Usura con tassi fino al 66%, un arresto a Firenze

Usura con tassi fino al 66%, un arresto a Firenze

Un uomo originario Calabria, considerato contiguo ‘Ndrangheta, è stato arrestato per usura ed estorsione

Estorsione e usura aggravati dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore toscano: con queste accuse i militari del comando provinciale della guardia di finanza di Firenze hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di origini calabresi, ritenuto contiguo alla ‘ndrina Bellocco di San Ferdinando (Reggio Calabria).

L’attività investigativa, diretta da Eligio Paolini della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, ha fatto emergere da parte dell’uomo condotte estorsive nei confronti di un imprenditore toscano del tessile e della figlia. In seguito a un prestito iniziale di alcune migliaia di euro, la pretesa restitutoria, a fronte di difficoltà economiche dell’imprenditore, aveva fatto lievitare la somma da restituire a diverse decine di migliaia di euro, con interessi che si erano andati ad attestare intorno a un valore annuo del 66%. Le molteplici gravi minacce per ottenere il pagamento delle somme richieste avevano generato nell’imprenditore un forte timore per l’incolumità propria e di sua figlia. L’imprenditore si era così visto costretto anche a far acquistare alla figlia, attraverso un finanziamento personale, un’auto di pregio del valore di oltre 30mila euro, entrata di fatto nella disponibilità dell’usuraio.

I fatti al centro delle indagini riguardano il periodo che va da gennaio 2016 al novembre del 2018. Secondo quanto emerso dalle indagini l’arrestato avrebbe più volte minacciato l’imprenditore, dal quale sarebbe arrivato a pretendere la restituzione di una somma di circa 80mila euro, da pagare con rate di 2.200 euro al mese, a fronte di un prestito iniziale di 15 mila euro. Tra le minacce nei confronti dell’imprenditore, residente in provincia di Siena, quella di rompergli le gambe, di portarlo nel Sud Italia per farlo uccidere e quella di fare del male ai suoi parenti, in particolare ai nipoti.

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Un uomo originario Calabria, considerato contiguo ‘Ndrangheta, è stato arrestato per usura ed estorsione

Estorsione e usura aggravati dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore toscano: con queste accuse i militari del comando provinciale della guardia di finanza di Firenze hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di origini calabresi, ritenuto contiguo alla ‘ndrina Bellocco di San Ferdinando (Reggio Calabria).

L’attività investigativa, diretta da Eligio Paolini della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, ha fatto emergere da parte dell’uomo condotte estorsive nei confronti di un imprenditore toscano del tessile e della figlia. In seguito a un prestito iniziale di alcune migliaia di euro, la pretesa restitutoria, a fronte di difficoltà economiche dell’imprenditore, aveva fatto lievitare la somma da restituire a diverse decine di migliaia di euro, con interessi che si erano andati ad attestare intorno a un valore annuo del 66%. Le molteplici gravi minacce per ottenere il pagamento delle somme richieste avevano generato nell’imprenditore un forte timore per l’incolumità propria e di sua figlia. L’imprenditore si era così visto costretto anche a far acquistare alla figlia, attraverso un finanziamento personale, un’auto di pregio del valore di oltre 30mila euro, entrata di fatto nella disponibilità dell’usuraio.

I fatti al centro delle indagini riguardano il periodo che va da gennaio 2016 al novembre del 2018. Secondo quanto emerso dalle indagini l’arrestato avrebbe più volte minacciato l’imprenditore, dal quale sarebbe arrivato a pretendere la restituzione di una somma di circa 80mila euro, da pagare con rate di 2.200 euro al mese, a fronte di un prestito iniziale di 15 mila euro. Tra le minacce nei confronti dell’imprenditore, residente in provincia di Siena, quella di rompergli le gambe, di portarlo nel Sud Italia per farlo uccidere e quella di fare del male ai suoi parenti, in particolare ai nipoti.

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Estorsione e usura aggravati dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore toscano: con queste accuse i militari del comando provinciale della guardia di finanza di Firenze hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di origini calabresi, ritenuto contiguo alla ‘ndrina Bellocco di San Ferdinando (Reggio Calabria).

L’attività investigativa, diretta da Eligio Paolini della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, ha fatto emergere da parte dell’uomo condotte estorsive nei confronti di un imprenditore toscano del tessile e della figlia. In seguito a un prestito iniziale di alcune migliaia di euro, la pretesa restitutoria, a fronte di difficoltà economiche dell’imprenditore, aveva fatto lievitare la somma da restituire a diverse decine di migliaia di euro, con interessi che si erano andati ad attestare intorno a un valore annuo del 66%. Le molteplici gravi minacce per ottenere il pagamento delle somme richieste avevano generato nell’imprenditore un forte timore per l’incolumità propria e di sua figlia. L’imprenditore si era così visto costretto anche a far acquistare alla figlia, attraverso un finanziamento personale, un’auto di pregio del valore di oltre 30mila euro, entrata di fatto nella disponibilità dell’usuraio.

I fatti al centro delle indagini riguardano il periodo che va da gennaio 2016 al novembre del 2018. Secondo quanto emerso dalle indagini l’arrestato avrebbe più volte minacciato l’imprenditore, dal quale sarebbe arrivato a pretendere la restituzione di una somma di circa 80mila euro, da pagare con rate di 2.200 euro al mese, a fronte di un prestito iniziale di 15 mila euro. Tra le minacce nei confronti dell’imprenditore, residente in provincia di Siena, quella di rompergli le gambe, di portarlo nel Sud Italia per farlo uccidere e quella di fare del male ai suoi parenti, in particolare ai nipoti.

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Ungulati: Siena, in ginocchio aziende in riserve naturali

Ungulati: Siena, in ginocchio aziende in riserve naturali

Le aziende agricole situate nelle riserve naturali sono “in ginocchio per i danni da ungulati”: questo l’allarme dell’Unione Provinciale Agricoltori di Siena che chiede alla Regione Toscana provvedimenti urgenti contro uno stallo legislativo in materia.

“Cinghiali e caprioli fanno incetta delle produzioni agricole senza che i nostri agricoltori possano fare qualcosa – spiega Gianluca Cavicchioli, direttore dell’Unione Provinciale Agricoltori di Siena – E oltre il danno la beffa: le liquidazioni dei danni per le aziende nelle riserve naturali sono ferme al 2015 e le domande per gli anni successivi si scontrano con burocrazia e mancata chiarezza normativa. Abbiamo segnalato da tempo questo problema senza alcuna risposta concreta e temiamo che il fine legislatura possa far slittare ulteriormente i tempi. In Toscana ci sono 46 riserve naturali e di queste ben 14 nel territorio senese”.

“Gli ‘sventurati’ imprenditori che hanno la propria azienda nelle riserve naturali subiscono un trattamento ‘sleale’ rispetto ai loro colleghi che hanno la fortuna di operare in territorio libero – prosegue -. La legge obiettivo sta portando i primi frutti, va riconosciuto, ma questi frutti certo non possono raccoglierli gli agricoltori in riserva naturale. Altra questione di assoluta rilevanza riguarda l’effettiva ragion d’essere di queste strutture nate come luogo di protezione e tutela di quelle specie selvatiche cosiddette ‘a rischio'”.

“Oggi – prosegue Cavicchioli -, non è assolutamente così. In molti casi le riserve naturali sono diventate luogo di riparo e protezione per specie divenute dannose all’ambiente, al territorio, ed alle attività agricole, come cinghiali, caprioli e daini. Come è noto, le riserve naturali sono gestite da due Assessorati Regionali, Agricoltura ed Ambiente, e questa condivisione – conclude il direttore di Upa Siena – pare essere ulteriore motivo di ritardo nella gestione, se non d’impedimento”.

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Maltempo, codice giallo per pioggia e temporali lungo costa e Maremma

Maltempo, codice giallo per pioggia e temporali lungo costa e Maremma

Una perturbazione atlantica, attualmente sul Mediterraneo occidentale, si muove verso est e domani, martedì 15 ottobre, interesserà anche la Toscana. La Sala operativa della protezione civile regionale ha emesso un codice giallo per pioggia e temporali con validità dalle ore 11 fino alle ore 22 di domani.

Le zone interessate dal codice giallo diramato dalla protezione civile regionale sono costa, Arcipelago, Garfagnana (bacino del Serchio), Lunigiana e zone meridionali (bacini Fiora, Albegna e Ombrone grossetano) e in generale le province di Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Siena.

Fino alla prima parte della giornata di domani sono previste piogge sparse di debole-moderata intensità sulle zone occidentali della regione, più frequenti sui rilievi; dal pomeriggio le precipitazioni tenderanno ad estendersi alle zone interne della regione, risultando più diffuse e assumendo localmente carattere di rovescio o temporale. Sarà possibile osservare fenomeni di forti colpi di vento, grandinate e frequenti fulminazioni.

Dettagli e consigli sui comportamenti da adottare si trovano all’interno della sezione “Allerta meteo” del sito della Regione Toscana, all’indirizzo www.regione.toscana.it/allertameteo.

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