Il pensiero critico al tempo del coronavirus: intervista con il prof. Manzotti

Il pensiero critico al tempo del  coronavirus: intervista con il prof. Manzotti

“La campagna mediatica e i decreti (e a cascata le ordinanze regionali e comunali) hanno deciso di optare per una segregazione domestica che non è né necessaria né sufficiente a contenere il virus”

ASCOLTA L’INTERVISTA con il professorRiccardo Manzotti, docente di filosofia teoretica alla Iulm Università di Milano

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Il pensiero critico al tempo del coronavirus: intervista con il prof. Manzotti

Il pensiero critico al tempo del  coronavirus: intervista con il prof. Manzotti

“La campagna mediatica e i decreti (e a cascata le ordinanze regionali e comunali) hanno deciso di optare per una segregazione domestica che non è né necessaria né sufficiente a contenere il virus”

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“Il nostro approccio al Coronavirus? Figlio di una deriva salvifico-moralista”

“Il nostro approccio al Coronavirus? Figlio di una deriva salvifico-moralista”

Intervista con il professor RICCARDO MANZOTTI, docente filosofia teoretica IULM Milano

“In questa atmosfera irrazionale, resa possibile dalla tradizionale mancanza di cultura scientifica, l’applicazione del diktat diventa un articolo di credo, spesso imposto più dai fedeli (i solerti sceriffi da balconi) che dalle stesse autorità (vigili e polizia). Si chiudono parchi e aree balneari, si inviano i droni per individuare pericolosi camminatori solitari, si inviano elicotteri per stanare bagnanti e subacquei (non è una esagerazione). A nulla vale il fatto che, a detta della OMS, il virus non sopravvive all’aperto sotto l’effetto dei raggi del sole e che, anzi, basterebbe l’aria aperta per disperdere la carica virale sotto ogni soglia di pericolo. Contro ogni ragione, l’ambiente esterno è associato con la libertà di pensiero e di movimento in cui i cittadini impauriti da una propaganda martellante dei media non possono che credere. Come ha recentemente scritto Recalcati, “l’odio è non sopportare la libertà dell’altro”.

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