Coronavirus, Toscana: 13 sanitari positivi di Asl Toscana Centro

Coronavirus, Toscana: 13 sanitari positivi di Asl Toscana Centro

Sono 13 i sanitari dipendenti dell’Asl Toscana Centro – competente per i territori di Firenze, Prato e Pistoia – risultati positivi al coronavirus. Tra questi, nove medici e quattro infermieri.

Almeno 58, secondo il dato aggiornato al 16 marzo scorso, i sanitari positivi al covid-19 nelle altre Asl della Toscana. Sempre alla data del 16 marzo nessun caso era stato registrato al pediatrico Meyer e nell’Azienda ospedaliero universitaria senese.

Intanto il Presidente regionale Enrico Rossi, in una diretta facebook, ha annunciato che la Toscana darà avvio ad uno screening di massa per l’emergenza Coronavirus e acquisterà 500mila test seriologici, ovvero del sangue.

“Pensiamo che lo screening di massa darà risultati importanti – ha detto ieri Rossi -. E’ nostro interesse tutelare per primi medici, infermieri e sanitari. Gli altri test saranno a disposizione su richiesta dei medici di famiglia e pediatri e saranno fatti da delle unità speciali ogni 30mila abitanti”.

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Toscana, Coronavirus: sono 85 i nuovi casi positivi

Toscana, Coronavirus: sono 85 i nuovi casi positivi

Sono 85 i nuovi casi positivi al Coronavirus registrati in Toscana a ventiquattro ore dal precedente bollettino, analizzati nei laboratori toscani. Salgono dunque a 866 i contagiati dall’inizio dell’emergenza. Sette le guarigioni virali, cinque i pazienti clinicamente guariti, 14 i deceduti.

Sette, dunque in Toscana, le guarigioni virali (i cosiddetti “negativizzati”), cinque guarigioni cliniche e 14 decessi. I casi attualmente positivi in cura rimangono dunque 840. Spetterà in ogni caso all’Istituto superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus: si tratta infatti di persone, da 70 a 98 anni, affette da più patologie.

Per quanto riguarda i ricoveri, le maxi-emergenze che raccolgono i relativi dati informano che questi ultimi saranno disponibili solo in tarda serata. Il dato sarà quindi inserito nel comunicato di domani.

Di 866 tamponi fino ad oggi risultati positivi al test, questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 186 Firenze, 90 Pistoia, 45 Prato (totale Asl centro: 321), 138 Lucca, 117 Massa-Carrara, 78 Pisa, 53 Livorno (totale Asl nord ovest: 386), 50 Grosseto, 66 Siena, 43 Arezzo (totale sud est: 159).

Dal 1° febbraio ad oggi sono stati esaminati in tutto 5.910 tamponi, per 5.196 pazienti (in alcuni casi sono stati effettuati più test per lo stesso paziente).

Dal monitoraggio giornaliero (il dato in questo caso è aggiornato a mezzogiorno di oggi) sono invece 8.455 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana, di cui 4.032 prese in carico attraverso i numeri dedicati, attivati da ciascuna Asl. Di questi ultimi, sono 2.163 persone nella Asl centro (Firenze – Empoli – Prato – Pistoia), 1.628 persone nella Asl nord ovest (Lucca – Massa Carrara – Pisa – Livorno) e 241 nella sud est (Arezzo – Siena – Grosseto). Gli altri 4.423 sono cittadini che hanno avuto contatti stretti con casi positivi: 602 nella Asl centro, 2.200 nella Asl nord ovest e 1.621 nella Asl sud est.

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Coronavirus, fuori casa senza motivo: 43 denunciati a Prato, una coppia alle terme

Coronavirus, fuori casa senza motivo: 43 denunciati a Prato, una coppia alle terme

Sono ad oggi 43 le persone denunciate a Prato per non aver rispettato le prescrizioni del governo nella lotta alla diffusione del coronavirus. Mentre nel Senese, un uomo e una donna, sono stati denunciati perchè si trovavano alle terme di Petriolo, senza un valido motivo.

Il bilancio è stato reso noto dalla prefettura che ha raccolto i dati dei controlli effettuati finora dalle forze dell’ordine da quando è entrato in vigore il decreto. Controllate 457 persone. Di queste 37 non sono state in grado di giustificare la presenza lontano da casa; quattro invece sono state denunciate per aver dichiarato il falso nell’autocertificazione; altre due, infine, per altri reati connessi al non rispetto del decreto anti contagio coronavirus.

Tra le attività controllate un parrucchiere nel quartiere del Soccorso: gli agenti della questura hanno sorpreso all’interno il titolare e due clienti. Il proprietario del negozio è stato denunciato per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.

Alle terme di Petriolo, nei pressi di Siena, invece di strare nella loro abitazione come previsto dai provvedimenti del Governo per contenere il coronavirus, un uomo di 40 anni e una donna di 47 sono stati denunciati dai carabinieri per aver violato le disposizioni. I due sono residenti a Piancastagnaio che dista circa 80 km da Petriolo, meta termale sulla strada per Grosseto. Ai carabinieri che li hanno controllati, non hanno saputo dare giustificazioni sulla loro presenza così lontano dal comune di residenza.

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‘Diavolo di Prato’, si allargano indagini e numero vittime

‘Diavolo di Prato’, si allargano indagini e numero vittime

Prato, starebbero uscendo allo scoperto nuove vittime, sia maschi che femmine, delle presunte violenze sessuali inflitte loro dal cosiddetto ‘Diavolo’ di Prato, un 23enne su cui sta indagando la Dda con la squadra mobile di Firenze.

La polizia avrebbe ascoltato in questi giorni altri giovani, tutti maggiorenni, che avrebbero preso coraggio dall’evidenza mediatica della vicenda e hanno deciso di parlare con gli investigatori sulle violenze subite dal ‘Diavolo di Prato’.

Finora le indagini avevano appurato quattro vittime, tre ragazzi e una ragazza, tra loro due minori, ma ora starebbero arrivando nuove testimonianze.

Il 23enne, secondo quanto emerge, è accusato di aver organizzato a Prato e a Firenze, pare anche in ambito universitario, una specie di setta di cui sarebbe stato il ‘dominatore’, ponendo in soggezione psicologica gli adepti con l’obiettivo di abusarne sessualmente, circostanze rivelate dall’inchiesta.

Svariati i metodi di plagio e soggezione inventati dall’indagato: inquietanti cambi del timbro di voce, inalazione di incensi con ‘sangue di drago’, atteggiamenti da ‘vampiro’ con strani patti di sangue, simulazioni da illusionista, rituali esoterici e assurdi.

Secondo le ricostruzioni diceva di combattere e poter scacciare le entità maligne dai corpi: in pratica con queste fantasie perverse circuiva i soggetti più deboli che cadevano nella sua rete e via via, alcuni riusciva a violentarli. Le nuove testimonianze, su cui gli investigatori mantengono riserbo, starebbero rafforzando il quadro probatorio a suo carico.

La setta si riuniva nei boschi di Prato per praticare dolorosi riti di iniziazione, la storia sarebbe andata avanti per oltre un anno, fino a quando la madre di una delle presunte vittime si è rivolta alle forze dell’ordine, facendo scattare le indagini che hanno portato alla denuncia del presunto ‘Diavolo di Prato’.

Il 23enne avrebbe persuaso gli appartenenti alla settadi essere dotato di poteri soprannaturali, e di averli scelti per salvare il mondo. Per convincerli della sua superiorità e porli in uno stato di soggezione psicologica al fine di abusarne, avrebbe anche elaborato una sorta di rituale di resurrezione, inscenando uno strangolamento da parte di un sodale, al termine del quale si rialzava da terra fingendo di rimettersi a posto il collo.

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‘Scuola alta borghesia’: Furlan, “no a indicatori di censo”

‘Scuola alta borghesia’: Furlan, “no a indicatori di censo”

“E’ nella scuola che questo Paese ha creato integrazione ed è attraverso la scuola che noi creiamo la società del futuro. Non può essere la scuola del censo, è una cosa che non sta nè in cielo né in terra”. Lo ha detto Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, a proposito del caso dell’Istituto comprensivo di via Trionfale a Roma.

“Credo che quegli indicatori che chiedono di selezionare la propria offerta indicando anche il censo delle famiglie – ha aggiunto – siano assolutamente da togliere”. Furlan, parlando a margine del Consiglio generale della Cisl di Firenze e Prato, ha criticato il testo di presentazione della scuola romana pubblicato sul proprio sito, che descrive attraverso l’estrazione sociale la ripartizione degli studenti nelle varie sedi scolastiche: “Mi fa un effetto negativo al massimo. La scuola deve caratterizzarsi per la sua competenza didattica, quale innovazione didattica può offrire, e la scuola è inclusiva”. Dunque, ha concluso la leader della Cisl, “i dirigenti scolastici riflettano bene se questi dati offrono una scuola inclusiva, la scuola del futuro, la scuola dell’accoglienza, la scuola dove crescono i nostri ragazzi, oppure hanno altri metri”.

Annamaria Furlan, commentando poi le dichiarazioni alla Stampa del ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, dice: “Vedo che ci si appassiona sempre molto sugli atti regolatori del mercato del lavoro, cosa importante, e invece ci si appassiona molto meno sul fatto di come lo creiamo il lavoro in questo Paese: io credo che oggi la priorità sia proprio quella. Il Jobs act va rivisto”, ed “è tempo di un nuovo Statuto dei lavoratori”.

“Sblocchiamo i cantieri – ha affermato Furlan, parlando nel capoluogo toscano a margine del Consiglio generale della Cisl di Firenze e Prato -, partiamo proprio dalle nostre infrastrutture che sono carenti, obsolete, non più sicure, e in molta parte del territorio mancano totalmente. E investiamo in innovazione, in formazione, in ricerca. Credo che oggi la priorità innanzitutto debba essere questa”.

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