Firenze: sgomberata Villa Monna Tessa. All’interno una ventina di persone

Firenze: sgomberata Villa Monna Tessa. All’interno una ventina di persone

Firenze – L’edificio di Villa Monna Tessa era stato dismesso nel 2018. Da tempo la situazione era diventata ingestibile

Sgomberata dalla polizia Villa Monna Tessa, ex struttura sanitaria nella zona di Careggi a Firenze, da tempo occupata abusivamente. L’operazione c’è stata stamani. La proprietà, a metà tra l’Azienda ospedaliera di Careggi e l’Università di Firenze, ha avviato la messa in sicurezza dell’edificio per impedire nuove invasioni. Secondo quanto appreso nello stabile viveva una ventina di persone, in prevalenza stranieri, tra cui maghrebini, senegalesi, un somalo e un italiano. L’edificio era stato dismesso nel 2018.

Durante la pandemia la struttura era stata occupata abusivamente, tra le proteste degli abitanti della zona. La storica struttura ospedaliera-universitaria per anni ha ospitato l’urologia e le dialisi, poi dal 2017 trasferite, e dove per un paio d’anni sono rimasti attivi gli ambulatori di reumatologia, centro cefalee e endocrinologia, poi dismessi e trasferiti perché l’antico edificio non era più idoneo alle attività di assistenza e in special modo alla chirurgia.

La richiesta di liberare l’edificio era stata avviata in particolare dalla stessa Azienda Ospedaliera di Careggi, con il direttore Rocco Damone che ha ringraziato le forze dell’ordine per l’intervento di questa mattina. Adesso si dovrà capire quale futuro spetterà a Villa Monna Tessa, un argomento di cui si dibatteva già prima della pandemia e che adesso ritorna forzatamente attuale.

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🎧Firenze ricorda le vittime del Covid con evento a Palazzo Vecchio

🎧Firenze ricorda le vittime del Covid con evento a Palazzo Vecchio

Fuori da Palazzo Vecchio, oltre alle bandiere a mezz’asta, nell’aregnario, sono stati esposti alberi di ulivo in ricordo delle vittime fiorentine del Covid: 1.130 solo nel capoluogo toscano. Ogni albero ha più targhette, con il nome delle persone scomparse.

In podcast il contributo audio a cura di Lorenzo Braccini con le voci di Rocco Damone, direttore generale dell’ospedale Careggi e Alessandro Sergi, vicedirettore sanitario dell’Asl Toscana Centro. 

Firenze ricorda le vittime del Covid partecipando alla giornata indetta a livello a nazionale con un evento a Palazzo Vecchio. Durante la cerimonia, nel Salone dei Cinquecento, sono intervenuti i medici di Firenze e la Toscana, assieme alle istitituzioni. Un momento di riflessione che è stato anche l’occasione per fare il punto sulla situazione attuale della pandemia nel nostro Paese.

La risalita dei casi registrata in questi ultimi giorni ha acceso qualche preoccupazione, ma la volontà del Governo, al momento, è quella di ridurre via via quasi tutte le restrizioni.  “Stiamo assistendo ad un incremento della positività, fortunatamente dentro gli ospedali abbiamo però pochissime persone in terapia intensiva – ha detto il direttore generale dell’ospedale Careggi di Firenze Rocco Damone -, circa 70. Tuttavia questo numero rimane stabile, tende con molta lentezza a calare. Si tratta di soggetti che non hanno grandi complicanze come eravamo abituati, questo dipende tantissimo dalla vaccinazione: non dobbiamo abbassare la guardia, si deve continuare con le mascherine, con la vaccinazione”.

Palazzo Vecchio Covid
Foto Controradio

Le piante fuori da Palazzo Vecchio sono state allestite a cura di Coldiretti Toscana in collaborazione con Romiti Marco di Romiti Vivai. La cerimonia ha visto la partecipazione di Andrea Bernardini, trombettista della ‘Silent king big band’ dell’orchestra ‘ReMuTo’ coordinata dal professor Luca Marino. Oltre alla vicensidaca Alessia Bettini, tanti gli assessori comunali presenti tra cui Benedetta Albanese, Sara Funaro, Alessandro Martini.

“Fare memoria è importante, attualizza anche il nostro impegno di oggi – ha detto il direttore generale dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze Alberto Zanobini -. Oggi affrontiamo nuove sfide: il servizio sanitario è ritornato al centro del dibattito, devono essere al centro le risorse umane perché gli operatori sono stanchi, stremati. Oggi si riparla di investimenti: credo che sia necessario riuscire a trovare un giusto mezzo di continuità d’azione nello sviluppo del servizio sanitario”.

Zanobini, durante la cerimonia a Palazzo Vecchio ha ripercorso le tappe degli oltre due anni di pandemia: “Ricordo bene quando venne istituita la prima cabina di regia a febbraio 2020, non avevamo idea di ciò che avremmo affrontato – ha affermato -. Si era poi costituita l’idea che il virus non intaccasse i bambini, lavoravamo per contrastare invece contrastare questa idea, che era sbagliata. Poi via via abbiamo assistito alle varie ondate e anche al disagio psichico, di cui ancora oggi soffriamo”.

“Non possiamo più permettere che i nostri medici e tutti gli operatori sanitari passino dall’essere considerati eroi a essere dimenticati – ha detto il presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze Pietro Dattolo -. Fa male a noi, ai cittadini e al Paese. Non eravamo eroi e non vogliamo essere chiamati così, vogliamo solo essere ascoltati nell’organizzazione dei sistemi sanitari: possiamo essere preziosi con la nostra esperienza. Abbiamo bisogno che ci siano garantite condizioni di lavoro adeguate e nuove assunzioni per continuare a offrire alla popolazione un servizio efficiente, universale e gratuito per tutti”.

“Siamo andati a mani nude a combattere contro il virus – ha aggiunto Dattolo -. Abbiamo toccato la malattia senza arretrare e abbiamo capito ben presto quanto fosse pericoloso, con la tragica scomparsa del dottor Roberto Stella, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Varese e medico di famiglia. Non lasciamo che tutto questo sia successo invano”, conclude Dattolo.

 

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🎧 Careggi, inaugurato il banner dedicato a “Non una di meno”

🎧 Careggi, inaugurato il banner dedicato a “Non una di meno”

Firenze, inaugurato all’ospedale di Careggi, il banner dedicato a “Non una di meno”, nato dalla collaborazione della Unit Percorso codice rosa AOUC con gli artisti Myriam Cappelletti e Pietro Schillaci.

L’opera mira a comunicare l’attività di accoglienza delle vittime di maltrattamento sin dall’accesso al Pronto Soccorso di Careggi accompagnandole nel difficile percorso di denuncia e riappropriazione della propria dignità al di fuori delle dinamiche di violenza.

In podcast l’intervista al Questore di Firenze Filippo Santarelli e alla Dottoressa Paola D’Onofrio, direttore del Percorso Codice Rosa Unit di Careggi, a cura di Gimmy Tranquillo.

Il banner è esposto in modo permanente presso il NIC 1, (Nuovo Ingresso Careggi) come testimonianza del continuo e costante impegno di AOU Careggi nella lotta contro la violenza di genere.

AOU Careggi da quest’anno, oltre ai servizi che ormai da anni eroga alle vittime di maltrattamento, all’interno della rete regionale Codice Rosa, ha attivato un ambulatorio di consulenza gratuita medico-legale fornendo loro un supporto in ambito sia civile che penale; in collaborazione con le strutture territoriali, i Centri Anti Violenza, le Forze dell’Ordine e l’autorità giudiziaria.

A presenziare l’inaugurazione, oltre che al direttore generale dell’azienda ospedaliero

universitaria di Careggi, Rocco Damone, alla Dottoressa Paola D’Onofrio, direttore del Percorso Codice Rosa Unit, ed a un nutrito gruppo di personale medico di Careggi e della polizia di Stato, c’era anche il Questore di Firenze Filippo Santarelli.

©Controradio

“Il silenzio aiuta gli aguzzini: bisogna denunciare – ha sottolineato il Questore Filippo Santarelli – Oggi abbiamo gli strumenti per fronteggiare questa battaglia di civiltà, grazie alla professionalità acquisita negli anni dagli specialisti della Polizia di Stato, capaci di ascoltare e gestire con competenza e grande umanità situazioni di questo tipo. Rete è la parola d’ordine, Rete con la magistratura, Forze di Polizia ed operatori sanitari dell’ASL e di tutte le associazioni dedicate all’assistenza delle donne maltrattate. A questo possiamo aggiungere anche un aspetto innovativo di prevenzione del fenomeno rivolto non solo alla vittima, ma anche a colui che commette il reato: infatti, anche durante le cosiddette fasi di ammonimento, il maltrattante può essere indirizzato verso un adeguato percorso di recupero psicologico che lo aiuti ad analizzare e comprendere le cause delle sue azioni”.

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Careggi chiude ‘padiglione bolla’ Covid

Careggi chiude ‘padiglione bolla’ Covid

Firenze, è stato dimesso l’ultimo paziente del Covid center dell’ospedale fiorentino Careggi, padiglione bolla preparato nell’aprile del 2020 in previsione della seconda ondata pandemica e attivato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani alla fine dello scorso ottobre.

Da quel momento ad oggi – ricorda il dg dell’Aou Careggi Rocco Damone – la struttura ha assistito 974 pazienti su un totale di 2913 pazienti Covid-19 ricoverati a Careggi dall’inizio della pandemia, nel marzo 2020. Sempre Damone spiega che “gli esiti del Covid center di Careggi segnano una percentuale di guarigione di circa l’85%, in linea rispetto alla gravità della pandemia con una mortalità del 16%. Grazie alla lungimiranza del presidente Giani che ha creduto fin dai primi momenti in questa strategia organizzativa il Covid Center – conclude Damone – ha consentito di preservare oltre alle attività oncologiche e alle urgenze anche molte altre prestazioni ad alta complessità e di garantire il necessario supporto all’Area Vasta, nei momenti di maggiore diffusione del virus”.

“Mentre la campagna di vaccinazioni, con il salto di qualità di queste settimane, ci sta aiutando a dare la spallata finale al virus – commenta Giani – la chiusura del Covid center di Careggi è una splendida notizia e, insieme, la conferma che abbiamo scelto una strategia che si è rivelata vincente”.

“Oggi – aggiunge -, nonostante la fatica, le sofferenze fisiche e psicologiche, il dolore per le vittime a cui va il mio ricordo, credo che tutti gli operatori di questo ospedale possano dire di essere usciti arricchiti dal punto di vista professionale ed umano, da questa terribile esperienza. Pronti a riprendere l’attività ordinaria con la competenza, l’attenzione e la qualità di sempre”.

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Inchiesta medicina: maratona di interrogatori fino a dopo Pasqua

Inchiesta medicina: maratona di interrogatori fino a dopo Pasqua

Una maratona di interrogatori partita ieri e che si concluderà solo dopo Pasqua quella davanti al gip del Tribunale di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, che dovrà decidere sulla richiesta di interdizione dall’incarico per otto persone avanzata dai pubblici ministeri fiorentini Luca Tescaroli e Antonio Nastasi, titolari delle indagini sulle presunte irregolarità in alcuni concorsi per professori della Facoltà di Medicina. Ieri è stata la volta del rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei. Oggi il turno della professoressa associata di Chimica, Sandra Furlanetto.

Oltre un anno di conversazioni ascoltate dalla Guardia di Finanza tra i vertici dell’Università e la sanità fiorentina. Intercettazioni al centro dell’inchiesta  che vede complessivamente 39 indagati con reati che vanno dall’abuso d’ufficio a varie declinazione della corruzione.

La Procura ipotizzerebbe, secondo quanto riporta oggi Il Corriere fiorentino,  “accordi spartitori” nella gestione delle cattedre di Medicina per professori ordinari, associati e ricercatori, con “vincitori predeterminati”. Ma nell’inchiesta e nelle intercettazioni, si legge su La Repubblica,  non comparirebbero solo i presunti bandi ‘profilati’ per Medicina anche anche altre procedure, cattedre e dipartimenti.

Sul fronte degli interrogatori a dare inizio al programma che proseguirà fino a dopo Pasqua con decisione sulle misure interdittive attesa per metà di aprile, è stato ieri il Rettore di Firenze, Luigi Dei indagato dei reati di associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e induzione indebita a dare o promettere utilità. “Il rettore ha risposto alle domande e ha avuto modo di chiarire i particolari richiesti”, ha dichiarato l’avvocato Sigfrido Fenyes. Nei prossimi giorni sono previsti altri interrogatori di garanzia. Domani il professore di urologia Marco Carini e chiuderà il direttore generale di Careggi, Rocco Damone.

Secondo il teorema accusatorio, illustrato dai pm Tescaroli e Nastasi nelle carte inviate al gip, esisteva “un centro di potere che gestisce la cosa pubblica come se fosse cosa propria” ovvero “in funzione personale con scambi di favori, facilitando i propri clientes nell’occupazione di posti di ricercatore e di professore ordinario e associato”.

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