche una scuola elementare.

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Toscana, aumenta la raccolta dei rifiuti tecnologici Raee

Toscana, aumenta la raccolta dei rifiuti tecnologici Raee

Firenze, sono 29.363 le tonnellate di rifiuti tecnologici raccolti in Toscana nel 2019. È quanto emerge dal rapporto annuale 2019 del Centro di coordinamento Raee.

Rispetto al 2018, spiega una nota, la raccolta in Toscana registra una crescita del 10,1%, tra le migliori d’Italia, ma non sufficiente a far conservare alla regione il primo posto nel Centro Italia per quantitativi avviati a corretto trattamento.

Meglio fa il Lazio che con sole 184 tonnellate in più conquista il primato nell’area di riferimento. Anche la raccolta pro-capite migliora e raggiunge i 7,87 kg per abitante, in forza di un incremento del 10,3%, il secondo miglior risultato in Italia centrale e tra i più performanti a livello nazionale, che consente alla regione di confermarsi come migliore nell’area di riferimento.

A livello di tipologie, i grandi elettrodomestici bianchi (R2) crescono del 10%, per un totale di 12.343 tonnellate, pari al 42% della raccolta complessiva. Molto più contenuta la raccolta dei grandi elettrodomestici del freddo e clima (R1)a quota 6.880 tonnellate.

I piccoli elettrodomestici e consumer electronics (R4) toccano le 5.517 tonnellate grazie a un incremento del 23,6% rispetto al 2018. Ancora più contenuta la raccolta di Tv e monitor (R3) pari a 4.503 tonnellate (15,3%).

Non eccellenti, ma in forte incremento (+19%), i dati relativi alle sorgenti luminose (R5) che raggiungono le 120 tonnellate. A livello provinciale chi raccoglie i maggiori quantitativi di Raee è Firenze con 7.211 tonnellate, ma è l’unica a segnare un calo rispetto al 2018 (-6,7%). A livello di raccolta pro capite, il primato va alla provincia di Prato con 9,88 kg/ab (+33,3%).

“La Toscana presenta dati di raccolta RAEE assai lusinghieri e risultati in alcune province di assoluta eccellenza: su tutte spiccano Prato e Pistoia – afferma il direttore generale del Centro di coordinamento Raee Fabrizio Longoni -. Fatta eccezione per il dato pro capite di Massa Carrara che non raggiunge la media nazionale, tutte le restanti province evidenziano risultati positivi”.

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Sversamento olio combustibile nel fiume Bisenzio

Sversamento olio combustibile nel fiume Bisenzio

Vaiano, nel pomeriggio di domenica scorsa tecnici ARPAT in servizio di pronta disponibilità, allertati dalla centrale operativa della Protezione civile, sono intervenuti nel comune del comune in provincia di Prato, in località la Briglia, per uno sversamento di idrocarburi nel Bisenzio.

Sul posto dello sversamento, erano già intervenuti i vigili del fuoco che avevano rilevato l’origine dello sversamento in un’area interna ad un fabbricato industriale dismesso da tempo.

“È stato individuato un piccolo serbatoio – spiega una nota – posto in alto, contenente probabilmente olio combustibile, collegato ad una tubazione con una perdita ed ha fatto trafilare il prodotto, che è percolato attraverso il muro a ridosso del fiume, per cui la frazione più leggera è arrivata fino alle acque del vicino Bisenzio. Arpat sottolinea che il materiale arrivato nelle acque del fiume, comunque non era in grande quantità, ma piuttosto un velo superficiale. I vigili del fuoco hanno buttato del materiale assorbente per bloccare la perdita dal terreno, che continua a trasudare e che quindi dovrà essere messo in sicurezza”.

Il Dipartimento ARPAT di Prato, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, individuerà la proprietà dell’area, disponendo le azioni necessarie per la messa in sicurezza e la rimozione dei materiali potenzialmente inquinanti presenti in loco.

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